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Archivio per la categoria ‘Salute’

Antidolorifici naturali

 

10 metodi naturali che possono aiutare ad eliminare il dolore:

Curcuma
Essa è uno dei più potenti antidolorifici naturali, riconosciuto anche per le sue proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti.
Infatti aiuta a ridurre il dolore e l’irritazione nella sindrome dell’intestino irritabile e le sue proprietà anti-infiammatorie contribuiscono ad alleviare il dolore dell’artrite, riducendo l’infiammazione delle articolazioni.

Corteccia del salice
È stato usato per alleviare il dolore e l’infiammazione naturale.
Ottimo per il mal di schiena, tensione, mal di testa , artrosi, infiammazioni come borsite e tendinite.

Salice bianco
Ippocrate, padre della medicina, consigliava un infuso a base di foglie di salice come antidolorifico.
L’aspirina (acido acetilsalicilico) è la sintesi chimica del salice.
Il salice bianco è a tutti gli effetti un antidolorifico, senza gli effetti collaterali dell’aspirina.

Zenzero
Aiuta ad alleviare i dolori muscolari, artrite e reumatismi.
Inoltre è un efficace agente anti-infiammatorio usato per alleviare l’artrite, mal di testa, reumatismi e mal di gola, tensioni muscolari e dolori alle ginocchia.

Rosmarino
Ottimo per dolori articolari o muscolo-scheletrico.
Gli antichi Egizi lo utilizzavano per alleviare il dolore muscolo-scheletrico , strofinandone l’olio essenziale sulla pelle.

Boswellia
Ottima come anti-infiammatorio e dalle proprietà antidolorifiche in generale.

Artiglio del diavolo
Ottima per il dolore dell’artrite e il dolore lombare per le sue proprietà analgesiche e anti-infiammatorie.

Partenio
Utilizzato come rimedio antinfiammatorio, è ottimo anche come antidolorifico generico. Riduce il dolore dell’emicrania con il suo utilizzo.

Magnesio
Il magnesio è presente in buona quantità nei cereali integrali, noci, semi, legumi e verdure a foglia verde. Esso influisce sui recettori di serotonina nel cervello, coinvolti nell’insorgenza di emicrania, per questo è in grado di alleviarne il dolore.

http://www.erboristeriaonline.info/rimedi-naturali/163-antidolorifici-naturali.html

Uno strappo muscolare, una carie, i fastidi dovuti al ciclo mestruale, mal di testa e torcicollo: nel corso della vita si attraversano spesso fasi di dolore acuto, sebbene alla base di questi insopportabili fastidi non vi siano gravi patologie da tenere sotto controllo. Eppure quella della cura del dolore è una delle branchie più di successo della farmacologia moderna: i FANS, gli farmaci anti-infiammatori non steroidei, sono fra i medicinali più consumati negli ultimi decenni. Esistono, però, dei rimedi naturali per ottenere simili risultati senza per forza assumere un farmaco?

Come facile intuire, la risposta è ovviamente positiva: in natura esistono numerosi ingredienti dalle comprovate proprietà antidolorifiche, analgesiche e antinfiammatorie, anche se l’assunzione deve essere protratta più a lungo nel tempo per sortire effetti simili a quelli dei medicinali. Di seguito la lista di alcuni ritrovati, da assumere però dopo aver consultato il medico: spesso un dolore che si considera trascurabile può essere sintomo di qualche importante patologia latente.

Rimedi da cucina

A volte per battere il dolore basta aprire la credenza in cucina. Sono molti gli ingredienti comunemente inseriti nella dieta dagli unici effetti analgesici, utili per creare dei potentissimi mix di sollievo. Si parte con lo zenzero, noto per la capacità di ridurre i dolori muscolari dovuti a stanchezza e crampi, e si continua con aglio e cipolla, date le specifiche proprietà antibatteriche che possono essere d’aiuto nel combattere le infezioni al cavo orale e il conseguente dolore. Sempre per quanto riguarda la salute della bocca, una soluzione in acqua di sale e chiodi di garofano può portare immediato sollievo a gengive irritate o a una carie particolarmente insidiosa, così come qualche granello di pepe può essere sfruttato per ridurre la sensazione di pulsazione dovuta a un ascesso. Per i problemi di stomaco, come gonfiore o turbe intestinali dovute da mal digestione o dissenteria, ananas e yogurt possono risolvere anche le situazioni più problematiche. E sempre a livello d’addome, passando però al genere femminile, un amico fidato per i dolori mestruali e dell’endometrio lo si trova nella farina d’avena.

Betulla nera

Betulla

Birch Grove On The Edge Of The Lake, Russia, via Shutterstock

La betulla nera, una pianta molto diffusa negli Stati Uniti e in Nord Europa, è conosciuta da tempo per le sue peculiarità analgesiche e antipiretiche, tanto da essere stata ribattezzata in “Aspirina naturale”. Un nome tutt’altro che casuale, perché il salicilato di metile naturalmente contenuto nella pianta è anche uno degli elementi cardine dell’acido acetilsalicilico. L’infuso o l’olio essenziale – due prodotti facilmente reperibili in erboristeria – possono aiutare nella risoluzione di tutti quei sintomi dolorosi che l’Aspirina normalmente cura, dal torcicollo alle tensioni muscolari, passando per il dolore osseo dovuto a un’influenza, un raffreddore o un colpo di freddo. Dalle specifiche caratteristiche di protezione anche del sistema cardiovascolare, la betulla nera non va però assunta dai soggetti che si sono dimostrati in passato allergici all’Aspirina e da chi soffre di patologie gravi allo stomaco.

Artiglio del Diavolo

L’artiglio del Diavolo è comunemente indicato come “l’antidolorifico degli sportivi”, perché agisce proprio a livello muscolare, soprattutto per quanto riguarda gambe e schiena. Può essere assunto sia in decotto che in estratto, ma anche in applicazione topica con gel e impacchi sull’area dolorante. È però sconsigliato ai soggetti con patologie croniche dello stomaco, durante la gravidanza o qualora si seguano delle terapie per il controllo e la riduzione della glicemia.

Partenio

Partenio

A Collection Of Feverfew Flowers via Shutterstock

Il partenio, un fiore dai petali bianchi e lontanamente simile alla margherita, è da sempre conosciuto in erboristeria per la sua unica capacità di alleviare mal di testa ed emicrania a grappolo. Grazie ai suoi flavonoidi attivi nella riduzione della sintesi di prostalglandine, trombossani e leucotrieni, nonché a un potere di contenzione della vasodilatazione di capillari e piccole vene del cranio, contiene efficacemente i dolori. L’assunzione può essere anche preventiva per evitare le ricadute, ma la pianta non è esente da possibili effetti collaterali: vomito, diarrea, eruzioni cutanee e gastrite le più frequenti.

http://www.greenstyle.it/i-migliori-antidolorifici-naturali-60525.html

1)Zenzero per il dolore muscolare 

Ricercatori danesi hanno fatto aggiungere,  ad un gruppo di persone con dolori muscolari dello zenzero nella loro dieta. Il 63% dei pazienti ha ritrovato benefici in due mesi. Gli esperti hanno attribuito l’effetto ad un potente composto all’interno dello zenzero che bloccano gli ormoni legati al dolore.Il dosaggio raccomandato in base allo studio :

Aggiungi almeno 1 cucchiaino di zenzero in polvere o 2 cucchiaini di zenzero tritato durante i pasti.

2)Chiodi di garofano per il mal di denti

Hai il mal di denti e non puoi andare dal dentista ? Masticando delicatamente un chiodo di garofano sulla parte dolorante puoi alleviare il dolore dei denti e delle gengive per due ore di fila , dicono i ricercatori UCLA . I chiodi di garofano risultano essere utili anche a stabilizzare gli zuccheri nel sangue e ripulire le arterie, per fare ciò consigliano di cospargere sui pasti un  ¼ di cucchiaino dei chiodi di garofano macinati.

3)Aceto di mele per il bruciore di stomaco

Prendete 1 cucchiaio di aceto di mele non filtrato mescolato con un bicchiere di acqua pura prima di ogni pasto . Gli esperti dicono che potrebbe curare i dolorosi bruciori di stomaco nel giro di 24 ore. Aceto di mele è ricco di acidi malico e tartarico, aiuta nei processi digestivi potenti che stanno accelerando la ripartizione dei grassi e delle proteine ​​prima che il cibo passi nell’esofago causando dolore e bruciore.

4)Aglio per il mal d’orecchio

Per una soluzione rapida, è sufficiente posizionare due gocce di olio di aglio caldo nell’orecchio dolorante due volte al giorno per cinque giorni . Questo semplice trattamento può rimuovere le infezioni dell’orecchio, dicono gli esperti della University of New Mexico School of Medicine. Gli scienziati dicono che i principi attivi dell’aglio ( germanio , selenio e composti dello zolfo ) sono naturalmente tossici per molti dei batteri che causano dolore . Per preparare il vostro olioall’ aglio cuocete a fuoco lento tre spicchi d’ aglio schiacciato in un mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva per due minuti, filtrare , poi potete conservarlo in frigorifero fino a due settimane. Prima di ogni uso riscaldate l’olio in modo che possiate usarlo tiepido nel condotto uditivo.

5)Ciliegie per il mal di testa e per i dolori articolari

Gli ultimi studi dimostrano che almeno una donna su quattro è alle prese con mal di testa cronico , artrite e gotta . Per chi rientra in questa statistica la soluzione potrebbe essere una tazza di ciliegie presa quotidianamente. La ricerca dell’East Lansing ‘s Michigan State University, rivela che le antocianine , i composti che danno il colore rosso ciliegia al brillante , sono anti – infiammatori 10 volte più forti di ibuprofene e aspirina . Gli antociani aiutano a spegnere i potenti enzimi che causano l’infiammazione dei tessuti , in modo da poter prevenire e trattare , molti tipi diversi di dolore, spiega Muraleedharan Nair , Ph.D., professore di scienza dell’alimentazione presso il Michigan State University . Il suo consiglio : Mangiate 20 ciliegie fresche tutti i giorni , quindi continuare fino a quando il dolore va via.
the vetrt 468x60 20 antidolorifici naturali presenti nelle nostre cucine

6)Yogurt autoprodotto in aiuto nella sindrome premestruale

L’80 per cento delle donne lotta con la sindrome premestruale e sintomi di disagio di questo periodo , il loro sistema nervoso è sensibile agli alti e bassi di estrogeni e progesterone che naturalmente si verificano ogni mese . Ma mangiare 2 tazze di yogurt al giorno può ridurre questi sintomi del 48 per cento , secondo i ricercatori della Columbia University di New York ‘s . ” Lo yogurt è ricco di calcio , un minerale che calma naturalmente il sistema nervoso , utile nella prevenzione dei sintomi dolorosi , anche quando gli ormoni sono in continuo mutamento “, spiega Mary Jane Minkin , MD, professore di ginecologia all’Università di Yale .

7)Curcuma per il dolore cronico

Gli studi dimostrano come la curcuma è tre volte più efficace per alleviare il dolore di aspirina, ibuprofene o naprossene , in più contribuisce ad alleviare il dolore cronico per il 50 per cento di persone alle prese con l’artrite e anche la fibromialgia , secondo i ricercatori della Cornell University . Questo perché il principio attivo della curcuma , la curcumina , questa sostanza riduce i livelli di un enzima chiamato cicloossigenasi-2 (COX-2), responsabile della produzione di molecole che provocano l’infiammazione (l’aspirina e i celebri antinfiammatori Celebrex e Vioxx sono degli inibitori di questo enzima). La dose raccomandata in questo studio : 1/4 di cucchiaino da tè di questa spezia in ogni piatto che prepariamo , diamo ovviamente la preferenza ai cibi sani.

8)Avena nel dolore endometriale

La soluzione per lenire il dolore causato dall’endometriosi potrebbe essere racchiuso nell’avena. L’endometriosi si verifica quando piccoli pezzi di rivestimento uterino sono separati e si sviluppano al di fuori dell’utero . Gli esperti dicono che queste cellule migrano è possono essere responsabili di mestruazioni dolorose , causando infiammazioni che provocano gravi crampi e dolore per tutta la durata del mese. Fortunatamente, gli scienziati dicono che la scelta di una dieta ricca di avena può aiutare a ridurre il dolore endometriale per un massimo di 60 per cento delle donne entro i sei mesi di trattamento. Questo perché l’avena non contiene glutine , una proteina che causa problemi e causa l’infiammazione in molte donne , rendendo endometriosi difficile da sopportare , spiega Peter Green , MD , professore di medicina presso l’Università della Colombia .

9)Sale per lenire i dolori del piede

Un ottimo rimedio per curare le infezioni che si vengono a creare con le unghie incarnite è rappresentato dal sale. Basta fare regolarmente dei bagni di acqua salata calda nelle parti lese e nel giro di quattro giorni le infezioni e i dolori spariranno. Il sale è antibatterico , quindi distrugge rapidamente i germi che causano l’infiammazione e il dolore . Basta mescolare 1 cucchiaino di sale marino per ogni tazza di acqua, riscaldare fino alla temperatura più alta che si può comodamente stare con i piedi , e poi immergere la zona colpita  per 20 minuti due volte al giorno fino a quando l’infezione scompare.

10)Ananas per i disturbi digestivi

Soffrite di gas intestinale? Una tazza di ananas fresco al giorno può ridurre il gonfiore doloroso entro 72 ore , dicono i ricercatori della California s ‘ Università di Stanford . Questo perché ananas è naturalmente ricco di enzimi proteolitici , che sono coadiuvanti della digestione che accelerano la degradazione delle proteine ​​che causano dolore nello stomaco e nell’intestino tenue , dicono i ricercatori dell’USDA

11)Menta per rilassare i muscoli

Soffrite di muscoli tesi e doloranti ?Tre volte alla settimana , immergetevi in una vasca calda profumata con 10 gocce di olio di menta piperita . L’acqua calda rilassa i muscoli , mentre l’ olio di menta piperita , naturalmente, aiuta a calmare i nervi , una combinazione che può alleviare crampi muscolari del 25 per cento più efficace degli analgesici OTC.

12)Uva contro il mal di schiena

Soffri di mal di schiena ? L’uva potrebbe essere la soluzione alla guarigione. Recenti studi presso la Ohio State University suggeriscono di mangiare una tazza colma di uva al giorno in quanto aiuta a rilassare i vasi sanguigni ristretti , migliorando significativamente il flusso di sangue ai tessuti danneggiati ella schiena ( e spesso entro tre ore dopo aver mangiato la prima coppa si possono avere dei benefici) . Le vertebre della schiena sono completamente dipendenti dai vasi sanguigni vicini che possono portare loro sostanze nutritive e ossigeno per la guarigione , in modo da migliorare il flusso di sangue e questo  è essenziale per la guarigione dei tessuti danneggiati.

13)L’acqua in aiuto alle lesioni

Che si tratti di dolori ai piedi , alle ginocchia o spalle gli esperti a New York ‘s College di Manhattan , dicono che si potrebbe dare inizio alla ripresa in una settimana solo bevendo 8/12 bicchieri di acqua al giorno. Perché ? Gli esperti dicono l’acqua diluisce e quindi aiuta ad eliminare l’istamina , una componente che scatena il dolore dei tessuti lesi . L’acqua è un elemento chiave della cartilagine che ammortizza le estremità delle ossa , e il fluido lubrificante delle articolazioni e dischi molli della colonna vertebrale. Quando questi tessuti sono ben idratati , possono muoversi e scivolano gli uni sugli altri senza causare dolore .

Gli studi più recenti mostrano che la sinusite cronica è il problema sanitario numero uno ad esempio , negli Stati Uniti .Un’ ottima soluzione per ostruire i seni e curare più rapidamente rispetto agli spray decongestionanti è rappresentato dal rafano. La dose raccomandata secondo lo studio :  Un cucchiaino di rafano fresco due volte al giorno ( da solo o con i pasti ) fino a quando i sintomi scompaiono.

15)Mirtillo cura le infezioni delle vie urinarie

Mangiare una tazza di mirtilli al giorno , da soli o in succo può ridurre il rischio di infezione del tratto urinario ( UTI) del 60 per cento , secondo i ricercatori della Rutgers University nel New Jersey .

16)Miele per guarire le affezioni della bocca

Per le afte dolorose e l’herpes labiale applicate il miele quattro volte al giorno fino a quando questi problemi di pelle scompaiono , può curare fino al 43 percento più velocemente rispetto all’utilizzo di una crema , dicono i ricercatori del Medical Center specializzato in Dubai , Emirati Arabi Uniti . Gli enzimi naturali del miele distruggono i virus e accelerano la guarigione dei tessuti danneggiati , dicono gli autori dello studio .

17)Semi di lino contro i dolori al petto

Secondo un recente studio , l’aggiunta di 3 cucchiai di semi di lino macinati inseriti nella vostra dieta quotidiana potrebbe alleviare il dolore al seno di una donna su tre entro 12 settimane.

18)Caffè la cura per le emicranie

Il caffè aiuta a rafforzare gli antidolorifici, addirittura ne aumenta l’efficacia del 40 percento. Gli esperti dicono che la caffeina stimola il rivestimento dello stomaco ad assorbire antidolorifici in modo più rapido e più efficace.

19)Succo di pomodoro contro i crampi alle gambe

Almeno una persona su cinque soffre regolarmente di crampi alle gambe . Solitamente è causato dalla carenza di potassio, possiamo risolvere il problema bevendo ogni giorno 1 bicchiere di succo di pomodoro , ricco di potassio, Questo aiuta a velocizzare il recupero e riduce il rischio di attacchi in soli 10 giorni, dicono i ricercatori dell’UCLA .

20)Cipolla decongestionante contro raffreddore

La cipolla aiuta a decongestionare le vie respiratorie. Affettate e stufate una cipolla per una decina di minuti. Lasciatela intiepidire ed avvolgetela in un panno di cotone. Sdraiatevi ed applicate il cataplasma sul petto per almeno mezzora.

http://ambientebio.it/20-antidolorifici-naturali-presenti-nelle-nostre-cucine/

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link utili

http://www.greenstyle.it/i-migliori-antidolorifici-naturali-60525.html

http://www.benesserefaidate.com/dolori-reumatici/

http://www.albanesi.it/Notizie/antinfiammatori.htm

http://www.erboristeriaonline.info/rimedi-naturali/163-antidolorifici-naturali.html

http://ambientebio.it/20-antidolorifici-naturali-presenti-nelle-nostre-cucine/

http://ambientebio.it/20-antidolorifici-naturali-presenti-nelle-nostre-cucine/

http://obiettivobenessere.tgcom24.it/wpmu/2012/11/23/via-i-dolori-dautunno-con-gli-antidolorifici-naturali/

http://metamedicina.altervista.org/antidolorifici-naturali/

http://www.farmacoecura.it/malattie/osteoporosi-sintomi-terapia-alimentazione-e-farmaci/

http://www.benesserefaidate.com/antidolorifici-naturali/

http://www.benesserefaidate.com/dolori-cervicali/

http://www.ilpuntosano.it/erboristeria/prodotti.asp?IDSC=11

http://www.yourself.it/antidolorifici-naturali-conolidina-meglio-della-morfina/

http://saporiericette.blogosfere.it/2013/07/antidolorifici-naturali-prova-con-lolio-di-pesce.html

parole di ricerca ulteriori

calcio Vit C, magnesio

artiglio del diavolo

zenzero

chiodi di garofano, betulla

curcuma

 

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Campane Tibetane (2)

 

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http://www.visionealchemica.com/campane-tibetane/

Le Campane Tibetane sono costruite con una lega di sette metalli che corrispondono ai sette pianeti. Sono strumenti musicali particolarissimi, la cui proprietà è di produrre suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere celesti. Vengono utilizzate anche nei centri spirituali dell’Occidente, per sintonizzarsi con le armoniche celesti e vibrare dell’energia cosmica, per meditare e accompagnare l’introspezione.

