Just another WordPress.com site

Archivio per la categoria ‘Osho’

Il Tantra e la coppia (2)

TANTRAdivine

Questa sotto è una breve raccolta che parla del Tantra in generale  e di vari esercizi da fare per migliorare l’amore, la sessualità e la complicità nella coppia.

Quando sentiamo parlare di Sesso Tantrico, subito ci vengono alla mente prestazioni sessuali meravigliose, lunghissime e super goderecce, ma, cos’è davvero il Sesso Tantrico? Da dove viene? Come si pratica? E, sono veri tutti i miti legati a questo modo di praticare il rapporto sessuale? Innanzitutto è una pratica che deriva da una disciplina che prevede un preciso modo di vivere, non semplicemente una pratica sessuale, per riuscire a farlo davvero ci vuole del tempo, comunque nulla vieta di provarci!

Il Tantra è un insegnamento spirituale esoterico nato nelle religioni indiane a partire dal VI secolo, ne esistono diverse varianti: induiste, buddhiste, giainiste e bönpo. Secondo il Tantra, il sesso avrebbe tre finalità ben distinte: procreazione, piacere e liberazione. L’orgasmo, il suo raggiungimento ed il piacere dell’atto sessuale sarebbero fondamentali anche per la procreazione.

Una delle regole base per mettere in pratica il sesso seguendo il Tantra è niente fretta. I preliminari di questo tipo di relazione sessuale a quanto pare sarebbero interminabili.

All’atto sessuale vero e proprio ci si prepara prima con contatti visivi, poi con sensuali massaggi e bagni rilassanti. Anche gli esercizi di respirazione e le contrazioni muscolari sono molto importanti, solo alla fine si arriva al rapporto completo e alla penetrazione.

Regole generali per praticare Sesso Trantrico:

– profonda rilassatezza
– sgombero del pensiero dalla volontà di godere e di far godere
– calma e lentezza
– apertura mentale verso se stessi e i propri sensi
– nessuno stimolo esterno che possa attirare l’attenzione
– lunghi respiri profondi

Cosa non è necessario:

– avercelo duro (l’atto dura molto e non sarà necessario avere il pene pronto da subito, anche perchè dopo un’ora di preliminari magari potrebbe anche venire una paralisi al vostro uomo…)
– sbattersi e affannarsi (come sopra, rilassiamoci!)
– mettersi in attesa dell’orgasmo (non è l’obiettivo di questo tipo di pratica)

http://donna.tuttogratis.it/amore/sesso-tantrico-come-fare-lamore-con-il-massimo-del-piacere/P60237/

È il Tantra, una disciplina  che insegna attraverso erotismo ed emozioni ad allargare i propri orizzonti

di Monica Piccini

Per espandere la propria consapevolezza e avvicinarsi il più possibile all’illumina­zione (termine che in Occidente si può tradurre con “unione con Dio”) anche la sessua­lità può servire nell’intento. È quel che promette l’antica disciplina del Tantra che insegna a cono­scere meglio se stessi e gli altri attraverso emo­zioni ed erotismo. Spesso erroneamente intese come interminabili sessioni tra le lenzuola, «le pratiche tantriche non sono sesso con un po’ di meditazione, ma il contrario: meditazione con un po’ di sesso», sintetizza con accento teutonico Elmar Zadra, l’ex consulente aziendale che, in­sieme a sua moglie Michela, da 16 anni organizza seminari sull’argomento nella sede dell’istituto Maithuna (www.maithuna.it) fondato dalla coppia ad Anghiari vicino Arezzo e ritrovo di molti ap­passionati tantristi. È con lui che approfondiamo l’argomento.

Quali sono gli ingredienti principali per espan­dere la propria consapevolezza (che è poi il significato del termine Tantra)?

«La via maestra è la meditazione, che significa osservare con la propria coscienza tutto quel che succede dentro di sé: pensieri, sensazioni corpo­ree, principalmente la respirazione, ed emozioni. Si comincia dal mettersi seduti e dall’osservare la propria respirazione che, prolungata nel tempo, piano piano cambia e diventa più fluida. E inizia a coinvolgere parti sempre più numerose del corpo. Chi respira con il torace, per esempio, comincia a sentire la respirazione anche nell’addome e vi­ceversa. All’inizio potrebbe non esser così facile concentrarsi sulla respirazione lasciando andare pensieri e preoccupazioni. L’importante è fare il primo passo ed essere costanti. Quanto alle sensazioni corporee, all’inizio si sentono dettagli macroscopici come la schiena che tira o le nati­che sul cuscino, poi gradualmente si può arrivare a percepire quella che i tantrici definiscono uno sciame di api, una sottile vibrazione in tutto il corpo. Questo avviene però solo quando il corpo ha abbandonato, quasi completamente, la maggior parte delle tensioni».

A che punto del percorso s’introduce l’elemen­to sesso?

«La meditazione seduti su un cuscino è una bella cosa, però poi il passo successivo è quello di por­tare l’intensità della meditazione in tutte le attività della vita. E una delle attività dell’essere umano è il sesso, ma lo stesso discorso vale anche per il camminare, il parlare al telefono».

Forse mi sfugge qualcosa. Nei vostri seminari non c’è un momento in cui i partecipanti ven­gono invitati all’esplorazione dei genitali, come ho letto in un articolo?

«Sì, c’è. Diciamo che il Tantra a differenza di altri percorsi spirituali è l’unica disciplina che ha esteso la consapevolezza anche al sesso, e tutti si sono concentrati su quest’unico aspetto».

Capisco. Ma per chi è interessato, come si svolgono i vostri corsi?

«Meditiamo e facciamo una serie di esercizi dedi­cati a conoscere il corpo su un piano interiore (soprattutto nei primi incontri), sensibilizzandosi sulle sensazioni individuali, per poi passare a per­cepire la relazione di coppia».

E se uno partecipa da solo?

«Anche chi non è in coppia fa sesso, dicono».

Se una persona vuol risolvere un problema con il partner lo deve portare o può ottenere gli stessi risultati lavorando su se stesso?

«Se si è in due è meglio frequentare entrambi perché è la coppia che fa il processo».

Oltre all’esplorazione dei genitali quali altri esercizi si fanno nel Tantra?

«Il Tantra non è una serie di attività da fare. Il concetto di sensibilizzazione su cui si basa molti non lo capiscono».

Io penso di comprenderlo: ci potrebbe spie­gare meglio?

«Ci sono una serie di esercizi che si fanno da soli, per meglio distinguere cosa appartiene a me e cosa al mio partner. Si comincia, per esempio, con lo sciogliere i blocchi emozionali nel bacino o nel petto. Si prosegue con gli esercizi di respira­zione per poi arrivare a lavorare sulla relazio­ne di coppia su quattro diversi piani: corporeo, emotivo, mentale e spirituale. In questa fase, per esempio, chiediamo a un partecipante: “che co­sa provi di fronte alla donna che hai davanti?”. Successivamente chiediamo: “che cosa senti nel corpo quando provi questa sensazione?”.Già tale distinzione tra pensieri, emozioni e sensazioni corporee produce una certa chiarezza dentro di lui. Perché spesso quando diciamo “ti voglio bene”, si tratta di parole pensate nella mente, senza che ci sia alcuna reazione corporea. Molte persone che si amano vivono nel mondo dei pen­sieri e poco nel fisico. L’amore ha la sua sede nel cuore e finché uno non sente nel cuore bisogna continuare a fare esercizi».

Che si traducono in…

«Muoversi a ritmo di musica, massaggiarsi e, nelle pratiche erotiche, toccarsi in modo più lento del normale (nel corso in cui esploriamo il punto G per esempio il rituale dura 4 ore): tutto questo aiuta a conoscersi. Si passa poi a osservare le cosidette dinamiche di coppia. Con il tempo, in una relazione, si mettono in atto comporta­menti prevedibili, forme di automatismo. Uscire da questo meccanismo permette di capire cosa realmente si desidera, a prescindere da quello che l’altro pensa o fa».

Dal suo osservatorio privilegiato qual è la sco­perta più inconsueta che ha tratto sul piacere e l’amore?

«L’aver capito che i nostri limiti sono condiziona­ti e non assoluti. Sono abitudini che si possono varcare. Questo vale per il piacere, per il dolore e anche per l’amore. Alcune persone che non hanno difficoltà nel sesso hanno invece pro­blemi ad amare. Come il piacere, anche l’amore, per chi fa fatica a lasciarsi andare, può essere fastidioso su un piano fisico. Guardare qualcuno negli occhi che ti dice “ti amo” comporta una re­strizione nel petto, così come la stimolazione del punto G inizialmente risulta fastidiosa per i due terzi delle donne. Andare oltre ciò che si conosce di sé non è per nulla facile. Aprirsi all’energia dell’amore e del sesso, lasciarsi impregnare fino ad arrivare ai limiti, per scoprire ciò che ci aspetta al di là della coscienza ordinaria. Questo è il Tantra».

