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Articoli con tag ‘Lapacho’

Lapacho (proprietà)

Scopriamo le favolose proprietà di questo albero sacro degli Incas!

Il Lapacho

Gli indigeni sudamericani  e gli Incas lo usavano da migliaia di anni, considerandolo una vera e propria panacea per trattare una grande varietà di patologie, che andavano dalla dissenterie, alla febbre, ai morsi di serpente e anche per curare certi tipi di tumore.

E quindi possiamo dire che già conoscevano bene la fitoterapia e la forza e l’efficacia dei rimedi naturali…

Curiosità…

Il Tabebuia Lapacho (Tabebuia avellanedae Lorenz,  pianta della famiglia delle Bignoniaceae) è un albero che cresce principalmente nelle  foreste amazzoniche e nelle montagne del Paraguay, ma si trova anche in Brasile, Argentina, Bolivia e Perù.

Gli indigeni, già da tempi remoti ne raccolgono  la parte interna della corteccia, che ha la particolarità di riformarsi e ricrescere molto velocemente, senza che alcun danno venga arrecato alla pianta stessa.

Gli Incas la consideravano addirittura una pianta sacra.

Ne estraevano il principio attivo mettendo la corteccia ridotta in strisce sottili in acqua calda, e somministrandone poi il decotto.

Una delle straordinarie caratteristiche del Lapacho è che contiene anche una speciale combinazione di sali minerali o elementi in tracce abbastanza rari quali:

  • magnesio
  • calcio
  • cromo
  • fosforo
  • zinco
  • ferro
  • silicio
  • manganese
  • potassio
  • molibdeno
  • boro
  • rame
  • sodio
  • cobalto
  • oro
  • argento
  • stronzio
  • bario
  • nichel

E devi sapere che recenti studi  hanno infatti confermato che il lapacho ha attività

  • Antiparassitaria
  • Antinfiammatoria
  • Antibiotica
  • Antibatterico
  • Fungicida
  • Virucida
  • Espettorante
  • Febbrifuga

Ma non basta…tra l’altro è anche un

  • immunostimolante
  • cardiotonico
  • depurativo dell’organismo
  • lieve sedativo
  • leggero diuretico
  • stimola la produzione di globuli rossi
  • lieve ipoglicemizzante
  • antidiarroico
  • lieve analgesico

E visto quanto sopra, è stato dimostrato che  risulta  efficace per curare

  • le infezioni virali come il raffreddore, l’influenza e l’herpes, ma anche quelle più serie come l‘HIV o l’Epstein-Barr
  • le infezioni batteriche provocate  da streptococchi e stafilococchi
  • le infezioni della gola, del naso e della bocca
  • le infezioni dovute a parassiti come la malaria
  • le  infiammazioni classiche  delle mucose, la dissenteria, ma anche coliti, polipi, ulcere peptiche e addirittura il  morbo di Crohn
  • uretriti, cistiti, vaginiti, prostatiti, polipi vescicali, leucorrea e anche  certe infiammazioni della cervice uterina
  • gastrite, ulcera gastrica
  • ferite e ulcere
  • anemia
  • affezioni cutanee, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
  • artrite
  • arteriosclerosi
  • debolezza cardiaca
  • asma e bronchite
  • ipertensione

E adesso ti chiederai…

Cosa rende così straordinariamente efficace questa pianta?

Oltre a tutti i minerali ed elementi che vi ho elencato sopra, il  LAPACHO (Tabebuia Avellanedae) vanta la presenza di

  • Antrachinoni, denominati anche  fattori “A”
  • Naftochinoni, denominati anche fattori  “N”

di cui, all’interno della corteccia ve ne sono 18 tipi, tra cui il Lapacholo

e poi ancora

  • vitamina K
  • coenzima Q10
  • flavonoidi
  • tannini
  • alcaloidi
  • saponine

In particolare gli Antrachinoni e i Naftochinoni hanno dimostrato di avere spiccate proprietà antivirali, funghicide, battericide, antiossidanti, immunostimolanti e antitumorali.

Lapacho Tea

Devi sapere che proprio il Lapacholo in particolare è ancora oggi oggetto di studio per le sue proprietà anticancro.