Campana Tibetana è una tipica campana statica o a terra. A differenza delle campane tradizionali non viene infatti appesa capovolta e il batocchio non è interno e a pendolo, ma manuale e esterno (la campana viene suonata sfregando il batocchio sul bordo esterno). Il suono di questi strumenti una lunga vibrazione poliarmonica. Questa caratteristica le ha rese molto usate per fini religiosi, riti e meditazioni, visto l’effetto psicotropo che il suono vibrante ha sulla mente umana.

Le Campane tibetane sono originarie di Tibet, Nepal, India, da cui il nome appunto, ma sono presenti e costruita anche in Cina, Giappone e Corea; quelle tibetane però restano le più ricercate per qualità e manifattura.

Le campane tibetane (singing bowls, letteralmente: ciotole che cantano) sono un antichissimo strumento musicale utilizzato nella pratica religiosa buddista per riprodurre il suono dell’OM originario e dunque fungono da supporto alla meditazione e alla preghiera

Attualmente le campane tibetane vengono utilizzate oltre che nella pratica religiosa dei monasteri buddisti, nella pratica dello yoga, nella musicoterapia e nella meditazione individuale. Si tratta di strumenti antichissimi originari del Tibet e poi largamente diffusi in India, Bhutan, Giappone, Corea, Nepal e Cina. Le ciotole sono forgiate in una lega di 7 metalli (quelle d’antiquariato includono spesso oro, argento, rame, zinco, ferro e nichel) ed è proprio la composizione della lega e l’armoniosa proporzione della forma che permettono, attraverso lo scorrere sul bordo esterno di un apposito batacchio di legno, di far propagare una profonda vibrazione sonora. Le vibrazioni che le campane tibetane producono, variano d’intensità a seconda della grandezza e dello spessore della ciotola. Le ciotole possono essere decorate con incisioni nella parte esterna, nella parte interna e sul fondo. Le più antiche sono decorate con disegni astratti mentre quelle prodotte attualmente spesso presentano decorazioni figurative come mandala o immagini del Buddha.

La bellezza estrinseca dell’oggetto e il profondo significato simbolico hanno fatto sì che le campane tibetane diventassero un oggetto molto ricercato dai collezionisti e dai semplici cultori del bello. Lo scorrere dell’energia all’interno del corpo fisico è regolato dal buon funzionamento dei sette chakra principali. Questi centri vitali necessitano di essere rigenerati e riequilibrati ogni qualvolta il nostro stato fisico e psicologico si debilita, segno della presenza di impurità energetiche nel flusso dei chakra. Esistono diverse metodologie per rigenerare i chakra tra le quali la meditazione, l’uso di cristalli e pietre e l’uso delle campane tibetane. Esse sono degli oggetti particolari e di difficile reperibilità che riproducono il suono dell’ OM originario. OM è il mantra originario, il mantra della Creazione, che racchiude in se tutta l’energia dell’universo. Il suo suono è molto breve, composto dalle vocali A, E ed U e dalla lettera M, simboli della Trinità Divina. Le campane tibetane riproducono la vibrazione di questo suono attraverso l’uso di un batacchio con il quale si esercita un colpo sul bordo esterno della campana e se ne genera la vibrazione corrispondente facendo girare il batacchio attorno al bordo della campana. L’effetto è quello di riequilibrare il chakra per il quale si è utilizzato.

Le Campane Tibetane producono quindi suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere celesti e trasmettono queste vibrazioni a chi le suona o anche semplicemente le ascolta. Questo fenomeno si chiama, in termini tecnici, “concordanza di fase” ed è lo stesso che mettere due pendoli uno accanto all’altro: dopo un certo periodo di tempo iniziano a seguire lo stesso ritmo, come due onde che tendono a unirsi e a vibrare all’unisono. Grazie a questo fenomeno, quando si percuote una campana tibetana si creano delle forti vibrazioni che si propagano lungo il braccio (se la campana viene tenuta sul palmo della mano) o lungo punto in cui è appoggiata la campana stessa (nel caso ad esempio in cui venga appoggiata sui chakra), massaggiandolo in profondità. Si viene così a creare una concordanza di fase fra la campana e la persona che vi è a contatto producendo di solito uno stato di profonda quiete interiore ed esteriore che può andare ben al di là del semplice rilassamento, fino a raggiungere le onde teta e delta degli stati meditativi più profondi.

Interessante è anche il lavoro di collegamento tra i sette centri energetici – chakra – con i sette Pianeti del sistema solare che viene creato dalla vibrazione dei sette metalli con cui sono fatte le campane tibetane. Il corpo umano è un insieme di vibrazioni e onde, e se gli organi sono sani, vibrano alla giusta frequenza, mentre quelli ammalati hanno una frequenza disturbata. Le vibrazioni delle campane tibetane richiamano la frequenza armoniosa originale e stimolano così il corpo che entra in sintonia con la sua frequenza ritrovando autonomamente le proprie frequenze armoniose. Un altro modo di lavorare con le campane tibetane è quello di tenere la ciotola nella mano sinistra appoggiandola sulla punta delle 5 dita. Fisicamente questa impugnatura consente la massima vibrazione della campana, ma da un punto di vista simbolico rappresenta una energia femminile yin di contenimento (la ciotola) sostenuta dalle 5 “buddhità”, poiché ogni dito rappresenta una forma di manifestazione del Buddha.

Compare inoltre la simbologia del cosmo, rappresentato dai 7 metalli che costituiscono la ciotola e che portano la vibrazione dei 7 pianeti che regolano la vita manifesta. Il loro utilizzo consente all’operatore che ne conosca le corrette modalità di impiego, di creare una bolla energetica intorno a sé all’interno della quale eseguire il rituale con una adeguata protezione e una maggiore efficacia nell’indirizzare le energie sottili in gioco. Occorre quindi portare la ciotola all’altezza del plesso cardiaco (chakra del cuore) e suonarla con il batacchio nella mano destra, rigorosamente in senso orario. Questa posizione correla l’energia sonora creatrice della campana all’energia del cuore; accompagnati dal suono che si propaga sempre più intensamente, si visualizza quindi la bolla di energia che avvolge l’operatore e si allarga fino a delimitare lo spazio rituale che a questo punto è pronto ad accogliere le energie che verranno attivate dal successivo rituale.

Fonte: http://www.amadeux.net
Fonte Immagine: http://www.salutoalsole.forumfree.it

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http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=5664

Secondo la Tradizione indiana il cosmo ha avuto origine dal suono che è una forma di energia molto potente. Il suono originario è l’OM, il suono sacro primario ed il primo movimento vibrazionale da dove veniamo ed al quale ritorneremo.
Perciò la musica che è in grado di risvegliare la coscienza del sé con le vibrazioni sonore primordiali è considerata sacra ed in particolare quella delle campane tibetane ci fa entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi favorendo uno stato di benessere e di meditazione, permettendoci di ritrovare quella sensazione di unità tra corpo e spirito che ci appartiene ma che spesso dimentichiamo.
Le campane tibetane riproducendo la vibrazione sonora originaria dell’OM ci permettono di affrontare il tema degli effetti del suono sulla mente, sul corpo e sullo spirito dato che il modo più semplice di comunicare della materia cellulare vivente è tramite le vibrazioni sonore.
Cercherò ora di illustrare i fenomeni connessi all’utilizzo delle campane tibetane dal punto di vista storico, simbolico, terapeutico e conoscitivo.

Cenni storici

Le campane tibetane (“singing bowls”), sono strumenti sonori diffusi soprattutto in Tibet, in Nepal, ma anche in India , Giappone e Cina. La loro origine risale probabilmente a circa 3000 anni fa, cioè in un periodo  precedente al Buddismo. Secondo la tradizione, in quel periodo in Asia si praticava una forma di culto animistico chiamata Bon. Questa particolare forma di sciamanesimo attribuiva al suono delle campane, ma anche di altri strumenti come cimbali (ting-sha) e gong, un grande potere di guarigione, e la capacità di avvicinare l’uomo alla divinità.
Anticamente si narra che le campane venissero prodotte durante determinati periodi dell’anno ed in corrispondenza di fasi lunari adeguate, in concomitanza a pratiche legate al culto del fuoco. Si dice che venissero recitati dei mantra durante la forgiatura per decidere lo specifico potere ed uso della campana. Si narra di Campane tibetane mitiche, antichissime, venerate da tutti i monaci del Tibet. I monasteri che le custodivano erano meta di pellegrinaggio da parte di monaci e fedeli laici che desideravano ricevere beneficio ed illuminazione dall’ascolto del loro suono.
Le campane tibetane cominciarono a diffondersi in Occidente negli anni ‘50, dopo l’occupazione del Tibet da parte della Cina. In seguito all’occupazione cinese, molti monaci fuggirono dal Tibet. Quando in  Europa cominciarono a diffondersi i monasteri le campane furono adoperate per le pratiche religiose. Da quel momento le campane  furono impiegate anche per il loro potere curativo nella suonoterapia.

Una campana tibetana con il suo batacchio.

Le campane tibetane

Sono formate con una lega derivante dalla fusione di sette metalli che corrispondono simbolicamente a ciascuno ai sette pianeti del sistema solare ed il loro suono è in grado di armonizzare i sette centri energetici – chakra – a seconda della nota prevalente e delle sue armoniche. Il suono caratteristico di ciascuna campana  varia in base alla proporzione dei componenti della lega, alla forma ed allo spessore; e viene provocato da un batacchio di legno con il quale si possono esercitare dei rintocchi o una vibrazione sonora continua facendolo girare lungo il bordo della campana. Sebbene ciascuna campana tibetana emetta una o 2 note prevalenti, esse riproducono la vibrazione dell’OM (il mantra originario) che si è propagato al momento della nascita dell’universo.
Secondo la simbologia cosmica le relazioni tra i 7 metalli ed i pianeti è la seguente:

Le Campane Tibetane producono quindi suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere celesti, e trasmettono queste vibrazioni a chi le suona o anche semplicemente le ascolta. Questo fenomeno si chiama, in termini tecnici, “concordanza di fase” e si ottiene quando due onde tendono ad unirsi e a vibrare all’unisono. Grazie a questo fenomeno, quando si percuote una campana tibetana si creano delle forti vibrazioni che si propagano lungo il braccio (se la campana viene tenuta sul palmo della mano) o lungo il punto di appoggio della campana stessa (nel caso ad esempio in cui venga appoggiata sui chakra), massaggiandolo in profondità. Si viene così a creare una concordanza di fase fra la campana e la persona che vi è a contatto (biorisonanza) producendo di solito uno stato di profonda quiete interiore ed esteriore che può andare anche al di là del semplice rilassamento.

Il corpo umano è un insieme di vibrazioni e onde, e se gli organi sono sani, vibrano alla giusta frequenza, mentre quelli ammalati hanno una frequenza disturbata. Le vibrazioni delle campane tibetane richiamano la frequenza armoniosa originale e stimolano così il corpo che entra in sintonia con la sua frequenza ritrovando autonomamente le proprie frequenze armoniose.
Un altro modo di adoperare le campane tibetane è quello di tenere la ciotola nella mano sinistra appoggiandola sulla punta delle 5 dita. Fisicamente questa impugnatura consente la massima vibrazione della campana, e da un punto di vista simbolico rappresenta una energia femminile yin di contenimento (la ciotola) sostenuta dalle 5 “buddhità” (le dita), poiché ogni dito rappresenta una forma di manifestazione del Buddha.

 

Le sette note musicali prodotte dalle sette campane tibetane possono riequilibrare i  7 chakra corrispondenti.

Suonoterapia con le campane tibetane

Secondo la medicina tradizionale ogni malattia nasce da una disarmonia fra il corpo e lo spirito (mente), come ad esempio nel caso di traumi fisici e morali che rompono l’equilibrio psico-fisico.
Infatti,  il corpo umano è pervaso di onde di energia che si propagano tra gli organi e che fanno vibrare l’organismo come uno strumento musicale. Se le frequenze delle vibrazioni si distorcono  in alcune regioni corporee a causa di disturbi psico-fisici si determinano degli accumuli e blocchi energetici; le campane possono riportare in armonia l’organismo riequilibrando i chakra corrispondenti perché producono un campo vibrazionale armonico che entra in risonanza con il nostro corpo riarmonizzandolo.  Per i suoi effetti benefici il massaggio sonoro con le campane tibetane  (suono terapia) è sempre più adoperato e garantisce un rilassamento profondo e totale dell’organismo, in quanto, essendo il corpo umano composto in prevalenza di acqua, la vibrazione raggiunge ogni piccola parte del corpo, anche in profondità.
I principali vantaggi sulla salute mediante il massaggio sonoro sono: stimolare l’energia vitale, favorire il rilassamento, combattere l’insonnia, migliorare la concentrazione, sincronizzare gli emisferi cerebrali, migliorare la respirazione.
Queste considerazioni sulla suonoterapia ci permettono di comprendere meglio quanto sia importante l’effetto dell’ambiente sonoro in cui viviamo abitualmente.
Infatti ogni giorno nella nostra vita siamo soggetti a dei veri e propri bagni sonori, spesso deleteri, come quando siamo immersi nel traffico o in metropolitana, ed è per questo che bisogna fare attenzione alla propria “dieta sonora”, cercando di dedicare più tempo ai suoni benefici, come passare del tempo in mezzo alla natura, tra il canto degli uccelli, il suono delle onde del mare, il silenzio meditativo della montagna, ecc…

Le frequenze vibrazionali naturali

Lo studio delle frequenze vibrazionali ha portato ad alcune interessanti considerazioni.
Il nostro corpo nel suo stato più naturale e rilassato vibra ad una frequenza fondamentale che va dai 7,8 agli 8 cicli al secondo (Hertz); la Terra vibra anch’essa alla frequenza fondamentale di circa 8 cicli al secondo (la cosiddetta risonanza Schumann). Per tale ragione il nostro organismo e la Terra sono in sintonia vibrazionale e questa sintonia è ancora più evidente al livello del sistema nervoso quando si raggiunge lo stato meditativo di serena vigilanza durante il quale vengono emesse onde alfa con frequenza di circa 8 cicli al secondo. Anche le campane tibetane emettono onde alfa simili alle onde cerebrali con frequenze comprese tra gli 8 e i 12 Hertz, ed hanno una configurazione regolare e sincronizzata; ciò spiega il loro effetto riarmonizzante.
Per comprendere meglio il fenomeno si consideri che le onde cerebrali possono emettere quattro frequenze distinte ognuna delle quali corrisponde a determinati stati di coscienza:
onde beta: sono prodotte dal cervello in stato di veglia;
onde alfa: sono prodotte dal cervello in stato di calma e meditazione;
onde teta: corrispondono allo stato di dormiveglia o sonno leggero;
onde delta: sono associate al sonno profondo.
Da questa suddivisione appare chiaro che l’emissione di onde alfa (con frequenze dagli 8 ai 12 Herz) da parte delle campane tibetane è in grado di favorire lo stato di coscienza che conduce alla calma ed alla meditazione.

La danza dell’acqua

 

Una miriade di goccioline si generano durante la risonanza di una campana tibetana contenete dell’acqua.

Un fenomeno degno di nota che riguarda le campane tibetane è quello che si verifica quando si pone dell’acqua dentro di esse e si fanno risuonare.
Le vibrazioni fanno increspare l’acqua che zampilla in centinaia di goccioline che corrono sospese sulla superficie in un’incredibile danza.
Nel 1831 la fisica di Michael Faraday dimostrò che quando un fluido orizzontale viene fatto vibrare in senso verticale la sua superficie rimane piatta fino a un valore limite dell’accelerazione: a quel punto sulla superficie si formano delle onde che oscillano con una frequenza pari a metà della frequenza incidente.  Man mano che aumenta la forza impressa, cioè man mano che aumentiamo la velocità con cui facciamo girare il batacchio sul bordo della campana tibetana, si originano onde di forme più complesse. Infine le onde diventano non quantificabili, la superficie si rompe e si formano delle goccioline che rimbalzano, rotolano e scivolano sulla superficie. Gli scienziati le chiamano walker drops, “gocce camminatrici”.
Affinché le goccioline camminatrici permangano devono rimbalzare a una determinata frequenza, pari alla metà della frequenza dell’accelerazione impressa cosicché entrino in risonanza con le onde sulla superficie dell’acqua. Inoltre l’acqua deve trovarsi in una condizione molto vicina al valore limite dell’accelerazione stabilito da Faraday in modo che le onde più ampie e lunghe interagiscano con le goccioline che cadono. Ogni gocciolina rimbalza sul fianco dell’onda che si è creata al precedente rimbalzo e riceve un impulso in una direzione specifica lungo la quale procede a velocità costante.
Perciò queste goccioline camminatrici presentano sia un comportamento da particella che un comportamento da onda; questo doppio comportamento corpuscolare-ondulatorio è tipico delle particelle subatomiche descritte dalla meccanica quantistica e riflette la visione buddista del modo fenomenico. Si chiedono, allora, i ricercatori se da queste antiche campane per la meditazione possano emergere importanti considerazioni riguardanti la moderna fisica che, secondo i monaci, si sta sempre più avvicinando alla conoscenza tradizionale buddista ed induista.

Particolare in cui si notano alcune goccioline sferiche generate dalla vibrazione di una campana tibetana.

Riassumendo, le campane tibetane costituiscono una pratica alchemica ancestrale che viene oggi riosservata ed analizzata anche al livello scientifico, permettendo così una compenetrazione unificatrice tra la conoscenza “antica” e quella “moderna”.

Uno studio di acustica e fluidodinamica analizza il suono e le vibrazioni della coppa di metallo e della superficie dell’acqua in una campana tibetana e scopre come rispondono a determinate frequenze.

 

È un suono profondo e vibrante che incanta anche i profani, e ancora di più incantano gli straordinari zampilli che si creano se la ciotola è riempita d’acqua e si fa scorrere un batacchio di legno lungo il suo bordo: le vibrazioni fanno increspare l’acqua che zampilla in centinaia di goccioline che corrono sospese sulla superficie in un’incredibile danza.

Non è facile spiegare con la fisica questi fenomeni. Ci hanno provato Denis Terwagne dell’Università di Liegi e John W. M. Bush del Dipartimento di Matematica del MIT di Boston. Il loro lavoro è pubblicato sulla rivista Nonlinearity.

Hanno cominciato con riprendere la fisica di Michael Faraday che nel 1831 dimostrò che quando un fluido orizzontale viene fatto vibrare in senso verticale la sua superficie rimane piatta fino a un valore limite dell’accelerazione: a quel punto sulla superficie si formano delle onde che oscillano con una frequenza pari a metà della frequenza incidente.  Man mano che aumenta la forza impressa, cioè man mano che aumentiamo la velocità con cui facciamo girare il batacchio sul bordo della campana tibetana, si originano onde di forme più complesse. Infine le onde diventano caotiche, la superficie si rompe e si formano delle goccioline che rimbalzano, rotolano e scivolano sulla superficie. Gli scienziati le chiamano walker, “camminatrici”.

Affinché le goccioline camminatrici permangano devono rimbalzare a una determinata frequenza, pari alla metà della frequenza dell’accelerazione impressa cosicché entrino in risonanza con le onde sulla superficie dell’acqua. Inoltre l’acqua deve trovarsi in una condizione molto vicina al valore limite dell’accelerazione stabilito da Faraday in modo che le onde più ampie e lunghe interagiscano con le goccioline che cadono. Ogni gocciolina rimbalza sul fianco dell’onda che si è creata al precedente rimbalzo e riceve un impulso in una direzione specifica lungo la quale procede a velocità costante.

Queste goccioline camminatrici presentano sia un comportamento da particella che un comportamento da onda; questo doppio comportamento corpuscolare-ondulatorio è tipico delle particelle submicroscopiche descritte dalla meccanica quantistica. Si chiedono, allora, i ricercatori se da queste antiche campane per la meditazione possa emergere la moderna fisica.

