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Archivio per la categoria ‘Rituali sacri’

Dea Brigit, Brighitt, preghiere alla Dea

Brigid Signora del Fuoco,. Triplice. Madre. Colei che guida lungo il sentiero dell’ispirazione.

Brigit

A te mia Signora mi rivolgo

brigidcroceceltic

Sono Colei
che è è la madre
naturale di tutte le cose,
maestra e governatrice
di tutti gli elementi,
la progenie iniziale dei mondi,
il capo dei poteri divini,
Regina dei tutti coloro che sono nell’aldilà,
la più importante di coloro
che abitano sopra,
manifestazione da sola
e sotto una sola forma
di tutti gli Dei e di tutte le Dee.

Lucius Apuleius

“Brigit, Triplice Dea e la più importante per i Celti. Pensate solamente che essa, ossia la sua figura sopravvisse durante il cristianesimo sotto le sembianze di Santa Brigitta, badessa di Kildare. Il nome significa eccelsa e altezza e originaria da Berg, ossia fuoco.”

Preghiera a Brigit
Possa la benedizione della luce
risplendere in te, luce fuori e luce dentro di te,
possa la benedetta luce del sole
brillare sopra di te e scaldare il tuo cuore con il suo bagliore
come un grande ardente fuoco, così che lo straniero possa
giungere e scaldarsi con esso, che gli è amico.
E possa la luce brillare nei tuoi occhi
Come la fiamma di una candela che luccica dalla finestra di una casa
Invitando il viandante ad entrare, riparandosi dalla tempesta.
E possa la benedizione della pioggia
scendere su di te -la soffice dolce pioggia,
possa essa cadere sul tuo spirito, così che tutti i piccoli fiori
possano sbocciare e fiorire
e diffondere la loro dolcezza nell’aria,
e possa la benedizione delle grandi piogge scendere su di te
possa essa battere sul tuo spirito e lavarlo, rendendolo candido e pulito
e lasciandolo come un lucente specchio d’acqua, dove il blu
dell’altromondo brilla con le sue stelle.
E possa la benedizione della terra
avvolgerti -la grande e rotonda terra;
possa tu essere sempre gentilmente accolto
da coloro che camminano lungo le strade che tu percorri.
Possa la terra essere soffice sotto ai tuoi piedi quando
riposi sopra di essa, stanco, alla fine del giorno
e possa essa riposare leggera su di te quando,
alla fine, ti sdraierai sotto la sua superficie.
Possa il riposo essere così leggero su di te che la tua anima
Si libri lesta fuori dal corpo
E salga in alto, libera,
sulla sua via verso il Divino.

http://www.celticworld.it/sh_wiki.php?act=sh_art&iart=325

Brigit, Triplice Dea –  Brigit è probabilmente la Dea più importante per i Celti, tanto che la sua figura sopravviverà all’interno del cristianesimo sotto le sembianze di santa Brigitta, badessa di Kildare.
Il suo nome significa eccelsa e altezza e deriva dalla radice indoeuropea Berg, ovvero fuoco.
Già questo fa intuire che Brigit sia una Dea solare, il che non dovrebbe stupire, in quanto sia tra i celti che i germani, il sole aveva nomi femminili.
Un’altra caratteristica che sottolinea la sua caratteristica solare stà nella sua origine paterna; ella è la figlia del Dagda, un’importante Dio solare dei Tuatha de Dannan.
Ciò fa di lei una Dea madre, termine spesso usato per rivolgersi a lei.
Il suo nome, pur  con alcune differenze è presente in tutta Europa, dalle isole Britanniche all’Italia, ma è in Irlanda che raggiunge il suo apice.
Viene identificata con le tre Dee  che diedero il nome all’Irlanda; Eiriu, Banba e Fotla.
Più spesso viene identificata con tutte le divinità femminili irlandesi, quindi assume le caratteristiche di Boand, Etain, Tailtu, e Airmed; e viene chiamata con tre diversi appellativi:  Brigit bè legis, Dea dei guaritori; Brigit bè goibnechta, Dea degli artigiani ed in particolare dei fabbri; Brigit bè filid, Dea della fertilità e della poesia.
Poesia e guarigione rappresentano la classe sacerdotale, gli artigiano la classe produttiva e come patrona dei guerrieri la forza.
In considerazione di ciò, Brigit era patrona di ostetriche e levatrici, delle partorienti, umane e nimali, quindi anche degli animali stessi, patrona dei fabbri, degli artigiani, del focolare, della filatura e della tessitura, della poesia e della medicina, non che della divinazione.
Le donne andavano alle fonti sacre portando delle offerte affinchè potessero rimanere gravide, per poi invocarla al momento del parto affinchè potesse essere senza complicazioni.
Abbiamo detto che era protettrice dei guerrieri, in particolare di quei personaggi eroici che dovevano compiere particolari missioni nell’altro mondo a cui lei è ovviamente legata; spesso associata alle figure della mucca, del serpente e del gallo, creature legate proprio all’altro mondo, anche se queste rappresentazioni sono legate più alla sua figura sotto il cristianesimo, segno inequivocabile della pagana origine della famosa santa; l’animale che in realtà più di tutti gli è legato è il Cigno.
Per sottolineare ulteriormente la sua triplice divinità, i celti erano in uso chiamarla madre, moglie e sorella di tutti, uomini e Dei compresi.
Ovviamente una Dea dal triplice aspetto non poteva non avere tre figli, avuti dall’unione con Tuireann; Bran, Iuchar e Iucharba; che per gli irlandesi sono i tre Dei di Dana, altro espilicito esempio che Brigid è una Dea madre equivalente proprio a Dana.
La sua poliedricità emerge in alcune credenze irlandesi in cui la Brigit aveva il volto diviso in due metà, uno bellissimo e uno orrendo, in grado di scacciare o provocare malattie.
A lei si attribuisce l’invenzione del fischio, utilizzato per chiamare i suoi amici e del lamento, utilizzato per la prima volta da lei per la morte di suo figlio Ruadan.
 La festa a lei dedicata è Imbolc che convenzionalmente cade il 1° Febbraio; è una delle quattro feste principali dei celti, detta anche festa dei fuochi per la consuetudine di accendere grandi falò in tali occasioni.
Imbolc è anche detta festa della luce, in quanto segna proprio il ritorno alla luce dopo il buio ed il freddo invernale, la natura in questo periodo incomincia a risvegliarsi.
E’ anche la festa del latte in quanto il bestiame incomincia a produrlo, questo è dovuto al fatto che in questo periodo vengono alla luce i cuccioli.
Nel periodo della festa di Imbolc nascono anche i bambini concepiti durante la festa di Beltane;  il che rende chiaro del perchè Brigit sia patrona delle nascite.
Brigit, come abbiamo detto, è legata anche alla guarigione, non per niente a lei sono state dedicate parecchie fonti sacre taumaturgiche e questo suo legame sia con l’elemento acqua che con l’elemento fuoco, inteso non solo quello fisico ma anche il fuoco della vita e dell’ispirazione; fa di Imbolc una festa di purificazione.
Molti luoghi a lei sono stati dedicati , citiamo solo la località italiana più famosa; ovvero la Brianza, il cui nome deriva proprio da Brigantia, in cui il suffisso brig significa altura e la brianza è collinare.
Va specificato che con il termine altezza non si intende solo il significato letterario e fisico, ma anche l’energia che dalla terra si concentra ed esplode verso l’alto.

Preghiera per Brigantia

Brigit sei Dea della Pace
porti armonia dove c’è conflitto
porti luce dove c’è buio
porti speranza dove c’è disperazione
possa il tuo mantello coprire coloro che soffrono
e possa la pace finalmente colmare i nostri cuori
e abbracciare il mondo.
Insegnaci ad agire con correttezza
e a rispettare l’intero creato.

 

 

 

 

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Brigit

BRIGIT

Brigit, Triplice Dea –  Brigit è probabilmente la Dea più importante per i Celti,
tanto che la sua figura è usurpata dal cristianesimo sotto le sembianze
di santa Brigitta, badessa di Kildare.

Il suo nome significa eccelsa e altezza e deriva dalla radice indoeuropea Berg,
ovvero fuoco.
Già questo fa intuire che Brigit sia una Dea solare, il che non dovrebbe stupire,
in quanto sia tra i celti che i germani, il sole aveva nomi femminili.

Un’altra caratteristica che sottolinea la sua caratteristica solare stà nella sua
origine paterna; ella è la figlia del Dagda, un’importante Dio solare dei Tuatha
de Dannan.
Ciò fa di lei una Dea madre, termine spesso usato per rivolgersi a lei.