Infatti interferisce con il metabolismo dell’ossigeno delle cellule cancerose, impedendone così la respirazione, uccidendole e bloccandone  la proliferazione.

In definitiva credo che possiamo dire il Lapacho è una delle migliori piante   per la purificazione dell`organismo, per ottimizzare e rinforzare l’importante funzionamento sia del sistema linfatico che del sistema immunitario.

Posologia

Lo puoi trovare nelle migliori erboristerie (anche online) sotto forma di

Tintura madre (20 gocce in acqua per 3 volte al giorno prima dei pasti)

Corteccia sminuzzata (Tabebuia impetiginosa – decotto di 20 grammi di interno di corteccia in mezzo litro d’acqua per 10 minuti, da bere almeno 2 volte  al giorno)

Compresse da  500 mg (devi prenderne 6 al giorno)

E devi assumerlo per almeno 60 giorni, questo per rinforzare il sistema immunitario e purificare l’organismo.

Per le altre patologie è meglio consultare il medico.

Non ha controindicazioni, ma fai attenzione se sei in stato interessante, potrebbe aumentare la sensazione di nausea.

Spero anche questa volta di averti fornito interessanti notizie per la tua salute e il tuo benessere.

A presto

Ermes

http://www.fitoterapiablog.it/lapacho-un-miracolo-della-natura/

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Gli indigeni sudamericani raccolgono da migliaia d’anni la parte interna della corteccia di un albero chiamato appunto Lapacho (Tabebuia Avellanadae). Questo albero che cresce nelle foreste amazzoniche e nelle montagne di Paraguay, Argentina, Brasile e le zone montagnose della Bolivia e del Perù ha la particolarità che la sua corteccia appena tolta ricresce molto velocemente senza arrecare alcun danno alla pianta stessa.

Il Lapacho appartiene alla famiglia delle Bignoniacee ed è anche noto col nome portoghese di pau d’arcu, che significa “bastone per archi”.

I suoi fiori I fiori sono gialli con varietà rosa, rossi e purpurei; il frutto è una lunga capsula legnosa con all’interno dei semi alati.

Recenti ricerche hanno dimostrato che il Lapacho è efficace nella riduzione di infiammazioni, dolori ed impurità, nella funzione antimicrobica, antiparassitaria ed antifungine, stimola il sistema auto-immunitario, ha un’azione antiossidante con un utilizzo simile a quello dell’Echinacea e del Ginseng e non contiene caffeina.

Questa pianta contiene grandi speranze per l’effettivo trattamento di alcuni tumori, tra cui la Leucemia, della Candida e di altre fastidiose infezioni, così come di malattie debilitanti (incluso l’artrite) e una moltitudine di altri disturbi.

Il Lapacho può essere usato periodicamente come prevenzione durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezioni è elevata. La nostra salute sia fisica che mentale dipende esclusivamente dallo stato dei liquidi del nostro corpo e cioè sangue, linfa e liquidi cellulari che se vengono danneggiati portano i nostri organi ad ammalarsi.

La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; infatti la cattiva alimentazione, il digiuno prolungato e l’uso di troppa carne portano lo stomaco e l’apparato digerente in generale a uno stato di affaticamento tale per cui si ha un calo della forma fisica.

Attraverso una cattiva digestione, dovuta anche al mangiar in fretta, si arriva alla formazione di feci dure e ad un aumento dei microbi parassiti che con la produzione dei loro veleni alterano la flora intestinale; per cui in un certo senso l’intestino diventa la fabbrica dei veleni per il nostro corpo che poi raggiungono il fegato ed entrano nelle cellule di tutto l’organismo. E’ quindi necessario disintossicare l’organismo e ripristinare la flora batterica.

Il Lapacho stimola la produzione delle cellule della serie rossa e per la sua azione depurativa e utile anche nelle affezioni cutanee dovute a una diminuita eliminazione dei prodotti di scarto metabolico.

Il Lapacho è una delle piante migliori per la purificazione dell’organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilizzare le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario.

Il nostro corpo è, almeno apparentemente, insensibile agli agenti patogeni e ai materiali velenosi che però giornalmente disturbano l’equilibrio dell’organismo. Esso è anche in grado di sviluppare anticorpi, se necessari, ma la vera difesa è data dalla salute che è strettamente legata al corretto funzionamento del fegato, reni e sistema linfatico.