Fonti bibliografiche:
http://www.ilcuoredellecose.com/department/92/Campane-Tibetane-effetti-sull’uomo.html
http://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/19/i-segreti-delle-campane-tibetane/
http://www.karmashop.it/asp/asp/ec_campanetibetane.asp
http://utenti.multimania.it/ayurvedalily/photoalbum2.html
http://www.agnesedonini.it/index.php?option=com_content&task=view&id=9&Itemid=49
http://chakra.altervista.org/Campane_Tibetane.htm
http://www.anjali.it/singing_bowls_9.html

http://www.taianokai.org/?page_id=2023

 http://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/19/i-segreti-delle-campane-tibetane/

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Link utili

http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=5664 xxx

 

Secondo la tradizione, in quel periodo in Asia si praticava una forma di culto animistico chiamata Bon. Questa particolare forma di sciamanesimo attribuiva al suono delle campane, ma anche di altri strumenti come cimbali (ting-sha) e gong, un grande potere di guarigione, e la capacità di avvicinare l’uomo alla divinità.

http://www.ilcielodinut.it/campane-tibetane-energizzare-acqua.html energizzare acqua

http://www.aurauniversalmente.com/it/attivita/campane-tibetane/

http://tracieloeterra.biz/it/content/16-campana-tibetana-come-si-suona

http://www.statue-buddha.com/campanetibetane/come-suonare-una-campana/index.html

http://ottavanota.wordpress.com/incontri-con-le-campane-tibetane/

http://www.iobenessere.it/campane-tibetane/

http://www.alberosacro.org/campanetibetane.htm

http://xmx.forumcommunity.net/?t=5365943

http://www.visionealchemica.com/campane-tibetane/

Mate (proprietà)

Il Mate

Il mate nasce dall’infusione di foglie, precedentemente seccate, tagliate e sminuzzate di una pianta della famiglia delle Acquifoliacee, la Ilex Paraguayensis, comunemente chiamata Yerba Mate. Questo arbusto verdissimo cresce spontaneamente in quasi tutto il Cono sud, quindi in Brasile, in Argentina, in Uruguay e in Paraguay. Venne scoperto dai Gesuiti, i quali intorno al XVI secolo sbarcarono su queste terre insieme ai coloni spagnoli e portoghesi. Furono proprio questi religiosi che iniziarono a coltivarla e commerciarla, esportandola nel nostro continente con il nome di Oro Verde o Tè dei Gesuiti.
Ma la preparazione di questa bevanda fu inventata dagli Indios Guaranì, i quali si tramandarono la tradizione di generazione in generazione, fino a farla conoscere agli stessi Gesuiti. Questo popolo, originario della regione amazzonica, era anticamente nomade. Si stabilì definitivamente in Argentina solamente a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Narra una leggenda che fu un antico sciamano il quale insegnò ad un anziano indio come preparare la miracolosa bevanda. Stanco di seguire la sua tribù negli spossanti trasferimenti, l’anziano decise di fermarsi perché all’estremo delle forze. Gli apparve allora lo sciamano, il quale gli porse una pianta verde, la yerba mate appunto, istruendolo su come preparare l’infuso energetico. Narra ancora la leggenda che dopo aver bevuto considerevoli sorsi di infuso a base di mate, il vecchio indio riprese le forze e potette così raggiungere la sua tribù e proseguire il viaggio. Da allora bere compartendo il mate ha acquisito un valore sacro, di unione, di amore e rispetto per il prossimo.

Il mate, col tempo, è divenuta una bevanda molto amata dai suoi connazionali e anche molto ricercata in Europa, soprattutto per le sue molteplici proprietà terapeutiche. I suoi benefici furono attestati solamente nel 1964, quando un gruppo di studiosi dell’Istituto Pasteur e della Società Scientifica di Parigi affermarono che essa conteneva quasi tutte le vitamine necessarie per vivere!

E’ difatti un disintossicante metabolico, un potente antiossidante grazie all’azione di ben 11 polifenoli; previene l’invecchiamento delle cellule, è antidepressivo, energizzante ed è un tonico naturale.Grazie ad una sostanza simile alla caffeina, la mateina, favorisce la concentrazione e l’attività celebrale.

Può tranquillamente sostituire il caffé, eliminando gli effetti negativi di quest’ultimo. Sembra sia utile anche nella sindrome premestruale, attenuandone i dolori ed è usato nelle diete dimagranti, in quanto calma il senso di fame.

L’infusione, dal sapore amarognolo, si beve normalmente calda, ma specialmente in Paraguay può venir servita anche fredda, con aggiunta di ghiaccio e limone. Viene in questo caso chiamata tererè, parola di origine guaranì, che significa appunto mate freddo. Ciò che maggiormente affascina di questa bevanda è il rituale che ne accompagna la preparazione.

Preparare un vero mate di mate, nel sud America, significa ancora seguire le istruzioni che la tradizione impone. Le foglie vengono poste all’interno di un recipiente rotondo, a forma di zucca, chiamato mate stesso.

Vi si aggiunge l’acqua che dev’essere caliente e dopo qualche minuto di infusione lo si aspira tramite una cannuccia di metallo, chiamata bombilla, che trattiene le foglie. Si passa quindi da convitato a convitato, eseguendo un vero e proprio rito sociale e partecipativo. La particolarità che richiama immediatamente l’attenzione è il recipiente (il mate appunto).

Originariamente veniva costruito con la pianta stessa, usandone l’interno, che restituiva alla bevanda un sapore particolare. Successivamente furono impiegati altri materiali, come metalli e legni di vario tipo. Si possono trovare mates molto semplici fino ad esemplari rifinitissimi e preziosi. Il recipiente in molti casi rispecchia quindi il livello sociale delle famiglie. Le più ricche posseggono pezzi che tramandati di generazione in generazione; dei veri capolavori dell’argenteria coloniale sudamericana.

In Argentina il mate è andato col passare del tempo a simbolizzare il gaucho, il mandriano delle Pampas. In compagnia, dopo aver pascolato ore ed ore nelle sterminate radure, i gauchos si fermavano e si dedicavano del tempo, passandosi il mate tra un discorso ed un altro o anche rimanendo in silenzio.

Il suo uso è molto più che diffuso. Bere mate è divenuta una piacevole abitudine, senza la quale non si inizia e non si finisce una giornata. Nelle campagne, nei bar, nei negozi, negli uffici, nelle università, ogni luogo è buono per ritrovarsi e socializzare sorseggiando questa bevanda. E’ una splendida tradizione quella del mate, che rispecchia l’animo socievole, aperto dei sudamericani ed il loro stile di vita solare e tranquillo.

Come accade con tutte le tradizioni profondamente sentite, anche il mate ha assunto inoltre delle valenze simboliche. Difatti il modo di gustarlo è divenuto una simpatica forma di comunicazione. Eccone alcuni esempi:– mate amargo (amaro) simbolizza la forza, il valore e la vita
– mate dulce (dolce) e con schiuma significa amicizia, affetto
– mate molto dolce, versato da una donna ad un uomo, è dimostrazione di amore ed interesse a sposarsi, differente dal mate dolce ma molto caldo, che significa amore ardente e passione
– mate con cannella è un messaggio di interesse affettivo
– mate con buccia d’arancia significa “ti aspetterò”
– mate largo, molto acquoso e con poca infusione, indica disinteresse verso la persona alla quale lo si versa.

In ogni modo, semplice o con varie aggiunte, il mate è desiderio di stare insieme. Se vi capitasse di passare per queste splendide terre e sentirvi dire no te vayas rengo , vi stanno consigliando di non limitarvi a bere un solo mate! E magari sotto le righe ve lo vogliono offrire loro, sicuramente non largo…

http://celticfearn.wordpress.com/category/salute-e-benessere/page/2/

Lapacho (proprietà)

Scopriamo le favolose proprietà di questo albero sacro degli Incas!

Il Lapacho

Gli indigeni sudamericani  e gli Incas lo usavano da migliaia di anni, considerandolo una vera e propria panacea per trattare una grande varietà di patologie, che andavano dalla dissenterie, alla febbre, ai morsi di serpente e anche per curare certi tipi di tumore.

E quindi possiamo dire che già conoscevano bene la fitoterapia e la forza e l’efficacia dei rimedi naturali…

Curiosità…

Il Tabebuia Lapacho (Tabebuia avellanedae Lorenz,  pianta della famiglia delle Bignoniaceae) è un albero che cresce principalmente nelle  foreste amazzoniche e nelle montagne del Paraguay, ma si trova anche in Brasile, Argentina, Bolivia e Perù.

Gli indigeni, già da tempi remoti ne raccolgono  la parte interna della corteccia, che ha la particolarità di riformarsi e ricrescere molto velocemente, senza che alcun danno venga arrecato alla pianta stessa.

Gli Incas la consideravano addirittura una pianta sacra.

Ne estraevano il principio attivo mettendo la corteccia ridotta in strisce sottili in acqua calda, e somministrandone poi il decotto.

Una delle straordinarie caratteristiche del Lapacho è che contiene anche una speciale combinazione di sali minerali o elementi in tracce abbastanza rari quali:

  • magnesio
  • calcio
  • cromo
  • fosforo
  • zinco
  • ferro
  • silicio
  • manganese
  • potassio
  • molibdeno
  • boro
  • rame
  • sodio
  • cobalto
  • oro
  • argento
  • stronzio
  • bario
  • nichel

E devi sapere che recenti studi  hanno infatti confermato che il lapacho ha attività

  • Antiparassitaria
  • Antinfiammatoria
  • Antibiotica
  • Antibatterico
  • Fungicida
  • Virucida
  • Espettorante
  • Febbrifuga

Ma non basta…tra l’altro è anche un

  • immunostimolante
  • cardiotonico
  • depurativo dell’organismo
  • lieve sedativo
  • leggero diuretico
  • stimola la produzione di globuli rossi
  • lieve ipoglicemizzante
  • antidiarroico
  • lieve analgesico

E visto quanto sopra, è stato dimostrato che  risulta  efficace per curare

  • le infezioni virali come il raffreddore, l’influenza e l’herpes, ma anche quelle più serie come l‘HIV o l’Epstein-Barr
  • le infezioni batteriche provocate  da streptococchi e stafilococchi
  • le infezioni della gola, del naso e della bocca
  • le infezioni dovute a parassiti come la malaria
  • le  infiammazioni classiche  delle mucose, la dissenteria, ma anche coliti, polipi, ulcere peptiche e addirittura il  morbo di Crohn
  • uretriti, cistiti, vaginiti, prostatiti, polipi vescicali, leucorrea e anche  certe infiammazioni della cervice uterina
  • gastrite, ulcera gastrica
  • ferite e ulcere
  • anemia
  • affezioni cutanee, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
  • artrite
  • arteriosclerosi
  • debolezza cardiaca
  • asma e bronchite
  • ipertensione

E adesso ti chiederai…

Cosa rende così straordinariamente efficace questa pianta?

Oltre a tutti i minerali ed elementi che vi ho elencato sopra, il  LAPACHO (Tabebuia Avellanedae) vanta la presenza di

  • Antrachinoni, denominati anche  fattori “A”
  • Naftochinoni, denominati anche fattori  “N”

di cui, all’interno della corteccia ve ne sono 18 tipi, tra cui il Lapacholo

e poi ancora

  • vitamina K
  • coenzima Q10
  • flavonoidi
  • tannini
  • alcaloidi
  • saponine

In particolare gli Antrachinoni e i Naftochinoni hanno dimostrato di avere spiccate proprietà antivirali, funghicide, battericide, antiossidanti, immunostimolanti e antitumorali.

Lapacho Tea

Devi sapere che proprio il Lapacholo in particolare è ancora oggi oggetto di studio per le sue proprietà anticancro.

Infatti interferisce con il metabolismo dell’ossigeno delle cellule cancerose, impedendone così la respirazione, uccidendole e bloccandone  la proliferazione.

In definitiva credo che possiamo dire il Lapacho è una delle migliori piante   per la purificazione dell`organismo, per ottimizzare e rinforzare l’importante funzionamento sia del sistema linfatico che del sistema immunitario.

Posologia

Lo puoi trovare nelle migliori erboristerie (anche online) sotto forma di

Tintura madre (20 gocce in acqua per 3 volte al giorno prima dei pasti)

Corteccia sminuzzata (Tabebuia impetiginosa – decotto di 20 grammi di interno di corteccia in mezzo litro d’acqua per 10 minuti, da bere almeno 2 volte  al giorno)

Compresse da  500 mg (devi prenderne 6 al giorno)

E devi assumerlo per almeno 60 giorni, questo per rinforzare il sistema immunitario e purificare l’organismo.

Per le altre patologie è meglio consultare il medico.

Non ha controindicazioni, ma fai attenzione se sei in stato interessante, potrebbe aumentare la sensazione di nausea.

Spero anche questa volta di averti fornito interessanti notizie per la tua salute e il tuo benessere.

A presto

Ermes

http://www.fitoterapiablog.it/lapacho-un-miracolo-della-natura/

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Gli indigeni sudamericani raccolgono da migliaia d’anni la parte interna della corteccia di un albero chiamato appunto Lapacho (Tabebuia Avellanadae). Questo albero che cresce nelle foreste amazzoniche e nelle montagne di Paraguay, Argentina, Brasile e le zone montagnose della Bolivia e del Perù ha la particolarità che la sua corteccia appena tolta ricresce molto velocemente senza arrecare alcun danno alla pianta stessa.

Il Lapacho appartiene alla famiglia delle Bignoniacee ed è anche noto col nome portoghese di pau d’arcu, che significa “bastone per archi”.

I suoi fiori I fiori sono gialli con varietà rosa, rossi e purpurei; il frutto è una lunga capsula legnosa con all’interno dei semi alati.

Recenti ricerche hanno dimostrato che il Lapacho è efficace nella riduzione di infiammazioni, dolori ed impurità, nella funzione antimicrobica, antiparassitaria ed antifungine, stimola il sistema auto-immunitario, ha un’azione antiossidante con un utilizzo simile a quello dell’Echinacea e del Ginseng e non contiene caffeina.

Questa pianta contiene grandi speranze per l’effettivo trattamento di alcuni tumori, tra cui la Leucemia, della Candida e di altre fastidiose infezioni, così come di malattie debilitanti (incluso l’artrite) e una moltitudine di altri disturbi.

Il Lapacho può essere usato periodicamente come prevenzione durante la stagione fredda e tutte le volte che la possibilità di infezioni è elevata. La nostra salute sia fisica che mentale dipende esclusivamente dallo stato dei liquidi del nostro corpo e cioè sangue, linfa e liquidi cellulari che se vengono danneggiati portano i nostri organi ad ammalarsi.

La maggior parte delle cause delle malattie vanno ricercate nella contaminazione e avvelenamento dei liquidi del nostro corpo dovuto a una nutrizione non corretta e a un modo di vivere sbagliato; infatti la cattiva alimentazione, il digiuno prolungato e l’uso di troppa carne portano lo stomaco e l’apparato digerente in generale a uno stato di affaticamento tale per cui si ha un calo della forma fisica.

Attraverso una cattiva digestione, dovuta anche al mangiar in fretta, si arriva alla formazione di feci dure e ad un aumento dei microbi parassiti che con la produzione dei loro veleni alterano la flora intestinale; per cui in un certo senso l’intestino diventa la fabbrica dei veleni per il nostro corpo che poi raggiungono il fegato ed entrano nelle cellule di tutto l’organismo. E’ quindi necessario disintossicare l’organismo e ripristinare la flora batterica.

Il Lapacho stimola la produzione delle cellule della serie rossa e per la sua azione depurativa e utile anche nelle affezioni cutanee dovute a una diminuita eliminazione dei prodotti di scarto metabolico.

Il Lapacho è una delle piante migliori per la purificazione dell’organismo, senza richiedere un grosso dispendio di energia; esso infatti aiuta a ristabilizzare le difese del proprio corpo rafforzando il sistema immunitario.

Il nostro corpo è, almeno apparentemente, insensibile agli agenti patogeni e ai materiali velenosi che però giornalmente disturbano l’equilibrio dell’organismo. Esso è anche in grado di sviluppare anticorpi, se necessari, ma la vera difesa è data dalla salute che è strettamente legata al corretto funzionamento del fegato, reni e sistema linfatico.

II Lapacho è per il fegato e il sistema linfatico la pianta migliore, mentre i reni possono migliorare la loro attività con Solidago, Ortosiphon, Barbe del mais e altre piante, arrivando cosi a ridurre il rischio di malattie.

Ricordiamo che le piante ad azione purificante e disintossicante spesso sono più efficaci di qualsiasi altra terapia.

Il Lapacho contiene anche una speciale combinazione e concentrazione di sali minerali abbastanza rari o elementi in tracce: calcio, magnesio, fosforo, zinco, cromo, silicio, manganese, molibdeno, rame, ferro, potassio, sodio, cobalto, boro, oro, argento, stronzio, bario, nichel.

II Lapacho può essere utilizzato nella prostata, diabete, leucemie, infiammazioni midollari, morbo di Parkinson, reumatismo, vene varicose, problemi di pelle, anemia, arteriosclerosi, asma, bronchite.

Il Lapacho rafforza il sistema immunitario e può essere consigliato a tutti, poichè con esso il fegato e il sistema linfatico raggiungono condizioni ottimali, senza sforzi e senza effetti collaterali.

Screenings di routine hanno rivelato molte proprietà minori del Lapacho che pero possono essere necessarie per alcuni individui: diuretiche, sedative, decongestionanti, ipotensive, cardiotoniche e vulnerarie, per citarne alcune. E stato utilizzato anche per il trattamento di polipi intestinali e vescicali e ulcere intestinali.

Il Lapacho viene usato per il trattamento delle cosi dette “sindromi allergiche”; spesso per persone che manifestano reazioni allergiche a lieviti e funghi, in particolare alla Candida albicans: fungo saprofita degli uomini e animali che però spesso sta all’origine di certe allergie alimentari, di fenomeni di elevata sensibilizzazione agli agenti chimici ambientali e anche di disfunzioni del sistema immunitario.

Nella cosi detta candidosi si riscontra un’ampia gamma di sintomi che si presentano in maniera più o meno accentuata quali artrite, asma, cistite, emicrania, cefalee, blocco delle giunture, meteorismo, gonfiore, colite spastica, afte, lesioni e eruzioni della pelle, stipsi cronica o diarrea, letargia, irregolarità ormonali, dolori muscolari cronici. A questi si aggiungono poi stati mentali ed emotivi quali ansia, depressione (molto diffusa), calo della memoria, irritabilità fino ad arrivare a casi estremi di schizofrenia.

Il Lapacho rientra in molti schemi di fitoterapia per il trattamento dell’affaticamento cronico o delle allergie, in quanto questa cura per le affezioni micotiche da un rapido miglioramento. Purtroppo non è facile fare diagnosi di candidosi; l’esame più accurate che da un 92% di riuscita è oggi il CEIA (CandidSphere Enzyme Immunoassay).

Studi accurati hanno dimostrato che spesso la “sindrome da allergia totale” può avere origine da questo fungo.