Il suo nome, pur  con alcune differenze è presente in tutta Europa, dalle isole
Britanniche all’Italia, ma è in Irlanda che raggiunge il suo apice.

Viene identificata con le tre Dee  che diedero il nome all’Irlanda; Eiriu, Banba
e Fotla.
Più spesso viene identificata con tutte le divinità femminili irlandesi, quindi
assume le caratteristiche di Boand, Etain, Tailtu, e Airmed; e viene chiamata
con tre diversi appellativi:  Brigit bè legis, Dea dei guaritori; Brigit bè goibnechta,
Dea degli artigiani ed in particolare dei fabbri; Brigit bè filid, Dea della fertilità
e della poesia.
Poesia e guarigione rappresentano la classe sacerdotale, gli artigiani la classe
produttiva e come patrona dei guerrieri la forza.

In Dea della fertilità, Brigit era patrona di ostetriche e levatrici, delle partorienti, umane e animali, quindi anche degli animali stessi, patrona dei fabbri, degli artigiani, del focolare, della filatura e della tessitura, della poesia e della medicina, non che della divinazione.
Le donne andavano alle fonti sacre portando delle offerte affinchè potessero rimanere gravide, per poi invocarla al momento del parto affinchè potesse essere senza
complicazioni.

Abbiamo detto che era protettrice dei guerrieri, in particolare di quei personaggi eroici che dovevano compiere particolari missioni nell’altro mondo a cui lei è ovviamente legata.

Spesso è associata alle figure della mucca, del serpente e del gallo;  ma l’animale che più di tutti gli è legato è il Cigno.

Per la sua caratteristica di triplice divinità, i celti erano in uso chiamarla madre, moglie e sorella di tutti, uomini e Dei compresi.

Ovviamente una Dea dal triplice aspetto non poteva non avere tre figli, avuti dall’unione con Tuireann; Bran, Iuchar e Iucharba; che per gli irlandesi sono i tre Dei di Dana, altro espilicito esempio che Brigid è una Dea madre equivalente proprio a Dana.

La sua poliedricità emerge in alcune credenze irlandesi in cui la Brigit aveva il volto diviso in due metà, uno bellissimo e uno orrendo, in grado di scacciare o provocare malattie.
A lei si attribuisce l’invenzione del fischio, utilizzato per chiamare i suoi amici e del lamento, utilizzato per la prima volta da lei per la morte di suo figlio Ruadan.

La festa a lei dedicata è Imbolc che convenzionalmente cade il 1° Febbraio; è una delle quattro feste principali dei celti, detta anche festa dei fuochi per la consuetudine di accendere grandi falò in tali occasioni.

Imbolc è anche detta festa della luce, in quanto segna proprio il ritorno alla luce dopo il buio ed il freddo invernale, la natura in questo periodo incomincia a risvegliarsi.
E’ anche la festa del latte in quanto il bestiame incomincia a produrlo, questo è dovuto al fatto che in questo periodo vengono alla luce i cuccioli.

Nel periodo della festa di Imbolc nascono anche i bambini concepiti durante la festa di Beltane;  il che rende chiaro del perchè Brigit sia patrona delle nascite.
Brigit, come abbiamo detto, è legata anche alla guarigione, non per niente a lei sono state dedicate parecchie fonti sacre taumaturgiche e questo suo legame sia con l’elemento acqua che con l’elemento fuoco, inteso non solo quello fisico ma anche il fuoco della vita e dell’ispirazione; fa di Imbolc una festa di purificazione.
Molti luoghi a lei sono stati dedicati , citiamo solo la località italiana più famosa; ovvero la Brianza, il cui nome deriva proprio da Brigantia, in cui il suffisso brig significa altura e la brianza è collinare.

Va specificato che con il termine altezza non si intende solo il significato letterario
e fisico, ma anche l’energia che dalla terra si concentra ed esplode verso l’alto.
Brigid

   Preghiera per Brigantia

Brigit sei Dea della Pace
porti armonia dove c’è conflitto
porti luce dove c’è buio
porti speranza dove c’è disperazione
possa il tuo mantello coprire coloro che soffrono
e possa la pace finalmente colmare i nostri cuori
e abbracciare il mondo.
Insegnaci ad agire con correttezza
e a rispettare l’intero creato.

Il Fuoco della Dea Brigid è l’ultimo
esempio di fiamma perenne di cui si abbia notizia dall’antichità pagana ad
oggi in Europa.

Pare che anticamente, a Kildare, in Irlanda, nei pressi di una grande quercia
(“Cill Dara”= “Tempio della Quercia”) vi fosse un centro di culto druidico e che
un “Fuoco di Brigid” vi bruciasse già da migliaia di anni in onore della dea Brigid,
Signora trina dei fabbri, dei poeti e dei guaritori e protettrice delle greggi e del raccolto.
Il fuoco sacro era custodito a cicli di venti giorni da una comunità di diciannove
sacerdotesse che a turno lo sorvegliavano affinchè non si spegnesse.
Il ventesimo giorno esso veniva affidato alla Dea stessa, che lo custodiva intatto
fino al giorno successivo, quando la sacerdotessa del primo turno lo ritrovava
ancora acceso. Niente di tanto dissimile, insomma, da quanto accadeva ad
esempio nei santuari greci o nel tempio della dea Vesta a Roma, con il fuoco custodito
dalle vergini vestali.

Purtroppo l’avvento del cristianesimo, così come è accaduto a molte altre divinità del
culto antico, anche Brigid fu “trasformata” in una così detta santa.
St.Brigid fondò l’abbazia e la chiesa di Kildare nel 480 d.C., nel sito oggi occupato dalla St.Brigid’s Cathedral. Secondo alcuni studiosi si sarebbe trattato appunto di un
evoluzione a partire da un santuario druidico di sacerdotesse convertite al cristianesimo. Il fuoco continuò così a bruciare ininterrottamente, semplicemente perché le diciannove sacerdotesse erano state costrette a diventare diciannove suore cristiane.

Giraldus Cambrensis (Geraldo di Galles) riferisce a proposito del fuoco perenne che ancora bruciava all’epoca della sua visita, nel 1185:

“A Kildare, nel Leinster, che la gloriosa Brigid ha reso famosa, vi sono molti prodigi che meritano di essere ricordati. E il primo fra tutti è il fuoco di Brigid che dicono sia inestinguibile, non perché non possa essere estinto, ma perché le sarcerdotesse lo hanno con così tanta cura alimentato che non si è mai estinto dai tempi degli Dei fino ad oggi. E nonostante una così gran quantità di legna e per un così lungo periodo di tempo vi abbia bruciato, le ceneri non vi si sono mai accumulate. Benchè al tempo di Brigid vi fossero venti sacerdotesse, di cui la ventesima era Brigid stessa, dopo la sua morte fino ad oggi ve ne sono rimaste solo diciannove e tale numero non è stato mai aumentato. Tutte in ordine custodiscono il fuoco a turno, ciascuna nella sua notte. Alla ventesima notte, l’ultima, la diciannovesima sacerdotessa mette i ceppi nel fuoco dicendo:
<< Brigid, custodisci il tuo fuoco, questa è la tua notte.>>.
E il fuoco viene lasciato e così ritrovato il mattino seguente.”

“Il fuoco è circondato da un cerchio fatto di vimini che nessun uomo può attraversare.
E se per caso uno osa entrare (e qualche avventato ci ha provato) non può sfuggire alla vendetta divina. Solo alle donne è permesso soffiare sul fuoco e non con la bocca ma con il mantice…”

Almeno due vescovi hanno tentato di far estinguere il fuoco a causa delle sue implicazioni
pre-cristiane ma senza successo. Nel 1220 il vescovo Henry di Dublino, nell’intento di sopprimere le pratiche pagane, fece estinguere la Fiamma perenne di Kildare e l’abbazia fu saccheggiata.

La Sacra Fiamma tuttavia venne alla fine riaccesa e continuò a bruciare fra alterne vicende.

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Link utili

http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_dee_Brigid.htm

 

Campane Tibetane (2)

 

tibet

http://www.visionealchemica.com/campane-tibetane/

Le Campane Tibetane sono costruite con una lega di sette metalli che corrispondono ai sette pianeti. Sono strumenti musicali particolarissimi, la cui proprietà è di produrre suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere celesti. Vengono utilizzate anche nei centri spirituali dell’Occidente, per sintonizzarsi con le armoniche celesti e vibrare dell’energia cosmica, per meditare e accompagnare l’introspezione.