II Lapacho è per il fegato e il sistema linfatico la pianta migliore, mentre i reni possono migliorare la loro attività con Solidago, Ortosiphon, Barbe del mais e altre piante, arrivando cosi a ridurre il rischio di malattie.

Ricordiamo che le piante ad azione purificante e disintossicante spesso sono più efficaci di qualsiasi altra terapia.

Il Lapacho contiene anche una speciale combinazione e concentrazione di sali minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.

II Lapacho può essere utilizzato nella prostata, diabete, leucemie, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite.

Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poichè con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.

Screenings di routine hanno rivelato molte proprietà minori del Lapacho che pero possono essere necessarie per alcuni individui: diuretiche, sedative, decongestionanti, ipotensive, cardiotoniche e vulnerarie, per citarne alcune. E stato utilizzato anche per il trattamento di polipi intestinali e vescicali e ulcere intestinali.

Il Lapacho viene usato per il trattamento delle cosi dette “sindromi allergiche”; spesso per persone che manifestano reazioni allergiche a lieviti e funghi, in particolare alla Candida albicans: fungo saprofita degli uomini e animali che però spesso sta all’origine di certe allergie alimentari, di fenomeni di elevata sensibilizzazione agli agenti chimici ambientali e anche di disfunzioni del sistema immunitario.

Nella cosi detta candidosi si riscontra un’ampia gamma di sintomi che si presentano in maniera più o meno accentuata quali artrite, asma, cistite, emicrania, cefalee, blocco delle giunture, meteorismo, gonfiore, colite spastica, afte, lesioni e eruzioni della pelle, stipsi cronica o diarrea, letargia, irregolarità ormonali, dolori muscolari cronici. A questi si aggiungono poi stati mentali ed emotivi quali ansia, depressione (molto diffusa), calo della memoria, irritabilità fino ad arrivare a casi estremi di schizofrenia.

Il Lapacho rientra in molti schemi di fitoterapia per il trattamento dell’affaticamento cronico o delle allergie, in quanto questa cura per le affezioni micotiche da un rapido miglioramento. Purtroppo non è facile fare diagnosi di candidosi; l’esame più accurate che da un 92% di riuscita è oggi il CEIA (CandidSphere Enzyme Immunoassay).

Studi accurati hanno dimostrato che spesso la “sindrome da allergia totale” può avere origine da questo fungo.

La condidosi si sta diffondendo largamente sotto il nome di “malattia del XXI SECOLO”, “sensibilità multipla agli agenti chimici” e “malattia ambientale”, e ne sono colpite soprattutto le donne (il 70-80% dei pazienti) e può presentare questa sintomatologia, più o meno evidente: affaticamento, intontimento, asma, ipersensibilità alle infezioni fungine, cefalea, mal d’orecchi, congestione mentale, mal di schiena, depressione, perdita della memoria a breve, difficoltà di apprendimento, raffreddori frequenti, disfunzioni del sistema immunitario, respiro corto, dolore alle giunture e ai muscoli, scoordinamento dei movimenti, emicrania, sonnolenza, eruzioni cutanee, spasmi, gonfiori dell’apparato digerente, stipsi/diarrea, indigestione, tachicardia, intolleranza al freddo, vertigini, capogiri, intolleranza all’alcool, visione sfocata. Si è dimostrato che le tossine della Candida producono all’interno dell’organismo molti sintomi che normalmente sono associati alla sindrome da allergia totale, per es., paralisi alle estremità, lesioni agli organi, edema, trasformazione a livello celebrate. Gli allergologi stanno registrando un aumento di individui che non possono piu indossare indumenti con fibre sintetiche, mangiare prodotti industriali, bere acqua dal rubinetto, tenere in mano un giornale, usare detersivi o detergenti fino ai casi più gravi di non poter respirare senza l’ausilio della maschera; e si ipotizza che alla base di tutto ciò ci sia l’incapacità dell’organismo di difendersi dagli attacchi della Candida.