Coppia tantrica

Elmar Zadra, esperto in finanza e organizzazione aziendale nato 53 anni fa a Bolzano, e Michaela Gossnitzer, architetto di 44 anni, si conoscono a Vienna circa 25 anni fa. In viaggio tra ashram indiani e monasteri tibetani rimangono affascinati dal Tantra, l’unione uomo-donna nella via spirituale. Sposati e con una figlia di 24 anni, da 20 vivono in Italia dove organizzano corsi introduttivi e avanzati in cui insegnano il Tantra. La coppia è anche autrice di libri come “Il punto G: Guida tantrica al mistero della sessualità femminile” (Sperling&Kupfer), “Tantra per due: Una guida per la felicità della coppia” (Mondadori) e “Tantra e Meditazione” (Rizzoli).

http://www.yogajournal.it/joomla/donna/sessualita/item/1384-a-scuola-di-sessualit%C3%A0.html?tmpl=component&print=1

La sessualità  del Tantra

La parola Tantra in India può assumere un vasto spettro di significati: indica la trama di un tessuto, la spola, una dottrina mistica o magica, un’opera scientifica ma anche lo svolgimento di una cerimonia, la continuità, la successione e la discendenza.

Tentare di definire il termine Tantra è tanto arduo quanto necessario al fine di evitare fraintendimenti; esso deriva dalla radice tan – «espansione» – e tra – «liberazione»: con la parola Tantra si indica dunque un insieme di dottrine e di pratiche millenarie volte all’espansione dell’ordinario stato di coscienza.
Questo ampliamento della consapevolezza include tutti gli aspetti della vita ed il Tantra è l’unica disciplina in cui viene compiuta la difficile sintesi tra gioiosa accettazione e liberazione.
In tempi recenti il Tantra ha conosciuto una grande notorietà in occidente, principalmente a causa dell’enfasi posta sull’utilizzo di alcune pratiche sessuali. Queste pratiche in realtà costituiscono solo una parte della dottrina tantrica, che combina corpo e mente, la purificazione del corpo e dei canali energetici, esercizi di concentrazione e meditazione.
Le pratiche sessuali TantraQuando l’individuo perviene ad un più elevato stadio di consapevolezza, tramite il controllo dell’energia vitale diviene possibile utilizzare anche il sesso per favorire la crescita spirituale. Normalmente l’atto sessuale è un’esperienza limitata: nello spazio (in quanto incentrata sugli organi sessuali) e nel tempo (di breve durata, limitata ad un effimero istante di piacere fisico). Grazie al Tantra si riesce ad espandere la propria percezione della sessualità, trasformandola in un’esperienza a cui partecipa ogni cellula del suo corpo, ogni fibra dell’essere, e in cui il tempo nella sua accezione comune cessa di esistere.

Chi adotta questo atteggiamento sessuale giunge a un simile risultato incanalando l’energia risvegliata dalle pratiche – kundalinî – attraverso le nâdî, ovvero canali energetici del corpo, portando l’energia stessa dal mûlâdhâra chakra, dove normalmente risiede, fino a sahasrara chakra, toccando durante l’ascesa tutti i centri energetici principali del corpo.

Mûlâdhâra è il primo chakra nel corpo umano ed è situato nella regione del perineo, tra l’ano e l’organo genitale. Con Mûlâdhâra, secondo il Tantra, nasce la coscienza propriamente umana, anche se è qui del tutto passiva ed appare al suo grado meno elevato. Questo “centro energetico” regola i meccanismi istintivi della sopravvivenza e dell’autodifesa, oltre a quelli della nutrizione, responsabili del mantenimento della vita.

Il nome deriva etimologicamente da mula, cioè «radice» e adhara, cioè «supporto, fondamento, base». In Mûlâdhâra, giace addormentata quella che gli scritti tantrici definiscono come energia primordiale, cioè il potenziale che ci permette di compiere il viaggio alla riconquista dell’unità. Questo potenziale è conosciuto con il nome kundalinî o Kundalinî-Shakti.

Kundal significa «spirale», kunda indica un luogo molto profondo, o una cavità: questo potere primordiale è infatti rappresentato come un serpente che dorme, arrotolato nelle sue spire, ostruendo con la sua testa l’accesso a Sushumnâ nâdî, ovvero il canale energetico principale.

Ogni chakra presiede ad un organo di senso e ad uno di azione. L’organo di senso relativo a mûlâdhâra è il naso e il senso associato è l’olfatto. Gli organi d’azione sono l’ano e le gambe.

I testi del Tantra
Il “Tantraloka” – Luce dei Tantra – è opera di Abhinavagupta, grande sistematore del pensiero tantrico sivaita del Kashmir. Vengono trattati temi quali l’iniziazione, la gestualità, il rito e il suo svolgimento, la recitazione dei mantra adeguati e l’utilizzo del mandala come centro del rito stesso; l’utilizzo del simbolo sacro del dio, cioè il lingam, e la sua associazione e unione con la yoni, simbolo del principio vitale femminile, la Shakti. Attraverso vari livelli di iniziazione, si comprende di vivere in una realtà più complessa di quanto si credesse. Ogni aspetto di questa realtà, dal più umile al più sgradevole, attraverso ogni forma di bene e male, si dimostra come un volto della divinità, la cui unicità viene riassunta nell’unione assoluta rappresentata attraverso l’unione sessuale fra il dio (Siva) e la dea (Shakti).Ed è anche attraverso la sperimentazione di pratiche sessuali che si prende coscienza dei due poli vitali, maschile e femminile.
I preliminari e le posizioni del Tantra
Nella preparazione al culmine del piacere ottenuto attraverso pratiche Tantra ha un ruolo predominante il massaggio. Esso deve scorrere dalla parte interna del corpo (l’interno delle gambe, delle braccia, il busto, il viso), quindi salire e poi ridiscendere sulle parti esterne (la nuca, il dorso, i glutei, l’esterno delle gambe e delle braccia). Un massaggio che segue questo percorso (partendo dai piedi per risalire lungo le gambe e il busto, girare dietro la nuca e ridiscendere) elimina ogni tensione. Nel senso inverso, partendo dalla nuca, scendendo fino ai piedi per raggiungere la parte anteriore del corpo, si aiuta invece a raccogliere e a concentrare l’energia. Il massaggio può essere costituito anche da carezze e sfioramenti eseguiti dal partner lungo tutto il corpo con tocco leggero, ricorrendo magari anche a un olio. Alla manipolazione muscolare non deve per forza seguire l’atto sessuale: è semplicemente un momento in cui ci si dona piacere. Chi pratica il massaggio muove le mani in senso orario, come se volesse allentare i muscoli del partner allargandoli, così come si allenta l’intreccio di una corda. Chi riceve il massaggio può percepire i propri muscoli che si espandono, come se aumentasse lo spazio occupato. Anche in questo esercizio comunque non c’è nessun risultato da ottenere, ma solo espansione della percezione, rilassamento, equilibrio.
La scoperta del piacere nel Tantra passa anche attraverso le posizioni da tenere durante l’esperienza sessuale. La più praticata è quella che vede i due partner seduti uno di fronte all’altro; l’uomo nella posizione del loto (Padmasana), la donna seduta sul suo grembo

http://www.sceglitu.it/dossier/la-sessualita–del-tantra/C-47

Annunci

Il Tantra e la coppia

TANTRAdivine

Questa sotto è una breve raccolta che parla del Tantra in generale  e di vari esercizi da fare per migliorare l’amore, la sessualità e la complicità nella coppia.

——-

Incontro con Carla Cerrini

di Mimmo Tringale

Tra le numerose discipline di derivazione orientale, affermatesi negli ultimi anni. Il Tantra è quella che più di altre attira frequentemente la curiosità dei rotocalchi femminili e di certa stampa scandalistica e bacchettona. La ragione di tanto clamore è molto semplice: il Tantra parla di sesso e il sesso si sa, fa sempre notizia. In realtà, ridurre l’intera tradizione tantrica ad una sofisticata tecnica erotica è ingiusto oltre che riduttivo. Il tantrismo è molto di più. Il suo obiettivo dichiarato è il superamento della dolorosa separazione che ognuno di noi vive nella realtà ordinaria, dominata dall’apparente polarità tra positivo e negativo, attivo e passivo, maschile e femminile, solare e lunare. All’opposto dei rigidi formalismi imposti dalla tradizione vedico-brahmanica, il Tantra, le cui origini risalgono alle civiltà pre-ariane dell’India (ca. II millennio a.C.), offre la possibilità della liberazione spirituale a tutti, senza distinzione di sesso, casta o razza. E per fare questo, non sceglie l’ascesi o il ritiro, non si limita a indicare un frammento della realtà per scartarne il resto, ma anzi accoglie tutte le stratificazioni dell’esperienza umana, compresa la sessualità.. Il più antico testo di riferimento di questa disciplina è il Vigyan Bhairav Tantra, risalente al V secolo a.C. e scritto in forma di dialogo amoroso fra due divinità. Nel libro, Shakti (il principio femminile) pone al suo compagno Shiva (il principio maschile ) domande molto precise sul significato della vita, la morte, l’Universo. Shiva non da mai risposte dirette alla sua compagna, ma si limita a mostrare 112 esercizi di meditazione basati su esperienze di piacere sessuale e sensuale, grazie ai quali Shakti potrà finalmente giungere alla conoscenza divina . “Attraverso la meditazione, il sesso scompare, ma in questo modo, l’energia non viene distrutta (…). Ora non è più sessuale, e quando la sua forma non è più sessuale , diventa amore (…). Per arrivare a questo, non serve essere fermi oppositori del sesso, è sufficiente accettarlo come parte della vita, di una vita naturale, ma con maggior consapevolezza” (1).