La condidosi si sta diffondendo largamente sotto il nome di “malattia del XXI SECOLO”, “sensibilità multipla agli agenti chimici” e “malattia ambientale”, e ne sono colpite soprattutto le donne (il 70-80% dei pazienti) e può presentare questa sintomatologia, più o meno evidente: affaticamento, intontimento, asma, ipersensibilità alle infezioni fungine, cefalea, mal d’orecchi, congestione mentale, mal di schiena, depressione, perdita della memoria a breve, difficoltà di apprendimento, raffreddori frequenti, disfunzioni del sistema immunitario, respiro corto, dolore alle giunture e ai muscoli, scoordinamento dei movimenti, emicrania, sonnolenza, eruzioni cutanee, spasmi, gonfiori dell’apparato digerente, stipsi/diarrea, indigestione, tachicardia, intolleranza al freddo, vertigini, capogiri, intolleranza all’alcool, visione sfocata. Si è dimostrato che le tossine della Candida producono all’interno dell’organismo molti sintomi che normalmente sono associati alla sindrome da allergia totale, per es., paralisi alle estremità, lesioni agli organi, edema, trasformazione a livello celebrate. Gli allergologi stanno registrando un aumento di individui che non possono piu indossare indumenti con fibre sintetiche, mangiare prodotti industriali, bere acqua dal rubinetto, tenere in mano un giornale, usare detersivi o detergenti fino ai casi più gravi di non poter respirare senza l’ausilio della maschera; e si ipotizza che alla base di tutto ciò ci sia l’incapacità dell’organismo di difendersi dagli attacchi della Candida.

E’ però importante tenere presente che le dosi e la somministrazione del Lapacho vanno personalizzate in quanto alcuni potrebbero presentare reazioni allergiche al Lapacho stesso, mentre altri devono raggiungere il dosaggio pieno in modo graduale nell’arco di qualche settimana o addirittura di alcuni mesi.

Nei soggetti con manifestazioni micotiche accade spesso che nella prima fase di terapia si abbia una riacutizzazione dei sintomi che poi scompaiono dopo un certo periodo di tempo. Questo problema è dovuto alla presenza di cellule morte che si riversano nella circolazione sanguigna dando manifestazioni di tipo allergico.

E’ comunque importante tener presente che il processo di guarigione è graduale e richiede molti mesi.

Azioni

  • Attività antitumorale, contro la crescita in generate
  • Antibiotico
  • Antibatterico
  • Virucida
  • Antiparassitario
  • Fungicida
  • Antinfiammatorio
  • Depurativo
  • Immunostimolante
  • Tonico generale cardiotonico
  • Stimolante del globuli rossi
  • Diuretico leggero
  • Sedative lieve
  • Ipotensivo lieve
  • Ipoglicemizzante lieve
  • Analgesico lieve
  • Astringente
  • Antidiarroico
  • Vulnerario
  • Espettorante
  • Febbrifugo

Indicazioni

  • Azione/terapia complementare in tutte le forme di carcinoma e leucemia
  • Infezioni batteriche da stafilococchi, streptococchi, brucella, ecc.
  • Infezioni virali: influenza, raffreddore, herpes, polio, Epstein-Barr, HIV, ecc.
  • Infezioni parassitarie, quali malaria
  • Infezioni della bocca, naso e gola
  • Disordini del tratto gastrointestinale: infiammazione delle mucose, colite, morbo di Crohn, polipi, dissenteria, ulcere peptiche
  • Disordini del sistema urogenitale: cistite, uretrite, prostatite, polipi vescicali, vaginiti, leucorrea, infiammazione della cervice uterina
  • Gastrite, ulcera gastrica
  • Ferite e ulcere
  • Anemia
  • Affezioni cutanee da scarsa eliminazione, eczema, acne, foruncolosi, pso-riasi
  • Artrite
  • Dolori in generate
  • Arteriosclerosi
  • Debolezza cardiaca
  • Asma e bronchite Ipertensione

Da ricordare

Questo articolo e prodotto non intendono essere diagnosi, trattamento, cura, o prevenzione malattia, ogni caso può essere a sé stante ed è sempre consigliabile un consulto con il medico o lo specialista in medicina complementare.

http://www.iobenessere.it/lapacho/

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Le proprietà curative del Lapacho

“Tabebuia impetiginosa”, “Tabebuia ipè”, “Pau d’arco”, “Lapacho”, “Ipè Lapacho”, “Ipè roxo” sono alcuni dei nomi popolari con i quali si è soliti chiamare la Tabebuia avellanedae Lorenz, una pianta della famiglia delle Bignoniaceae originaria della foresta amazzonica ma diffusa anche in Brasile, Bolivia, Perù, Paraguay, Argentina, Isole Vergini e Bahamas. La fama delle sue proprietà curative si perde nella notte dei tempi, tanto che gli Incas la consideravano una pianta sacra (“Tajy”) dalla cui corteccia, ridotta in strisce sottili, erano in grado di estrarre il principio attivo, che veniva disciolto in acqua calda e somministrato sotto forma di decotto. Alla vista il Lapacho si presenta come un maestoso albero d’alto fusto dai fiori rosa, rossi, porpora o gialli il cui legno, assai massiccio e compatto, viene impiegato per creare pavimenti ed altri complementi d’arredo. Si stima che la sua resistenza al fuoco sia pari a quella del calcestruzzo, tanto da meritargli il titolo di “Ironwood” o legno di ferro. Gli indiani dell’America meridionale ne conoscono da secoli le caratteristiche antibiotiche, antisettiche, antinfiammatorie e depurative che hanno reso il Lapacho famoso in tutto il mondo, in quanto esso è in grado di curare persino le infezioni micotiche, gli eczemi, la psoriasi, l’ulcera gastrica e duodenale, l’asma, alcuni tipi di leucemia, la candidosi e le cistiti recidivanti. Inoltre è un depuratore del sangue e del sistema linfatico, contribuendo inoltre a regolarizzare il sistema immunitario anche in caso di terapie antitumorali prolungate. Dobbiamo, tra gli altri, al botanico brasiliano Walter Accorsi la diffusione del Lapacho ad uso terapeutico in epoca contemporanea (anni ’60 del secolo scorso). Quali sono i princìpi attivi della “Tabebuia avellanedae”? In primo luogo gli Antrachinoni o fattori – A e i Naftochinoni o fattori – N, sostanze di un colore che varia dal giallo all’arancione, che hanno proprietà antitumorali, immunostimolanti, antivirali, battericide, funghicide e antiossidanti. All’interno della corteccia della “Tabebuia” ne esistono di diciotto tipi, tra cui il Lapacholo, isolato per la prima volta nel 1884, il coenzima Q10 e la vitamina K (potassio). Seguono i Tannini (antiossidanti naturali presenti anche nel vino), i Flavonoidi (la vitamina P, dal potere antiossidante, presente in frutta e verdura), gli alcaloidi (analgesici, sedativi e ottimi per curare l’aritmia) e le saponine, sostanze che preservano l’organismo dallo stress. Si presume che la grande varietà terapeutica di questa pianta pluviale sia dovuta all’estrema compattezza e conseguente resistenza della sua corteccia, la quale è così in grado di difendere l’arbusto dall’attacco di virus, batteri, muffe e temperature troppo basse. In particolare, il Lapacholo è ancora oggi studiato per le sue proprietà anticancro (una sua caratteristica importantissima è quella di interferire con il metabolismo dell’ossigeno delle cellule tumorali, impedendo così la respirazione cellulare) e nella cura della malaria, nonché per le sue capacità immunostimolanti e ricostituenti. Siamo quindi di fronte ad un rimedio naturale ad ampio spettro la cui somministrazione può avvenire sia mediante decotti, infusi o tisane (il famoso tè degli Incas, la cui assunzione, lontana dai pasti, viene consigliata nel numero di otto tazze al dì per un’azione d’urto, per poi scendere in modo graduale a due tazze/die – Fonte: Herbal Tonic Therapies di Daniel B. Mowrey, Ph. D, 1993, Keats Pub. Inc. USA), sia ingerendo l’estratto secco della corteccia racchiuso in casule di gelatina alimentare, sia sotto forma di pomate ad uso topico per curare eczemi, micosi, dermatiti e tanti altri disturbi cutanei. Inoltre la sua caratteristica di inibire i batteri gram-positivi (stafilococchi e streptococchi) responsabili, tra l’altro, delle infezioni delle prime vie respiratorie, rende il Lapacho un rimedio certo nella cura delle bronchiti che tendono a cronicizzare. Le principali tribù che utilizzavano il Lapacho prima dell’arrivo dei Conquistadores europei in America del sud erano quella dei Guarani e dei Tupi – Namba che usavano la corteccia sminuzzata dell’”Albero Divino” sotto forma di decotti, nonché le popolazioni andine dei Calla – waya, dei Quechua e degli Aymara, che chiamavano il Lapacho con il nome di “Taheelbo”. La forza del Lapacho sembra risiedere proprio nell’azione combinata dei tanti princìpi attivi che lo compongono. Da qui l’ampio spettro di utilizzo della corteccia di un arbusto fra i più antichi del mondo la cui esistenza era nota persino ai Vichinghi e i cui effetti secondari indesiderati sono minimi e tendono a scomparire con l’aumentare dell’assunzione nel tempo. Ciò significa che la medicina tradizionale può trarre un ottimo ausilio dall’uso combinato di farmaci di origine chimica e Lapacho per curare una grande varietà di disturbi. A patto che abbia infine termine l’abbattimento indiscriminato di alberi della foresta amazzonica – e non solo di quella – per lasciare spazio a terreni da coltivazione che presto si ridurranno a zone desertiche e faranno sì che vadano perse per sempre le proprietà curative di alberi come la Tabebuia avellanedae Lorenz. La natura ha tutte le risposte ai quesiti umani. Varrebbe la pena di lasciarla parlare.

Lidia Borghi

http://lidiaborghi.blogspot.it/2010/02/le-proprieta-curative-del-lapacho.html

Le sette notti del Tantra (Tantra di coppia 3)

TANTRAdivine

Questa  sotto è una  raccolta  (di articoli vari) che parla del Tantra in generale  e di vari esercizi da fare per migliorare l’amore, la sessualità e la complicità nella coppia.

Si parla sempre più di Tantra di coppia, di esercizi, di fare l’amore conspapevole. Per alcune persone è sempre una novità, per altri fonte di guadagno,  e comunque qualcosa che va sicuramente letto e magari praticato in coppia perchè sicuramente la consapevolezza in coppia è fondamentale peer un rapporto duraturo. Ultimamente mi son imbattuto anche in chi fa corsi con le tecniche segrete del e le famose Sette Notti del Tantra. A me questa cosa fa sorridere molto, mi ricordo che quando ai miei tempi insegnavo Yoga queste cose segrete non lo erano. Ho perfino un libro del 1999 della Demetra ,Tantra l’energia dell’Amore di Andrea Zanino che spiega queste segretissime notti. E qua sotto vi dò un estratto di queste notti magiche e di come si svolgono.

Vi auguro buona Lettura

White Fearn

 

La Prima delle 7 Notti
Entrate nelle stanze delle sette notti tantriche.
Seduti alla tavola imbandita, bevete un bicchiere di vino, senza toccare il cibo e, dopo averlo finito, baciatevi delicatamente sulle labbra (una sola volta).
L’uomo si alza in piedi, di fronte alla donna e dice: “sono pronto”.
Anche la donna si alza in piedi, si mette di fronte all’uomo e inizia a spogliarlo, un indumento dopo l’altro, con lentezza, mentre lui rimane fermo con le braccia abbandonate lungo i fianchi.
A ogni indumento tolto, la donna guarda la parte nuda dell’uomo, senza toccarlo, e recita il mantra della consapevolezza ommm, ahdi, ommm. Quando l’uomo è completamente nudo, anche la donna dice: “sono pronta” e l’uomo la spoglia lentamente nello stesso modo.
L’uomo inizia ora il rituale della consapevolezza così come è abituato a fare da solo, concentrandosi però sull’immagine della donna.
Le tocca le labbra, i capezzoli e il pube ripetendo ogni volta il mantra della consapevolezza ommm, ahdi, ommm.

A occhi chiusi si concentra sull’immagine della donna, mentre lei, con gli occhi aperti, prende le sue mani e le guida, portandole nuovamente alle labbra, al seno e al pube.
La lentezza dei gesti è fonte di piacere e intimità. A ogni contatto viene pronunciato il mantra della consapevolezza ommm, ahdi, ommm.
La donna, dopo essere stata toccata in questo modo, tocca le labbra dell’uomo con il pollice e l’indice, poi il suo capezzolo e poi il pube, prendendo il pene tra le quattro dita e stringendo la base con delicatezza. A occhi chiusi visualizza il corpo di lui e aspetta di essere guidata a toccarlo una seconda volta.
Abbracciatevi per un attimo e separatevi. Seduti al tavolo, tenete l’uno le mani dell’altro stando in silenzio.
Dopo poco vi separate: ognuno va in una stanza diversa e ripete i rituali del controllo . Fermatevi in tempo! Alla soglia dell’orgasmo smettete, il culmine del piacrere verrà dopo, sublimato.
Rimanendo ognuno in una stanza diversa, fate anche il rituale della canalizzazione.**
Riunitevi poi al tavolo, seduti sui cuscini incrociate le mani ripetendo il mantra della consapevolezza, ommm, ahdi, ommm. Sarete entrambi molto eccitati, ma evitate di toccarvi.
Vale qui un rigoroso rispetto della regola dei 60 minuti , che non va assolutamente violata. Per distrarvi mangiate e bevete, parlando tranquillamente di ciò che volete.
Dopo avere trascorso un’ora intera, andate nella stanza da letto e fate tutto quello che più vi piace. Dedicatevi al sesso nel modo che preferite e godete dell’estasi sessuale senza limiti. Dopo aver entrambi raggiunto l’orgasmo, potrete andare a dormire, carichi dell’energia sessuale smossa, che lavorerà per voi mentre riposate preparandovi alla seconda notte.

**La canalizzazione
Va compiuta di seguito alla fase di masturbazione e controllo.
Nel caso tu abbia una qualunque cosa che vorresti risolvere, ma non sai come, concentrati su un aspetto del problema e isolalo da tutto il resto.
Mentre focalizzi il tuo problema, ripeti il mantra della canalizzazione ahh, nahh, yahh, tawnnn, e pensa a convogliare l’insieme delle cariche positive accumulate nel pre orgasmo, verso quella determinata situazione.

Recita il mantra ahh, nahh, yahh, tawnnn, dì qualcosa del tipo: sarò in grado di eliminare quel difetto, oppure sarò in grado di superare quell’ostacolo, ecc, e recita nuovamente il mantra ahh, nahh, yahh, tawnnn.
Questa operazione va compiuta per sei volte di seguito. La frase in mezzo ai due mantra deve essere breve e concisa. I mantra non devono contenere riflessioni, ma solo il nocciolo del problema. Già questo ti sarà d’aiuto. Mentre sarai impegnato a fare altro, le energie accumulate procedono dirette sul tuo problema, lavorando per il tuo benessere e la tua armonia.

ed ecco qua.. La Seconda delle 7 Notti:
Seduti al tavolo come la sera precedente, bevete un bicchiere di vino, pensando all’obiettivo della canalizzazione.
E’ la donna a iniziare: si alza in piedi e dice: “sono pronta”. L’uomo, in piedi di fronte a lei, inizia a spogliarla, ripetendo a ogni indumento tolto il mantra della consapevolezza ommm, ahdi, ommm.
Quando l’uomo a sua volta dice:”sono pronto”, la donna inizia a spogliarlo. Non sottovalutate l’importanza dei mantra e degli yantra , che hanno il delicato compito di allineare la vostra mente con lo spirito e con il corpo.
Una volta nudi entrambi, abbracciatevi e baciatevi a lungo rimanendo in piedi, in modo che l’unico contatto sia quello tra i vostri corpi nudi e le vostre labbra.
La seconda notte prevede ora un bagno, fatto il quale procederete ai rituali separati, come la sera precedente.
Vi ritroverete seduti al tavolino con le mani incrociate.
Per riuscire a controllare l’eccitazione dell’orgasmo sfiorato, ripetete il mantra del controllo pahhh, dahhh, o-mahmmm, e distraetevi mangiando e bevendo.
E’ di importanza fondamentale rispettare la regola dei 60 minuti.
Dopo lo scoccare del sessantesimo minuto, spostate i cuscini dal tavolo e sedetevi una di fronte all’altro. La donna apra le gambe sollevando le ginocchia e l’uomo incroci le gambe alle sue, appoggiando i piedi sulle natiche di lei.
Le mani vanno appoggiate sulle ginocchia del partner. Questa posizione è detta “contemplativa” e serve a fondare la conoscenza reciproca. Il contatto è molto diretto, anche se i genitali non vengono toccati.
Guardatevi negli occhi, poi spostate lo sguardo sul seno, sull’ombelico e sul pube. A occhi chiusi focalizzate l’attenzione sulle parti dell’altro, la donna immagini che l’uomo la penetri con il pene eretto, pronto all’orgasmo che la innonda, e l’uomo a sua volta immagini la vagina che, calda e aperta, lo accoglie nel piacere.

Aprite a questo punto gli occhi guardando i genitali del partner. Alzatevi e andate nella stanza da letto. Procuratevi tutto il piacere possibile, facendo l’amore come più vi piace. Lasciatevi andare al piacere dei sensi fino al raggiungimento dell’orgasmo. Addormentatevi nella consapevolezza dell’energie positive che vi attraverseranno fino alla notte successiva.

vi sta iniziando a piacere, eh?

La Terza delle 7 Notti:
Sempre seduti al tavolo imbandito, bevete un bicchiere di vino e pensate, se volete parlate, dell’obbiettivo della canalizzazione.

L’uomo si alza e dice lo solita formula:”sono pronto.”
Inizia a spogliarsi lentamente sotto lo sguardo della donna, fino a rimanere completamente nudo. Inizierà il rituale del risveglio, mentre la donna, ferma e in silenzio lo guarda, fino a quando non ha finito.
La donna allora si alza, recita il suo “sono pronta” e fa la stessa cosa sotto lo sguardo dell’uomo. Quando anche lei ha finito, abbracciatevi e baciatevi rimanendo in piedi, così che l’unico contatto sia quello tra i due corpi.
Giunge poi il momento del bagno, dopo il quale l’uomo, sdraiato, svolgerà il rituale del risveglio del desiderio alla presenza della donna, seduta ai piedi del letto.
La donna guarda attentamente i gesti che l’uomo ha fatto tante volte da solo, disteso nudo sul letto. Terminato l’uomo, farà la stessa cosa la donna, sotto lo sguardo di lui.
Si fa poi il rituale del controllo , ma ognuno per conto suo. Non dovete assolutamente procurarvi un orgasmo, ma solo andarci molto vicino e ritrarvi in tempo, altrimenti tutto l’esercizio diventa vano.
Dopo aver fatto separatamente anche la canalizzazione, rincontratevi al tavolino per mangiare, bere e chiaccherare, osservando la regola dei 60 muniti.
Assumete poi la posizione contemplativa già sperimentata la notte precedente.
Con gli sguardi fissi sui genitali l’uno dell’altro la donna si abbassi fino a prendere il pene e i testicoli dell’uomo tra le mani, assecondando il movimento di indice e pollice che lo percorrono. L’uomo si concentra sulla visualizzazione yantrica maschile e procede allo stimolo muscolare. L’uomo contrae i muscoli per tre volte e la donna per tre volte dice:”lo sento”.
In maniera analoga l’uomo si abbasserà verso la donna, infilando un dito nella vagina, senza però stimolare altre parti. La donna si concentra sulla visualizzazione yantra femminile, e mentre stringe i muscoli interni per tre volte, l’uomo dice “la sento”.
A questo punto siete liberi di andare nella stanza da letto, dove vi scambierete ogni forma di piacere, nella maniera che più vi piace…fino alla notte successiva.

La Quarta delle 7 Notti:
Come nelle notti precedenti vi incontrerete al tavolo, bevendo assieme un bicchiere di vino e parlando apertamente degli obiettivi della canalizzazione.Quando l’uomo dice “sono pronto”, si alza e inizia lentamente a spogliarsi mentre la donna lo guarda. Anche la donna, dopo aver detto “sono pronta”, si spoglia.

Entrambi nudi, abbracciatevi e baciatevi e andate nella stanza da bagno.