Campana Tibetana è una tipica campana statica o a terra. A differenza delle campane tradizionali non viene infatti appesa capovolta e il batocchio non è interno e a pendolo, ma manuale e esterno (la campana viene suonata sfregando il batocchio sul bordo esterno). Il suono di questi strumenti una lunga vibrazione poliarmonica. Questa caratteristica le ha rese molto usate per fini religiosi, riti e meditazioni, visto l’effetto psicotropo che il suono vibrante ha sulla mente umana.

Le Campane tibetane sono originarie di Tibet, Nepal, India, da cui il nome appunto, ma sono presenti e costruita anche in Cina, Giappone e Corea; quelle tibetane però restano le più ricercate per qualità e manifattura.

Le campane tibetane (singing bowls, letteralmente: ciotole che cantano) sono un antichissimo strumento musicale utilizzato nella pratica religiosa buddista per riprodurre il suono dell’OM originario e dunque fungono da supporto alla meditazione e alla preghiera

Attualmente le campane tibetane vengono utilizzate oltre che nella pratica religiosa dei monasteri buddisti, nella pratica dello yoga, nella musicoterapia e nella meditazione individuale. Si tratta di strumenti antichissimi originari del Tibet e poi largamente diffusi in India, Bhutan, Giappone, Corea, Nepal e Cina. Le ciotole sono forgiate in una lega di 7 metalli (quelle d’antiquariato includono spesso oro, argento, rame, zinco, ferro e nichel) ed è proprio la composizione della lega e l’armoniosa proporzione della forma che permettono, attraverso lo scorrere sul bordo esterno di un apposito batacchio di legno, di far propagare una profonda vibrazione sonora. Le vibrazioni che le campane tibetane producono, variano d’intensità a seconda della grandezza e dello spessore della ciotola. Le ciotole possono essere decorate con incisioni nella parte esterna, nella parte interna e sul fondo. Le più antiche sono decorate con disegni astratti mentre quelle prodotte attualmente spesso presentano decorazioni figurative come mandala o immagini del Buddha.

La bellezza estrinseca dell’oggetto e il profondo significato simbolico hanno fatto sì che le campane tibetane diventassero un oggetto molto ricercato dai collezionisti e dai semplici cultori del bello. Lo scorrere dell’energia all’interno del corpo fisico è regolato dal buon funzionamento dei sette chakra principali. Questi centri vitali necessitano di essere rigenerati e riequilibrati ogni qualvolta il nostro stato fisico e psicologico si debilita, segno della presenza di impurità energetiche nel flusso dei chakra. Esistono diverse metodologie per rigenerare i chakra tra le quali la meditazione, l’uso di cristalli e pietre e l’uso delle campane tibetane. Esse sono degli oggetti particolari e di difficile reperibilità che riproducono il suono dell’ OM originario. OM è il mantra originario, il mantra della Creazione, che racchiude in se tutta l’energia dell’universo. Il suo suono è molto breve, composto dalle vocali A, E ed U e dalla lettera M, simboli della Trinità Divina. Le campane tibetane riproducono la vibrazione di questo suono attraverso l’uso di un batacchio con il quale si esercita un colpo sul bordo esterno della campana e se ne genera la vibrazione corrispondente facendo girare il batacchio attorno al bordo della campana. L’effetto è quello di riequilibrare il chakra per il quale si è utilizzato.

Le Campane Tibetane producono quindi suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere celesti e trasmettono queste vibrazioni a chi le suona o anche semplicemente le ascolta. Questo fenomeno si chiama, in termini tecnici, “concordanza di fase” ed è lo stesso che mettere due pendoli uno accanto all’altro: dopo un certo periodo di tempo iniziano a seguire lo stesso ritmo, come due onde che tendono a unirsi e a vibrare all’unisono. Grazie a questo fenomeno, quando si percuote una campana tibetana si creano delle forti vibrazioni che si propagano lungo il braccio (se la campana viene tenuta sul palmo della mano) o lungo punto in cui è appoggiata la campana stessa (nel caso ad esempio in cui venga appoggiata sui chakra), massaggiandolo in profondità. Si viene così a creare una concordanza di fase fra la campana e la persona che vi è a contatto producendo di solito uno stato di profonda quiete interiore ed esteriore che può andare ben al di là del semplice rilassamento, fino a raggiungere le onde teta e delta degli stati meditativi più profondi.

Interessante è anche il lavoro di collegamento tra i sette centri energetici – chakra – con i sette Pianeti del sistema solare che viene creato dalla vibrazione dei sette metalli con cui sono fatte le campane tibetane. Il corpo umano è un insieme di vibrazioni e onde, e se gli organi sono sani, vibrano alla giusta frequenza, mentre quelli ammalati hanno una frequenza disturbata. Le vibrazioni delle campane tibetane richiamano la frequenza armoniosa originale e stimolano così il corpo che entra in sintonia con la sua frequenza ritrovando autonomamente le proprie frequenze armoniose. Un altro modo di lavorare con le campane tibetane è quello di tenere la ciotola nella mano sinistra appoggiandola sulla punta delle 5 dita. Fisicamente questa impugnatura consente la massima vibrazione della campana, ma da un punto di vista simbolico rappresenta una energia femminile yin di contenimento (la ciotola) sostenuta dalle 5 “buddhità”, poiché ogni dito rappresenta una forma di manifestazione del Buddha.

Compare inoltre la simbologia del cosmo, rappresentato dai 7 metalli che costituiscono la ciotola e che portano la vibrazione dei 7 pianeti che regolano la vita manifesta. Il loro utilizzo consente all’operatore che ne conosca le corrette modalità di impiego, di creare una bolla energetica intorno a sé all’interno della quale eseguire il rituale con una adeguata protezione e una maggiore efficacia nell’indirizzare le energie sottili in gioco. Occorre quindi portare la ciotola all’altezza del plesso cardiaco (chakra del cuore) e suonarla con il batacchio nella mano destra, rigorosamente in senso orario. Questa posizione correla l’energia sonora creatrice della campana all’energia del cuore; accompagnati dal suono che si propaga sempre più intensamente, si visualizza quindi la bolla di energia che avvolge l’operatore e si allarga fino a delimitare lo spazio rituale che a questo punto è pronto ad accogliere le energie che verranno attivate dal successivo rituale.

Fonte: http://www.amadeux.net
Fonte Immagine: http://www.salutoalsole.forumfree.it

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http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=5664

Secondo la Tradizione indiana il cosmo ha avuto origine dal suono che è una forma di energia molto potente. Il suono originario è l’OM, il suono sacro primario ed il primo movimento vibrazionale da dove veniamo ed al quale ritorneremo.
Perciò la musica che è in grado di risvegliare la coscienza del sé con le vibrazioni sonore primordiali è considerata sacra ed in particolare quella delle campane tibetane ci fa entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi favorendo uno stato di benessere e di meditazione, permettendoci di ritrovare quella sensazione di unità tra corpo e spirito che ci appartiene ma che spesso dimentichiamo.
Le campane tibetane riproducendo la vibrazione sonora originaria dell’OM ci permettono di affrontare il tema degli effetti del suono sulla mente, sul corpo e sullo spirito dato che il modo più semplice di comunicare della materia cellulare vivente è tramite le vibrazioni sonore.
Cercherò ora di illustrare i fenomeni connessi all’utilizzo delle campane tibetane dal punto di vista storico, simbolico, terapeutico e conoscitivo.

Cenni storici

Le campane tibetane (“singing bowls”), sono strumenti sonori diffusi soprattutto in Tibet, in Nepal, ma anche in India , Giappone e Cina. La loro origine risale probabilmente a circa 3000 anni fa, cioè in un periodo  precedente al Buddismo. Secondo la tradizione, in quel periodo in Asia si praticava una forma di culto animistico chiamata Bon. Questa particolare forma di sciamanesimo attribuiva al suono delle campane, ma anche di altri strumenti come cimbali (ting-sha) e gong, un grande potere di guarigione, e la capacità di avvicinare l’uomo alla divinità.
Anticamente si narra che le campane venissero prodotte durante determinati periodi dell’anno ed in corrispondenza di fasi lunari adeguate, in concomitanza a pratiche legate al culto del fuoco. Si dice che venissero recitati dei mantra durante la forgiatura per decidere lo specifico potere ed uso della campana. Si narra di Campane tibetane mitiche, antichissime, venerate da tutti i monaci del Tibet. I monasteri che le custodivano erano meta di pellegrinaggio da parte di monaci e fedeli laici che desideravano ricevere beneficio ed illuminazione dall’ascolto del loro suono.
Le campane tibetane cominciarono a diffondersi in Occidente negli anni ‘50, dopo l’occupazione del Tibet da parte della Cina. In seguito all’occupazione cinese, molti monaci fuggirono dal Tibet. Quando in  Europa cominciarono a diffondersi i monasteri le campane furono adoperate per le pratiche religiose. Da quel momento le campane  furono impiegate anche per il loro potere curativo nella suonoterapia.