PER UNA SESSUALITA’ CONSAPEVOLE

La sessualità consapevole è dunque per il Tantra niente di più di uno dei percorsi possibili per arrivare all’unione con l’assoluto, all’estasi, all’illuminazione. Un messaggio così rivoluzionario e anticonformista non poteva passare indenne attraverso la storia. Inviso prima dai bramini, poi dai musulmani, per secoli i sostenitori del Tantra sono stati oggetto di persecuzione e violente censure. Solo recentemente dopo secoli di oblio, la tradizione tantrica è emersa con luce nuova, grazie soprattutto all’opera di Osho Rajineesh, a cui si deve uno dei commenti più innovativi del Vigyan Bhairav Tantra. A differenza di molti suoi precedessori, sostenitori un’interpretazione essenzialmente metaforizzata delle prescrizioni sessuali tantriche, Osho ha interpretato il testo base del Tantra in chiave decisamente esperienziale assumendolo a pieno titolo come uno degli elementi di base della sua filosofia. “ Il Tantra – dice Osho nel suo commento alla Vigyan Bhairav Tantra – per prima cosa ti insegna a muoverti nel sesso, a conoscerlo, a sentirlo, ad arrivare alla possibilità più profonda in esso celata, all’apice, a trovare la bellezza, la felicità e la beatitudine essenziale che vi è nascosta ”. Nella Poona degli anni Settanta, l’ashram indiano da cui il messaggio di Osho si diffuse poi in tutto il mondo, le esperienze più avanzate di psicoterapia occidentale trovarono un fertile humus nell’antica dottrina indiana, rifondando in chiave moderna il Tantra. “Osho – spiega Pujan Carla Cerrini, psicologa e psicoterapeuta, conduttrice di gruppi di Tantra – era solito sottolineare l’estrema povertà della cultura occidentale in fatto di sesso. D’altra parte, da Freud in poi la maggior parte degli psicologi si sono limitati a rimuovere i danni causati dalla morale cattolica, senza preoccuparsi poi di fornire indicazioni utili per una vita sessuale piena e soddisfacente. La stessa apparente libertà sessuale di cui godiamo attualmente non è niente di più che semplice tolleranza o permissivismo. In realtà, gran parte della cultura occidentale è ancora pervasa dall’idea che il sesso è male. Al contrario il Tantra ha una considerazione positiva dell’essere umano in tutte le sue espressioni, compresa la sessualità. L’affermazione di una morale positiva, le nuove pratiche psicoterapeutiche, il riconoscimento e l’apprezzamento delle differenze fra l’uomo e la donna costituiscono le basi del Tantra moderno. Il suo potere di crescita e di guarigione sono enormi. E poiché ha uguale considerazione per entrambi i sessi, rappresenta uno strumento assai efficace per stimolare un dialogo amorevole e paritario all’interno della coppia ”. Ma è ovvio che per vivere il sesso come strumento di crescita è necessario rimuovere i tabù, i condizionamenti e i blocchi che ostacolano la piena espressione della nostra sessualità.

UN DISAGIO DIFFUSO

Perché rivolgersi al Tantra? “Oggi sono sempre più diffuse le disfunzioni di carattere sessuale come l’anorgasmia e l’eiaculazione precoce – afferma Pujan Carla Cerrini – ma a frequentare i miei seminari non sono solo coppie con problemi di natura sessuale. Molti si avvicinano al Tantra solo perché sono in cerca di una dimensione più consapevole della relazione d’amore o per migliorare l’intesa sessuale con il proprio partner. In giro c’è un disagio crescente per la difficoltà di costruire relazioni stabili e durature e d’altra parte nella nostra cultura l’educazione sessuale e sentimentale ognuno se la deve costruire a proprie spese, passando attraverso esperienze spesso traumatiche e dolorose”. Nel Tantra per coppie, gran parte del lavoro si svolge in due, con meditazioni ed esercizi di vario tipo: dalla Bioenergetica, alla Gestalt, al Kum Nye; ma molto tempo è dedicato anche alla condivisione in gruppo per avere un confronto con altre coppie. Una possibilità sempre più rara oggi, anche tra coppie di amici, dove spesso prevale una sorta di tabù rispetto alle problematiche di carattere affettivo e sessuale. In definitiva il Tantra moderno si potrebbe definire un lavoro di consapevolezza, focalizzato sulla sessualità, ma che riguarda tutti i sensi, non solo il sesso. Poiché è ovvio che per imparare a far bene l’amore bisogna conoscere meglio il corpo, ma anche la mente, in altre parole imparare ad essere più presenti.

L’ESPERIENZA DI MARIO

La storia affettiva di Mario, 41 anni, impiegato, è simile a quella di tanti uomini della sua età. Dopo una lunga serie di relazioni fallimentari, tra cui un matrimonio naufragato solo dopo qualche anno, ha cominciato a chiedersi quale era la causa di tutti quegli insuccessi. “ Fino a quando non mi sono sposato – racconta Mario – non ho fatto altro che cambiare continuamente partner. Ogni volta avevo la sensazione che era la volta buona, ma dopo l’entusiasmo dei primi mesi, inevitabilmente facevano la loro comparsa difficoltà e incomprensioni e subito dopo un profondo senso di insoddisfazione che portava alla fine della relazione. Avevo sempre la sensazione che mancasse qualcosa. Lo stesso è successo anche quando mi sono sposato. Dopo qualche anno è venuto meno il momento dell’innamoramento e mi sono ritrovato punto e daccapo. Solo dopo che ho incontrato Barbara, la mia attuale compagna, mi sono reso conto che fino all’ora non avevo fatto altro che evitare di incontrare la donna giusta. E’ la prima volta che vivo un sentimento di totalità con una donna e sento che con Barbara, posso permettermi di andare oltre una relazione di routine, ecco perché ho deciso di esplorare insieme a lei il Tantra”.

E QUELLA DI BARBARA

Barbara, 44 anni, insegnante, un matrimonio durato tredici anni e alcune convivenze fallimentari. “ Ho sempre pensato di non avere grandi difficoltà dal punto di vista sessuale, anche perché gli uomini fanno sempre mostrato di gradire la mia compagnia. Gli uomini erano contenti di stare con me, e io mi limitavo ad adeguarmi alle loro esigenze. Mi sembrava sempre tutto così perfetto, ma in realtà non facevo altro che fingere di godere per compiacerli. Tre anni fa ho vissuto una serie di eventi che finalmente mi hanno fatto diventare consapevole di come per buona parte della mia vita adulta non ho fatto altro che adeguarmi ai desideri del partner di turno e dopo una lunga parentesi di solitudine, durata circa tre anni, ho conosciuto Mario, con cui finalmente sto costruendo un rapporto d’amore maturo e paritario. In questo percorso di consapevolezza mi è stato molto utile il Tantra, perché in esso ho trovato una chiave di autoconoscenza molto efficace. Per esempio mi sono resa conto dei miei numerosi condizionamenti. Prima quando facevo l’amore ero sempre molta attenta che il mio uomo fosse soddisfatto e se questo non succedeva mi ritenevo io responsabile dell’insuccesso. Non mi preoccupavo mai di me stessa. Ero sempre proiettata verso l’uomo. Il cominciare a prendere coscienza dei miei desideri, delle mie esigenze, di quello che provavo mentre facevo l’amore è stata una grande scoperta. Nel momento in cui ho cominciato a mettere da parte ogni preoccupazione di performance e ho smesso di posporre le mie esigenze e quelle del mio partner è successo qualcosa di molto importante: ho cominciato a provare un profondo piacere, come non era mai successo. E più vado avanti in questa strada, più avverto sensazioni fino a poco tempo fa del tutto sconosciute, fino ad arrivare ad uno stato di profonda meditazione”. “ Grazie al Tantra – aggiunge Mario – sono diventato più consapevole di alcuni miei meccanismi. Ho imparato ad osservarmi di più. Per esempio mi sono accorto dei numerosi condizionamenti che mi impedivano di essere rilassato quando facevo l’amore. I sensi di colpa, le paure di non essere adeguato alla situazione. Lo stress e l’ansia da performance. Ho imparato a conoscere l’energia sessuale che si muove dentro di me. A sentirmi come una finestra aperta attraverso la quale l’energia va e viene come una fresca brezza mattutina e io sono lì a sperimentarla. Un’altra scoperta importante è stata il riconoscere i miei blocchi. Nei momenti di massima tensione, mi capita regolarmente di bloccare lo sguardo, il respiro o alcune parti del corpo. E questo mi accade non solo quando sono in intimità con una donna, ma anche in altri momenti di grande stress. Prima di fare Tantra, non mi ero mai reso conto di questi miei irrigidimenti. Ora non dico che ho superato tutte le mie paure, ma di sicuro oggi sono in grado di riconoscerle ed accettarle. E poi sono anche meno ossessionato dalla paura di essere abbandonato. Mi sento molto più tranquillo con la mia donna, più a casa mia. Meno dipendente, ma allo stesso tempo più vicino a lei ”.