Tornate al tavolino e, seduti sui cuscini, assumente la posizione della contemplazione : la donna prende tra le mani il pene mentre l’uomo comanda per tre volte la contrazione, poi l’uomo mette un dito nella vagina, mentre lei per tre volte stringe i muscoli.

A questo farete una cosa che probabilmente non avete mai fatto.
La quarta notte del tantra prevede che uomo e donna svolgano sotto gli occhi del compagno/a l’intero rituale del controllo, ovvero una masturbazione in piena regola, che si ferma alla soglia dell’orgasmo.

Mentre l’uomo si masturba la donna sedie ai piedi del letto in silenzio, senza toccare mai nè lui, nè se stessa. L’uomo farà poi la stessa cosa. Questa pratica consente una confidenza nuova, che si raggiunge solo attraverso un superamento graduale delle barriere tra uomo e donna. Osserva attentamente ogni piccolo movimento dell’altro, così da poter imparare il miglior modo per toccarlo/a.

Sedetevi dunque al tavolo e, osservando la regola dei 60 minuti, mangiate e bevete, chiaccherando. Quando avrete finito, potrete prendervi per mano e andare nella stanza da letto, dove farete l’amore nella maniera che preferite, senza inibizioni e nel pieno della nuova confidenza raggiunta.

In vista della quinta notte riposatevi bene, mentre le energie sprigionate nell’amplesso lavoreranno al miglioramento della vostra vita durante il sonno.

e ora..

La Quinta delle 7 Notti:
Seduti al tavolo bevete un bicchiere di vino e parlate dell’obiettivo che volete raggiungere. La donna inizia dicendo “sono pronta” e spogliandosi lentamente. A sua volta l’uomo dice “sono pronto” e si spoglia.
Completamente nudi, abbraciatevi e baciatevi, e andate in bagno.
Spostate i cuscini dal tavolo e sedetevici nella posizione della contemplazione. Proprio come la sera precedente, l’uomo sentirà lo stimolo muscolare della donna e viceversa. Andate poi insieme nella stanza da letto, dove la donna si stenderà con le gambe aperte e le painte dei piedi che combaciano.
Sarà l’uomo questa volta, seduto accanto alla donna, a iniziare a toccarla: prima le labbra, poi i seni e poi il pube.
Così come faceva con sè, l’uomo tocca la donna solo come indicato, come è abituato a fare durante il rituale del controllo.
I gesti devono essere lenti e decisi. Sfiora con le dita le sue labbra, con i palmi aperti prendi in mano il suo seno stringendone lievemente la sommittà e stimola dolcemente il suo capezzolo.
Fai scendere le mani sul suo ventre, e appoggiale alle sue, incrociate sotto l’ombelico. Fermati un poco e poi scendi al pube. Con i pollici apri le labbra e tocca il clitoride facedo un legggero movimento rotatorio.

Lui dice: “lo sento”, e lei risponde “lo sento” solo quando l’uomo la tocca nel modo migliore. Per far questo lei può condurre le dita di lui nel punto esatto del piacere.
L’uomo deve capire bene quali sono i punti su cui esercitare la giusta pressione, cogliendo le reazioni della compagna.
Attenzione: l’uomo sta compiendo sul corpo della donna il rituale del controllo. Questo significa che entrambi non dovete assolutamente lasciarvi andare. Il controllo è il fondamento del tantra e senza di esso il tutto perde di senso ed efficacia. Nel caso la difficoltà sia troppo elevata, interrompete.
La donna poi, seduta al bordo del letto, toccherà l’uomo, facendo attenzione a non farlo venire. Dovrà fare particolare attenzione perchè lui sarà molto eccitato. Dopo avere toccato le labbra e i capezzoli di lui, gli mette le mani sul ventre e scende poi verso il pube. Prendendo il pene tra le mani compie i gesti che ha visto fare da lui la sera prima. Un attimo prima di venire, l’uomo afferra il braccio della donna, affinchè lei interrompa il contatto immediatamente. Il momento richiede silenzio, rispetto e intimità.
Andate al tavolo e distraetevi mangiando e bevendo. Passata un’ora, andate nella stanza del letto e scambiatevi piacere senza limiti, non preoccupandovi più del controllo.
L’orgasmo che avrete sarà il più forte che avete mai provato.

La Sesta delle 7 Notti:
Vi ritrovate seduti al tavolo, bevendo un bicchiere di vino. Il bagno , la posizione contemplativa, l’esercizio delle contrazioni e l’abbraccio.

La donna si stende sul letto e dice “sono pronta”. L’uomo, seduto affianco, si dedica al piacere di lei. Con la punta dell’indice le tocca le labbra, appoggia i palmi delle mani sul viso di lei e con la lingua segue il contorno delle sue labbra. La bacia appassionatamente, mentre lei rimane passiva, concentrata sulle sensazioni che prova.

Scende ai seni prendendo tra le dita un capezzolo alla volta. Lo stringe un poco tra le dita e massaggia il seno intero. Poi prende il capezzolo tra le labbra e lo succhia leggermente, prima uno e poi l’altro. Scende verso il pube, mentre la donna rimane sempre con le mani intrecciate sull’addome.

L’uomo apre le labbra della donna con i pollici e tocca il clitoride con la punta dell’indice. Appoggia poi le mani sulla vagina per qualche secondo e ricomincia.

Apri ancora le labbra e scendi verso il perineo con la punta delle dita, esercitando una lieve pressione, scendi ancora fino a toccare il retto e premi leggeremente. Appoggia le tue mani sulla sua vagina e rimani immobile per qualche secondo.

Il sesso orale dell’uomo sulla donna
Apri le labbra con le dita e chinati verso il sesso di lei, prendine una in bocca e succhiala delicatamente. Poi fai lo stesso con l’altra. Infila la lingua nella vagina e muovila dall’alto al basso. Continua a leccare salendo verso il clitoride e succhialo dolcemente.

Ogni reazione della donna è indicazione preziosa per l’uomo, che sceglie di volta in volta come procedere, tra un’intensità e l’altra. Nel momento in cui la donna sta per venire, avvisa il compagno afferrandolo, perchè subito si fermi. Non si deve assolutamente raggiungere l’orgasmo, sarà dopo. Qui la donna visualizza e canalizza.

Viene poi la volta del piacere dell’uomo.
Se l’uomo è molto eccitato, è bene aspettare un momento prima di iniziare. In ogni caso la donna aspetterà la frase: “sono pronto”.

Segui con la punta del dito indice il profilo delle labbra del tuo compagno. Poggia i palmi delle mani sul suo viso e con la lingua sfioragli le labbra. Bacialo appassionatamente, mentre lui rimane passivo. Mette le mani sul suo seno, prendi tra le dita un capezzolo e stimolalo con delicatezza. Porta la bocca al capezzolo e succhialo, prima uno e poi l’altro.
Con le mani scendi sulle mani di lui, incrociate sull’addome. Scendi ancora prendendo la base del pene tra due dita. Il pene va toccato percorrendolo tutto, dal glande fin sotto lo scroto e al perineo, poi su ancora fino alla cima. Quando raggiungi la sommità, stringi con due dita il glande, in modo che diminuisca leggeremente di dimensione (fuoriesce dell’aria). Arriva poi a toccare il perineo e il retto, esercitando niente più che una lieve pressione.
Abbandona per un attimo le mani ai bordi dei genitali, poi riprendi la base del pene nella sua parte più profonda. Tienilo alla base con sole due dita, mentre il resto della tua mano accoglie i suoi testicoli.

Il sesso orale della donna sull’uomo
Il pene è eretto e il glande preme sulla pancia. Senza spostare le mani, premi con la bocca sulla base del pene, e sali al glande, coprendo i denti con le labbra. Giunta alla sommità sposta il pene in modo che sia perpendicolare al suo corpo. In questa posizione scopri il glande e succhialo, muovendo la lingua in senso circolare.
Con la mano destra tieni la base, mentre con l’altra i testicoli, facendo una lieve pressione su perineo e retto. Succhia il glande muovendo la testa su e giù in modo da coprire la maggior parte di pene possibile. I movimenti dovranno calibrarsi in base alle reazioni del partner. Quando ti segnala di smettere, staccati immediatamente.
L’uomo a questo punto deve concentrarsi e controllare i propri impulsi in maniera efficace, usando le tecniche di visualizzazione e canalizzazione.

Nell’ora successiva, mangiate, parlate, distraetevi e tornate poi al letto, dove a questo punto il piacere che proverete non è immaginabile, se non lo si sperimenta…

ed infine…

La Settima e Ultima Notte del Sesso Tantrico
Bevendo un bicchiere di vino seduti al tavolo, parlate dell’obbiettivo personale da raggiungere tramite la canalizzazione . Spogliatevi reciprocamente e andate in bagno. Tornati al tavolo assumete la posizione contemplativa, contrazioni muscolari comprese.

Andate assieme nella stanza da letto. La donna si stende con le gambe divaricate, assumendo al posizione solita e l’uomo le tocca labbra, seno e pube.
In questa circostanza serve molta attenzione da parte di entrambi.

A ogni gesto dell’uomo, la donna deve dire apertamente tutto quello che prova e sente, senza tralasciare niente. Deve cercare di essere molto precisa e chiara, iindicando quali sono i gesti e i punti che le dano più piacere.

Dopo alcuni minuti l’uomo si stende al posto della donna. Mentre lei gli tocca il viso lui esprime le sue sensazioni, dopo che lei lo bacia, lui le dice cosa ha sentito. Lei gli massaggia i seni e gli tocca i capezzoli, e lui descrive tutto, mano a mano che lei prosegue.

Quando avrai tra le mani un’erezione, mettiti sopra di lui e, allargando le labbra, fallo scorrere dentro di te, molto lentamente. Le formule del sono pronto devono precedere questa operazione, e mantra e yantra accompagnano tutta la sessione.

Mentre lui ti penetra, stringi i muscoli e fai la visualizzazione yantrica, l’uomo a sua volta fa lo stesso. Entrambi dite: “lo sento”. Fatto questo stendetevi uno affianco all’altra per qualche minuto e iniziate poi a toccarvi, facendo l’amore come preferite.

candelevasca

Il Tantra e la coppia (2)

TANTRAdivine

Questa sotto è una breve raccolta che parla del Tantra in generale  e di vari esercizi da fare per migliorare l’amore, la sessualità e la complicità nella coppia.

Quando sentiamo parlare di Sesso Tantrico, subito ci vengono alla mente prestazioni sessuali meravigliose, lunghissime e super goderecce, ma, cos’è davvero il Sesso Tantrico? Da dove viene? Come si pratica? E, sono veri tutti i miti legati a questo modo di praticare il rapporto sessuale? Innanzitutto è una pratica che deriva da una disciplina che prevede un preciso modo di vivere, non semplicemente una pratica sessuale, per riuscire a farlo davvero ci vuole del tempo, comunque nulla vieta di provarci!

Il Tantra è un insegnamento spirituale esoterico nato nelle religioni indiane a partire dal VI secolo, ne esistono diverse varianti: induiste, buddhiste, giainiste e bönpo. Secondo il Tantra, il sesso avrebbe tre finalità ben distinte: procreazione, piacere e liberazione. L’orgasmo, il suo raggiungimento ed il piacere dell’atto sessuale sarebbero fondamentali anche per la procreazione.

Una delle regole base per mettere in pratica il sesso seguendo il Tantra è niente fretta. I preliminari di questo tipo di relazione sessuale a quanto pare sarebbero interminabili.

All’atto sessuale vero e proprio ci si prepara prima con contatti visivi, poi con sensuali massaggi e bagni rilassanti. Anche gli esercizi di respirazione e le contrazioni muscolari sono molto importanti, solo alla fine si arriva al rapporto completo e alla penetrazione.

Regole generali per praticare Sesso Trantrico:

– profonda rilassatezza
– sgombero del pensiero dalla volontà di godere e di far godere
– calma e lentezza
– apertura mentale verso se stessi e i propri sensi
– nessuno stimolo esterno che possa attirare l’attenzione
– lunghi respiri profondi

Cosa non è necessario:

– avercelo duro (l’atto dura molto e non sarà necessario avere il pene pronto da subito, anche perchè dopo un’ora di preliminari magari potrebbe anche venire una paralisi al vostro uomo…)
– sbattersi e affannarsi (come sopra, rilassiamoci!)
– mettersi in attesa dell’orgasmo (non è l’obiettivo di questo tipo di pratica)

http://donna.tuttogratis.it/amore/sesso-tantrico-come-fare-lamore-con-il-massimo-del-piacere/P60237/

È il Tantra, una disciplina  che insegna attraverso erotismo ed emozioni ad allargare i propri orizzonti

di Monica Piccini

Per espandere la propria consapevolezza e avvicinarsi il più possibile all’illumina­zione (termine che in Occidente si può tradurre con “unione con Dio”) anche la sessua­lità può servire nell’intento. È quel che promette l’antica disciplina del Tantra che insegna a cono­scere meglio se stessi e gli altri attraverso emo­zioni ed erotismo. Spesso erroneamente intese come interminabili sessioni tra le lenzuola, «le pratiche tantriche non sono sesso con un po’ di meditazione, ma il contrario: meditazione con un po’ di sesso», sintetizza con accento teutonico Elmar Zadra, l’ex consulente aziendale che, in­sieme a sua moglie Michela, da 16 anni organizza seminari sull’argomento nella sede dell’istituto Maithuna (www.maithuna.it) fondato dalla coppia ad Anghiari vicino Arezzo e ritrovo di molti ap­passionati tantristi. È con lui che approfondiamo l’argomento.

Quali sono gli ingredienti principali per espan­dere la propria consapevolezza (che è poi il significato del termine Tantra)?

«La via maestra è la meditazione, che significa osservare con la propria coscienza tutto quel che succede dentro di sé: pensieri, sensazioni corpo­ree, principalmente la respirazione, ed emozioni. Si comincia dal mettersi seduti e dall’osservare la propria respirazione che, prolungata nel tempo, piano piano cambia e diventa più fluida. E inizia a coinvolgere parti sempre più numerose del corpo. Chi respira con il torace, per esempio, comincia a sentire la respirazione anche nell’addome e vi­ceversa. All’inizio potrebbe non esser così facile concentrarsi sulla respirazione lasciando andare pensieri e preoccupazioni. L’importante è fare il primo passo ed essere costanti. Quanto alle sensazioni corporee, all’inizio si sentono dettagli macroscopici come la schiena che tira o le nati­che sul cuscino, poi gradualmente si può arrivare a percepire quella che i tantrici definiscono uno sciame di api, una sottile vibrazione in tutto il corpo. Questo avviene però solo quando il corpo ha abbandonato, quasi completamente, la maggior parte delle tensioni».

A che punto del percorso s’introduce l’elemen­to sesso?

«La meditazione seduti su un cuscino è una bella cosa, però poi il passo successivo è quello di por­tare l’intensità della meditazione in tutte le attività della vita. E una delle attività dell’essere umano è il sesso, ma lo stesso discorso vale anche per il camminare, il parlare al telefono».

Forse mi sfugge qualcosa. Nei vostri seminari non c’è un momento in cui i partecipanti ven­gono invitati all’esplorazione dei genitali, come ho letto in un articolo?

«Sì, c’è. Diciamo che il Tantra a differenza di altri percorsi spirituali è l’unica disciplina che ha esteso la consapevolezza anche al sesso, e tutti si sono concentrati su quest’unico aspetto».

Capisco. Ma per chi è interessato, come si svolgono i vostri corsi?

«Meditiamo e facciamo una serie di esercizi dedi­cati a conoscere il corpo su un piano interiore (soprattutto nei primi incontri), sensibilizzandosi sulle sensazioni individuali, per poi passare a per­cepire la relazione di coppia».

E se uno partecipa da solo?

«Anche chi non è in coppia fa sesso, dicono».

Se una persona vuol risolvere un problema con il partner lo deve portare o può ottenere gli stessi risultati lavorando su se stesso?

«Se si è in due è meglio frequentare entrambi perché è la coppia che fa il processo».

Oltre all’esplorazione dei genitali quali altri esercizi si fanno nel Tantra?

«Il Tantra non è una serie di attività da fare. Il concetto di sensibilizzazione su cui si basa molti non lo capiscono».

Io penso di comprenderlo: ci potrebbe spie­gare meglio?

«Ci sono una serie di esercizi che si fanno da soli, per meglio distinguere cosa appartiene a me e cosa al mio partner. Si comincia, per esempio, con lo sciogliere i blocchi emozionali nel bacino o nel petto. Si prosegue con gli esercizi di respira­zione per poi arrivare a lavorare sulla relazio­ne di coppia su quattro diversi piani: corporeo, emotivo, mentale e spirituale. In questa fase, per esempio, chiediamo a un partecipante: “che co­sa provi di fronte alla donna che hai davanti?”. Successivamente chiediamo: “che cosa senti nel corpo quando provi questa sensazione?”.Già tale distinzione tra pensieri, emozioni e sensazioni corporee produce una certa chiarezza dentro di lui. Perché spesso quando diciamo “ti voglio bene”, si tratta di parole pensate nella mente, senza che ci sia alcuna reazione corporea. Molte persone che si amano vivono nel mondo dei pen­sieri e poco nel fisico. L’amore ha la sua sede nel cuore e finché uno non sente nel cuore bisogna continuare a fare esercizi».

Che si traducono in…

«Muoversi a ritmo di musica, massaggiarsi e, nelle pratiche erotiche, toccarsi in modo più lento del normale (nel corso in cui esploriamo il punto G per esempio il rituale dura 4 ore): tutto questo aiuta a conoscersi. Si passa poi a osservare le cosidette dinamiche di coppia. Con il tempo, in una relazione, si mettono in atto comporta­menti prevedibili, forme di automatismo. Uscire da questo meccanismo permette di capire cosa realmente si desidera, a prescindere da quello che l’altro pensa o fa».

Dal suo osservatorio privilegiato qual è la sco­perta più inconsueta che ha tratto sul piacere e l’amore?

«L’aver capito che i nostri limiti sono condiziona­ti e non assoluti. Sono abitudini che si possono varcare. Questo vale per il piacere, per il dolore e anche per l’amore. Alcune persone che non hanno difficoltà nel sesso hanno invece pro­blemi ad amare. Come il piacere, anche l’amore, per chi fa fatica a lasciarsi andare, può essere fastidioso su un piano fisico. Guardare qualcuno negli occhi che ti dice “ti amo” comporta una re­strizione nel petto, così come la stimolazione del punto G inizialmente risulta fastidiosa per i due terzi delle donne. Andare oltre ciò che si conosce di sé non è per nulla facile. Aprirsi all’energia dell’amore e del sesso, lasciarsi impregnare fino ad arrivare ai limiti, per scoprire ciò che ci aspetta al di là della coscienza ordinaria. Questo è il Tantra».

Coppia tantrica

Elmar Zadra, esperto in finanza e organizzazione aziendale nato 53 anni fa a Bolzano, e Michaela Gossnitzer, architetto di 44 anni, si conoscono a Vienna circa 25 anni fa. In viaggio tra ashram indiani e monasteri tibetani rimangono affascinati dal Tantra, l’unione uomo-donna nella via spirituale. Sposati e con una figlia di 24 anni, da 20 vivono in Italia dove organizzano corsi introduttivi e avanzati in cui insegnano il Tantra. La coppia è anche autrice di libri come “Il punto G: Guida tantrica al mistero della sessualità femminile” (Sperling&Kupfer), “Tantra per due: Una guida per la felicità della coppia” (Mondadori) e “Tantra e Meditazione” (Rizzoli).

http://www.yogajournal.it/joomla/donna/sessualita/item/1384-a-scuola-di-sessualit%C3%A0.html?tmpl=component&print=1

La sessualità  del Tantra

La parola Tantra in India può assumere un vasto spettro di significati: indica la trama di un tessuto, la spola, una dottrina mistica o magica, un’opera scientifica ma anche lo svolgimento di una cerimonia, la continuità, la successione e la discendenza.

