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Articoli con tag ‘rituali di Yule’

Celebrare Yule (21 Dicembre)

Il Rituale

Si adorna l’altare con sempreverdi come pino, rosmarino, alloro, ginepro e cedro, che si possono usare anche per segnare il Circolo delle Pietre. Sull’altare si possono anche mettere delle foglie secche .

Il calderone, sistemato sull’altare (o messo di fronte se è troppo grande) su di una base a prova di calore, dovrebbe essere riempito con un liquido infiammabile (alcol), oppure si può mettere al suo interno una candela rossa. Nei rituali all’aperto, è meglio accendere un fuoco durante il rituale.

Dopo aver sistemato l’altare tracciato il cerchio invocate le Divinità dichiarando le intenzioni del cerchio :

Questa è la notte più lunga. Il sole ritorna, nato dal buio e nutrito dal ventre della Grande Dea. Il signore della morte è il signore della rinascita, e l’oscurità ora lascia spazio alla luce ogni giorno di più. In questa notte ricordiamo che l’oscurità non è vuota, non fa paura. E’ il potenziale infinito dal quale la luce è nata. In questa notte, esprimiamo la nostra gioia per i sogni che abbiamo trovato nel tempo del sogno e che ora ci appaiono davanti. In questa notte, accendiamo la luce della speranza, perchè la luce ritorna, e con essa la nuova vita.

Mettetevi in piedi di fronte al calderone e guardate dentro. Dite queste parole, o qualcosa di simile:

 Io non soffro, anche se il mondo è avvolto dal sonno.

Io non soffro, anche se i venti ghiacciati fischiano.

Io non soffro, anche se la neve cade dura e profonda.

Io non soffro; anche questo presto passerà.

 Ora va accesso il fuoco o la candela da mettere nel calderone dicendo :

 Io accendo questo fuoco in Tuo onore, Madre Dea.

Tu hai creato la vita dalla morte; il calore dal freddo;

Il Sole rivive ancora; il tempo della luce aumenta.

Benvenuto, Dio del Sole che fai sempre ritorno!

Salve, Madre di Tutto

 

Dopo di che cominciate a girare in tondo attorno al altare , lentamente in senso orario osservando le fiamme e cantando :

Gira, gira, la ruota gira

Attorno gira e gira ancora.

La fiamma che era spenta, adesso risplende.

Attorno gira e gira ancora.

Torna, torna, alla vita ritorna.

Attorno gira e gira ancora.

Benvenuta luce solare; addio agli sforzi.

Attorno gira e gira ancora

Il Signore Sole muore; il Signore Sole vive

Attorno gira e gira ancora

La Morte apre le mani e nuova vita elargisce

Attorno gira e gira ancora

Gira, gira, la ruota gira

La fiamma che era spenta, adesso risplende

Attorno gira e gira ancora

 

Dopo un po’ fermatevi ed alzatevi in piedi ancora di fronte all’altare ed al calderone in fiamme. Dite:

Grande Dio del Sole,

Io do il benvenuto al Tuo ritorno.

Possa Tu splendere luminoso sulla Dea;

Possa Tu splendere luminoso sulla Terra,

Spargendo semi e fertilizzando il terreno.

Tutte le benedizioni a Te,

Sole rinato!

Ora sentite il Dio dentro do voi e dite :

Nell’oscurità profondo, sono caduto e la morte ho conosciuto

Eppure di polvere di stelle ero fatto

Sulla coda di una cometa

Ho squarciato l’oscurità vellutata di luce infinita

Splendente di gloria, la vita ho riacquistato,

per iniziare di nuovo il perenne ciclo di osservazione

che sempre mi porta attraverso la morte

e la rinascita

Insieme a nostra Signora

affronto il vento

sapendo che sulle ali del tempo noi voliamo,

attraverso mondi infiniti, per sempre uniti

Ora volendo si può svolgere qualche lavoro magico, dopo di che si celebra il banchetto semplice e infine si rilascia il cerchio

Tradizione :

Una pratica tradizionale di Yule è la creazione di un albero di Yule. Può essere un albero vivo piantato in vaso, che poi si può piantare nel terreno, o un albero tagliato. Mele, arance e limoni che pendono dai rami, sono decorazioni straordinariamente belle, naturali, ed erano tradizionali in tempi antichi.