Una campana tibetana con il suo batacchio.

Le campane tibetane

Sono formate con una lega derivante dalla fusione di sette metalli che corrispondono simbolicamente a ciascuno ai sette pianeti del sistema solare ed il loro suono è in grado di armonizzare i sette centri energetici – chakra – a seconda della nota prevalente e delle sue armoniche. Il suono caratteristico di ciascuna campana  varia in base alla proporzione dei componenti della lega, alla forma ed allo spessore; e viene provocato da un batacchio di legno con il quale si possono esercitare dei rintocchi o una vibrazione sonora continua facendolo girare lungo il bordo della campana. Sebbene ciascuna campana tibetana emetta una o 2 note prevalenti, esse riproducono la vibrazione dell’OM (il mantra originario) che si è propagato al momento della nascita dell’universo.
Secondo la simbologia cosmica le relazioni tra i 7 metalli ed i pianeti è la seguente:

Le Campane Tibetane producono quindi suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere celesti, e trasmettono queste vibrazioni a chi le suona o anche semplicemente le ascolta. Questo fenomeno si chiama, in termini tecnici, “concordanza di fase” e si ottiene quando due onde tendono ad unirsi e a vibrare all’unisono. Grazie a questo fenomeno, quando si percuote una campana tibetana si creano delle forti vibrazioni che si propagano lungo il braccio (se la campana viene tenuta sul palmo della mano) o lungo il punto di appoggio della campana stessa (nel caso ad esempio in cui venga appoggiata sui chakra), massaggiandolo in profondità. Si viene così a creare una concordanza di fase fra la campana e la persona che vi è a contatto (biorisonanza) producendo di solito uno stato di profonda quiete interiore ed esteriore che può andare anche al di là del semplice rilassamento.

Il corpo umano è un insieme di vibrazioni e onde, e se gli organi sono sani, vibrano alla giusta frequenza, mentre quelli ammalati hanno una frequenza disturbata. Le vibrazioni delle campane tibetane richiamano la frequenza armoniosa originale e stimolano così il corpo che entra in sintonia con la sua frequenza ritrovando autonomamente le proprie frequenze armoniose.
Un altro modo di adoperare le campane tibetane è quello di tenere la ciotola nella mano sinistra appoggiandola sulla punta delle 5 dita. Fisicamente questa impugnatura consente la massima vibrazione della campana, e da un punto di vista simbolico rappresenta una energia femminile yin di contenimento (la ciotola) sostenuta dalle 5 “buddhità” (le dita), poiché ogni dito rappresenta una forma di manifestazione del Buddha.

 

Le sette note musicali prodotte dalle sette campane tibetane possono riequilibrare i  7 chakra corrispondenti.

Suonoterapia con le campane tibetane

Secondo la medicina tradizionale ogni malattia nasce da una disarmonia fra il corpo e lo spirito (mente), come ad esempio nel caso di traumi fisici e morali che rompono l’equilibrio psico-fisico.
Infatti,  il corpo umano è pervaso di onde di energia che si propagano tra gli organi e che fanno vibrare l’organismo come uno strumento musicale. Se le frequenze delle vibrazioni si distorcono  in alcune regioni corporee a causa di disturbi psico-fisici si determinano degli accumuli e blocchi energetici; le campane possono riportare in armonia l’organismo riequilibrando i chakra corrispondenti perché producono un campo vibrazionale armonico che entra in risonanza con il nostro corpo riarmonizzandolo.  Per i suoi effetti benefici il massaggio sonoro con le campane tibetane  (suono terapia) è sempre più adoperato e garantisce un rilassamento profondo e totale dell’organismo, in quanto, essendo il corpo umano composto in prevalenza di acqua, la vibrazione raggiunge ogni piccola parte del corpo, anche in profondità.
I principali vantaggi sulla salute mediante il massaggio sonoro sono: stimolare l’energia vitale, favorire il rilassamento, combattere l’insonnia, migliorare la concentrazione, sincronizzare gli emisferi cerebrali, migliorare la respirazione.
Queste considerazioni sulla suonoterapia ci permettono di comprendere meglio quanto sia importante l’effetto dell’ambiente sonoro in cui viviamo abitualmente.
Infatti ogni giorno nella nostra vita siamo soggetti a dei veri e propri bagni sonori, spesso deleteri, come quando siamo immersi nel traffico o in metropolitana, ed è per questo che bisogna fare attenzione alla propria “dieta sonora”, cercando di dedicare più tempo ai suoni benefici, come passare del tempo in mezzo alla natura, tra il canto degli uccelli, il suono delle onde del mare, il silenzio meditativo della montagna, ecc…

Le frequenze vibrazionali naturali

Lo studio delle frequenze vibrazionali ha portato ad alcune interessanti considerazioni.
Il nostro corpo nel suo stato più naturale e rilassato vibra ad una frequenza fondamentale che va dai 7,8 agli 8 cicli al secondo (Hertz); la Terra vibra anch’essa alla frequenza fondamentale di circa 8 cicli al secondo (la cosiddetta risonanza Schumann). Per tale ragione il nostro organismo e la Terra sono in sintonia vibrazionale e questa sintonia è ancora più evidente al livello del sistema nervoso quando si raggiunge lo stato meditativo di serena vigilanza durante il quale vengono emesse onde alfa con frequenza di circa 8 cicli al secondo. Anche le campane tibetane emettono onde alfa simili alle onde cerebrali con frequenze comprese tra gli 8 e i 12 Hertz, ed hanno una configurazione regolare e sincronizzata; ciò spiega il loro effetto riarmonizzante.
Per comprendere meglio il fenomeno si consideri che le onde cerebrali possono emettere quattro frequenze distinte ognuna delle quali corrisponde a determinati stati di coscienza:
onde beta: sono prodotte dal cervello in stato di veglia;
onde alfa: sono prodotte dal cervello in stato di calma e meditazione;
onde teta: corrispondono allo stato di dormiveglia o sonno leggero;
onde delta: sono associate al sonno profondo.
Da questa suddivisione appare chiaro che l’emissione di onde alfa (con frequenze dagli 8 ai 12 Herz) da parte delle campane tibetane è in grado di favorire lo stato di coscienza che conduce alla calma ed alla meditazione.

La danza dell’acqua

 

Una miriade di goccioline si generano durante la risonanza di una campana tibetana contenete dell’acqua.

Un fenomeno degno di nota che riguarda le campane tibetane è quello che si verifica quando si pone dell’acqua dentro di esse e si fanno risuonare.
Le vibrazioni fanno increspare l’acqua che zampilla in centinaia di goccioline che corrono sospese sulla superficie in un’incredibile danza.
Nel 1831 la fisica di Michael Faraday dimostrò che quando un fluido orizzontale viene fatto vibrare in senso verticale la sua superficie rimane piatta fino a un valore limite dell’accelerazione: a quel punto sulla superficie si formano delle onde che oscillano con una frequenza pari a metà della frequenza incidente.  Man mano che aumenta la forza impressa, cioè man mano che aumentiamo la velocità con cui facciamo girare il batacchio sul bordo della campana tibetana, si originano onde di forme più complesse. Infine le onde diventano non quantificabili, la superficie si rompe e si formano delle goccioline che rimbalzano, rotolano e scivolano sulla superficie. Gli scienziati le chiamano walker drops, “gocce camminatrici”.
Affinché le goccioline camminatrici permangano devono rimbalzare a una determinata frequenza, pari alla metà della frequenza dell’accelerazione impressa cosicché entrino in risonanza con le onde sulla superficie dell’acqua. Inoltre l’acqua deve trovarsi in una condizione molto vicina al valore limite dell’accelerazione stabilito da Faraday in modo che le onde più ampie e lunghe interagiscano con le goccioline che cadono. Ogni gocciolina rimbalza sul fianco dell’onda che si è creata al precedente rimbalzo e riceve un impulso in una direzione specifica lungo la quale procede a velocità costante.
Perciò queste goccioline camminatrici presentano sia un comportamento da particella che un comportamento da onda; questo doppio comportamento corpuscolare-ondulatorio è tipico delle particelle subatomiche descritte dalla meccanica quantistica e riflette la visione buddista del modo fenomenico. Si chiedono, allora, i ricercatori se da queste antiche campane per la meditazione possano emergere importanti considerazioni riguardanti la moderna fisica che, secondo i monaci, si sta sempre più avvicinando alla conoscenza tradizionale buddista ed induista.