E’ però importante tenere presente che le dosi e la somministrazione del Lapacho vanno personalizzate in quanto alcuni potrebbero presentare reazioni allergiche al Lapacho stesso, mentre altri devono raggiungere il dosaggio pieno in modo graduale nell’arco di qualche settimana o addirittura di alcuni mesi.

Nei soggetti con manifestazioni micotiche accade spesso che nella prima fase di terapia si abbia una riacutizzazione dei sintomi che poi scompaiono dopo un certo periodo di tempo. Questo problema è dovuto alla presenza di cellule morte che si riversano nella circolazione sanguigna dando manifestazioni di tipo allergico.

E’ comunque importante tener presente che il processo di guarigione è graduale e richiede molti mesi.

Azioni

  • Attività antitumorale, contro la crescita in generate
  • Antibiotico
  • Antibatterico
  • Virucida
  • Antiparassitario
  • Fungicida
  • Antinfiammatorio
  • Depurativo
  • Immunostimolante
  • Tonico generale cardiotonico
  • Stimolante del globuli rossi
  • Diuretico leggero
  • Sedative lieve
  • Ipotensivo lieve
  • Ipoglicemizzante lieve
  • Analgesico lieve
  • Astringente
  • Antidiarroico
  • Vulnerario
  • Espettorante
  • Febbrifugo

Indicazioni

  • Azione/terapia complementare in tutte le forme di carcinoma e leucemia
  • Infezioni batteriche da stafilococchi, streptococchi, brucella, ecc.
  • Infezioni virali: influenza, raffreddore, herpes, polio, Epstein-Barr, HIV, ecc.
  • Infezioni parassitarie, quali malaria
  • Infezioni della bocca, naso e gola
  • Disordini del tratto gastrointestinale: infiammazione delle mucose, colite, morbo di Crohn, polipi, dissenteria, ulcere peptiche
  • Disordini del sistema urogenitale: cistite, uretrite, prostatite, polipi vescicali, vaginiti, leucorrea, infiammazione della cervice uterina
  • Gastrite, ulcera gastrica
  • Ferite e ulcere
  • Anemia
  • Affezioni cutanee da scarsa eliminazione, eczema, acne, foruncolosi, pso-riasi
  • Artrite
  • Dolori in generate
  • Arteriosclerosi
  • Debolezza cardiaca
  • Asma e bronchite Ipertensione

Da ricordare

Questo articolo e prodotto non intendono essere diagnosi, trattamento, cura, o prevenzione malattia, ogni caso può essere a sé stante ed è sempre consigliabile un consulto con il medico o lo specialista in medicina complementare.

http://www.iobenessere.it/lapacho/

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Le proprietà curative del Lapacho

