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Articoli con tag ‘sessualità di coppia’

Il Tantra e la coppia (2)

TANTRAdivine

Questa sotto è una breve raccolta che parla del Tantra in generale  e di vari esercizi da fare per migliorare l’amore, la sessualità e la complicità nella coppia.

Quando sentiamo parlare di Sesso Tantrico, subito ci vengono alla mente prestazioni sessuali meravigliose, lunghissime e super goderecce, ma, cos’è davvero il Sesso Tantrico? Da dove viene? Come si pratica? E, sono veri tutti i miti legati a questo modo di praticare il rapporto sessuale? Innanzitutto è una pratica che deriva da una disciplina che prevede un preciso modo di vivere, non semplicemente una pratica sessuale, per riuscire a farlo davvero ci vuole del tempo, comunque nulla vieta di provarci!

Il Tantra è un insegnamento spirituale esoterico nato nelle religioni indiane a partire dal VI secolo, ne esistono diverse varianti: induiste, buddhiste, giainiste e bönpo. Secondo il Tantra, il sesso avrebbe tre finalità ben distinte: procreazione, piacere e liberazione. L’orgasmo, il suo raggiungimento ed il piacere dell’atto sessuale sarebbero fondamentali anche per la procreazione.

Una delle regole base per mettere in pratica il sesso seguendo il Tantra è niente fretta. I preliminari di questo tipo di relazione sessuale a quanto pare sarebbero interminabili.

All’atto sessuale vero e proprio ci si prepara prima con contatti visivi, poi con sensuali massaggi e bagni rilassanti. Anche gli esercizi di respirazione e le contrazioni muscolari sono molto importanti, solo alla fine si arriva al rapporto completo e alla penetrazione.

Regole generali per praticare Sesso Trantrico:

– profonda rilassatezza
– sgombero del pensiero dalla volontà di godere e di far godere
– calma e lentezza
– apertura mentale verso se stessi e i propri sensi
– nessuno stimolo esterno che possa attirare l’attenzione
– lunghi respiri profondi

Cosa non è necessario:

– avercelo duro (l’atto dura molto e non sarà necessario avere il pene pronto da subito, anche perchè dopo un’ora di preliminari magari potrebbe anche venire una paralisi al vostro uomo…)
– sbattersi e affannarsi (come sopra, rilassiamoci!)
– mettersi in attesa dell’orgasmo (non è l’obiettivo di questo tipo di pratica)

http://donna.tuttogratis.it/amore/sesso-tantrico-come-fare-lamore-con-il-massimo-del-piacere/P60237/

È il Tantra, una disciplina  che insegna attraverso erotismo ed emozioni ad allargare i propri orizzonti

di Monica Piccini

Per espandere la propria consapevolezza e avvicinarsi il più possibile all’illumina­zione (termine che in Occidente si può tradurre con “unione con Dio”) anche la sessua­lità può servire nell’intento. È quel che promette l’antica disciplina del Tantra che insegna a cono­scere meglio se stessi e gli altri attraverso emo­zioni ed erotismo. Spesso erroneamente intese come interminabili sessioni tra le lenzuola, «le pratiche tantriche non sono sesso con un po’ di meditazione, ma il contrario: meditazione con un po’ di sesso», sintetizza con accento teutonico Elmar Zadra, l’ex consulente aziendale che, in­sieme a sua moglie Michela, da 16 anni organizza seminari sull’argomento nella sede dell’istituto Maithuna (www.maithuna.it) fondato dalla coppia ad Anghiari vicino Arezzo e ritrovo di molti ap­passionati tantristi. È con lui che approfondiamo l’argomento.

Quali sono gli ingredienti principali per espan­dere la propria consapevolezza (che è poi il significato del termine Tantra)?