Tentare di definire il termine Tantra è tanto arduo quanto necessario al fine di evitare fraintendimenti; esso deriva dalla radice tan – «espansione» – e tra – «liberazione»: con la parola Tantra si indica dunque un insieme di dottrine e di pratiche millenarie volte all’espansione dell’ordinario stato di coscienza.
Questo ampliamento della consapevolezza include tutti gli aspetti della vita ed il Tantra è l’unica disciplina in cui viene compiuta la difficile sintesi tra gioiosa accettazione e liberazione.
In tempi recenti il Tantra ha conosciuto una grande notorietà in occidente, principalmente a causa dell’enfasi posta sull’utilizzo di alcune pratiche sessuali. Queste pratiche in realtà costituiscono solo una parte della dottrina tantrica, che combina corpo e mente, la purificazione del corpo e dei canali energetici, esercizi di concentrazione e meditazione.
Le pratiche sessuali TantraQuando l’individuo perviene ad un più elevato stadio di consapevolezza, tramite il controllo dell’energia vitale diviene possibile utilizzare anche il sesso per favorire la crescita spirituale. Normalmente l’atto sessuale è un’esperienza limitata: nello spazio (in quanto incentrata sugli organi sessuali) e nel tempo (di breve durata, limitata ad un effimero istante di piacere fisico). Grazie al Tantra si riesce ad espandere la propria percezione della sessualità, trasformandola in un’esperienza a cui partecipa ogni cellula del suo corpo, ogni fibra dell’essere, e in cui il tempo nella sua accezione comune cessa di esistere.

Chi adotta questo atteggiamento sessuale giunge a un simile risultato incanalando l’energia risvegliata dalle pratiche – kundalinî – attraverso le nâdî, ovvero canali energetici del corpo, portando l’energia stessa dal mûlâdhâra chakra, dove normalmente risiede, fino a sahasrara chakra, toccando durante l’ascesa tutti i centri energetici principali del corpo.

Mûlâdhâra è il primo chakra nel corpo umano ed è situato nella regione del perineo, tra l’ano e l’organo genitale. Con Mûlâdhâra, secondo il Tantra, nasce la coscienza propriamente umana, anche se è qui del tutto passiva ed appare al suo grado meno elevato. Questo “centro energetico” regola i meccanismi istintivi della sopravvivenza e dell’autodifesa, oltre a quelli della nutrizione, responsabili del mantenimento della vita.

Il nome deriva etimologicamente da mula, cioè «radice» e adhara, cioè «supporto, fondamento, base». In Mûlâdhâra, giace addormentata quella che gli scritti tantrici definiscono come energia primordiale, cioè il potenziale che ci permette di compiere il viaggio alla riconquista dell’unità. Questo potenziale è conosciuto con il nome kundalinî o Kundalinî-Shakti.

Kundal significa «spirale», kunda indica un luogo molto profondo, o una cavità: questo potere primordiale è infatti rappresentato come un serpente che dorme, arrotolato nelle sue spire, ostruendo con la sua testa l’accesso a Sushumnâ nâdî, ovvero il canale energetico principale.

Ogni chakra presiede ad un organo di senso e ad uno di azione. L’organo di senso relativo a mûlâdhâra è il naso e il senso associato è l’olfatto. Gli organi d’azione sono l’ano e le gambe.

I testi del Tantra
Il “Tantraloka” – Luce dei Tantra – è opera di Abhinavagupta, grande sistematore del pensiero tantrico sivaita del Kashmir. Vengono trattati temi quali l’iniziazione, la gestualità, il rito e il suo svolgimento, la recitazione dei mantra adeguati e l’utilizzo del mandala come centro del rito stesso; l’utilizzo del simbolo sacro del dio, cioè il lingam, e la sua associazione e unione con la yoni, simbolo del principio vitale femminile, la Shakti. Attraverso vari livelli di iniziazione, si comprende di vivere in una realtà più complessa di quanto si credesse. Ogni aspetto di questa realtà, dal più umile al più sgradevole, attraverso ogni forma di bene e male, si dimostra come un volto della divinità, la cui unicità viene riassunta nell’unione assoluta rappresentata attraverso l’unione sessuale fra il dio (Siva) e la dea (Shakti).Ed è anche attraverso la sperimentazione di pratiche sessuali che si prende coscienza dei due poli vitali, maschile e femminile.
I preliminari e le posizioni del Tantra
Nella preparazione al culmine del piacere ottenuto attraverso pratiche Tantra ha un ruolo predominante il massaggio. Esso deve scorrere dalla parte interna del corpo (l’interno delle gambe, delle braccia, il busto, il viso), quindi salire e poi ridiscendere sulle parti esterne (la nuca, il dorso, i glutei, l’esterno delle gambe e delle braccia). Un massaggio che segue questo percorso (partendo dai piedi per risalire lungo le gambe e il busto, girare dietro la nuca e ridiscendere) elimina ogni tensione. Nel senso inverso, partendo dalla nuca, scendendo fino ai piedi per raggiungere la parte anteriore del corpo, si aiuta invece a raccogliere e a concentrare l’energia. Il massaggio può essere costituito anche da carezze e sfioramenti eseguiti dal partner lungo tutto il corpo con tocco leggero, ricorrendo magari anche a un olio. Alla manipolazione muscolare non deve per forza seguire l’atto sessuale: è semplicemente un momento in cui ci si dona piacere. Chi pratica il massaggio muove le mani in senso orario, come se volesse allentare i muscoli del partner allargandoli, così come si allenta l’intreccio di una corda. Chi riceve il massaggio può percepire i propri muscoli che si espandono, come se aumentasse lo spazio occupato. Anche in questo esercizio comunque non c’è nessun risultato da ottenere, ma solo espansione della percezione, rilassamento, equilibrio.
La scoperta del piacere nel Tantra passa anche attraverso le posizioni da tenere durante l’esperienza sessuale. La più praticata è quella che vede i due partner seduti uno di fronte all’altro; l’uomo nella posizione del loto (Padmasana), la donna seduta sul suo grembo

http://www.sceglitu.it/dossier/la-sessualita–del-tantra/C-47

Il Tantra e la coppia

TANTRAdivine

Questa sotto è una breve raccolta che parla del Tantra in generale  e di vari esercizi da fare per migliorare l’amore, la sessualità e la complicità nella coppia.

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Incontro con Carla Cerrini

di Mimmo Tringale

Tra le numerose discipline di derivazione orientale, affermatesi negli ultimi anni. Il Tantra è quella che più di altre attira frequentemente la curiosità dei rotocalchi femminili e di certa stampa scandalistica e bacchettona. La ragione di tanto clamore è molto semplice: il Tantra parla di sesso e il sesso si sa, fa sempre notizia. In realtà, ridurre l’intera tradizione tantrica ad una sofisticata tecnica erotica è ingiusto oltre che riduttivo. Il tantrismo è molto di più. Il suo obiettivo dichiarato è il superamento della dolorosa separazione che ognuno di noi vive nella realtà ordinaria, dominata dall’apparente polarità tra positivo e negativo, attivo e passivo, maschile e femminile, solare e lunare. All’opposto dei rigidi formalismi imposti dalla tradizione vedico-brahmanica, il Tantra, le cui origini risalgono alle civiltà pre-ariane dell’India (ca. II millennio a.C.), offre la possibilità della liberazione spirituale a tutti, senza distinzione di sesso, casta o razza. E per fare questo, non sceglie l’ascesi o il ritiro, non si limita a indicare un frammento della realtà per scartarne il resto, ma anzi accoglie tutte le stratificazioni dell’esperienza umana, compresa la sessualità.. Il più antico testo di riferimento di questa disciplina è il Vigyan Bhairav Tantra, risalente al V secolo a.C. e scritto in forma di dialogo amoroso fra due divinità. Nel libro, Shakti (il principio femminile) pone al suo compagno Shiva (il principio maschile ) domande molto precise sul significato della vita, la morte, l’Universo. Shiva non da mai risposte dirette alla sua compagna, ma si limita a mostrare 112 esercizi di meditazione basati su esperienze di piacere sessuale e sensuale, grazie ai quali Shakti potrà finalmente giungere alla conoscenza divina . “Attraverso la meditazione, il sesso scompare, ma in questo modo, l’energia non viene distrutta (…). Ora non è più sessuale, e quando la sua forma non è più sessuale , diventa amore (…). Per arrivare a questo, non serve essere fermi oppositori del sesso, è sufficiente accettarlo come parte della vita, di una vita naturale, ma con maggior consapevolezza” (1).

PER UNA SESSUALITA’ CONSAPEVOLE

La sessualità consapevole è dunque per il Tantra niente di più di uno dei percorsi possibili per arrivare all’unione con l’assoluto, all’estasi, all’illuminazione. Un messaggio così rivoluzionario e anticonformista non poteva passare indenne attraverso la storia. Inviso prima dai bramini, poi dai musulmani, per secoli i sostenitori del Tantra sono stati oggetto di persecuzione e violente censure. Solo recentemente dopo secoli di oblio, la tradizione tantrica è emersa con luce nuova, grazie soprattutto all’opera di Osho Rajineesh, a cui si deve uno dei commenti più innovativi del Vigyan Bhairav Tantra. A differenza di molti suoi precedessori, sostenitori un’interpretazione essenzialmente metaforizzata delle prescrizioni sessuali tantriche, Osho ha interpretato il testo base del Tantra in chiave decisamente esperienziale assumendolo a pieno titolo come uno degli elementi di base della sua filosofia. “ Il Tantra – dice Osho nel suo commento alla Vigyan Bhairav Tantra – per prima cosa ti insegna a muoverti nel sesso, a conoscerlo, a sentirlo, ad arrivare alla possibilità più profonda in esso celata, all’apice, a trovare la bellezza, la felicità e la beatitudine essenziale che vi è nascosta ”. Nella Poona degli anni Settanta, l’ashram indiano da cui il messaggio di Osho si diffuse poi in tutto il mondo, le esperienze più avanzate di psicoterapia occidentale trovarono un fertile humus nell’antica dottrina indiana, rifondando in chiave moderna il Tantra. “Osho – spiega Pujan Carla Cerrini, psicologa e psicoterapeuta, conduttrice di gruppi di Tantra – era solito sottolineare l’estrema povertà della cultura occidentale in fatto di sesso. D’altra parte, da Freud in poi la maggior parte degli psicologi si sono limitati a rimuovere i danni causati dalla morale cattolica, senza preoccuparsi poi di fornire indicazioni utili per una vita sessuale piena e soddisfacente. La stessa apparente libertà sessuale di cui godiamo attualmente non è niente di più che semplice tolleranza o permissivismo. In realtà, gran parte della cultura occidentale è ancora pervasa dall’idea che il sesso è male. Al contrario il Tantra ha una considerazione positiva dell’essere umano in tutte le sue espressioni, compresa la sessualità. L’affermazione di una morale positiva, le nuove pratiche psicoterapeutiche, il riconoscimento e l’apprezzamento delle differenze fra l’uomo e la donna costituiscono le basi del Tantra moderno. Il suo potere di crescita e di guarigione sono enormi. E poiché ha uguale considerazione per entrambi i sessi, rappresenta uno strumento assai efficace per stimolare un dialogo amorevole e paritario all’interno della coppia ”. Ma è ovvio che per vivere il sesso come strumento di crescita è necessario rimuovere i tabù, i condizionamenti e i blocchi che ostacolano la piena espressione della nostra sessualità.

UN DISAGIO DIFFUSO

Perché rivolgersi al Tantra? “Oggi sono sempre più diffuse le disfunzioni di carattere sessuale come l’anorgasmia e l’eiaculazione precoce – afferma Pujan Carla Cerrini – ma a frequentare i miei seminari non sono solo coppie con problemi di natura sessuale. Molti si avvicinano al Tantra solo perché sono in cerca di una dimensione più consapevole della relazione d’amore o per migliorare l’intesa sessuale con il proprio partner. In giro c’è un disagio crescente per la difficoltà di costruire relazioni stabili e durature e d’altra parte nella nostra cultura l’educazione sessuale e sentimentale ognuno se la deve costruire a proprie spese, passando attraverso esperienze spesso traumatiche e dolorose”. Nel Tantra per coppie, gran parte del lavoro si svolge in due, con meditazioni ed esercizi di vario tipo: dalla Bioenergetica, alla Gestalt, al Kum Nye; ma molto tempo è dedicato anche alla condivisione in gruppo per avere un confronto con altre coppie. Una possibilità sempre più rara oggi, anche tra coppie di amici, dove spesso prevale una sorta di tabù rispetto alle problematiche di carattere affettivo e sessuale. In definitiva il Tantra moderno si potrebbe definire un lavoro di consapevolezza, focalizzato sulla sessualità, ma che riguarda tutti i sensi, non solo il sesso. Poiché è ovvio che per imparare a far bene l’amore bisogna conoscere meglio il corpo, ma anche la mente, in altre parole imparare ad essere più presenti.

L’ESPERIENZA DI MARIO

La storia affettiva di Mario, 41 anni, impiegato, è simile a quella di tanti uomini della sua età. Dopo una lunga serie di relazioni fallimentari, tra cui un matrimonio naufragato solo dopo qualche anno, ha cominciato a chiedersi quale era la causa di tutti quegli insuccessi. “ Fino a quando non mi sono sposato – racconta Mario – non ho fatto altro che cambiare continuamente partner. Ogni volta avevo la sensazione che era la volta buona, ma dopo l’entusiasmo dei primi mesi, inevitabilmente facevano la loro comparsa difficoltà e incomprensioni e subito dopo un profondo senso di insoddisfazione che portava alla fine della relazione. Avevo sempre la sensazione che mancasse qualcosa. Lo stesso è successo anche quando mi sono sposato. Dopo qualche anno è venuto meno il momento dell’innamoramento e mi sono ritrovato punto e daccapo. Solo dopo che ho incontrato Barbara, la mia attuale compagna, mi sono reso conto che fino all’ora non avevo fatto altro che evitare di incontrare la donna giusta. E’ la prima volta che vivo un sentimento di totalità con una donna e sento che con Barbara, posso permettermi di andare oltre una relazione di routine, ecco perché ho deciso di esplorare insieme a lei il Tantra”.

E QUELLA DI BARBARA

Barbara, 44 anni, insegnante, un matrimonio durato tredici anni e alcune convivenze fallimentari. “ Ho sempre pensato di non avere grandi difficoltà dal punto di vista sessuale, anche perché gli uomini fanno sempre mostrato di gradire la mia compagnia. Gli uomini erano contenti di stare con me, e io mi limitavo ad adeguarmi alle loro esigenze. Mi sembrava sempre tutto così perfetto, ma in realtà non facevo altro che fingere di godere per compiacerli. Tre anni fa ho vissuto una serie di eventi che finalmente mi hanno fatto diventare consapevole di come per buona parte della mia vita adulta non ho fatto altro che adeguarmi ai desideri del partner di turno e dopo una lunga parentesi di solitudine, durata circa tre anni, ho conosciuto Mario, con cui finalmente sto costruendo un rapporto d’amore maturo e paritario. In questo percorso di consapevolezza mi è stato molto utile il Tantra, perché in esso ho trovato una chiave di autoconoscenza molto efficace. Per esempio mi sono resa conto dei miei numerosi condizionamenti. Prima quando facevo l’amore ero sempre molta attenta che il mio uomo fosse soddisfatto e se questo non succedeva mi ritenevo io responsabile dell’insuccesso. Non mi preoccupavo mai di me stessa. Ero sempre proiettata verso l’uomo. Il cominciare a prendere coscienza dei miei desideri, delle mie esigenze, di quello che provavo mentre facevo l’amore è stata una grande scoperta. Nel momento in cui ho cominciato a mettere da parte ogni preoccupazione di performance e ho smesso di posporre le mie esigenze e quelle del mio partner è successo qualcosa di molto importante: ho cominciato a provare un profondo piacere, come non era mai successo. E più vado avanti in questa strada, più avverto sensazioni fino a poco tempo fa del tutto sconosciute, fino ad arrivare ad uno stato di profonda meditazione”. “ Grazie al Tantra – aggiunge Mario – sono diventato più consapevole di alcuni miei meccanismi. Ho imparato ad osservarmi di più. Per esempio mi sono accorto dei numerosi condizionamenti che mi impedivano di essere rilassato quando facevo l’amore. I sensi di colpa, le paure di non essere adeguato alla situazione. Lo stress e l’ansia da performance. Ho imparato a conoscere l’energia sessuale che si muove dentro di me. A sentirmi come una finestra aperta attraverso la quale l’energia va e viene come una fresca brezza mattutina e io sono lì a sperimentarla. Un’altra scoperta importante è stata il riconoscere i miei blocchi. Nei momenti di massima tensione, mi capita regolarmente di bloccare lo sguardo, il respiro o alcune parti del corpo. E questo mi accade non solo quando sono in intimità con una donna, ma anche in altri momenti di grande stress. Prima di fare Tantra, non mi ero mai reso conto di questi miei irrigidimenti. Ora non dico che ho superato tutte le mie paure, ma di sicuro oggi sono in grado di riconoscerle ed accettarle. E poi sono anche meno ossessionato dalla paura di essere abbandonato. Mi sento molto più tranquillo con la mia donna, più a casa mia. Meno dipendente, ma allo stesso tempo più vicino a lei ”.

OLTRE IL PIACERE

“ Dopo aver fatto l’amore – chiede Pujan Carla Cerrini – non vi è mai capitato di provare una sensazione molto viva, quasi un’intima consapevolezza che il mistero dell’unione sessuale sia qualcosa di più vasto della semplice rincorsa di un orgasmo? Come se quei fuggevoli momenti di sublime piacere, di profonda fusione con il partner, non fossero altro che l’anticamera di una esperienza più vasta. Qualcosa di indefinibile che va oltre il semplice piacere, ma che raramente riusciamo a sperimentare? “ “ Il Tantra – spiega Dionisio Nota, compagno e collaboratore della Cerrini – offre l’opportunità di compiere questo salto, fondendo il piacere con un profondo senso di rilassamento. Si spalancano così le porte a uno dei più grandi doni offerti dall’esperienza amorosa: la trasformazione dell’energia sessuale in estasi e meditazione”. Si tratta di una esperienza molto più a portata di mano di quanto si possa credere. Un’esperienza di cui noi uomini e donne occidentali abbiamo un disperato bisogno per spezzare la prigione di miserie, incomprensioni, ed egoismi in cui siamo volontariamente rinchiusi e che fanno scaricare sempre nell’altro partner le responsabilità della nostra insoddisfazione e incapacità di amare.

Note:

(1) Osho , La mia Via: la Via della Nuvole Bianche

( http://www.ilcerchiodeltantra.com/articolo.htm )

Prova il lungo piacere del tantra

 Baci, carezze, tocchi precisi…Tutto con lentezza, per prolungare al massimo l’eccitazione. E creare un’intimità più profonda. È questo l’obiettivo del sesso tantrico. Che potete sperimentare anche voi. Ecco cinque tecniche per cominciare. di Francesca Speciani

 Oggi il sesso si fa troppo con la testa e troppo poco con il corpo. E’ vero che gran parte dell’eccitazione nasce a livello mentale, ma risvegliare le sensazioni e imparare a goderne richiede una forte partecipazione fisica. Un aiuto ad aprirci alla sensualità vincendo qualche inibizione viene dal Tantra, l’antica disciplina indiana dell’armonia di coppia, che, attraverso una serie di pratiche sessuali centrate sull’attenzione e sulla lentezza, insegna a vivere il desiderio con complicità e naturalezza, fino a raggiungere le vette del piacere. «Nessuno è mai veramente soddisfatto della sua vita sessuale», afferma Radha C. Luglio, insegnante di TantraLife, un approccio dedicato agli uomini e alle donne di oggi. «Gli stress quotidiani, la fretta, perfino l’attenzione alla tecnica impediscono a molte persone di calarsi intensamente nell’esperienza dell’amore fisico». Vediamo allora, attraverso gli esercizi di queste pagine, qualche strategia per recuperare la spontaneità perduta.