Molti si divertono con l’usanza di accendere il ceppo di Yule. Questa è una rappresentazione grafica della rinascita del Dio nel sacro fuoco della Dea Madre. Se decidete di bruciarne uno, scegliete un ceppo appropriato. (tradizionalmente di quercia o pino). Si incide o disegna su di esso una figurina del Sole (come un disco con i raggi) o del Dio (un cerchio con le corna o la figura di un uomo), con coltello con il manico bianco, e gli si da fuoco in un caminetto al tramonto di Yule. Mentre il ceppo brucia, si visualizza il Sole che splende in esso e si pensa ai giorni più caldi che verranno.

Per quanto riguarda il cibo, le portate tradizionali sono noci, frutta come mele e pere, dolci bagnati col sidro, e (per chi non è vegetariano) maiale. Per il Banchetto Semplice o per i pasti di Yule, le bevande adatte sono il wassil, lambswool [nomi di ricette di punch caldi ], tè di ibisco o zenzero.

(http://www.magicavalon.com/?q=ruota/yule)

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Yule ( 21 Dicembre)

La notte del solstizio invernale è la notte più lunga dell’anno. L’oscurità trionfa, e già prepara il cammino e si trasforma in luce. Il respiro della natura è sospeso. Tutto aspetta nel calderone, Il Re Oscuro si trasforma nella luce infante. Aspettiamo l’alba non lontana, quando la Grande Madre da vita al Sole Bambino, che porta con se speranza e la promessa dell’estate. Chiamiamo il Sole dal grembo della notte. La nostra Donna Benedetta lo porta nel suo giovane grembo, grembo che ha dato la vita a tutte le cose. La Donna gira la ruota ancora una volta. Poichè è una festa solare, è celebrata col fuoco e il nome di Yule. E’ il tempo in cui lasciar andar via le nostre paure,i nostri dubbi,le idee logore e i progetti finiti – qualsiasi cosa della nostra vita che ci tiene lontani dai nuovi inizi che ci porteranno ad una nuova crescita. E” il momento di lasciar andare il passato e di camminare verso la luce. Alcune streghe accendono una candela dorata nel calderone e lo saltano, il calderone della rinascita esprimendo il desiderio di essere persone migliori nell’anno che verrà. In questa lunga notte, noi rinnoviamo e diamo nuova vita ai nostri corpi e spiriti. In questo momento piantiamo i semi del cambiamento.

Yule è il solstizio invernale. E’ il momento in cui le ore del giorno sono le più brevi dell’anno, e ovviamente, vi è la notte più lunga. La Dea da vita al Dio, rappresentando la rinascita della luce. E’ il momento dell’anno in cui gli spiriti della Terra (e dei boschi) sono spinti a riposare, per prepararsi al lavoro che ci sarà nel ridare alla Terra i nuovi boccioli di vita, con la Primavera.

La parola Yule si crede derivi dalla parola scandinava o anglosassone “Iul”, o addirittura dal norvegese “jul” che significa “ruota”, quindi una data che segna il punto definitivo nella Ruota dell’Anno.
Inoltre Jolfoor (padre di Yule) e Jolnir (Yule) sono nomi di Odino. Alcuni credono che in realtà Odino fosse colui che desse i regali. Prima che Babbo Natale diventasse popolare nell’epoca vittoriana come un elfo grasso e felice, era mostrato alto e longilineo, con un lungo vestito nero, invece che rosso e bianco. Le prime legende raccontano che Babbo Natale guidasse un cavallo bianco, non una slitta piena di renne. Questo ci ricorda per l’appunto Odino e Sleipner. Il vecchio “Babbo” era anche una figura molto particolare, a tratti terrorizzante, soprattutto per le persone cattive e con intenti poco onorevoli.