Particolare in cui si notano alcune goccioline sferiche generate dalla vibrazione di una campana tibetana.

Riassumendo, le campane tibetane costituiscono una pratica alchemica ancestrale che viene oggi riosservata ed analizzata anche al livello scientifico, permettendo così una compenetrazione unificatrice tra la conoscenza “antica” e quella “moderna”.

Uno studio di acustica e fluidodinamica analizza il suono e le vibrazioni della coppa di metallo e della superficie dell’acqua in una campana tibetana e scopre come rispondono a determinate frequenze.

 

È un suono profondo e vibrante che incanta anche i profani, e ancora di più incantano gli straordinari zampilli che si creano se la ciotola è riempita d’acqua e si fa scorrere un batacchio di legno lungo il suo bordo: le vibrazioni fanno increspare l’acqua che zampilla in centinaia di goccioline che corrono sospese sulla superficie in un’incredibile danza.

Non è facile spiegare con la fisica questi fenomeni. Ci hanno provato Denis Terwagne dell’Università di Liegi e John W. M. Bush del Dipartimento di Matematica del MIT di Boston. Il loro lavoro è pubblicato sulla rivista Nonlinearity.

Hanno cominciato con riprendere la fisica di Michael Faraday che nel 1831 dimostrò che quando un fluido orizzontale viene fatto vibrare in senso verticale la sua superficie rimane piatta fino a un valore limite dell’accelerazione: a quel punto sulla superficie si formano delle onde che oscillano con una frequenza pari a metà della frequenza incidente.  Man mano che aumenta la forza impressa, cioè man mano che aumentiamo la velocità con cui facciamo girare il batacchio sul bordo della campana tibetana, si originano onde di forme più complesse. Infine le onde diventano caotiche, la superficie si rompe e si formano delle goccioline che rimbalzano, rotolano e scivolano sulla superficie. Gli scienziati le chiamano walker, “camminatrici”.

Affinché le goccioline camminatrici permangano devono rimbalzare a una determinata frequenza, pari alla metà della frequenza dell’accelerazione impressa cosicché entrino in risonanza con le onde sulla superficie dell’acqua. Inoltre l’acqua deve trovarsi in una condizione molto vicina al valore limite dell’accelerazione stabilito da Faraday in modo che le onde più ampie e lunghe interagiscano con le goccioline che cadono. Ogni gocciolina rimbalza sul fianco dell’onda che si è creata al precedente rimbalzo e riceve un impulso in una direzione specifica lungo la quale procede a velocità costante.

Queste goccioline camminatrici presentano sia un comportamento da particella che un comportamento da onda; questo doppio comportamento corpuscolare-ondulatorio è tipico delle particelle submicroscopiche descritte dalla meccanica quantistica. Si chiedono, allora, i ricercatori se da queste antiche campane per la meditazione possa emergere la moderna fisica.

Fonti bibliografiche:
http://www.ilcuoredellecose.com/department/92/Campane-Tibetane-effetti-sull’uomo.html
http://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/19/i-segreti-delle-campane-tibetane/
http://www.karmashop.it/asp/asp/ec_campanetibetane.asp
http://utenti.multimania.it/ayurvedalily/photoalbum2.html
http://www.agnesedonini.it/index.php?option=com_content&task=view&id=9&Itemid=49
http://chakra.altervista.org/Campane_Tibetane.htm
http://www.anjali.it/singing_bowls_9.html

http://www.taianokai.org/?page_id=2023

 http://oggiscienza.wordpress.com/2011/07/19/i-segreti-delle-campane-tibetane/

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Link utili

http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=5664 xxx

 

Secondo la tradizione, in quel periodo in Asia si praticava una forma di culto animistico chiamata Bon. Questa particolare forma di sciamanesimo attribuiva al suono delle campane, ma anche di altri strumenti come cimbali (ting-sha) e gong, un grande potere di guarigione, e la capacità di avvicinare l’uomo alla divinità.

http://www.ilcielodinut.it/campane-tibetane-energizzare-acqua.html energizzare acqua

http://www.aurauniversalmente.com/it/attivita/campane-tibetane/

http://tracieloeterra.biz/it/content/16-campana-tibetana-come-si-suona

http://www.statue-buddha.com/campanetibetane/come-suonare-una-campana/index.html

http://ottavanota.wordpress.com/incontri-con-le-campane-tibetane/

http://www.iobenessere.it/campane-tibetane/

http://www.alberosacro.org/campanetibetane.htm

http://xmx.forumcommunity.net/?t=5365943

http://www.visionealchemica.com/campane-tibetane/

Campane tibetane

La campana tibetana “va impugnata nella mano sinistra tenendo a contatto con essa tutte e cinque le punte delle dita; in questo modo consentirete alla campana la massima vibrazione fisica e da un punto di vista zen rappresenta l’energia femminile Yin (campana) sostenuta dalle cinque “buddhità”, manifestazioni del Buddha; i sette metalli rappresentano invece i pianeti e quindi il cielo (yang)”.

campane-tibetanefiori

La campana tibetana “consente all’operatore che ne conosca le corrette modalità di impiego, di creare una bolla energetica intorno a sé all’interno della quale eseguire il rituale con una adeguata protezione e una maggiore efficacia nell’indirizzare le energie sottili in gioco.Occorre quindi portare la ciotola all’altezza del plesso cardiaco (chakra del cuore) e suonarla con il batacchio nella mano destra, rigorosamente in senso orario. Questa posizione correla l’energia sonora creatrice della campana all’energia del cuore;accompagnati dal suono che si propaga sempre più intensamente, si visualizza quindi la bolla di energia che avvolge l’operatore e si allarga fino a delimitare lo spazio rituale che a questo punto è pronto ad accogliere le energie che verranno attivate dal successivo rituale.”
Foto: La campana tibetana "consente all'operatore che ne conosca le corrette modalità di impiego, di creare una bolla energetica intorno a sé all'interno della quale eseguire il rituale con una adeguata protezione e una maggiore efficacia nell'indirizzare le energie sottili in gioco.Occorre quindi portare la ciotola all'altezza del plesso cardiaco (chakra del cuore) e suonarla con il batacchio nella mano destra, rigorosamente in senso orario. Questa posizione correla l'energia sonora creatrice della campana all'energia del cuore;accompagnati dal suono che si propaga sempre più intensamente, si visualizza quindi la bolla di energia che avvolge l'operatore e si allarga fino a delimitare lo spazio rituale che a questo punto è pronto ad accogliere le energie che verranno attivate dal successivo rituale."
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campanefiore

Celebrare Yule (21 Dicembre)

Il Rituale

Si adorna l’altare con sempreverdi come pino, rosmarino, alloro, ginepro e cedro, che si possono usare anche per segnare il Circolo delle Pietre. Sull’altare si possono anche mettere delle foglie secche .

Il calderone, sistemato sull’altare (o messo di fronte se è troppo grande) su di una base a prova di calore, dovrebbe essere riempito con un liquido infiammabile (alcol), oppure si può mettere al suo interno una candela rossa. Nei rituali all’aperto, è meglio accendere un fuoco durante il rituale.

Dopo aver sistemato l’altare tracciato il cerchio invocate le Divinità dichiarando le intenzioni del cerchio :

Questa è la notte più lunga. Il sole ritorna, nato dal buio e nutrito dal ventre della Grande Dea. Il signore della morte è il signore della rinascita, e l’oscurità ora lascia spazio alla luce ogni giorno di più. In questa notte ricordiamo che l’oscurità non è vuota, non fa paura. E’ il potenziale infinito dal quale la luce è nata. In questa notte, esprimiamo la nostra gioia per i sogni che abbiamo trovato nel tempo del sogno e che ora ci appaiono davanti. In questa notte, accendiamo la luce della speranza, perchè la luce ritorna, e con essa la nuova vita.

Mettetevi in piedi di fronte al calderone e guardate dentro. Dite queste parole, o qualcosa di simile:

 Io non soffro, anche se il mondo è avvolto dal sonno.

Io non soffro, anche se i venti ghiacciati fischiano.

Io non soffro, anche se la neve cade dura e profonda.

Io non soffro; anche questo presto passerà.

 Ora va accesso il fuoco o la candela da mettere nel calderone dicendo :

 Io accendo questo fuoco in Tuo onore, Madre Dea.

Tu hai creato la vita dalla morte; il calore dal freddo;

Il Sole rivive ancora; il tempo della luce aumenta.

Benvenuto, Dio del Sole che fai sempre ritorno!

Salve, Madre di Tutto

 

Dopo di che cominciate a girare in tondo attorno al altare , lentamente in senso orario osservando le fiamme e cantando :

Gira, gira, la ruota gira

Attorno gira e gira ancora.