 Subito l’abbraccio che scioglie le barriere

L’attenzione che mettiamo in ogni gesto, anche in un semplice abbraccio, può fare la differenza secondo gli esperti di tantra tra l’esperienza quotidiana e la via dell’estasi. Tutti desideriamo un abbraccio quando abbiamo bisogno di conforto, rassicurazione, protezione. Ma «l’abbraccio che scioglie le barriere» può diventare, per una coppia, una porta aperta verso la fiducia reciproca.

• Abbracciatevi con spontaneità, come fate di solito, per circa 3 minuti, in modo da avere un metro di confronto. Lasciatevi andare, chiudete gli occhi e osservate come vi sentite. Pensate che ci sia spazio per una maggiore intimità? • Ora allontanatevi e, sempre uno di fronte all’altro, salutatevi col capo, tenendo una mano sul cuore. Avvicinatevi lentamente, guardandovi negli occhi, cercando di restare rilassati e respirando profondamente. Quando siete vicini, allargate le braccia portando le mani verso il partner e abbracciatevi in modo che le mani sentano la carne, le ossa e i muscoli, badando a non esercitare alcuna pressione.

• Accoccolatevi uno contro il petto dell’altro, rilassate il bacino e portatelo verso quello del partner. Estendete il contatto anche alle cosce e alla pancia. Tenete le ginocchia morbide e rilassate tutto il corpo, in modo da potervi sciogliere nel corpo dell’altro.

•Dopo un paio di minuti, osservate il respiro del partner e cercate di sincronizzare il vostro respiro con il suo. Se ci riuscite con facilità, continuate ancora per qualche minuto, altrimenti rimandate a quando avrete un po’ più di esperienza.

•Come vi sentite ora? Ripetendo l’esercizio, scoprirete la possibilità di sciogliere le vostre barriere fisiche fino a trasformarvi in un unico, vibrante, campo energetico. E probabilmente questa tecnica entrerà a far parte dei vostri preliminari preferiti.

             Fai scivolare lentamente il tuo corpo contro il suo

Ecco un esercizio tantrico volto ad amplificare la sensibilità e a creare una profonda intimità.

• Coprite il letto o il pavimento con asciugamani e mettete una musica vivace come sottofondo.

• Ora massaggiatevi reciprocamente tutto il corpo con l’olio.

• In piedi, uno davanti all’altro, fate scivolare il vostro corpo contro quello del partner con movimenti lenti e sinuosi, come quelli di un serpente.

• Ora uno dei due si può stendere, mentre l’altro, sopra, farà scivolare varie parti del corpo su quello del partner, nel modo più sensuale possibile. Non limitatevi alle mani: usate i piedi, il viso, le gambe, i genitali, le natiche, la schiena. Se, per esempio, il partner è steso supino, provate ad accarezzarlo tutto, dai piedi alla faccia, con i seni. Se è steso a pancia in giù, provate ad accarezzarlo con le natiche lungo tutto il corpo. Fatelo in modo sensuale e giocoso, respirando profondamente.

• Scambiate i ruoli; chi è steso deve solo rimanere ricettivo e continuare a respirare. Quando ne avete abbastanza, concludete massaggiandovi a turno la testa (tenendola tra le mani come un oggetto prezioso e sollevandola appena), il collo e le spalle. Alla fine abbracciatevi.

                     Tu di fronte a lui senza inibizioni

Condividere le proprie pratiche autoerotiche con il partner può essere molto eccitante ma richiede una grandissima intimità. Se il momento è giusto, seguite queste tappe.

• Impara prima di tutto a darti piacere da sola. Se non l’hai mai fatto, comincia esplorando il tuo corpo con sensualità, magari guardandoti nello specchio o accarezzandoti mentre sei nella vasca da bagno. Quando giochi con i genitali, usa sempre un lubrificante e sperimenta con vari tipi di tocco. Nota anche come il tuo respiro può amplificare o inibire il tuo piacere. Chiedi al tuo partner di farlo anche lui da sé, con attenzione, in momenti e in luoghi separati. Tieni presente che per gli uomini la masturbazione è una pratica molto più comune.

• Quando ti senti più sicura, fallo davanti al partner. Le prime volte può essere utile chiedergli di assistere in silenzio. Un modo giocoso di sdrammatizzare può essere quello di dar voce ai genitali: parla mentre ti tocchi, come se fossi la tua vagina o il tuo clitoride. Usa le parole che ti mettono più a tuo agio e, se ancora ti sembra un esercizio troppo difficile, copriti gli occhi con un foulard per isolarti completamente.

• Chiedi a lui di masturbarsi di fronte a te. Limitati a guardarlo, osservando i suoi movimenti, il ritmo che usa, come tiene la mano… Procedete così, per gradi, fin quando comincerete a sentirvi a vostro agio, tanto da potervi guardare negli occhi mentre lo fate. Se desiderate che il partner intervenga attivamente, con un sostegno verbale o carezzandovi in altre parti del corpo, chiedetelo.

                            A ritmo di danza per accendere l’eros

Risvegliare la passione, coltivare la sessualità nella relazione di coppia quando il desiderio sembra svanito può sembrare una questione mentale. Ma l’amore è una danza, che i nostri corpi possono riprendere spontaneamente quando ci guardiamo, ci tocchiamo, respiriamo insieme. Ecco qualche spunto.

• Limitatevi a stare seduti l’uno di fronte all’altra, di sera, e tenete l’uno le mani dell’altra, incrociate.

• Per dieci minuti guardatevi negli occhi e, se il corpo inizia a muoversi e a ondeggiare, permettetelo. Potete sbattere le palpebre, ma continuate a guardarvi negli occhi. Non lasciate andare le mani del partner, qualsiasi cosa accada. Questo non va mai dimenticato.

• Per altri dieci minuti rimanete ancora seduti, ondeggiando, ma a occhi chiusi. Limitatevi a sentire l’energia che vi possiede sempre di più. Poi alzatevi e, a occhi aperti, ondeggiate; diventerà quasi una danza. Ma continuate a tenervi per mano nello stesso modo.

• Fate questo esercizio per quaranta minuti, per dieci giorni. Se vi sentite bene, potete ripeterlo anche di mattina. Lo potete fare anche due volte, ma è preferibile non di più.

                 Carezze sul seno per aprirti all’amore

Estendere la nostra sensibilità è fondamentale per godere più intensamente. Nelle donne la sensibilità della vagina è abbastanza ridotta, quindi, consiglia Radha, per aumentare la risposta nei genitali il punto di partenza più opportuno è il seno. «Non sempre gli uomini vi dedicano un’attenzione sufficiente», avverte l’esperta, «ma, per cominciare ad aprirsi, una donna va sempre toccata bene e a lungo sul seno. Solo così anche la vagina risponderà agli stimoli». Per l’uomo è l’opposto: la sensazione è più viva a livello dei genitali. «Ciò ch e l’uomo può migliorare, nella maggior parte dei casi, è la sensibilità del tocco». Ecco allora due esercizi per te e per il tuo partner.

 LEI:

• Seduta comoda, chiudi gli occhi, respira e concentrati sulle tue sensazioni fisiche. Visualizza i tuoi seni come due fontane d’amore, come se dai capezzoli sgorgassero rivoli d’acqua, o di luce.

• Comincia a toccarti i seni con dolcezza, come per far fuoriuscire l’acqua, la sorgente d’amore che contengono. Immagina le tue mani come l’estensione del tuo cuore.

• Usa il respiro per creare spazio dentro di te, per lasciar espandere e scorrere quest’acqua (che puoi anche visualizzare come luce o come amore) su tutto il corpo. Ogni volta che espiri, senti l’acqua che si riversa all’esterno. Quando inspiri, lasciala risalire. Senti piano piano come la sorgente d’amore diventa così impetuosa da espandersi ovunque, fino ai genitali.

• Dopo 5-10 minuti, quando la sensazione è più chiara, quando inspiri puoi immaginare di farla risalire dall’interno della vagina.

• Senza perdere la sensazione di essere piena di questa luce, di questa fonte d’amore, apri gli occhi e, se vuoi, preparati a scambiare questa energia con il tuo partner.

LUI:

• Seduto comodo di fronte a lei, chiudi gli occhi, respira e concentrati sulle tue sensazioni fisiche. Visualizza i tuoi genitali come una sorgente d’amore, di luce, di calore.

• Comincia a toccarti, come se ogni carezza venisse dal cuore. Immagina le tue mani come l’estensione del tuo cuore. A ogni espirazione, senti la tua fontana d’amore che esce dal pene. A ogni inspirazione, senti questo stesso amore che risale e si espande in tutto il corpo. Usa la respirazione per far circolare questa energia verticalmente in tutto il corpo, non solo localmente.

• Senza perdere la sensazione di questa fonte d’amore che scorre, apri gli occhi e, se vuoi, preparati a scambiare questa energia con la tua partner.

3 DOMANDE ALL’ESPERTA

In cosa consiste il TantraLife?

«E’ una pratica che prevede forme di rilassamento e di meditazione volte al recupero di una sessualità più profonda, prima ancora che l’apprendimento di tecniche per diventare amanti perfetti».

Ma meditare non è di per sé poco spontaneo?  Non è una meditazione statica: di recente, per esempio, ho prodotto un CD intitolato Secret of touch, che è una meditazione guidata per imparare a toccarsi. Chi la fa scopre subito nuove sensazioni e fonti di piacere, impara a risvegliare la sensualità e ad aumentare l’eccitazione».

Quali vantaggi offre alla vita di coppia?

«Non solo sessuali. Una migliore sintonia con il partner aiuta certo a essere più felici, ma attraverso il sesso possiamo scoprire le nostre potenzialità e portarle nella vita di tutti i giorni. Quasi tutti pensano al Tantra come a qualcosa che ha a che fare solo col sesso, ma la sessualità è una fonte di energia che, quando viene estesa nel quotidiano, può farci vivere meglio. Imparando a vivere attraverso l’espressione anche sessuale di noi stessi, possiamo renderci conto di essere molto più forti di quanto crediamo. Quando hai un orgasmo veramente profondo, capisci che non ci sono limiti a ciò che puoi essere. Così, anche le attività quotidiane, perfino il lavoro, diventano più gioiose».

 ( http://www.tantralife.com/art/top.pdf)

                              Esercizi tantrici

Avere dei forti muscoli sessuali è la base per diventare degli amanti tantrici, altrimenti è impossibile pensare di controllarli e di praticare con successo il Tantra.

Esiste uno specifico gruppo di muscoli che circonda gli organi sessuali, di estrema importanza per la salute generale e per il funzionamento di quest’ultimi.Il nome corretto per questi muscoli è pubo-coccigei o “muscolo PC”, come di solito preferiamo chiamarli.Ci si riferisce a questo gruppo di muscoli come a un unico muscolo poiché funziona come un’unità durante l’attività sessuale, ma in realtà può essere diviso in tre aree:

– l’area attorno all’ano;

– l’area del perineo, tra l’ano e il sesso;

– l’area che circonda il sesso.

Un “muscolo PC” forte e allenato è la chiave della buona sessualità sia per gli uomini che per le donne.

Contrazioni del muscolo PC

Uno dei modi migliori per allenare il muscolo PC è fare delle contrazioni.Quando comincerete a fare le contrazioni, molto probabilmente non riuscirete a dividere il muscolo PC nelle sue 3 parti, ma si contrarrà tutta l’area.Non vi preoccupate, è normale.Col tempo e con l’impegno riuscirete a percepirle, e ad allenarle separatamente.Di seguito vi proponiamo un allenamento molto efficace, che comprende 2 tipi di contrazioni.

-contrazioni brevi

Contrarre e rilassare velocemente il muscolo PC (o una sua parte) mantenendo la contrazione per 1 secondo e rilasciando per 1 secondo.Se ne eseguono 10 consecutive per ogni sequenza.; si fanno cinque sequenze per ogni sessione di allenamento che sarà fatta 1 volta al giorno.

-contrazioni lunghe

Contrarre e rilassare i muscoli PC mantenendo la contrazione per 30 secondi e rilasciando per 2 secondi Se ne eseguono 3 consecutive per ogni sequenza. Si fanno cinque sequenze per ogni sessione che sarà fatta 1 volta al giorno.

Karezza

Karezza è una tecnica molto importante che aiuta l’uomo e la donna a percepire e controllare le energie sessuali; si dice che il nome derivi dalla parola italiana “Carezza”, ma non tutti gli storici concordano.Si basa sul fatto che l’uomo penetra la donna, e poi gli amati restano abbracciati completamente immobili; nessun movimento è permesso.Quando l’uomo perde l’erezione, esce dalla penetrazione. Gli amanti riprendono ad eccitarsi, e ricomincia la tecnica

Vediamo i vantaggi:

-molto utile per gli uomini che vogliono imparare la continenza sessuale

-aiuta moltissimo l’armonizzazione della coppia, è pertanto ideale praticarla nei periodi di tensione e difficoltà

-aiuta a diventare più sensibili verso l’altro e le energie, arrivando a cogliere anche piccole sfumature.

– dimostra come può essere bello e profondo anche il semplice contatto degli organi sessuali, senza nessun bisogno della rincorsa all’orgasmo e all’ eiaculazione

Il massaggio erotico

Il tocco, soprattutto di una persona che ci vuole bene, è un nutrimento importantissimo.Ricordiamo tutti con grande piacere quando venivamo presi in braccio, toccati e coccolati dai nostri genitori.Ogni carezza al nostro corpo, era realmente una carezza la nostro cuore.Il massaggio è una parte molto importante nel rapporto di coppia; bisognerebbe massaggiarsi spesso.E’ un modo profondo di conoscere il nostro corpo e quello dell’ amato/amata.

Ma soprattutto è un modo di risvegliare il corpo; infatti più è massaggiato, piu’ diventa sensibile e si apre al piacere.

È Il massaggio tantrico segue alcuni principi:

-concentrazione

Mentre massaggio sono concentrato al 100% su quello che sto facendo.Non penso ai movimenti che farò dopo, o alle aree cha massaggerò.Non mi pongo obiettivi, non cerco risultati, non ho aspettative; lascio che le emozioni e le sensazioni fluiscano, e mi abbandono all’attimo presente.

-rilassamento

Non c’è niente di peggio di una persona che quando massaggia non è rilassata; il partner lo percepisce subito. Inoltre se si è tesi, si consuma moltissimo della nostra energia, e ci si stanca velocemente.Uno dei modi migliori per rilassarsi è calmare il respiro, che deve essere lento e profondo, e centrarci in noi stessi.

-seguiamo la tecnica, ma anche il cuore

Il massaggio è una vera e propria arte; imparando a massaggiare in questo modo, con il cuore aperto, e con coscienza ed attenzione, svilupperemo un forte intuito.Questo ci permetterà di capire che cosa piace o non piace al nostro partner, e di modificare durante il massaggio le sequenze. Dobbiamo cogliere i segnali del corpo del partner.Può essere che quel giorno preferisca essere massaggiato più a lungo sulle gambe, perchè ha passato molto tempo in piedi, oppure sulla schiena, perché è teso.

-fluidità

Il massaggio è come una danza, non è fatto di una serie di movimenti separati, ma sono tutti collegatiOgni gesto serve a perfezionare il precedente, e a preparare il successivo.Il flusso è continuo, non ci sono interruzioni.

-chiediamo feedback al nostro amato/a

Soprattutto ai primi massaggi, non vergogniamoci di chiedere cosa gli piace, e che zone preferisce che vengano massaggiate.Questo ci aiuterà moltissimo a trasformare un semplice massaggio in un’esperienza estatica per il nostro partner.Quando conosciamo già il nostro partner, allora è meglio rimanere in silenzio.Esistono ovviamente diversi tipi di sequenze di massaggio tantrico, che insegniamo nei nostri corsi.

Le posture sessuali

Quello che fa la differenza non è il numero e la tipologia delle posture sessuali utilizzate, che pure è molto importante, ma il come si fa l’amore.Il Tantra è chiamata la “non via” in quanto l’amante tantrico non si pone alcun obiettivo nella fusione amorosa: non c’è un numero di orgasmi da far provare alla propria amata/o, non ci sono grandi prestazioni sessuali con cui impressionare il proprio amato/a,  non c’è una durata temporale da raggiungere, non ci sono determinate tecniche da utilizzare.Il tantrika si concentra sul momento presente, sul “qui” e “ora”: se sta baciando, lo sta facendo con la massima concentrazione e presenza. E’ la cosa più importante per lui in quel momento, e non si preoccupa di quello che succederà dopo. Ovviamente arriveranno anche gli orgasmi, ma avverrà in modo naturale. Possiamo dividere le posture amorose in 4 gruppi; vediamo i vari vantaggi di ognuna:

Uomo sopra

-il viso dell’uomo è a contatto con il viso della donna, pertanto ci si può guardare negli occhi, baciare appassionatamente, toccare, annusare, usando tutti e 5 i sensi.

-se l’uomo sente che sta per eiaculare, si può fermare e controllare

Donna sopra

-avendo il controllo, la donna può dirigere la penetrazione nelle zone più sensibili della vagina, in particolare verso il punto G. Pertanto molte donne riescono ad avere molti orgasmi in questa posizione.

-uomo può stimolare con le mani il clitoride, oppure baciare il seno, aumentando la reciproca eccitazione

Uno accanto all’altro

-non richiede un grande sforzo da parte degli amanti (ma una buona coordinazione dei movimenti che è tipica di una coppia che si conosce bene)

-l’uomo può penetrare anche se non è in piena erezione

Uomo dietro

-sollecita una sessualità più animalesca, carnale e passionale

-ideale per le penetrazione profonda, e se l’uomo ha un pene non lungo

http://www.tantraitalia.it/tecniche-tantriche/esercizi-tantrici/

orgasmo sì, ma mistico

di Marilisa Verti

Lui e lei finiscono sotto le lenzuola, fanno l’amore ed entrambi raggiungono l’orgasmo. Ma si tratta quasi sempre di una fantasia… la realtà infatti è ben diversa!

Secondo gli studi dell’Associazione di Sessuologia statunitense circa il 60% delle donne nel mondo ammette di fingere un orgasmo, la stessa indagine non racconta però quante sono le donne che non l’hanno mai raggiunto, che sono confuse e non sanno di cosa si tratti, che si sentono in colpa perché non riescono a rispondere al bisogno di gratificazione del loro compagno dopo l’amplesso. Nell’ultimo rapporto Kinsey sul sesso relativo agli Stati Uniti emerge che il 43% delle donne e il 31% degli uomini non sono interessati al rapporto sessuale oppure soffrono di disfunzioni o ancora non raggiungono l’orgasmo. Per quanto riguarda l’Italia, il 47,2% delle donne finge abitualmente l’orgasmo, il 33,2% lo raggiunge attraverso la stimolazione diretta, il 33,6% non riesce ad arrivarvi attraverso il coito, l’11,2% non ha mai provato la sensazione orgiastica e infine il 19,8% degli uomini soffre di eiaculazione precoce. Non sono risultati confortanti per un paese considerato luogo di eccellenza dell’amore! Studi condotti in Italia e all’estero dimostrano che i problemi relativi al piacere sessuale e all’orgasmo colpiscono ampie fasce di popolazione.