OLTRE IL PIACERE

“ Dopo aver fatto l’amore – chiede Pujan Carla Cerrini – non vi è mai capitato di provare una sensazione molto viva, quasi un’intima consapevolezza che il mistero dell’unione sessuale sia qualcosa di più vasto della semplice rincorsa di un orgasmo? Come se quei fuggevoli momenti di sublime piacere, di profonda fusione con il partner, non fossero altro che l’anticamera di una esperienza più vasta. Qualcosa di indefinibile che va oltre il semplice piacere, ma che raramente riusciamo a sperimentare? “ “ Il Tantra – spiega Dionisio Nota, compagno e collaboratore della Cerrini – offre l’opportunità di compiere questo salto, fondendo il piacere con un profondo senso di rilassamento. Si spalancano così le porte a uno dei più grandi doni offerti dall’esperienza amorosa: la trasformazione dell’energia sessuale in estasi e meditazione”. Si tratta di una esperienza molto più a portata di mano di quanto si possa credere. Un’esperienza di cui noi uomini e donne occidentali abbiamo un disperato bisogno per spezzare la prigione di miserie, incomprensioni, ed egoismi in cui siamo volontariamente rinchiusi e che fanno scaricare sempre nell’altro partner le responsabilità della nostra insoddisfazione e incapacità di amare.

Note:

(1) Osho , La mia Via: la Via della Nuvole Bianche

( http://www.ilcerchiodeltantra.com/articolo.htm )

Prova il lungo piacere del tantra

 Baci, carezze, tocchi precisi…Tutto con lentezza, per prolungare al massimo l’eccitazione. E creare un’intimità più profonda. È questo l’obiettivo del sesso tantrico. Che potete sperimentare anche voi. Ecco cinque tecniche per cominciare. di Francesca Speciani

 Oggi il sesso si fa troppo con la testa e troppo poco con il corpo. E’ vero che gran parte dell’eccitazione nasce a livello mentale, ma risvegliare le sensazioni e imparare a goderne richiede una forte partecipazione fisica. Un aiuto ad aprirci alla sensualità vincendo qualche inibizione viene dal Tantra, l’antica disciplina indiana dell’armonia di coppia, che, attraverso una serie di pratiche sessuali centrate sull’attenzione e sulla lentezza, insegna a vivere il desiderio con complicità e naturalezza, fino a raggiungere le vette del piacere. «Nessuno è mai veramente soddisfatto della sua vita sessuale», afferma Radha C. Luglio, insegnante di TantraLife, un approccio dedicato agli uomini e alle donne di oggi. «Gli stress quotidiani, la fretta, perfino l’attenzione alla tecnica impediscono a molte persone di calarsi intensamente nell’esperienza dell’amore fisico». Vediamo allora, attraverso gli esercizi di queste pagine, qualche strategia per recuperare la spontaneità perduta.

 Subito l’abbraccio che scioglie le barriere

L’attenzione che mettiamo in ogni gesto, anche in un semplice abbraccio, può fare la differenza secondo gli esperti di tantra tra l’esperienza quotidiana e la via dell’estasi. Tutti desideriamo un abbraccio quando abbiamo bisogno di conforto, rassicurazione, protezione. Ma «l’abbraccio che scioglie le barriere» può diventare, per una coppia, una porta aperta verso la fiducia reciproca.

• Abbracciatevi con spontaneità, come fate di solito, per circa 3 minuti, in modo da avere un metro di confronto. Lasciatevi andare, chiudete gli occhi e osservate come vi sentite. Pensate che ci sia spazio per una maggiore intimità? • Ora allontanatevi e, sempre uno di fronte all’altro, salutatevi col capo, tenendo una mano sul cuore. Avvicinatevi lentamente, guardandovi negli occhi, cercando di restare rilassati e respirando profondamente. Quando siete vicini, allargate le braccia portando le mani verso il partner e abbracciatevi in modo che le mani sentano la carne, le ossa e i muscoli, badando a non esercitare alcuna pressione.

• Accoccolatevi uno contro il petto dell’altro, rilassate il bacino e portatelo verso quello del partner. Estendete il contatto anche alle cosce e alla pancia. Tenete le ginocchia morbide e rilassate tutto il corpo, in modo da potervi sciogliere nel corpo dell’altro.

•Dopo un paio di minuti, osservate il respiro del partner e cercate di sincronizzare il vostro respiro con il suo. Se ci riuscite con facilità, continuate ancora per qualche minuto, altrimenti rimandate a quando avrete un po’ più di esperienza.

•Come vi sentite ora? Ripetendo l’esercizio, scoprirete la possibilità di sciogliere le vostre barriere fisiche fino a trasformarvi in un unico, vibrante, campo energetico. E probabilmente questa tecnica entrerà a far parte dei vostri preliminari preferiti.

             Fai scivolare lentamente il tuo corpo contro il suo

Ecco un esercizio tantrico volto ad amplificare la sensibilità e a creare una profonda intimità.

• Coprite il letto o il pavimento con asciugamani e mettete una musica vivace come sottofondo.

• Ora massaggiatevi reciprocamente tutto il corpo con l’olio.

• In piedi, uno davanti all’altro, fate scivolare il vostro corpo contro quello del partner con movimenti lenti e sinuosi, come quelli di un serpente.

• Ora uno dei due si può stendere, mentre l’altro, sopra, farà scivolare varie parti del corpo su quello del partner, nel modo più sensuale possibile. Non limitatevi alle mani: usate i piedi, il viso, le gambe, i genitali, le natiche, la schiena. Se, per esempio, il partner è steso supino, provate ad accarezzarlo tutto, dai piedi alla faccia, con i seni. Se è steso a pancia in giù, provate ad accarezzarlo con le natiche lungo tutto il corpo. Fatelo in modo sensuale e giocoso, respirando profondamente.

• Scambiate i ruoli; chi è steso deve solo rimanere ricettivo e continuare a respirare. Quando ne avete abbastanza, concludete massaggiandovi a turno la testa (tenendola tra le mani come un oggetto prezioso e sollevandola appena), il collo e le spalle. Alla fine abbracciatevi.

                     Tu di fronte a lui senza inibizioni

Condividere le proprie pratiche autoerotiche con il partner può essere molto eccitante ma richiede una grandissima intimità. Se il momento è giusto, seguite queste tappe.

• Impara prima di tutto a darti piacere da sola. Se non l’hai mai fatto, comincia esplorando il tuo corpo con sensualità, magari guardandoti nello specchio o accarezzandoti mentre sei nella vasca da bagno. Quando giochi con i genitali, usa sempre un lubrificante e sperimenta con vari tipi di tocco. Nota anche come il tuo respiro può amplificare o inibire il tuo piacere. Chiedi al tuo partner di farlo anche lui da sé, con attenzione, in momenti e in luoghi separati. Tieni presente che per gli uomini la masturbazione è una pratica molto più comune.

• Quando ti senti più sicura, fallo davanti al partner. Le prime volte può essere utile chiedergli di assistere in silenzio. Un modo giocoso di sdrammatizzare può essere quello di dar voce ai genitali: parla mentre ti tocchi, come se fossi la tua vagina o il tuo clitoride. Usa le parole che ti mettono più a tuo agio e, se ancora ti sembra un esercizio troppo difficile, copriti gli occhi con un foulard per isolarti completamente.

• Chiedi a lui di masturbarsi di fronte a te. Limitati a guardarlo, osservando i suoi movimenti, il ritmo che usa, come tiene la mano… Procedete così, per gradi, fin quando comincerete a sentirvi a vostro agio, tanto da potervi guardare negli occhi mentre lo fate. Se desiderate che il partner intervenga attivamente, con un sostegno verbale o carezzandovi in altre parti del corpo, chiedetelo.

                            A ritmo di danza per accendere l’eros

Risvegliare la passione, coltivare la sessualità nella relazione di coppia quando il desiderio sembra svanito può sembrare una questione mentale. Ma l’amore è una danza, che i nostri corpi possono riprendere spontaneamente quando ci guardiamo, ci tocchiamo, respiriamo insieme. Ecco qualche spunto.

• Limitatevi a stare seduti l’uno di fronte all’altra, di sera, e tenete l’uno le mani dell’altra, incrociate.

• Per dieci minuti guardatevi negli occhi e, se il corpo inizia a muoversi e a ondeggiare, permettetelo. Potete sbattere le palpebre, ma continuate a guardarvi negli occhi. Non lasciate andare le mani del partner, qualsiasi cosa accada. Questo non va mai dimenticato.

• Per altri dieci minuti rimanete ancora seduti, ondeggiando, ma a occhi chiusi. Limitatevi a sentire l’energia che vi possiede sempre di più. Poi alzatevi e, a occhi aperti, ondeggiate; diventerà quasi una danza. Ma continuate a tenervi per mano nello stesso modo.

• Fate questo esercizio per quaranta minuti, per dieci giorni. Se vi sentite bene, potete ripeterlo anche di mattina. Lo potete fare anche due volte, ma è preferibile non di più.