La fiamma che era spenta, adesso risplende.

Attorno gira e gira ancora.

Torna, torna, alla vita ritorna.

Attorno gira e gira ancora.

Benvenuta luce solare; addio agli sforzi.

Attorno gira e gira ancora

Il Signore Sole muore; il Signore Sole vive

Attorno gira e gira ancora

La Morte apre le mani e nuova vita elargisce

Attorno gira e gira ancora

Gira, gira, la ruota gira

La fiamma che era spenta, adesso risplende

Attorno gira e gira ancora

 

Dopo un po’ fermatevi ed alzatevi in piedi ancora di fronte all’altare ed al calderone in fiamme. Dite:

Grande Dio del Sole,

Io do il benvenuto al Tuo ritorno.

Possa Tu splendere luminoso sulla Dea;

Possa Tu splendere luminoso sulla Terra,

Spargendo semi e fertilizzando il terreno.

Tutte le benedizioni a Te,

Sole rinato!

Ora sentite il Dio dentro do voi e dite :

Nell’oscurità profondo, sono caduto e la morte ho conosciuto

Eppure di polvere di stelle ero fatto

Sulla coda di una cometa

Ho squarciato l’oscurità vellutata di luce infinita

Splendente di gloria, la vita ho riacquistato,

per iniziare di nuovo il perenne ciclo di osservazione

che sempre mi porta attraverso la morte

e la rinascita

Insieme a nostra Signora

affronto il vento

sapendo che sulle ali del tempo noi voliamo,

attraverso mondi infiniti, per sempre uniti

Ora volendo si può svolgere qualche lavoro magico, dopo di che si celebra il banchetto semplice e infine si rilascia il cerchio

Tradizione :

Una pratica tradizionale di Yule è la creazione di un albero di Yule. Può essere un albero vivo piantato in vaso, che poi si può piantare nel terreno, o un albero tagliato. Mele, arance e limoni che pendono dai rami, sono decorazioni straordinariamente belle, naturali, ed erano tradizionali in tempi antichi.

Molti si divertono con l’usanza di accendere il ceppo di Yule. Questa è una rappresentazione grafica della rinascita del Dio nel sacro fuoco della Dea Madre. Se decidete di bruciarne uno, scegliete un ceppo appropriato. (tradizionalmente di quercia o pino). Si incide o disegna su di esso una figurina del Sole (come un disco con i raggi) o del Dio (un cerchio con le corna o la figura di un uomo), con coltello con il manico bianco, e gli si da fuoco in un caminetto al tramonto di Yule. Mentre il ceppo brucia, si visualizza il Sole che splende in esso e si pensa ai giorni più caldi che verranno.

Per quanto riguarda il cibo, le portate tradizionali sono noci, frutta come mele e pere, dolci bagnati col sidro, e (per chi non è vegetariano) maiale. Per il Banchetto Semplice o per i pasti di Yule, le bevande adatte sono il wassil, lambswool [nomi di ricette di punch caldi ], tè di ibisco o zenzero.

(http://www.magicavalon.com/?q=ruota/yule)

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Yule ( 21 Dicembre)

La notte del solstizio invernale è la notte più lunga dell’anno. L’oscurità trionfa, e già prepara il cammino e si trasforma in luce. Il respiro della natura è sospeso. Tutto aspetta nel calderone, Il Re Oscuro si trasforma nella luce infante. Aspettiamo l’alba non lontana, quando la Grande Madre da vita al Sole Bambino, che porta con se speranza e la promessa dell’estate. Chiamiamo il Sole dal grembo della notte. La nostra Donna Benedetta lo porta nel suo giovane grembo, grembo che ha dato la vita a tutte le cose. La Donna gira la ruota ancora una volta. Poichè è una festa solare, è celebrata col fuoco e il nome di Yule. E’ il tempo in cui lasciar andar via le nostre paure,i nostri dubbi,le idee logore e i progetti finiti – qualsiasi cosa della nostra vita che ci tiene lontani dai nuovi inizi che ci porteranno ad una nuova crescita. E” il momento di lasciar andare il passato e di camminare verso la luce. Alcune streghe accendono una candela dorata nel calderone e lo saltano, il calderone della rinascita esprimendo il desiderio di essere persone migliori nell’anno che verrà. In questa lunga notte, noi rinnoviamo e diamo nuova vita ai nostri corpi e spiriti. In questo momento piantiamo i semi del cambiamento.

Yule è il solstizio invernale. E’ il momento in cui le ore del giorno sono le più brevi dell’anno, e ovviamente, vi è la notte più lunga. La Dea da vita al Dio, rappresentando la rinascita della luce. E’ il momento dell’anno in cui gli spiriti della Terra (e dei boschi) sono spinti a riposare, per prepararsi al lavoro che ci sarà nel ridare alla Terra i nuovi boccioli di vita, con la Primavera.

La parola Yule si crede derivi dalla parola scandinava o anglosassone “Iul”, o addirittura dal norvegese “jul” che significa “ruota”, quindi una data che segna il punto definitivo nella Ruota dell’Anno.
Inoltre Jolfoor (padre di Yule) e Jolnir (Yule) sono nomi di Odino. Alcuni credono che in realtà Odino fosse colui che desse i regali. Prima che Babbo Natale diventasse popolare nell’epoca vittoriana come un elfo grasso e felice, era mostrato alto e longilineo, con un lungo vestito nero, invece che rosso e bianco. Le prime legende raccontano che Babbo Natale guidasse un cavallo bianco, non una slitta piena di renne. Questo ci ricorda per l’appunto Odino e Sleipner. Il vecchio “Babbo” era anche una figura molto particolare, a tratti terrorizzante, soprattutto per le persone cattive e con intenti poco onorevoli.

Gli antichi Greci festeggiavano una celebrazione simile per assistere il Dio Cronos in battaglia contro Zeus e i Titani. I Romani invece festeggiavano il Dio Saturno. La festa difatti si chiamava Saturnalia e iniziava a metà dicembre per finire il primo di Gennaio. Si era soliti dire “Jo Saturnalia” quando ci si incontrava mascherati per le strade e si utilizzava queste giornate per fare grossi e lauti pranzi, andare a trovare gli amici e parenti e per scambiarsi dei regali di buona fortuna chiamati Strenae (da qui la tradizione delle strenne natalizie). Decoravano le loro case con ghirlande di alloro e sui sempreverdi venivano accese candele. Gli schiavi venivano resi liberi.
Celebrazioni venivano tenute in onore degli spiriti dei boschi. Gli alberi venivano portati nelle case e decorati con campanelle, candele e con nastrini dai colori brillanti per attrarre gli spiriti. Pane, frutta e noci venivano appesi sui rami per dare cibo agli stessi. Canti di gruppo erano anche un modo per guidare gli spiriti al rifugio delle case e i ceppi venivano accesi per dare calore.
Questa festa è stata adattata dalla tradizione Pagana nella celebrazione più famosa del Natale.

I Sassoni celebravano Modranect il 24-25 Dicembre. Significa la notte della Madre. Era la celebrazione della nascita del sole per il solstizio d’inverno. Il giorno che seguiva la notte della Madre era per festeggiare la Dea.

Yule coincide con la celebrazione del Natale. Questo Sabbat rappresenta la rinascita della luce, nella notte più lunga dell’anno, la Dea da alla luce il Sole Bambino e aspetta la nuova luce. Alcune covens celebrano un Festival della Luce per commemorare la Dea Madre. Altri celebrano la vittoria del Signore della Luce su quello dell’ Oscurità.

Il solstizio invernale è stato spesso associato alla nascita del ” Re Divino”, molto prima della nascita del cristianesimo. Yule è la rinascita, il ritorno della speranza e della vita. Non ha mai cambiato il suo significato nel tempo. Del resto Yule e Natale non sono poi così diversi. Entrambi celebrano l’arrivo del Dio/Sole, così come Cristo è stato chiamato, la luce del mondo.
La tradizione cristiana dell’albero di Natale ha le sue origini nella celebrazione pagana di Yule. Famiglie pagane portavano un albero in casa così che gli spiriti dei boschi avrebbero avuto un posto dove restar caldi nei mesi invernali. Campanelle erano appese ai rami così che si poteva riconoscere quando uno spirito era presente. Il cibo era appeso per farli mangiare e una stella a cinque punti, il pentagramma, simbolo dei 5 elementi, era messo a capo dell’albero. I colori della stagione, rosso e verde, sono anche di origine pagana, così come l’abitudine di scambiarsi i regali.