Le difficoltà emotive, lo stress, le preoccupazioni sono tra i fattori alla base di queste problematiche e la corrispondenza con i giornali (soprattutto quelli femminili o che trattano di salute) mette l’accento sull’orgasmo: cosa è, di cosa si tratta, come si può raggiungere. L’esperienza dell’orgasmo è un fenomeno neurologico che ha luogo nel cervello da cui parte, per inondare il corpo con un flusso ormonale ed elettrico. Aumenta la tensione arteriosa, la frequenza cardiaca, si verificano arrossamenti sulla pelle, si dilatano le pupille e sono liberate una serie di sostanze, dalla dopamina alle morfine, prodotte dal cervello in cui esistono tre centri sessuali: ipotalamo (controlla il tono del desiderio, regola la secrezione degli ormoni sessuali ed è responsabile degli stati d’animo), il sistema limbico o cervello emozionale (coordina l’aspetto sensuale e sentimentale della vita sessuale, oltre a contenere il centro dell’orgasmo), la neocorteccia o cervello intelligente (permette la realizzazione dell’atto sessuale, ma è anche responsabile delle fantasie così come dei tabù erotici). Quando questo complesso neurofisiologico è attivato si arriva all’orgasmo.

Ma in pratica di che cosa si tratta?
È convinzione diffusa che per la donna l’orgasmo sia di tipo clitorideo (cioè si ottiene con la stimolazione o lo strofinamento del clitoride attraverso la masturbazione o con l’aiuto del partner: porta generalmente a un picco intenso di piacere con sudorazione, arrossamento della pelle ed è spesso e accompagnato forti contrazioni) o vaginale (procurato dalla frizione del pene nella vagina, senza stimolazione del clitoride, è accompagnato solitamente da una sensazione di formicolio e calore che parte dalla vagina e si propaga nel ventre e lungo le cosce, quando giunge all’inguine è generalmente accompagnato da contrazioni). Nell’uomo invece si ha l’eiaculazione (con sollevamento dei testicoli, senso di calore sotto il torace ed espulsione di liquido seminale): l’orgasmo per eccellenza. Se ci si limita ad accettare queste spiegazioni l’orgasmo sembra frutto di un connubio tra il corpo e la neurofisiologia, diventa un momento meccanico, con un apice che dura pochi istanti e niente più.

Secondo le antiche filosofie taoiste e tantriche e gli studi della più recente sessuologia esistono invece due fenomeni distinti: il momento orgastico, che è l’evento puramente fisiologico (le contrazioni femminili e l’emissione del seme maschile) e quello orgasmico, definito anche orgasmo globale o mistico, che è l’esperienza psicofisica ed energetica nell’insieme con tutte le manifestazioni di piacere e le sensazioni di beatitudine che l’accompagnano. Già nel 1962, Alexander Lowen, grande terapeuta statunitense, erede di Wilhelm Reich, il padre della Bioenergetica, sosteneva: “Il grado di insoddisfazione sessuale al giorno d’oggi è in proporzione diretta al grado della cosiddetta sofisticazione sessuale”. Se questa riflessione era valida allora, ancora di più oggi è pregnante di significato.

Nell’epoca della tecnologia infatti ci si sta affidando sempre più alla tecnica amatoria, che è spesso riduttiva per il raggiungimento del piacere perché la mente rimane vigile, si controllano le emozioni e si ostacola l’abbandono di corpo, mente e anima non consentendo di raggiungere la forma orgasmica più alta. Si tratta di uno stato di benessere completo in cui, solitamente, si avverte un brivido che percorre tutta la colonna vertebrale e si espande oltre il settimo chakra con una sensazione di fluttuazione e di espansione del sé oltre il limite corporeo. Per questo motivo l’orgasmo mistico spesso coincide con la beatitudine, con l’estasi della mente e dà un senso di piacere (dalla punta dei capelli sino a quella dei piedi) che non termina in pochi secondi, ma riesce a mantenere nel tempo intensi stati di piacere che coinvolgono corpo, mente e spirito. Tra i diversi orgasmi è il più difficile da raggiungere a causa della difficoltà nel lasciarsi andare, ma ci si può arrivare grazie a esercizi, al controllo del respiro e alla meditazione, tutti aiuti per vincere le difese e abbandonarsi completamente e senza timore: “Arrendersi in amore non è arrendersi a un’altra persona ma a se stessi, al proprio cuore, al proprio desiderio di amore” dice ancora Lowen in uno scritto pubblicato su “Anima e Corpo”, la rivista internazionale di psicologia somatica. Per Reich la potenza orgasmica e la nevrosi erano in antitesi: l’orgasmo totale (da non confondere con la potenza erettiva del maschio) si ottiene solo quando si giunge alla capacità di abbandonarsi con fiducia al flusso spontaneo delle sensazioni che emergono dalle relazioni con un partner del sesso opposto e amato.

Più poetica è la definizione sull’orgasmo globale che Miki Frank, analista bioenergetica che opera a New York e scrive sulla stessa rivista: “È l’esperienza di non sapere dove finisce la mia pelle e dove inizia quella del mio compagno, di non avere né mente, né io separato, di essermi persa con lui, con l’universo, di fluttuare nello spazio, di essere terrorizzata, del suo abbracciarmi e dirmi che non permetterà che mi accada nulla di male, di aver fiducia, di rinunciare al controllo di cuore, anima e genitali che si unificano nell’uno”. Quanto lei dice e scrive è basilare, perché l’errore più comune che si commette è quello di andare a letto immersi in un labirinto di pensieri che non consentono di giungere a una vera intimità. “La mente influenza la natura del rapporto, per questo non va bene il pensare troppo se si raggiunge o meno l’orgasmo. La soluzione è quella di lasciarsi andare completamente in uno spazio d’amore, rilassati e con fiducia nel partner, solo così si può esprimere la sessualità femminile che è profonda, selvaggia e ha la necessità di fluire liberamente” consiglia Nitamo Montecucco, medico olistico e fondatore del Villaggio Globale a Bagni di Lucca, dove si tengono anche corsi per apprendere l’arte del lasciarsi andare.

Il desiderio infatti non si basa sulla compulsione di raggiungere l’orgasmo, ma è la passione di perdere il senso di identità del nostro ego isolato per lasciarci trasportare sulle ali dell’abbandono sessuale. Come fare? In teoria è facilissimo, nella pratica molto più difficile per colpa dei nostri schemi, dei retaggi e delle inibizioni. Ciò che è necessario è trovare il contatto con le nostre sensazioni, per questo servono anche esercizi che consentano di sciogliere i nodi psicosomatici cronici. A prescindere dalla bravura e dalla tecnica amatoria, ciò che conta davvero è il riuscire a recuperare la capacità di sentire le nostre sensazioni e il nostro corpo in cui non esiste un solo millimetro di pelle che non sia erogeno. Sì, perché secondo l’impostazione scientifica di chi non scinde il corpo umano dalla mente (intesa come un insieme di cervello, sensazioni, esperienze e connessioni cellulari) dobbiamo reimparare a costruire le connessioni interne così che corpo e mente possano vibrare all’unisono senza farsi sommergere dal panico che può derivare dalla perdita di controllo. È importante attivare tutti i sensi del nostro corpo, compreso l’olfatto, spesso trascurato per l’eccessiva attenzione al lavarsi eccessivamente e a togliere l’odore che ci appartiene (il nostro corpo invece lancia dei messaggi non verbali, come quello dei ferormoni che agiscono sui centri nervosi), il tatto, con carezze e massaggi, ma anche la fantasia (cambiare postura durante l’amplesso stimola centri nervosi differenti).

Oriente e Occidente insieme per il piacere
Un metodo per giungere alla pienezza del piacere è quello di unire antiche tradizioni orientali con la cultura occidentale: “La medicina e la psicoterapia lentamente si orientano in direzione delle antiche vie di ricerca interiore: dal buddhismo allo sciamanesimo, dal taoismo allo yoga, dallo zen al sufismo. Il Tantra ritiene che la vera unione tra uomo e donna non si possa limitare a questi tre aspetti ma che debba necessariamente essere vissuta anche sul piano spirituale, in cui i tre livelli debbono coesistere e fondersi. L’energia sessuale del piacere fisico si trasforma in estasi e comunione mistica. L’uomo trova nella sua compagna l’essenza della divinità femminile e come tale la venera unendosi a lei con profondo amore e devozione. Il Tantra non ricerca l’orgasmo immediato o di picco, ma uno stato di profonda estasi unitiva in cui potersi abbandonare per lungo tempo.

Gli amanti si riscoprono anche come anime, come un dio e una dea. Tra loro si realizza così la Unione Mistica” spiega Nitamo Montecucco, che sta sviluppando ricerche scientifiche con elettroencefalografi computerizzati, sofisticate apparecchiature studiate e sviluppate dal centro di ricerche di Villa Demidoff in collaborazione con la Maya Medicals e il Centro di Ricerca per la Medicina Naturale dell’Università di Milano, collegata con l’Oms. “I nostri esperimenti di neurofisiologia testimoniano che, nel sesso come in meditazione, le attività dei tre cervelli si sincronizzano, le onde elettroencefalografiche dei due emisferi cerebrali, normalmente caotiche o a bassa comunicazione, entrano in uno stato di elevatissima coerenza e iniziano a produrre onde armoniche, come uno strumento musicale. Questa attività armonica cerebrale si ripercuote sull’intero essere umano, creando così i presupposti del benessere globale”.

Attivare i chakra per l’orgasmo totale
Vale la pena ricordare che nel sistema nervoso umano ci sono sette centri principali di energia (conosciuti anche come chakra o dischi di energia) che coincidono con i meridiani su cui si basa l’agopuntura e che devono essere in armonia tra loro e vibrare insieme nutrendo tutto il corpo. Con l’orgasmo locale (eiaculatorio, clitorideo e, spesso, anche vaginale) si attivano solo i primi due, quelli che rappresentano i bisogni materiali e sessuali, rimangono invece totalmente esclusi gli altri che raffigurano invece l’amore, la comunicazione, la comprensione, l’acquisizione di forza ed energia al di fuori di noi.

Esercizi “preliminari”
Meditazione tantrica: per riequilibrare le energie (individuale o in coppia). Sdraiati sulla schiena iniziate a respirare, sino a quando il flusso diventerà lento e profondo. Quando giungerete a questo momento immaginate che, insieme all’inspirazione, dall’alto della testa entri dentro di voi una luce dorata che esca poi dalle dita dei piedi. Mentre espirate visualizzate una luce nera che uscirà dalla sommità del capo. Da praticare ogni sera per circa venti minuti.

Meditazione bioenergetica: per entrare nel presente (in coppia). Sdraiati sulla schiena concentratevi sul respiro. Sentite il flusso dell’aria a ogni inspirazione ed espirazione, ascoltate le sensazioni nel petto mentre i muscoli si rilasciano per far entrare l’aria nei polmoni e, mentre si contraggono, per farla uscire. Estendete la consapevolezza a tutto il corpo e le emozioni nel momento presente. Aprite gli occhi mantenendo la respirazione e inviando il vostro potere e presenza interiore verso il mondo esterno che a sua volta riceverete dentro di voi. Da eseguire la sera per liberarsi dai pensieri.

Respirazione bioenergetica: per liberarsi dai blocchi (in coppia). Sdraiati sulla schiena, rilassatevi e iniziate a respirare lentamente. Concentratevi sul flusso del respiro e cercate di capire se respirate con il torace o con l’addome. Iniziate poi a respirare nel petto, sino a quando sentite il cuore che si apre e crea una posizione di benessere. Passate poi allo stomaco, alla pancia (due dita sotto l’ombelico), ai genitali e al perineo. Ponete attenzione alla condizione del respiro nelle varie zone: se avvertite un blocco, aiutatevi con un massaggio locale tenendo le gambe piegate.

Esercizi tantrici
• Per l’elasticità del bacino (per lei): sdraiata sulla schiena, piega le gambe e divaricale leggermente. Inizia a respirare con lentezza concentrandoti sul respiro. Mantieni il contatto della schiena con il materasso o con il suolo e spingi il bacino avanti e indietro (inspirando ed espirando) con un movimento ritmico e armonico. Non compiere sforzi ma raggiungi il piacere per dieci, quindici minuti.

• Per entrare nell’altro: sedetevi comodi, in posizione eretta. Chiudete gli occhi concentrandovi sulle sensazioni che il vostro corpo vi comunica. Aprite gli occhi, osservatevi e immergetevi nello sguardo dell’altro sintonizzando il pensiero con lo stesso ritmo. Non preoccupatevi se scoppiate a piangere o se vi viene da ridere. Esprimetevi liberamente per circa un quarto d’ora, poi congiungete le mani sul petto e abbassate la testa con un inchino di saluto.

• Durante il rapporto: sdraiati su di lui o al suo fianco e rilassatevi. Iniziate a respirare lentamente sintonizzando tra voi il ritmo dell’inspirazione e dell’espirazione. Percepite tutte le sensazioni. Non abbiate fretta e fermatevi di tanto in tanto: il respiro affrettato accelera l’eiaculazione, quello profondo aiuta a prolungare l’amplesso. Se entrambi concentrate l’attenzione sulla respirazione, la porterete automaticamente anche sulla regione del cuore. Lo spostamento dell’energia, dai genitali al cuore, amplifica e prolunga la dimensione dell’atto sessuale. Non trattenete il respiro in attesa dell’orgasmo ma distendete la respirazione in una espansione globale dell’energia. Non perdetevi d’animo se le cose non funzionano subito: siete sovraccarichi di schemi sedimentati da cui dovete liberarvi e questo non può accadere velocemente!

• Per il dopo: evitate di corre in bagno a lavarvi o di girarvi sul fianco per dormire. Lasciatevi cadere come se foste morti, poi tenetevi le mani, respirate insieme e guardatevi negli occhi cercando di ritrasmettervi reciprocamente tutte le emozioni che avete provato. Se vi viene spontaneo scherzate, ridete e chiacchierate. Provate a osservare il vostro respiro: se si è allargato il plesso solare è il cuore che si è espanso e vi darà un senso di pace e di felicità.

Alcuni consigli…
• Imparate innanzitutto ad amare voi stessi.
• Non abbiate fretta.
• Non pensate all’orgasmo.
• Lasciatevi andare completamente senza timori.
• Concentratevi sulle vostre sensazioni.
• Imparate la respirazione corretta.
• Eliminate i pensieri e immergetevi nel momento presente.
• Accettate il vostro partner per quello che è e fidatevi di lui.
• Siate consapevoli del vostro corpo e dell’atto sessuale.
• Se esiste un problema di eiaculazione precoce arrivate alla fase di pre-eiaculazione e, con una pressione delle dita alla base del glande, bloccate il deflusso (consiglio taoista e della moderna sessuologia).
• Non usate sempre le stesse posizioni nell’amplesso (lei sotto e lui sopra è la peggiore).
• Ricordatevi che l’orgasmo contemporaneo è più un mito che una realtà.
• Uscite dagli schemi che vi sono stati imposti per poter giungere all’orgasmo mistico.

La via del Tao e quella del Tantra
Il Tao è una forma di saggezza di migliaia di anni fa. Nessuno sa esattamente quando sia nata. Bisogna attendere sino al IV secolo a.C. per trovarne espressi i precetti fondamentali in un libro, il Tao Tê Ching di Lao Tzu. Il Tao è la forza infinita della natura, la sua filosofia è il durare e per riuscire in questo intento è necessario essere rilassati e naturali. I primi medici cinesi iniziarono a scrivere di amore e sesso già duemila anni fa. Erano taoisti e per loro fare all’amore era parte dell’ordine naturale delle cose. Il sesso non era solo goduto e assaporato, ma considerato un’attività salutare e in grado di prolungare la vita. La dottrina taoista incita gli uomini a sviluppare il controllo dell’eiaculazione e insegna che orgasmo ed eiaculazione non sono la medesima cosa: avere meno eiaculazioni non significa essere sessualmente inadeguati né sperimentare meno piacere sessuale ma, al contrario, significa aumentare la lucidità mentale, la forza del corpo e l’acutizzare di vista e udito. Anziché un’esplosione di tensioni, provoca un piacere di pace, una sensuale, duratura e soddisfacente unione con qualcosa più grande di noi, che fonde lo yin e lo yiang (femminile e maschile) nell’armonia.

Il Tantra ha invece origine in India. Spesso le arti tantriche sono confuse con il taoismo ma, anche se il tantrismo può essere stato influenzato o addirittura aver avuto origine dal Tao, le sue varie scuole hanno sviluppato una diversa filosofia, molto più legata alla ritualità. Il Tantra, come corpo esoterico/filosofico, è stato sistematizzato intorno al secolo IV a.C. ma le sue origini, ben più antiche, non si conoscono. I testi tantrici erano scritti in sanscrito e parlavano dell’intesa sessuale come momento della conoscenza reciproca tra due persone. Nell’unione di tipo tantrico infatti l’uomo e la donna si congiungono consapevoli di essere i due aspetti (maschile e femminile) della divinità. Ecco perché il tantra insegna l’integrazione di corpo, mente e spirito per poter sviluppare le forme più sublimi del piacere. Tra le varie pratiche tantriche, grande importanza è data al rilassamento e al toccarsi reciprocamente, così da consentire il distacco della mente dalla quotidianità per andare verso l’appagamento totale. Anche la fretta è sconsigliata in un rapporto sessuale duraturo e appagante, perché ci distoglie da tutte le componenti oltre a velocizzare la conclusione senza considerare il piacere e la comunicazione reciproca che lo precedono.

Come aiutare il raggiungimento dell’orgasmo

Cromoterapia
Una luce intensa nelle tonalità che vanno dal verde al blu applicata sul plesso solare, sulla regione lombare, sulla fronte e sulle tempie rallenta una prestazione maschile troppo veloce. Per aiutare lei a raggiungere l’orgasmo, la luce blu va applicata sul coccige, mentre nelle ovaie e al centro della fronte è indicato l’arancione. Se non avete lo strumento adatto per la cromoterapia potete optare per una luce del calore desiderato, oppure applicare sulle parti interessate della stoffa nella tonalità prescelta. La mattina riempite d’acqua una bottiglia di vetro colorato (blu o rossa/arancione, a seconda dei problemi), esponetela al sole tutto il giorno e bevetene il contenuto la sera.

Floriterapia
Lo Sticky Monkeyflower è un fiore californiano che aiuta a superare la paura dell’intimità, a far chiarezza nelle confusioni relative alla sessualità e a integrare la forza vitale e sessuale. La Manzanita è un altro fiore californiano, la sua funzione principale è quella di condurci verso l’amore per il nostro corpo e averne cura. Clematis, nei fiori di Bach, è il rimedio per chi è distratto, evade nella fantasia e non riesce a vivere il qui e ora. Il Cherry Plum è un fiore di Bach indicato per chi ha paura di perdere il controllo e aiuta invece ad avere fiducia nella vita e a lasciarsi andare senza temere i giudizi altrui. Fuchsia è un rimedio californiano per chi ha paura delle emozioni forti e tende quindi a controllarle mentalmente, ma anche per chi le reprime.

Omeopatia
Per lui
: Damiana Compositum della Heel (fialette da bere o da utilizzare come iniezioni una volta la settimana), Selenium 9ch (tre granuli tre volte al giorno per venti giorni), Phosphoricum acidum 9ch (tre granuli tre volte al giorno per una settimana).
Per lei: Onosmodium 9 ch (per rivitalizzare il desiderio assente), Eleutherococcus senticosus in tintura madre (trenta gocce una volta al giorno).

Aromaterapia
Sono consigliate essenze da porre nella lampada per aromi: riempite la vaschetta e aggiungete da cinque a quindici gocce di oli essenziali, accendete la candela sotto il contenitore e gli effluvi si espanderanno nella stanza. Le essenze con effetto sensuale sono: ylang-ylang, sandalo, neroli, rosa, cedro, patchouli. Potete anche effettuare delle combinazioni (due gocce di ylang-ylang e cinque di sandalo, oppure due gocce di neroli, cinque di sandalo, due di cedro e tre di rosa). Per un bagno sensuale mescolate dieci gocce di sandalo, tre gocce di ylang-ylang, quattro di neroli con tre cucchiai di miele e due di panna.

http://www.esthetitaly.com/approfondimento/165/orgasmo_si__ma_mistico_%28seconda_parte%29

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