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Castaneda (La ruota del tempo) estratto

Un guerriero pensa alla propria morte quando le cose si fanno nebulose.

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L’idea della morte è la sola in grado di temprare il nostro spirito.

Un uomo comune vince o perde e, a seconda dei casi, si fa persecutore o vittima. Queste due condizioni hanno ragione di esistere finchè un uomo non vede.. Il vedere disperde ogni illusione di vittoria, sconfitta o sofferenza.

Gli uomini non capiscono quasi mai che è possibile tagliare fuori qualsiasi cosa dalla propria vita, in qualunque momento, con un battito di ciglia

Un guerriero non ha bisogno di una storia personale. Un giorno scopre che non gli è più necessaria, e la abbandona

Finchè si considera la cosa più importante del mondo, un uomo è incapace di apprezzare nel giusto modo la realtà che lo circonda: è come un cavallo con i paraocchi; tutto ciò che vede è se stesso, separato dal resto.

Fin da quando nasciamo gli altri ci dicono che il mondo è in un determinato modo, e naturalmente noi non abbiamo altra scelta che accettare che il mondo sia come gli altri ci hanno detto che sia.

Poco importa come si è stati allevati: a determinare il comportamento è il potere personale. L’uomo è solo il compendio del suo potere personale, e tale compendio determina il modo in cui vive o muore.

La cosa più difficile al mondo è assumere lo stato d’animo del guerriero. Non serva a nulla provare tristezza, lamentarsi se sentirsi giustificati nel farlo. Credendo che gli altri ci stiano sempre facendo qualcosa. Nessuno fa niente a nessuno, tanto meno a un guerriero

Il guerriero è cacciatore: calcola ogni cosa. Questo è il controllo. Ma una volta fatti i suoi calcoli, agisce a lascia andare. Questo è l’abbandono. Un guerriero non è una foglia in balia del vento. Nessuno può costringerlo: nessuno può forzarlo ad agire contro la sua volontà o contro il suo giudizio. Un guerriero è sintonizzato per sopravvivere, e sopravvive nel modo migliore.

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La sicurezza del guerriero non è quella dell’uomo comune: l’uomo comune cerca la certezza negli occhi di chi guarda e la chiama sicurezza del sé; il guerriero cerca l’impeccabilità nei propri occhi e la chiama umiltà. L’uomo comune dipende dai suoi simili, mentre il guerriero dipende solo dall’infinito.

Cambiare l’idea che abbiamo del mondo è il punto cruciale dello sciamanesimo. E far tacere il dialogo interiore è l’unico modo per riuscirci.

Un guerriero accetta il suo destino quale che sia, e lo fa in perfetta umiltà. Accetta in umiltà quello che è, non come motivo di rammarico ma come una sfida vivente.

Un guerriero si considera già morto e quindi non ha nulla da perdere. Il peggio gli è già accaduto, e lui è lucido e calmo: giudicandolo dalle sue azioni e dalle sue parole, sarebbe impossibile sospettare che ha già visto tutto.

Un guerriero non si abbandona alla morte. Essa deve combattere per averlo. Un guerriero non si consegna facilmente alla morte.

I guerrieri non si aggiudicano la vittoria battendo la testa contro i muri, ma oltrepassandoli. I guerrieri saltano al di là dei muri, non li demoliscono.

Un guerriero deve coltivare la percezione di avere tutto il necessario per quel bizzarro viaggio che è la vita.

Ciò che conta per un guerriero è essere vivo. La vita di per sé è sufficiente e completa e ha in sé la sua giustificazione. Di conseguenza si può dire, senza peccare di presunzione, che l’esperienza di tutte le esperienze è essere vivi.

La differenza fondamentale tra l’uomo comune e il guerriero è che il guerriero affronta tutto come una sfida, mentre l’uomo comune prende tutto come una benedizione o una sciagura.

Solo un guerriero può resistere sul sentiero del sapere. Un guerriero non rimpiange nulla né si lamenta di nulla. La sua vita è una sfida incessante, e le sfide non sono né buone né cattive: sono semplicemente sfide.

L’umo comune diventa consapevole solo quando pensa che dovrebbe farlo; la condizione del guerriero, invece, è di essere consapevole di tutto sempre.

Un guerriero non può lasciare nulla al caso. Influisce in modo determinante sugli eventi grazie alla forza della sua consapevolezza e del suo inflessibile intento.

Quando non si ha nulla da perdere, si diventa coraggiosi. Siamo pavidi solo quando abbiamo ancora qualcosa a cui aggrapparci.

L’unica libertà del guerriero consiste nel comportarsi in modo impeccabile.

L’impeccabilità non è soltanto libertà; è anche l’unica via per raddrizzare la forma umana.

Il nucleo del nostro essere è l’azione del percepire, e la magia del nostro essere è la consapevolezza. Percezione e consapevolezza sono in una sincronia inestricabile e perfetta.

I guerrieri considerano sempre il primo evento di una serie come la cianografia o la mappa di ciò che si svilupperà successivamente.

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Le azioni degli uomini non influenzano più il guerriero quando questi non nutre più aspettative di sorta. Una strana pace diventa la forza dominante della sua vita. Egli ha assimilato uno dei concetti su cui si fonda la via del guerriero: il distacco.

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Mi sono abbandonato al potere che governa il mio destino. E non mi aggrappo ad alcunchè, per non avere alcunchè da difendere.

Poichè non ho pensieri, vedrò.

Poichè non temo nulla, ricorderò me stesso.

Distaccato e a mio agio, sfreccerò oltre l’Aquila

per essere libero.

 

(La ruota del tempo, Castaneda)

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