                 Carezze sul seno per aprirti all’amore

Estendere la nostra sensibilità è fondamentale per godere più intensamente. Nelle donne la sensibilità della vagina è abbastanza ridotta, quindi, consiglia Radha, per aumentare la risposta nei genitali il punto di partenza più opportuno è il seno. «Non sempre gli uomini vi dedicano un’attenzione sufficiente», avverte l’esperta, «ma, per cominciare ad aprirsi, una donna va sempre toccata bene e a lungo sul seno. Solo così anche la vagina risponderà agli stimoli». Per l’uomo è l’opposto: la sensazione è più viva a livello dei genitali. «Ciò ch e l’uomo può migliorare, nella maggior parte dei casi, è la sensibilità del tocco». Ecco allora due esercizi per te e per il tuo partner.

 LEI:

• Seduta comoda, chiudi gli occhi, respira e concentrati sulle tue sensazioni fisiche. Visualizza i tuoi seni come due fontane d’amore, come se dai capezzoli sgorgassero rivoli d’acqua, o di luce.

• Comincia a toccarti i seni con dolcezza, come per far fuoriuscire l’acqua, la sorgente d’amore che contengono. Immagina le tue mani come l’estensione del tuo cuore.

• Usa il respiro per creare spazio dentro di te, per lasciar espandere e scorrere quest’acqua (che puoi anche visualizzare come luce o come amore) su tutto il corpo. Ogni volta che espiri, senti l’acqua che si riversa all’esterno. Quando inspiri, lasciala risalire. Senti piano piano come la sorgente d’amore diventa così impetuosa da espandersi ovunque, fino ai genitali.

• Dopo 5-10 minuti, quando la sensazione è più chiara, quando inspiri puoi immaginare di farla risalire dall’interno della vagina.

• Senza perdere la sensazione di essere piena di questa luce, di questa fonte d’amore, apri gli occhi e, se vuoi, preparati a scambiare questa energia con il tuo partner.

LUI:

• Seduto comodo di fronte a lei, chiudi gli occhi, respira e concentrati sulle tue sensazioni fisiche. Visualizza i tuoi genitali come una sorgente d’amore, di luce, di calore.

• Comincia a toccarti, come se ogni carezza venisse dal cuore. Immagina le tue mani come l’estensione del tuo cuore. A ogni espirazione, senti la tua fontana d’amore che esce dal pene. A ogni inspirazione, senti questo stesso amore che risale e si espande in tutto il corpo. Usa la respirazione per far circolare questa energia verticalmente in tutto il corpo, non solo localmente.

• Senza perdere la sensazione di questa fonte d’amore che scorre, apri gli occhi e, se vuoi, preparati a scambiare questa energia con la tua partner.

3 DOMANDE ALL’ESPERTA

In cosa consiste il TantraLife?

«E’ una pratica che prevede forme di rilassamento e di meditazione volte al recupero di una sessualità più profonda, prima ancora che l’apprendimento di tecniche per diventare amanti perfetti».

Ma meditare non è di per sé poco spontaneo?  Non è una meditazione statica: di recente, per esempio, ho prodotto un CD intitolato Secret of touch, che è una meditazione guidata per imparare a toccarsi. Chi la fa scopre subito nuove sensazioni e fonti di piacere, impara a risvegliare la sensualità e ad aumentare l’eccitazione».

Quali vantaggi offre alla vita di coppia?

«Non solo sessuali. Una migliore sintonia con il partner aiuta certo a essere più felici, ma attraverso il sesso possiamo scoprire le nostre potenzialità e portarle nella vita di tutti i giorni. Quasi tutti pensano al Tantra come a qualcosa che ha a che fare solo col sesso, ma la sessualità è una fonte di energia che, quando viene estesa nel quotidiano, può farci vivere meglio. Imparando a vivere attraverso l’espressione anche sessuale di noi stessi, possiamo renderci conto di essere molto più forti di quanto crediamo. Quando hai un orgasmo veramente profondo, capisci che non ci sono limiti a ciò che puoi essere. Così, anche le attività quotidiane, perfino il lavoro, diventano più gioiose».

 ( http://www.tantralife.com/art/top.pdf)

                              Esercizi tantrici

Avere dei forti muscoli sessuali è la base per diventare degli amanti tantrici, altrimenti è impossibile pensare di controllarli e di praticare con successo il Tantra.

Esiste uno specifico gruppo di muscoli che circonda gli organi sessuali, di estrema importanza per la salute generale e per il funzionamento di quest’ultimi.Il nome corretto per questi muscoli è pubo-coccigei o “muscolo PC”, come di solito preferiamo chiamarli.Ci si riferisce a questo gruppo di muscoli come a un unico muscolo poiché funziona come un’unità durante l’attività sessuale, ma in realtà può essere diviso in tre aree:

– l’area attorno all’ano;

– l’area del perineo, tra l’ano e il sesso;

– l’area che circonda il sesso.

Un “muscolo PC” forte e allenato è la chiave della buona sessualità sia per gli uomini che per le donne.

Contrazioni del muscolo PC

Uno dei modi migliori per allenare il muscolo PC è fare delle contrazioni.Quando comincerete a fare le contrazioni, molto probabilmente non riuscirete a dividere il muscolo PC nelle sue 3 parti, ma si contrarrà tutta l’area.Non vi preoccupate, è normale.Col tempo e con l’impegno riuscirete a percepirle, e ad allenarle separatamente.Di seguito vi proponiamo un allenamento molto efficace, che comprende 2 tipi di contrazioni.

-contrazioni brevi

Contrarre e rilassare velocemente il muscolo PC (o una sua parte) mantenendo la contrazione per 1 secondo e rilasciando per 1 secondo.Se ne eseguono 10 consecutive per ogni sequenza.; si fanno cinque sequenze per ogni sessione di allenamento che sarà fatta 1 volta al giorno.

-contrazioni lunghe

Contrarre e rilassare i muscoli PC mantenendo la contrazione per 30 secondi e rilasciando per 2 secondi Se ne eseguono 3 consecutive per ogni sequenza. Si fanno cinque sequenze per ogni sessione che sarà fatta 1 volta al giorno.

Karezza

Karezza è una tecnica molto importante che aiuta l’uomo e la donna a percepire e controllare le energie sessuali; si dice che il nome derivi dalla parola italiana “Carezza”, ma non tutti gli storici concordano.Si basa sul fatto che l’uomo penetra la donna, e poi gli amati restano abbracciati completamente immobili; nessun movimento è permesso.Quando l’uomo perde l’erezione, esce dalla penetrazione. Gli amanti riprendono ad eccitarsi, e ricomincia la tecnica

Vediamo i vantaggi:

-molto utile per gli uomini che vogliono imparare la continenza sessuale

-aiuta moltissimo l’armonizzazione della coppia, è pertanto ideale praticarla nei periodi di tensione e difficoltà

-aiuta a diventare più sensibili verso l’altro e le energie, arrivando a cogliere anche piccole sfumature.

– dimostra come può essere bello e profondo anche il semplice contatto degli organi sessuali, senza nessun bisogno della rincorsa all’orgasmo e all’ eiaculazione

Il massaggio erotico

Il tocco, soprattutto di una persona che ci vuole bene, è un nutrimento importantissimo.Ricordiamo tutti con grande piacere quando venivamo presi in braccio, toccati e coccolati dai nostri genitori.Ogni carezza al nostro corpo, era realmente una carezza la nostro cuore.Il massaggio è una parte molto importante nel rapporto di coppia; bisognerebbe massaggiarsi spesso.E’ un modo profondo di conoscere il nostro corpo e quello dell’ amato/amata.

Ma soprattutto è un modo di risvegliare il corpo; infatti più è massaggiato, piu’ diventa sensibile e si apre al piacere.

È Il massaggio tantrico segue alcuni principi:

-concentrazione

Mentre massaggio sono concentrato al 100% su quello che sto facendo.Non penso ai movimenti che farò dopo, o alle aree cha massaggerò.Non mi pongo obiettivi, non cerco risultati, non ho aspettative; lascio che le emozioni e le sensazioni fluiscano, e mi abbandono all’attimo presente.

-rilassamento

Non c’è niente di peggio di una persona che quando massaggia non è rilassata; il partner lo percepisce subito. Inoltre se si è tesi, si consuma moltissimo della nostra energia, e ci si stanca velocemente.Uno dei modi migliori per rilassarsi è calmare il respiro, che deve essere lento e profondo, e centrarci in noi stessi.

-seguiamo la tecnica, ma anche il cuore

Il massaggio è una vera e propria arte; imparando a massaggiare in questo modo, con il cuore aperto, e con coscienza ed attenzione, svilupperemo un forte intuito.Questo ci permetterà di capire che cosa piace o non piace al nostro partner, e di modificare durante il massaggio le sequenze. Dobbiamo cogliere i segnali del corpo del partner.Può essere che quel giorno preferisca essere massaggiato più a lungo sulle gambe, perchè ha passato molto tempo in piedi, oppure sulla schiena, perché è teso.

-fluidità

Il massaggio è come una danza, non è fatto di una serie di movimenti separati, ma sono tutti collegatiOgni gesto serve a perfezionare il precedente, e a preparare il successivo.Il flusso è continuo, non ci sono interruzioni.

-chiediamo feedback al nostro amato/a

Soprattutto ai primi massaggi, non vergogniamoci di chiedere cosa gli piace, e che zone preferisce che vengano massaggiate.Questo ci aiuterà moltissimo a trasformare un semplice massaggio in un’esperienza estatica per il nostro partner.Quando conosciamo già il nostro partner, allora è meglio rimanere in silenzio.Esistono ovviamente diversi tipi di sequenze di massaggio tantrico, che insegniamo nei nostri corsi.