«La via maestra è la meditazione, che significa osservare con la propria coscienza tutto quel che succede dentro di sé: pensieri, sensazioni corpo­ree, principalmente la respirazione, ed emozioni. Si comincia dal mettersi seduti e dall’osservare la propria respirazione che, prolungata nel tempo, piano piano cambia e diventa più fluida. E inizia a coinvolgere parti sempre più numerose del corpo. Chi respira con il torace, per esempio, comincia a sentire la respirazione anche nell’addome e vi­ceversa. All’inizio potrebbe non esser così facile concentrarsi sulla respirazione lasciando andare pensieri e preoccupazioni. L’importante è fare il primo passo ed essere costanti. Quanto alle sensazioni corporee, all’inizio si sentono dettagli macroscopici come la schiena che tira o le nati­che sul cuscino, poi gradualmente si può arrivare a percepire quella che i tantrici definiscono uno sciame di api, una sottile vibrazione in tutto il corpo. Questo avviene però solo quando il corpo ha abbandonato, quasi completamente, la maggior parte delle tensioni».

A che punto del percorso s’introduce l’elemen­to sesso?

«La meditazione seduti su un cuscino è una bella cosa, però poi il passo successivo è quello di por­tare l’intensità della meditazione in tutte le attività della vita. E una delle attività dell’essere umano è il sesso, ma lo stesso discorso vale anche per il camminare, il parlare al telefono».

Forse mi sfugge qualcosa. Nei vostri seminari non c’è un momento in cui i partecipanti ven­gono invitati all’esplorazione dei genitali, come ho letto in un articolo?

«Sì, c’è. Diciamo che il Tantra a differenza di altri percorsi spirituali è l’unica disciplina che ha esteso la consapevolezza anche al sesso, e tutti si sono concentrati su quest’unico aspetto».

Capisco. Ma per chi è interessato, come si svolgono i vostri corsi?

«Meditiamo e facciamo una serie di esercizi dedi­cati a conoscere il corpo su un piano interiore (soprattutto nei primi incontri), sensibilizzandosi sulle sensazioni individuali, per poi passare a per­cepire la relazione di coppia».

E se uno partecipa da solo?

«Anche chi non è in coppia fa sesso, dicono».

Se una persona vuol risolvere un problema con il partner lo deve portare o può ottenere gli stessi risultati lavorando su se stesso?

«Se si è in due è meglio frequentare entrambi perché è la coppia che fa il processo».

Oltre all’esplorazione dei genitali quali altri esercizi si fanno nel Tantra?

«Il Tantra non è una serie di attività da fare. Il concetto di sensibilizzazione su cui si basa molti non lo capiscono».

Io penso di comprenderlo: ci potrebbe spie­gare meglio?

«Ci sono una serie di esercizi che si fanno da soli, per meglio distinguere cosa appartiene a me e cosa al mio partner. Si comincia, per esempio, con lo sciogliere i blocchi emozionali nel bacino o nel petto. Si prosegue con gli esercizi di respira­zione per poi arrivare a lavorare sulla relazio­ne di coppia su quattro diversi piani: corporeo, emotivo, mentale e spirituale. In questa fase, per esempio, chiediamo a un partecipante: “che co­sa provi di fronte alla donna che hai davanti?”. Successivamente chiediamo: “che cosa senti nel corpo quando provi questa sensazione?”.Già tale distinzione tra pensieri, emozioni e sensazioni corporee produce una certa chiarezza dentro di lui. Perché spesso quando diciamo “ti voglio bene”, si tratta di parole pensate nella mente, senza che ci sia alcuna reazione corporea. Molte persone che si amano vivono nel mondo dei pen­sieri e poco nel fisico. L’amore ha la sua sede nel cuore e finché uno non sente nel cuore bisogna continuare a fare esercizi».

Che si traducono in…

«Muoversi a ritmo di musica, massaggiarsi e, nelle pratiche erotiche, toccarsi in modo più lento del normale (nel corso in cui esploriamo il punto G per esempio il rituale dura 4 ore): tutto questo aiuta a conoscersi. Si passa poi a osservare le cosidette dinamiche di coppia. Con il tempo, in una relazione, si mettono in atto comporta­menti prevedibili, forme di automatismo. Uscire da questo meccanismo permette di capire cosa realmente si desidera, a prescindere da quello che l’altro pensa o fa».

Dal suo osservatorio privilegiato qual è la sco­perta più inconsueta che ha tratto sul piacere e l’amore?