Gli antichi Greci festeggiavano una celebrazione simile per assistere il Dio Cronos in battaglia contro Zeus e i Titani. I Romani invece festeggiavano il Dio Saturno. La festa difatti si chiamava Saturnalia e iniziava a metà dicembre per finire il primo di Gennaio. Si era soliti dire “Jo Saturnalia” quando ci si incontrava mascherati per le strade e si utilizzava queste giornate per fare grossi e lauti pranzi, andare a trovare gli amici e parenti e per scambiarsi dei regali di buona fortuna chiamati Strenae (da qui la tradizione delle strenne natalizie). Decoravano le loro case con ghirlande di alloro e sui sempreverdi venivano accese candele. Gli schiavi venivano resi liberi.
Celebrazioni venivano tenute in onore degli spiriti dei boschi. Gli alberi venivano portati nelle case e decorati con campanelle, candele e con nastrini dai colori brillanti per attrarre gli spiriti. Pane, frutta e noci venivano appesi sui rami per dare cibo agli stessi. Canti di gruppo erano anche un modo per guidare gli spiriti al rifugio delle case e i ceppi venivano accesi per dare calore.
Questa festa è stata adattata dalla tradizione Pagana nella celebrazione più famosa del Natale.

I Sassoni celebravano Modranect il 24-25 Dicembre. Significa la notte della Madre. Era la celebrazione della nascita del sole per il solstizio d’inverno. Il giorno che seguiva la notte della Madre era per festeggiare la Dea.

Yule coincide con la celebrazione del Natale. Questo Sabbat rappresenta la rinascita della luce, nella notte più lunga dell’anno, la Dea da alla luce il Sole Bambino e aspetta la nuova luce. Alcune covens celebrano un Festival della Luce per commemorare la Dea Madre. Altri celebrano la vittoria del Signore della Luce su quello dell’ Oscurità.

Il solstizio invernale è stato spesso associato alla nascita del ” Re Divino”, molto prima della nascita del cristianesimo. Yule è la rinascita, il ritorno della speranza e della vita. Non ha mai cambiato il suo significato nel tempo. Del resto Yule e Natale non sono poi così diversi. Entrambi celebrano l’arrivo del Dio/Sole, così come Cristo è stato chiamato, la luce del mondo.
La tradizione cristiana dell’albero di Natale ha le sue origini nella celebrazione pagana di Yule. Famiglie pagane portavano un albero in casa così che gli spiriti dei boschi avrebbero avuto un posto dove restar caldi nei mesi invernali. Campanelle erano appese ai rami così che si poteva riconoscere quando uno spirito era presente. Il cibo era appeso per farli mangiare e una stella a cinque punti, il pentagramma, simbolo dei 5 elementi, era messo a capo dell’albero. I colori della stagione, rosso e verde, sono anche di origine pagana, così come l’abitudine di scambiarsi i regali.

Così come gli alberi da frutta, anche i sempreverdi sono un elemento fondamentale delle celebrazioni del solstizio invernale. L’albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l’anno, è un ovvio simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l’oscurità dell’inverno. La birra e il pane venivano offerti agli alberi in Scandinavia. L’albero di Yule rappresentava la fortuna per una famiglia così come un simbolo della fertilità dell’anno che sarebbe arrivato.

Come festa del sole, Yule è celebrato attraverso il fuoco e l’uso di un ceppo. Un pezzo del ceppo è salvato e tenuto durante l’anno per proteggere la casa. Questa antica tradizione di matrice inglese era fatta con un ceppo di Quercia che era tagliato, decorato con aghi di pino e pigne e quindi bruciato nel caminetto per simbolizzare il sole che ritorna.
Un tipo diverso di ceppo di Yule, sicuramente più utile per i praticanti moderni, è quello che viene usato adesso e che ha la base per tre candele. Trovate un ramo piccolo di quercia o pino, fate tre fori per tenere tre candele: rossa, verde e bianca (stagionale), verde oro nera (il dio sole) o bianca, rossa e nera (la Grande Dea). Decoratelo con del verde (io preferisco l’edera e il vischio), boccioli di rosa, chiodi di garofano, usate della farina per mimare la neve. Questo ceppo può essere bruciato dopo Yule o conservato per l’anno seguente. Fate attenzione che qualsiasi ceppo prendiate non sia preso da un albero vivo e che il permesso sia stato chiesto e sia stato ricompensato con un’offerta.