Le posture sessuali

Quello che fa la differenza non è il numero e la tipologia delle posture sessuali utilizzate, che pure è molto importante, ma il come si fa l’amore.Il Tantra è chiamata la “non via” in quanto l’amante tantrico non si pone alcun obiettivo nella fusione amorosa: non c’è un numero di orgasmi da far provare alla propria amata/o, non ci sono grandi prestazioni sessuali con cui impressionare il proprio amato/a,  non c’è una durata temporale da raggiungere, non ci sono determinate tecniche da utilizzare.Il tantrika si concentra sul momento presente, sul “qui” e “ora”: se sta baciando, lo sta facendo con la massima concentrazione e presenza. E’ la cosa più importante per lui in quel momento, e non si preoccupa di quello che succederà dopo. Ovviamente arriveranno anche gli orgasmi, ma avverrà in modo naturale. Possiamo dividere le posture amorose in 4 gruppi; vediamo i vari vantaggi di ognuna:

Uomo sopra

-il viso dell’uomo è a contatto con il viso della donna, pertanto ci si può guardare negli occhi, baciare appassionatamente, toccare, annusare, usando tutti e 5 i sensi.

-se l’uomo sente che sta per eiaculare, si può fermare e controllare

Donna sopra

-avendo il controllo, la donna può dirigere la penetrazione nelle zone più sensibili della vagina, in particolare verso il punto G. Pertanto molte donne riescono ad avere molti orgasmi in questa posizione.

-uomo può stimolare con le mani il clitoride, oppure baciare il seno, aumentando la reciproca eccitazione

Uno accanto all’altro

-non richiede un grande sforzo da parte degli amanti (ma una buona coordinazione dei movimenti che è tipica di una coppia che si conosce bene)

-l’uomo può penetrare anche se non è in piena erezione

Uomo dietro

-sollecita una sessualità più animalesca, carnale e passionale

-ideale per le penetrazione profonda, e se l’uomo ha un pene non lungo

http://www.tantraitalia.it/tecniche-tantriche/esercizi-tantrici/

orgasmo sì, ma mistico

di Marilisa Verti

Lui e lei finiscono sotto le lenzuola, fanno l’amore ed entrambi raggiungono l’orgasmo. Ma si tratta quasi sempre di una fantasia… la realtà infatti è ben diversa!

Secondo gli studi dell’Associazione di Sessuologia statunitense circa il 60% delle donne nel mondo ammette di fingere un orgasmo, la stessa indagine non racconta però quante sono le donne che non l’hanno mai raggiunto, che sono confuse e non sanno di cosa si tratti, che si sentono in colpa perché non riescono a rispondere al bisogno di gratificazione del loro compagno dopo l’amplesso. Nell’ultimo rapporto Kinsey sul sesso relativo agli Stati Uniti emerge che il 43% delle donne e il 31% degli uomini non sono interessati al rapporto sessuale oppure soffrono di disfunzioni o ancora non raggiungono l’orgasmo. Per quanto riguarda l’Italia, il 47,2% delle donne finge abitualmente l’orgasmo, il 33,2% lo raggiunge attraverso la stimolazione diretta, il 33,6% non riesce ad arrivarvi attraverso il coito, l’11,2% non ha mai provato la sensazione orgiastica e infine il 19,8% degli uomini soffre di eiaculazione precoce. Non sono risultati confortanti per un paese considerato luogo di eccellenza dell’amore! Studi condotti in Italia e all’estero dimostrano che i problemi relativi al piacere sessuale e all’orgasmo colpiscono ampie fasce di popolazione.

Le difficoltà emotive, lo stress, le preoccupazioni sono tra i fattori alla base di queste problematiche e la corrispondenza con i giornali (soprattutto quelli femminili o che trattano di salute) mette l’accento sull’orgasmo: cosa è, di cosa si tratta, come si può raggiungere. L’esperienza dell’orgasmo è un fenomeno neurologico che ha luogo nel cervello da cui parte, per inondare il corpo con un flusso ormonale ed elettrico. Aumenta la tensione arteriosa, la frequenza cardiaca, si verificano arrossamenti sulla pelle, si dilatano le pupille e sono liberate una serie di sostanze, dalla dopamina alle morfine, prodotte dal cervello in cui esistono tre centri sessuali: ipotalamo (controlla il tono del desiderio, regola la secrezione degli ormoni sessuali ed è responsabile degli stati d’animo), il sistema limbico o cervello emozionale (coordina l’aspetto sensuale e sentimentale della vita sessuale, oltre a contenere il centro dell’orgasmo), la neocorteccia o cervello intelligente (permette la realizzazione dell’atto sessuale, ma è anche responsabile delle fantasie così come dei tabù erotici). Quando questo complesso neurofisiologico è attivato si arriva all’orgasmo.

Ma in pratica di che cosa si tratta?
È convinzione diffusa che per la donna l’orgasmo sia di tipo clitorideo (cioè si ottiene con la stimolazione o lo strofinamento del clitoride attraverso la masturbazione o con l’aiuto del partner: porta generalmente a un picco intenso di piacere con sudorazione, arrossamento della pelle ed è spesso e accompagnato forti contrazioni) o vaginale (procurato dalla frizione del pene nella vagina, senza stimolazione del clitoride, è accompagnato solitamente da una sensazione di formicolio e calore che parte dalla vagina e si propaga nel ventre e lungo le cosce, quando giunge all’inguine è generalmente accompagnato da contrazioni). Nell’uomo invece si ha l’eiaculazione (con sollevamento dei testicoli, senso di calore sotto il torace ed espulsione di liquido seminale): l’orgasmo per eccellenza. Se ci si limita ad accettare queste spiegazioni l’orgasmo sembra frutto di un connubio tra il corpo e la neurofisiologia, diventa un momento meccanico, con un apice che dura pochi istanti e niente più.

Secondo le antiche filosofie taoiste e tantriche e gli studi della più recente sessuologia esistono invece due fenomeni distinti: il momento orgastico, che è l’evento puramente fisiologico (le contrazioni femminili e l’emissione del seme maschile) e quello orgasmico, definito anche orgasmo globale o mistico, che è l’esperienza psicofisica ed energetica nell’insieme con tutte le manifestazioni di piacere e le sensazioni di beatitudine che l’accompagnano. Già nel 1962, Alexander Lowen, grande terapeuta statunitense, erede di Wilhelm Reich, il padre della Bioenergetica, sosteneva: “Il grado di insoddisfazione sessuale al giorno d’oggi è in proporzione diretta al grado della cosiddetta sofisticazione sessuale”. Se questa riflessione era valida allora, ancora di più oggi è pregnante di significato.

Nell’epoca della tecnologia infatti ci si sta affidando sempre più alla tecnica amatoria, che è spesso riduttiva per il raggiungimento del piacere perché la mente rimane vigile, si controllano le emozioni e si ostacola l’abbandono di corpo, mente e anima non consentendo di raggiungere la forma orgasmica più alta. Si tratta di uno stato di benessere completo in cui, solitamente, si avverte un brivido che percorre tutta la colonna vertebrale e si espande oltre il settimo chakra con una sensazione di fluttuazione e di espansione del sé oltre il limite corporeo. Per questo motivo l’orgasmo mistico spesso coincide con la beatitudine, con l’estasi della mente e dà un senso di piacere (dalla punta dei capelli sino a quella dei piedi) che non termina in pochi secondi, ma riesce a mantenere nel tempo intensi stati di piacere che coinvolgono corpo, mente e spirito. Tra i diversi orgasmi è il più difficile da raggiungere a causa della difficoltà nel lasciarsi andare, ma ci si può arrivare grazie a esercizi, al controllo del respiro e alla meditazione, tutti aiuti per vincere le difese e abbandonarsi completamente e senza timore: “Arrendersi in amore non è arrendersi a un’altra persona ma a se stessi, al proprio cuore, al proprio desiderio di amore” dice ancora Lowen in uno scritto pubblicato su “Anima e Corpo”, la rivista internazionale di psicologia somatica. Per Reich la potenza orgasmica e la nevrosi erano in antitesi: l’orgasmo totale (da non confondere con la potenza erettiva del maschio) si ottiene solo quando si giunge alla capacità di abbandonarsi con fiducia al flusso spontaneo delle sensazioni che emergono dalle relazioni con un partner del sesso opposto e amato.

Più poetica è la definizione sull’orgasmo globale che Miki Frank, analista bioenergetica che opera a New York e scrive sulla stessa rivista: “È l’esperienza di non sapere dove finisce la mia pelle e dove inizia quella del mio compagno, di non avere né mente, né io separato, di essermi persa con lui, con l’universo, di fluttuare nello spazio, di essere terrorizzata, del suo abbracciarmi e dirmi che non permetterà che mi accada nulla di male, di aver fiducia, di rinunciare al controllo di cuore, anima e genitali che si unificano nell’uno”. Quanto lei dice e scrive è basilare, perché l’errore più comune che si commette è quello di andare a letto immersi in un labirinto di pensieri che non consentono di giungere a una vera intimità. “La mente influenza la natura del rapporto, per questo non va bene il pensare troppo se si raggiunge o meno l’orgasmo. La soluzione è quella di lasciarsi andare completamente in uno spazio d’amore, rilassati e con fiducia nel partner, solo così si può esprimere la sessualità femminile che è profonda, selvaggia e ha la necessità di fluire liberamente” consiglia Nitamo Montecucco, medico olistico e fondatore del Villaggio Globale a Bagni di Lucca, dove si tengono anche corsi per apprendere l’arte del lasciarsi andare.