«L’aver capito che i nostri limiti sono condiziona­ti e non assoluti. Sono abitudini che si possono varcare. Questo vale per il piacere, per il dolore e anche per l’amore. Alcune persone che non hanno difficoltà nel sesso hanno invece pro­blemi ad amare. Come il piacere, anche l’amore, per chi fa fatica a lasciarsi andare, può essere fastidioso su un piano fisico. Guardare qualcuno negli occhi che ti dice “ti amo” comporta una re­strizione nel petto, così come la stimolazione del punto G inizialmente risulta fastidiosa per i due terzi delle donne. Andare oltre ciò che si conosce di sé non è per nulla facile. Aprirsi all’energia dell’amore e del sesso, lasciarsi impregnare fino ad arrivare ai limiti, per scoprire ciò che ci aspetta al di là della coscienza ordinaria. Questo è il Tantra».

Coppia tantrica

Elmar Zadra, esperto in finanza e organizzazione aziendale nato 53 anni fa a Bolzano, e Michaela Gossnitzer, architetto di 44 anni, si conoscono a Vienna circa 25 anni fa. In viaggio tra ashram indiani e monasteri tibetani rimangono affascinati dal Tantra, l’unione uomo-donna nella via spirituale. Sposati e con una figlia di 24 anni, da 20 vivono in Italia dove organizzano corsi introduttivi e avanzati in cui insegnano il Tantra. La coppia è anche autrice di libri come “Il punto G: Guida tantrica al mistero della sessualità femminile” (Sperling&Kupfer), “Tantra per due: Una guida per la felicità della coppia” (Mondadori) e “Tantra e Meditazione” (Rizzoli).

http://www.yogajournal.it/joomla/donna/sessualita/item/1384-a-scuola-di-sessualit%C3%A0.html?tmpl=component&print=1

La sessualità  del Tantra

La parola Tantra in India può assumere un vasto spettro di significati: indica la trama di un tessuto, la spola, una dottrina mistica o magica, un’opera scientifica ma anche lo svolgimento di una cerimonia, la continuità, la successione e la discendenza.

Tentare di definire il termine Tantra è tanto arduo quanto necessario al fine di evitare fraintendimenti; esso deriva dalla radice tan – «espansione» – e tra – «liberazione»: con la parola Tantra si indica dunque un insieme di dottrine e di pratiche millenarie volte all’espansione dell’ordinario stato di coscienza.
Questo ampliamento della consapevolezza include tutti gli aspetti della vita ed il Tantra è l’unica disciplina in cui viene compiuta la difficile sintesi tra gioiosa accettazione e liberazione.
In tempi recenti il Tantra ha conosciuto una grande notorietà in occidente, principalmente a causa dell’enfasi posta sull’utilizzo di alcune pratiche sessuali. Queste pratiche in realtà costituiscono solo una parte della dottrina tantrica, che combina corpo e mente, la purificazione del corpo e dei canali energetici, esercizi di concentrazione e meditazione.
Le pratiche sessuali TantraQuando l’individuo perviene ad un più elevato stadio di consapevolezza, tramite il controllo dell’energia vitale diviene possibile utilizzare anche il sesso per favorire la crescita spirituale. Normalmente l’atto sessuale è un’esperienza limitata: nello spazio (in quanto incentrata sugli organi sessuali) e nel tempo (di breve durata, limitata ad un effimero istante di piacere fisico). Grazie al Tantra si riesce ad espandere la propria percezione della sessualità, trasformandola in un’esperienza a cui partecipa ogni cellula del suo corpo, ogni fibra dell’essere, e in cui il tempo nella sua accezione comune cessa di esistere.

Chi adotta questo atteggiamento sessuale giunge a un simile risultato incanalando l’energia risvegliata dalle pratiche – kundalinî – attraverso le nâdî, ovvero canali energetici del corpo, portando l’energia stessa dal mûlâdhâra chakra, dove normalmente risiede, fino a sahasrara chakra, toccando durante l’ascesa tutti i centri energetici principali del corpo.