Così come gli alberi da frutta, anche i sempreverdi sono un elemento fondamentale delle celebrazioni del solstizio invernale. L’albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l’anno, è un ovvio simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l’oscurità dell’inverno. La birra e il pane venivano offerti agli alberi in Scandinavia. L’albero di Yule rappresentava la fortuna per una famiglia così come un simbolo della fertilità dell’anno che sarebbe arrivato.

Come festa del sole, Yule è celebrato attraverso il fuoco e l’uso di un ceppo. Un pezzo del ceppo è salvato e tenuto durante l’anno per proteggere la casa. Questa antica tradizione di matrice inglese era fatta con un ceppo di Quercia che era tagliato, decorato con aghi di pino e pigne e quindi bruciato nel caminetto per simbolizzare il sole che ritorna.
Un tipo diverso di ceppo di Yule, sicuramente più utile per i praticanti moderni, è quello che viene usato adesso e che ha la base per tre candele. Trovate un ramo piccolo di quercia o pino, fate tre fori per tenere tre candele: rossa, verde e bianca (stagionale), verde oro nera (il dio sole) o bianca, rossa e nera (la Grande Dea). Decoratelo con del verde (io preferisco l’edera e il vischio), boccioli di rosa, chiodi di garofano, usate della farina per mimare la neve. Questo ceppo può essere bruciato dopo Yule o conservato per l’anno seguente. Fate attenzione che qualsiasi ceppo prendiate non sia preso da un albero vivo e che il permesso sia stato chiesto e sia stato ricompensato con un’offerta.

I bimbi venivano portati di casa in casa a regalare mele speziate ai chiodi di garofano e arance pieni di chiodini infilati nella buccia, che tenevano in cesti di rami di pino insieme a dei gambi di grano ricoperti di farina. Le arance e le mele rappresentavano il sole, i rami l’immortalità e il grano simboleggiava il raccolto. Infine la farina era la consapevolezza del trionfo, della luce e della vita. Il vischio, il pungitopo e l’edera non solo erano decorazioni di esterni ma anche di interni. Un rametto di agrifoglio veniva tenuto tutto l’anno per assicurare fortuna alla casa e a chi ci risiedeva.

Ricordiamo anche l’importanza della ghirlanda, in quanto simbolo di Yule, perchè rappresenta la ruota che sempre gira e il cerchio senza fine che ogni volta si compie. Insomma, la natura infinita della vita. E’ tradizione fare una ghirlanda di vischio e rami di abete per simboleggiare l’antica ruota attraverso cui passavano i pagani dei tempi.

L’angioletto sopra l’albero di Natale, in realtà in molti posti della Germania, diventa una streghetta, per rappresentare la Crona, la vecchia Dea che presiede su questa fase dell’anno. Anticamente si era soliti posizionare una luce, proprio per simboleggiare la rinascita del sole.

Nei tempi antichi si diceva che le tribù germaniche sacrificassero i prigionieri al Dio della vittoria, impiccandoli agli alberi per nove giorni, così come Wodan era stato impiccato all’albero della Vita per ottenere la sacra conoscenza delle rune. Quando le guerre finirono, sostituirono gli uomini con degli uomini di marzapane, per chiedere allo stesso Wodan, aiuto per attraversare il nero inverno.

Bere Wassail a Yule è una delle tipiche tradizioni inglesi dai tempi dei tempi. La parola Wassail deriva da Wes Hal che significa “alla tua salute”. Questa bevanda è a base di vino e/o sidro con frutta e spezie. Veniva inoltre offerto agli alberi di mele perchè continuassero a produrre i loro frutti.

Anche se cade nel momento più scuro dell’anno, Yule è un momento sacro e di pace. La concentrazione del singolo dovrebbe essere verso la famiglia, gli antenati, la pace e la serenità.

Corrispondenze:

Luna
Fredda, Quercia, Luna delle Notti Lunghe

Simboli
Ceppo, l’albero, candele, vischio, l’edera, gli abeti

Divinità
Tutte gli Dei nascenti e del Sole, tutte le Dee Madri e le Dee triplici.

Colori
Rosso, Verde, Oro e Bianco

Cibi tradizionali
Noci, frutti come le mele e le pere, Maiale, Idromele, patate, cipolle, Dolci con il cumino

Erbe
Agrifoglio, Vischio, Edera, Cedro, Alloro, Ginepro, Rosmarino, Pino, Valeriana, Mirra

Oli
Rosmarino, Mirra, Noce Moscata e Cedro

Incenso
Pino e Cannella

Animali
Cervi, scoiattoli e il pettirosso

Gemme
Quelle dal colore rosso, rubini, corniole e granato

Scopo di Yule:
E’ la notte più lunga dell’anno. Portiamo in noi e analizziamo le attività che abbiamo svolto nei precedenti mesi estivi. Yule è il momento del risveglio e dei nuovi progetti, lasciando i rimorsi alle spalle.
Il lavoro magico dovrebbe essere sull’equilibrio, la bellezza, la pace e l’armonia.

 

(a cura di Francesca per Il Calice del Drago)

 

Luna Piena di Yule

L’ultima luna piena dell’anno oggi 17 DicembreOggi Martedì 17 Dicembre 2013 si vedrà uno spettacolo nei cieli, quello offerto dalla superluna. Sarà infatti l’ultima Luna piena dell’anno. L’appuntamento cadrà alle ore 10:29 del mattino, ovviamente a quell’ora non sarà visibile ma questa sera si. La prossima Luna nuova coinciderà anche con l’arrivo dell’anno nuovo, il giorno 1 Gennaio 2014, invece la prima Luna piena dell’anno si avrà il 16 Gennaio alle 5.53 del mattino.
L’ultimo spicchio di Luna cadrà il 25 dunque proprio a Natale! Per quanto riguarda le altri fasi lunari abbiamo avuto Luna Nuova lo scorso 3 Dicembre all’ 1.20 del mattino, il primo quarto è stato il giorno 9 Dicembre alle 16.13

(Meteo magazine)

°•○ Il Calice del Drago ○•°

L’ultima luna piena dell’anno oggi 17 Dicembre
Oggi Martedì 17 Dicembre 2013 si vedrà uno spettacolo nei cieli, quello offerto dalla superluna. Sarà infatti l’ultima Luna piena dell’anno. L’appuntamento cadrà alle ore 10:29 del mattino, ovviamente a quell’ora non sarà visibile ma questa sera si. La prossima Luna nuova coinciderà anche con l’arrivo dell’anno nuovo, il giorno 1 Gennaio 2014, invece la prima Luna piena dell’anno si avrà il 16 Gennaio alle 5.53 del mattino.
L’ultimo spicchio di Luna cadrà il 25 dunque proprio a Natale! Per quanto riguarda le altri fasi lunari abbiamo avuto Luna Nuova lo scorso 3 Dicembre all’ 1.20 del mattino, il primo quarto è stato il giorno 9 Dicembre alle 16.13

Luna piena della neve ..
O anche del SerpenteLa Luna di dicembre simbolicamente ci riporta al nucleo interiore della nostra spiritualità preparandoci ad una ri-nascita.
E’ il tempo del Fuoco del Sagittario, questa freccia che punta verso l’alto alla ricerca di verità e conoscenza profonde.

Ogni luna Piena ha un nome .
La luna piena del mese di Dicembre è quella che ci sarà il 17, i significati più comuni di questa luna sono quelli di morte e rinascita. Di cambiamento , di trasmutazione da qualcosa di negativo a qualcosa di positivo. Questa luna cade nel mese in cui il vecchio anno si va a concludere e ha inizio quello nuovo. I riti che vengono fatti durante questo periodo sono quelli finalizzati alla liberazione da tutto quello che ci pesa e ci rende prigionieri. Può essere utilizzata per cambiare pelle, proprio come fa’ il serpente. Utile per allontanare il negativo e il vecchio in tutte le sue forme: persone negative, pettegolezzi, chiacchiere, inganni, legami a termine, tradimenti, bugie, lavoro che non soddisfa, salute mentale e fisica traballante.

La Luna Piena è alle 10:28 del 17 dicembre 2013, a 25°36′ di Sagittario/Gemelli. Sin dal giorno precedente questo può essere un momento eccitante e pieno di sfide, che ci confronta con le implicazioni dirette dello scopo della nostra anima.

Il Sagittario è considerato il portale multidimensionale tra la realtà di terza dimensione e le dimensioni più evolute, il punto di accesso attraverso cui esseri da universi paralleli entrano nel nostro pianeta. In passato questo portale era rappresentato dall’asse Capricorno/Cancro, che lo è ancora formalmente. Tuttavia, a seguito della precessione degli equinozi, questo punto si è spostato a Sagittario /Gemelli. Questo è riconosciuto come il centro della galassia, dove gli scienziati sono consapevoli di un buco nero misterioso.