Il desiderio infatti non si basa sulla compulsione di raggiungere l’orgasmo, ma è la passione di perdere il senso di identità del nostro ego isolato per lasciarci trasportare sulle ali dell’abbandono sessuale. Come fare? In teoria è facilissimo, nella pratica molto più difficile per colpa dei nostri schemi, dei retaggi e delle inibizioni. Ciò che è necessario è trovare il contatto con le nostre sensazioni, per questo servono anche esercizi che consentano di sciogliere i nodi psicosomatici cronici. A prescindere dalla bravura e dalla tecnica amatoria, ciò che conta davvero è il riuscire a recuperare la capacità di sentire le nostre sensazioni e il nostro corpo in cui non esiste un solo millimetro di pelle che non sia erogeno. Sì, perché secondo l’impostazione scientifica di chi non scinde il corpo umano dalla mente (intesa come un insieme di cervello, sensazioni, esperienze e connessioni cellulari) dobbiamo reimparare a costruire le connessioni interne così che corpo e mente possano vibrare all’unisono senza farsi sommergere dal panico che può derivare dalla perdita di controllo. È importante attivare tutti i sensi del nostro corpo, compreso l’olfatto, spesso trascurato per l’eccessiva attenzione al lavarsi eccessivamente e a togliere l’odore che ci appartiene (il nostro corpo invece lancia dei messaggi non verbali, come quello dei ferormoni che agiscono sui centri nervosi), il tatto, con carezze e massaggi, ma anche la fantasia (cambiare postura durante l’amplesso stimola centri nervosi differenti).

Oriente e Occidente insieme per il piacere
Un metodo per giungere alla pienezza del piacere è quello di unire antiche tradizioni orientali con la cultura occidentale: “La medicina e la psicoterapia lentamente si orientano in direzione delle antiche vie di ricerca interiore: dal buddhismo allo sciamanesimo, dal taoismo allo yoga, dallo zen al sufismo. Il Tantra ritiene che la vera unione tra uomo e donna non si possa limitare a questi tre aspetti ma che debba necessariamente essere vissuta anche sul piano spirituale, in cui i tre livelli debbono coesistere e fondersi. L’energia sessuale del piacere fisico si trasforma in estasi e comunione mistica. L’uomo trova nella sua compagna l’essenza della divinità femminile e come tale la venera unendosi a lei con profondo amore e devozione. Il Tantra non ricerca l’orgasmo immediato o di picco, ma uno stato di profonda estasi unitiva in cui potersi abbandonare per lungo tempo.

Gli amanti si riscoprono anche come anime, come un dio e una dea. Tra loro si realizza così la Unione Mistica” spiega Nitamo Montecucco, che sta sviluppando ricerche scientifiche con elettroencefalografi computerizzati, sofisticate apparecchiature studiate e sviluppate dal centro di ricerche di Villa Demidoff in collaborazione con la Maya Medicals e il Centro di Ricerca per la Medicina Naturale dell’Università di Milano, collegata con l’Oms. “I nostri esperimenti di neurofisiologia testimoniano che, nel sesso come in meditazione, le attività dei tre cervelli si sincronizzano, le onde elettroencefalografiche dei due emisferi cerebrali, normalmente caotiche o a bassa comunicazione, entrano in uno stato di elevatissima coerenza e iniziano a produrre onde armoniche, come uno strumento musicale. Questa attività armonica cerebrale si ripercuote sull’intero essere umano, creando così i presupposti del benessere globale”.

Attivare i chakra per l’orgasmo totale
Vale la pena ricordare che nel sistema nervoso umano ci sono sette centri principali di energia (conosciuti anche come chakra o dischi di energia) che coincidono con i meridiani su cui si basa l’agopuntura e che devono essere in armonia tra loro e vibrare insieme nutrendo tutto il corpo. Con l’orgasmo locale (eiaculatorio, clitorideo e, spesso, anche vaginale) si attivano solo i primi due, quelli che rappresentano i bisogni materiali e sessuali, rimangono invece totalmente esclusi gli altri che raffigurano invece l’amore, la comunicazione, la comprensione, l’acquisizione di forza ed energia al di fuori di noi.

Esercizi “preliminari”
Meditazione tantrica: per riequilibrare le energie (individuale o in coppia). Sdraiati sulla schiena iniziate a respirare, sino a quando il flusso diventerà lento e profondo. Quando giungerete a questo momento immaginate che, insieme all’inspirazione, dall’alto della testa entri dentro di voi una luce dorata che esca poi dalle dita dei piedi. Mentre espirate visualizzate una luce nera che uscirà dalla sommità del capo. Da praticare ogni sera per circa venti minuti.

Meditazione bioenergetica: per entrare nel presente (in coppia). Sdraiati sulla schiena concentratevi sul respiro. Sentite il flusso dell’aria a ogni inspirazione ed espirazione, ascoltate le sensazioni nel petto mentre i muscoli si rilasciano per far entrare l’aria nei polmoni e, mentre si contraggono, per farla uscire. Estendete la consapevolezza a tutto il corpo e le emozioni nel momento presente. Aprite gli occhi mantenendo la respirazione e inviando il vostro potere e presenza interiore verso il mondo esterno che a sua volta riceverete dentro di voi. Da eseguire la sera per liberarsi dai pensieri.

Respirazione bioenergetica: per liberarsi dai blocchi (in coppia). Sdraiati sulla schiena, rilassatevi e iniziate a respirare lentamente. Concentratevi sul flusso del respiro e cercate di capire se respirate con il torace o con l’addome. Iniziate poi a respirare nel petto, sino a quando sentite il cuore che si apre e crea una posizione di benessere. Passate poi allo stomaco, alla pancia (due dita sotto l’ombelico), ai genitali e al perineo. Ponete attenzione alla condizione del respiro nelle varie zone: se avvertite un blocco, aiutatevi con un massaggio locale tenendo le gambe piegate.

Esercizi tantrici
• Per l’elasticità del bacino (per lei): sdraiata sulla schiena, piega le gambe e divaricale leggermente. Inizia a respirare con lentezza concentrandoti sul respiro. Mantieni il contatto della schiena con il materasso o con il suolo e spingi il bacino avanti e indietro (inspirando ed espirando) con un movimento ritmico e armonico. Non compiere sforzi ma raggiungi il piacere per dieci, quindici minuti.

• Per entrare nell’altro: sedetevi comodi, in posizione eretta. Chiudete gli occhi concentrandovi sulle sensazioni che il vostro corpo vi comunica. Aprite gli occhi, osservatevi e immergetevi nello sguardo dell’altro sintonizzando il pensiero con lo stesso ritmo. Non preoccupatevi se scoppiate a piangere o se vi viene da ridere. Esprimetevi liberamente per circa un quarto d’ora, poi congiungete le mani sul petto e abbassate la testa con un inchino di saluto.

• Durante il rapporto: sdraiati su di lui o al suo fianco e rilassatevi. Iniziate a respirare lentamente sintonizzando tra voi il ritmo dell’inspirazione e dell’espirazione. Percepite tutte le sensazioni. Non abbiate fretta e fermatevi di tanto in tanto: il respiro affrettato accelera l’eiaculazione, quello profondo aiuta a prolungare l’amplesso. Se entrambi concentrate l’attenzione sulla respirazione, la porterete automaticamente anche sulla regione del cuore. Lo spostamento dell’energia, dai genitali al cuore, amplifica e prolunga la dimensione dell’atto sessuale. Non trattenete il respiro in attesa dell’orgasmo ma distendete la respirazione in una espansione globale dell’energia. Non perdetevi d’animo se le cose non funzionano subito: siete sovraccarichi di schemi sedimentati da cui dovete liberarvi e questo non può accadere velocemente!

• Per il dopo: evitate di corre in bagno a lavarvi o di girarvi sul fianco per dormire. Lasciatevi cadere come se foste morti, poi tenetevi le mani, respirate insieme e guardatevi negli occhi cercando di ritrasmettervi reciprocamente tutte le emozioni che avete provato. Se vi viene spontaneo scherzate, ridete e chiacchierate. Provate a osservare il vostro respiro: se si è allargato il plesso solare è il cuore che si è espanso e vi darà un senso di pace e di felicità.

Alcuni consigli…
• Imparate innanzitutto ad amare voi stessi.
• Non abbiate fretta.
• Non pensate all’orgasmo.
• Lasciatevi andare completamente senza timori.
• Concentratevi sulle vostre sensazioni.
• Imparate la respirazione corretta.
• Eliminate i pensieri e immergetevi nel momento presente.
• Accettate il vostro partner per quello che è e fidatevi di lui.
• Siate consapevoli del vostro corpo e dell’atto sessuale.
• Se esiste un problema di eiaculazione precoce arrivate alla fase di pre-eiaculazione e, con una pressione delle dita alla base del glande, bloccate il deflusso (consiglio taoista e della moderna sessuologia).
• Non usate sempre le stesse posizioni nell’amplesso (lei sotto e lui sopra è la peggiore).
• Ricordatevi che l’orgasmo contemporaneo è più un mito che una realtà.
• Uscite dagli schemi che vi sono stati imposti per poter giungere all’orgasmo mistico.