Mûlâdhâra è il primo chakra nel corpo umano ed è situato nella regione del perineo, tra l’ano e l’organo genitale. Con Mûlâdhâra, secondo il Tantra, nasce la coscienza propriamente umana, anche se è qui del tutto passiva ed appare al suo grado meno elevato. Questo “centro energetico” regola i meccanismi istintivi della sopravvivenza e dell’autodifesa, oltre a quelli della nutrizione, responsabili del mantenimento della vita.

Il nome deriva etimologicamente da mula, cioè «radice» e adhara, cioè «supporto, fondamento, base». In Mûlâdhâra, giace addormentata quella che gli scritti tantrici definiscono come energia primordiale, cioè il potenziale che ci permette di compiere il viaggio alla riconquista dell’unità. Questo potenziale è conosciuto con il nome kundalinî o Kundalinî-Shakti.

Kundal significa «spirale», kunda indica un luogo molto profondo, o una cavità: questo potere primordiale è infatti rappresentato come un serpente che dorme, arrotolato nelle sue spire, ostruendo con la sua testa l’accesso a Sushumnâ nâdî, ovvero il canale energetico principale.

Ogni chakra presiede ad un organo di senso e ad uno di azione. L’organo di senso relativo a mûlâdhâra è il naso e il senso associato è l’olfatto. Gli organi d’azione sono l’ano e le gambe.

I testi del Tantra
Il “Tantraloka” – Luce dei Tantra – è opera di Abhinavagupta, grande sistematore del pensiero tantrico sivaita del Kashmir. Vengono trattati temi quali l’iniziazione, la gestualità, il rito e il suo svolgimento, la recitazione dei mantra adeguati e l’utilizzo del mandala come centro del rito stesso; l’utilizzo del simbolo sacro del dio, cioè il lingam, e la sua associazione e unione con la yoni, simbolo del principio vitale femminile, la Shakti. Attraverso vari livelli di iniziazione, si comprende di vivere in una realtà più complessa di quanto si credesse. Ogni aspetto di questa realtà, dal più umile al più sgradevole, attraverso ogni forma di bene e male, si dimostra come un volto della divinità, la cui unicità viene riassunta nell’unione assoluta rappresentata attraverso l’unione sessuale fra il dio (Siva) e la dea (Shakti).Ed è anche attraverso la sperimentazione di pratiche sessuali che si prende coscienza dei due poli vitali, maschile e femminile.
I preliminari e le posizioni del Tantra
Nella preparazione al culmine del piacere ottenuto attraverso pratiche Tantra ha un ruolo predominante il massaggio. Esso deve scorrere dalla parte interna del corpo (l’interno delle gambe, delle braccia, il busto, il viso), quindi salire e poi ridiscendere sulle parti esterne (la nuca, il dorso, i glutei, l’esterno delle gambe e delle braccia). Un massaggio che segue questo percorso (partendo dai piedi per risalire lungo le gambe e il busto, girare dietro la nuca e ridiscendere) elimina ogni tensione. Nel senso inverso, partendo dalla nuca, scendendo fino ai piedi per raggiungere la parte anteriore del corpo, si aiuta invece a raccogliere e a concentrare l’energia. Il massaggio può essere costituito anche da carezze e sfioramenti eseguiti dal partner lungo tutto il corpo con tocco leggero, ricorrendo magari anche a un olio. Alla manipolazione muscolare non deve per forza seguire l’atto sessuale: è semplicemente un momento in cui ci si dona piacere. Chi pratica il massaggio muove le mani in senso orario, come se volesse allentare i muscoli del partner allargandoli, così come si allenta l’intreccio di una corda. Chi riceve il massaggio può percepire i propri muscoli che si espandono, come se aumentasse lo spazio occupato. Anche in questo esercizio comunque non c’è nessun risultato da ottenere, ma solo espansione della percezione, rilassamento, equilibrio.
La scoperta del piacere nel Tantra passa anche attraverso le posizioni da tenere durante l’esperienza sessuale. La più praticata è quella che vede i due partner seduti uno di fronte all’altro; l’uomo nella posizione del loto (Padmasana), la donna seduta sul suo grembo

http://www.sceglitu.it/dossier/la-sessualita–del-tantra/C-47

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