I bimbi venivano portati di casa in casa a regalare mele speziate ai chiodi di garofano e arance pieni di chiodini infilati nella buccia, che tenevano in cesti di rami di pino insieme a dei gambi di grano ricoperti di farina. Le arance e le mele rappresentavano il sole, i rami l’immortalità e il grano simboleggiava il raccolto. Infine la farina era la consapevolezza del trionfo, della luce e della vita. Il vischio, il pungitopo e l’edera non solo erano decorazioni di esterni ma anche di interni. Un rametto di agrifoglio veniva tenuto tutto l’anno per assicurare fortuna alla casa e a chi ci risiedeva.

Ricordiamo anche l’importanza della ghirlanda, in quanto simbolo di Yule, perchè rappresenta la ruota che sempre gira e il cerchio senza fine che ogni volta si compie. Insomma, la natura infinita della vita. E’ tradizione fare una ghirlanda di vischio e rami di abete per simboleggiare l’antica ruota attraverso cui passavano i pagani dei tempi.

L’angioletto sopra l’albero di Natale, in realtà in molti posti della Germania, diventa una streghetta, per rappresentare la Crona, la vecchia Dea che presiede su questa fase dell’anno. Anticamente si era soliti posizionare una luce, proprio per simboleggiare la rinascita del sole.

Nei tempi antichi si diceva che le tribù germaniche sacrificassero i prigionieri al Dio della vittoria, impiccandoli agli alberi per nove giorni, così come Wodan era stato impiccato all’albero della Vita per ottenere la sacra conoscenza delle rune. Quando le guerre finirono, sostituirono gli uomini con degli uomini di marzapane, per chiedere allo stesso Wodan, aiuto per attraversare il nero inverno.

Bere Wassail a Yule è una delle tipiche tradizioni inglesi dai tempi dei tempi. La parola Wassail deriva da Wes Hal che significa “alla tua salute”. Questa bevanda è a base di vino e/o sidro con frutta e spezie. Veniva inoltre offerto agli alberi di mele perchè continuassero a produrre i loro frutti.

Anche se cade nel momento più scuro dell’anno, Yule è un momento sacro e di pace. La concentrazione del singolo dovrebbe essere verso la famiglia, gli antenati, la pace e la serenità.

Corrispondenze:

Luna
Fredda, Quercia, Luna delle Notti Lunghe

Simboli
Ceppo, l’albero, candele, vischio, l’edera, gli abeti

Divinità
Tutte gli Dei nascenti e del Sole, tutte le Dee Madri e le Dee triplici.

Colori
Rosso, Verde, Oro e Bianco

Cibi tradizionali
Noci, frutti come le mele e le pere, Maiale, Idromele, patate, cipolle, Dolci con il cumino

Erbe
Agrifoglio, Vischio, Edera, Cedro, Alloro, Ginepro, Rosmarino, Pino, Valeriana, Mirra

Oli
Rosmarino, Mirra, Noce Moscata e Cedro

Incenso
Pino e Cannella

Animali
Cervi, scoiattoli e il pettirosso

Gemme
Quelle dal colore rosso, rubini, corniole e granato

Scopo di Yule:
E’ la notte più lunga dell’anno. Portiamo in noi e analizziamo le attività che abbiamo svolto nei precedenti mesi estivi. Yule è il momento del risveglio e dei nuovi progetti, lasciando i rimorsi alle spalle.
Il lavoro magico dovrebbe essere sull’equilibrio, la bellezza, la pace e l’armonia.

 

(a cura di Francesca per Il Calice del Drago)

 

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