“Tabebuia impetiginosa”, “Tabebuia ipè”, “Pau d’arco”, “Lapacho”, “Ipè Lapacho”, “Ipè roxo” sono alcuni dei nomi popolari con i quali si è soliti chiamare la Tabebuia avellanedae Lorenz, una pianta della famiglia delle Bignoniaceae originaria della foresta amazzonica ma diffusa anche in Brasile, Bolivia, Perù, Paraguay, Argentina, Isole Vergini e Bahamas. La fama delle sue proprietà curative si perde nella notte dei tempi, tanto che gli Incas la consideravano una pianta sacra (“Tajy”) dalla cui corteccia, ridotta in strisce sottili, erano in grado di estrarre il principio attivo, che veniva disciolto in acqua calda e somministrato sotto forma di decotto. Alla vista il Lapacho si presenta come un maestoso albero d’alto fusto dai fiori rosa, rossi, porpora o gialli il cui legno, assai massiccio e compatto, viene impiegato per creare pavimenti ed altri complementi d’arredo. Si stima che la sua resistenza al fuoco sia pari a quella del calcestruzzo, tanto da meritargli il titolo di “Ironwood” o legno di ferro. Gli indiani dell’America meridionale ne conoscono da secoli le caratteristiche antibiotiche, antisettiche, antinfiammatorie e depurative che hanno reso il Lapacho famoso in tutto il mondo, in quanto esso è in grado di curare persino le infezioni micotiche, gli eczemi, la psoriasi, l’ulcera gastrica e duodenale, l’asma, alcuni tipi di leucemia, la candidosi e le cistiti recidivanti. Inoltre è un depuratore del sangue e del sistema linfatico, contribuendo inoltre a regolarizzare il sistema immunitario anche in caso di terapie antitumorali prolungate. Dobbiamo, tra gli altri, al botanico brasiliano Walter Accorsi la diffusione del Lapacho ad uso terapeutico in epoca contemporanea (anni ’60 del secolo scorso). Quali sono i princìpi attivi della “Tabebuia avellanedae”? In primo luogo gli Antrachinoni o fattori – A e i Naftochinoni o fattori – N, sostanze di un colore che varia dal giallo all’arancione, che hanno proprietà antitumorali, immunostimolanti, antivirali, battericide, funghicide e antiossidanti. All’interno della corteccia della “Tabebuia” ne esistono di diciotto tipi, tra cui il Lapacholo, isolato per la prima volta nel 1884, il coenzima Q10 e la vitamina K (potassio). Seguono i Tannini (antiossidanti naturali presenti anche nel vino), i Flavonoidi (la vitamina P, dal potere antiossidante, presente in frutta e verdura), gli alcaloidi (analgesici, sedativi e ottimi per curare l’aritmia) e le saponine, sostanze che preservano l’organismo dallo stress. Si presume che la grande varietà terapeutica di questa pianta pluviale sia dovuta all’estrema compattezza e conseguente resistenza della sua corteccia, la quale è così in grado di difendere l’arbusto dall’attacco di virus, batteri, muffe e temperature troppo basse. In particolare, il Lapacholo è ancora oggi studiato per le sue proprietà anticancro (una sua caratteristica importantissima è quella di interferire con il metabolismo dell’ossigeno delle cellule tumorali, impedendo così la respirazione cellulare) e nella cura della malaria, nonché per le sue capacità immunostimolanti e ricostituenti. Siamo quindi di fronte ad un rimedio naturale ad ampio spettro la cui somministrazione può avvenire sia mediante decotti, infusi o tisane (il famoso tè degli Incas, la cui assunzione, lontana dai pasti, viene consigliata nel numero di otto tazze al dì per un’azione d’urto, per poi scendere in modo graduale a due tazze/die – Fonte: Herbal Tonic Therapies di Daniel B. Mowrey, Ph. D, 1993, Keats Pub. Inc. USA), sia ingerendo l’estratto secco della corteccia racchiuso in casule di gelatina alimentare, sia sotto forma di pomate ad uso topico per curare eczemi, micosi, dermatiti e tanti altri disturbi cutanei. Inoltre la sua caratteristica di inibire i batteri gram-positivi (stafilococchi e streptococchi) responsabili, tra l’altro, delle infezioni delle prime vie respiratorie, rende il Lapacho un rimedio certo nella cura delle bronchiti che tendono a cronicizzare. Le principali tribù che utilizzavano il Lapacho prima dell’arrivo dei Conquistadores europei in America del sud erano quella dei Guarani e dei Tupi – Namba che usavano la corteccia sminuzzata dell’”Albero Divino” sotto forma di decotti, nonché le popolazioni andine dei Calla – waya, dei Quechua e degli Aymara, che chiamavano il Lapacho con il nome di “Taheelbo”. La forza del Lapacho sembra risiedere proprio nell’azione combinata dei tanti princìpi attivi che lo compongono. Da qui l’ampio spettro di utilizzo della corteccia di un arbusto fra i più antichi del mondo la cui esistenza era nota persino ai Vichinghi e i cui effetti secondari indesiderati sono minimi e tendono a scomparire con l’aumentare dell’assunzione nel tempo. Ciò significa che la medicina tradizionale può trarre un ottimo ausilio dall’uso combinato di farmaci di origine chimica e Lapacho per curare una grande varietà di disturbi. A patto che abbia infine termine l’abbattimento indiscriminato di alberi della foresta amazzonica – e non solo di quella – per lasciare spazio a terreni da coltivazione che presto si ridurranno a zone desertiche e faranno sì che vadano perse per sempre le proprietà curative di alberi come la Tabebuia avellanedae Lorenz. La natura ha tutte le risposte ai quesiti umani. Varrebbe la pena di lasciarla parlare.

Lidia Borghi

http://lidiaborghi.blogspot.it/2010/02/le-proprieta-curative-del-lapacho.html

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