Il Sagittario è considerato come l’utero stellare da cui la presente realtà separata fu concepita e nacque. Quindi, quando il Sole transita in Sagittario esiste il potenziale per concepire e fare nascere configurazioni alternative.

Ci sono molte speculazioni riguardo quanto sopra. Quello che conta è essere consapevoli del proprio intento, del proprio bersaglio. Questo bersaglio è la tua intenzione del momento attuale, ciò che ora scegli di creare e accettare nella tua mente come la dimensione migliore possibile per te e gli altri.

I giorni finali del Sagittario ci insegnano che per colpire il nostro vero bersaglio nella vita, occorre smettere di sprecare freccie verso bersagli sbagliati. Per potere aprirci ai nostri sogni più autentici e iniziare un nuovo cammino, non possiamo portarci dietro tutto. Si tratta spesso di lasciare andare, anche in modo drastico e definitivo, situazioni e persone che bloccano i nostri potenziali e che sono oggetto di costanti rancori.

Nelle fasi terminali dell’anno le parti luminose del nostro essere prendono forma e si preparano a nascere, tuttavia la loro gestazione ha luogo nell’oscurità, mentre all’esterno seguita a dominare il passato. Un passato che come una placenta siamo tenuti a liberare, per consentire la nascita.

La Luna di dicembre simbolicamente ci riporta al nucleo interiore della nostra spiritualità preparandoci ad una ri-nascita.
E’ il tempo del Fuoco del Sagittario, questa freccia che punta verso l’alto alla ricerca di verità e conoscenza profonde
Ogni luna Piena ha un nome
La luna piena del mese di Dicembre è quella che ci sarà il 17, i significati più comuni di questa luna sono quelli di morte e rinascita. Di cambiamento , di trasmutazione da qualcosa di negativo a qualcosa di positivo. Questa luna cade nel mese in cui il vecchio anno si va a concludere e ha inizio quello nuovo. I riti che vengono fatti durante questo periodo sono quelli finalizzati alla liberazione da tutto quello che ci pesa e ci rende prigionieri. Può essere utilizzata per cambiare pelle, proprio come fa’ il serpente. Utile per allontanare il negativo e il vecchio in tutte le sue forme: persone negative, pettegolezzi, chiacchiere, inganni, legami a termine, tradimenti, bugie, lavoro che non soddisfa, salute mentale e fisica traballante.</p>
<p>La Luna Piena è alle 10:28 del 17 dicembre 2013, a 25°36′ di Sagittario/Gemelli. Sin dal giorno precedente questo può essere un momento eccitante e pieno di sfide, che ci confronta con le implicazioni dirette dello scopo della nostra anima.</p>
<p>Il Sagittario è considerato il portale multidimensionale tra la realtà di terza dimensione e le dimensioni più evolute, il punto di accesso attraverso cui esseri da universi paralleli entrano nel nostro pianeta. In passato questo portale era rappresentato dall’asse Capricorno/Cancro, che lo è ancora formalmente. Tuttavia, a seguito della precessione degli equinozi, questo punto si è spostato a Sagittario /Gemelli. Questo è riconosciuto come il centro della galassia, dove gli scienziati sono consapevoli di un buco nero misterioso.</p>
<p>Il Sagittario è considerato come l’utero stellare da cui la presente realtà separata fu concepita e nacque. Quindi, quando il Sole transita in Sagittario esiste il potenziale per concepire e fare nascere configurazioni alternative.</p>
<p>Ci sono molte speculazioni riguardo quanto sopra. Quello che conta è essere consapevoli del proprio intento, del proprio bersaglio. Questo bersaglio è la tua intenzione del momento attuale, ciò che ora scegli di creare e accettare nella tua mente come la dimensione migliore possibile per te e gli altri.</p>
<p>I giorni finali del Sagittario ci insegnano che per colpire il nostro vero bersaglio nella vita, occorre smettere di sprecare freccie verso bersagli sbagliati. Per potere aprirci ai nostri sogni più autentici e iniziare un nuovo cammino, non possiamo portarci dietro tutto. Si tratta spesso di lasciare andare, anche in modo drastico e definitivo, situazioni e persone che bloccano i nostri potenziali e che sono oggetto di costanti rancori.</p>
<p>Nelle fasi terminali dell’anno le parti luminose del nostro essere prendono forma e si preparano a nascere, tuttavia la loro gestazione ha luogo nell’oscurità, mentre all’esterno seguita a dominare il passato. Un passato che come una placenta siamo tenuti a liberare, per consentire la nascita.

°•○ Il Calice del Drago ○•°Un link dove poter prendere qualche informazione riguardo le fasi lunari.

http://www.cronacheesoteriche.com/CronacheEsoteriche/lunario.jsp

Ad Afrodite (meditazione e preghiere)

donnred

  Rituale: ad Afrodite

 Approfondendo il legame con la dea dell’amore, potete approfondire anche la vostra relazione, sanarla e persino trasformarla. Questo rituale particolare è dedicato nello specifico ad Afrodite, anche se può essere adattato a qualsiasi altra divinità dell’amore verso la quale provate affinità.

Dovete innanzitutto preparare il Vino dell’amore e il pane dell’amore come atto di offerta e impegno solenne. Se non riuscite a prepararli in tempo per il rituale, trovate un altro vino e un altro pane adatti da consacrare. Come per la maggior parte delle operazioni dedicate ad Afrodite, agite di venerdì.

. Purificate lo spazio e voi stessi

. Ungentevi con una pozione o un olio d’amore che ritenete appropriato per il vostro intento

tracciate il cerchio

. invocate i guardiani dei quattro punti cardinali

. recitate questa inovocazione ad Afrodite:

Io t’invoco, o dea Afrodite,

dispensatrice d’amore in tutte le sue forme,

perché tu rimanga vicino a me.

Benedicimi con la tua presenza.

Io t’invoco , Afrodite Urania,

dea dell’amore celestiale, dea dell’amore ideale,

dell’amore perfetto, splendido ed eterno.

Io t’invoco, Afrodite genitrice,

dea dell’amore coniugale, dea dell’unione,

dell’amore equilibrato e impegnato.

Io t’invoco, Afrodite Ninfa

dea del primo amore, protettrice dei giovani,

dell’amore giovanile, puro e innocente.

Io t’invoco, Afrodite Porne,

dea dell’amore erotico, patrona della sessualità,

dell’amore passionale, bestiale e carnale.

In tutti i tuoi aspetti, oscuri e luminosi,

io t’invoco, Afrodite.

Consacrare il pane e il vino, poi pronunciate le seguenti parole:

 Nel tuo santo nome, benedico questo pane,

benedico questo vino.

Questo cibo dell’amore, prodigato dagli dei,

trasformato dalle mie mani umane,

io lo offro a te.

Perchè voglio conoscere le tue consuetudini.

Lo offro a te. Perchè desidero migliorare la mia capacità

di dare e ricevere amore.

Lo offro a te. Perchè desidero comprendere

il mistero dell’Amore Perfetto e incarnarlo

nella mia vita.

Prendete un pezzetto di pane, immergetelo nel vino e mangiatelo. Prendete una porzione di pane più grande e offritelo ad Afrodite. Prendete il calice con il vino e offritelo ad Aferodite. Se siete all’aperto, mettete il pane a ovest, la direzione dell’acqua, e versatevi sopra il vino come offerta alla dea. Poi pronunciate queste parole:

 Che tutte le mie relazioni, con esseri umani, animali,

piante e spiriti, possano essere toccate dal tuo amore e

dalla tua benedizione.

Che io possa vedere l’amore in ogni elemento della natura

e dell’universo, che crea vincola e distrugge,

da questo momento e fino alla fine dei tempi.

Così sia.

 

Meditate. Sfruttate questo momento per osservare il vostro lavoro. Chiedete di essere guidati. Ascoltate i vostri sentimenti e i vostri sensi. Annotate le vostre impressioni sul diario. Potete anche ripetere l’esercizio del viaggio nel Tempio dell’Amore.

Recitate l’invocazione di chiusura:

Ti ringraziamo, grande Afrodite, in tutti i tuoi aspetti,

in tutte le tue sfaccettature.

Grazie per averci svelato i misteri dell’amore.

Che tra di noi possa sempre regnare la pace.

Salute e arrivederci.

Congedate i guardiani dei quattro punti cardinali.

Chiudete il cerchio.

(Cuore di strega, Cristopher Penczack)

 baciodeldeserto

 

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