La via del Tao e quella del Tantra
Il Tao è una forma di saggezza di migliaia di anni fa. Nessuno sa esattamente quando sia nata. Bisogna attendere sino al IV secolo a.C. per trovarne espressi i precetti fondamentali in un libro, il Tao Tê Ching di Lao Tzu. Il Tao è la forza infinita della natura, la sua filosofia è il durare e per riuscire in questo intento è necessario essere rilassati e naturali. I primi medici cinesi iniziarono a scrivere di amore e sesso già duemila anni fa. Erano taoisti e per loro fare all’amore era parte dell’ordine naturale delle cose. Il sesso non era solo goduto e assaporato, ma considerato un’attività salutare e in grado di prolungare la vita. La dottrina taoista incita gli uomini a sviluppare il controllo dell’eiaculazione e insegna che orgasmo ed eiaculazione non sono la medesima cosa: avere meno eiaculazioni non significa essere sessualmente inadeguati né sperimentare meno piacere sessuale ma, al contrario, significa aumentare la lucidità mentale, la forza del corpo e l’acutizzare di vista e udito. Anziché un’esplosione di tensioni, provoca un piacere di pace, una sensuale, duratura e soddisfacente unione con qualcosa più grande di noi, che fonde lo yin e lo yiang (femminile e maschile) nell’armonia.

Il Tantra ha invece origine in India. Spesso le arti tantriche sono confuse con il taoismo ma, anche se il tantrismo può essere stato influenzato o addirittura aver avuto origine dal Tao, le sue varie scuole hanno sviluppato una diversa filosofia, molto più legata alla ritualità. Il Tantra, come corpo esoterico/filosofico, è stato sistematizzato intorno al secolo IV a.C. ma le sue origini, ben più antiche, non si conoscono. I testi tantrici erano scritti in sanscrito e parlavano dell’intesa sessuale come momento della conoscenza reciproca tra due persone. Nell’unione di tipo tantrico infatti l’uomo e la donna si congiungono consapevoli di essere i due aspetti (maschile e femminile) della divinità. Ecco perché il tantra insegna l’integrazione di corpo, mente e spirito per poter sviluppare le forme più sublimi del piacere. Tra le varie pratiche tantriche, grande importanza è data al rilassamento e al toccarsi reciprocamente, così da consentire il distacco della mente dalla quotidianità per andare verso l’appagamento totale. Anche la fretta è sconsigliata in un rapporto sessuale duraturo e appagante, perché ci distoglie da tutte le componenti oltre a velocizzare la conclusione senza considerare il piacere e la comunicazione reciproca che lo precedono.

Come aiutare il raggiungimento dell’orgasmo

Cromoterapia
Una luce intensa nelle tonalità che vanno dal verde al blu applicata sul plesso solare, sulla regione lombare, sulla fronte e sulle tempie rallenta una prestazione maschile troppo veloce. Per aiutare lei a raggiungere l’orgasmo, la luce blu va applicata sul coccige, mentre nelle ovaie e al centro della fronte è indicato l’arancione. Se non avete lo strumento adatto per la cromoterapia potete optare per una luce del calore desiderato, oppure applicare sulle parti interessate della stoffa nella tonalità prescelta. La mattina riempite d’acqua una bottiglia di vetro colorato (blu o rossa/arancione, a seconda dei problemi), esponetela al sole tutto il giorno e bevetene il contenuto la sera.

Floriterapia
Lo Sticky Monkeyflower è un fiore californiano che aiuta a superare la paura dell’intimità, a far chiarezza nelle confusioni relative alla sessualità e a integrare la forza vitale e sessuale. La Manzanita è un altro fiore californiano, la sua funzione principale è quella di condurci verso l’amore per il nostro corpo e averne cura. Clematis, nei fiori di Bach, è il rimedio per chi è distratto, evade nella fantasia e non riesce a vivere il qui e ora. Il Cherry Plum è un fiore di Bach indicato per chi ha paura di perdere il controllo e aiuta invece ad avere fiducia nella vita e a lasciarsi andare senza temere i giudizi altrui. Fuchsia è un rimedio californiano per chi ha paura delle emozioni forti e tende quindi a controllarle mentalmente, ma anche per chi le reprime.

Omeopatia
Per lui
: Damiana Compositum della Heel (fialette da bere o da utilizzare come iniezioni una volta la settimana), Selenium 9ch (tre granuli tre volte al giorno per venti giorni), Phosphoricum acidum 9ch (tre granuli tre volte al giorno per una settimana).
Per lei: Onosmodium 9 ch (per rivitalizzare il desiderio assente), Eleutherococcus senticosus in tintura madre (trenta gocce una volta al giorno).

Aromaterapia
Sono consigliate essenze da porre nella lampada per aromi: riempite la vaschetta e aggiungete da cinque a quindici gocce di oli essenziali, accendete la candela sotto il contenitore e gli effluvi si espanderanno nella stanza. Le essenze con effetto sensuale sono: ylang-ylang, sandalo, neroli, rosa, cedro, patchouli. Potete anche effettuare delle combinazioni (due gocce di ylang-ylang e cinque di sandalo, oppure due gocce di neroli, cinque di sandalo, due di cedro e tre di rosa). Per un bagno sensuale mescolate dieci gocce di sandalo, tre gocce di ylang-ylang, quattro di neroli con tre cucchiai di miele e due di panna.

http://www.esthetitaly.com/approfondimento/165/orgasmo_si__ma_mistico_%28seconda_parte%29

tantraloto

Amore, Osho (3)

Osho – L’Amore e l’Anima Gemella
L’amore può avere tre dimensioni.
Una è la dipendenza, nella quale vive la maggioranza della gente.
La moglie dipende dal marito, il marito dipende dalla moglie: si sfruttano e si dominano a vicenda, si possiedono a vicenda e riducono l’altro ad una merce.
Questo è ciò che accade nel mondo nel 99% dei casi, ecco perché l’amore, che dovrebbe aprire le porte del paradiso, apre soltanto le porte dell’inferno.
La seconda è l’indipendenza, questo accade una volta ogni tanto.
Ma anche questa possibilità porta infelicità, perché il conflitto è costante.
Nessun accordo è possibile: entrambi sono assolutamente indipendenti e nessuno dei due è pronto a scendere a compromessi.
Essi danno libertà all’altro, ma essa è più simile all’indifferenza che alla libertà.
Entrambi vivono nei propri spazi e il loro rapporto sembra solo superficiale, entrambi hanno paura di penetrare la profondità dell’altro, perché entrambi sono più attaccati alla propria libertà che non all’amore.
La terza possibilità è l’interdipendenza.
Accade tra due persone né dipendenti, né indipendenti – ma in profonda sincronia tra loro, come se respirassero uno per l’altra, un’anima in due corpi: ogni volta che accade, accade l’amore.
Solo in questo caso è amore.
Negli altri due casi non è vero amore: sono solo degli accordi – sociali o psicologici o biologici – ma solo accordi.
Nel terzo caso l’amore ha qualcosa di spirituale. Accade assai raramente, ma ogni volta che accade una parte di paradiso cade sulla terra.
—————————————
“L’amore non è un bisogno! Cos’è l’amore? Quando sei totalmente solo, felice, gioioso e con un animo in celebrazione, in te si accumula un’energia immensa. Non hai bisogno di nessuno. In quello stato l’energia è tale e tanta che vorresti condividerla, per cui inizi a donarla. La doni perché hai tantissimo, dai senza chiedere niente in cambio: quello è amore.
Pochissime persone realizzano l’amore e sono persone che, prima, hanno realizzato la solitudine.
E quando sei solo, la meditazione accade in modo naturale, semplice e spontaneo. In questo caso è sufficiente che ti sieda in silenzio, senza fare nulla e sei in meditazione. Stai semplicemente seduto, oppure cammini, oppure fai le tue cose e la meditazione accade, come un’atmosfera che ti circonda, come una nuvola bianca che ti avvolge.
Sei inondato dalla luce e quella freschezza continua a sorgere in te. In quello stato cominci a condividere, cos’altro potresti fare?
Quando nel tuo cuore nasce un canto, devi cantare. Quando nel tuo cuore nasce l’amore, devi inondare gli altri.
Quando la nuvola è gonfia di pioggia, deve scaricarsi, quando il fiore è colmo di fragranza, deve diffonderla nel vento.
La fragranza si diffonde senza una direzione, non è orientata verso qualcuno, il fiore non aspetta per chiedere: Cosa ricevero in cambio?, è felice che il vento abbia avuto la gentilezza di sollevarlo dal peso del suo profumo. Questo è vero amore, privo di qualsiasi possessività.
Questa è meditazione, priva di qualsiasi sforzo.”
——————————-
L’ANIMA GEMELLA?
Ognuno ha quello che si merita…
Domanda: Non riesco a trovare una donna che davvero mi ami. Cos’è che mi manca ? Sono venuto fin qui per trovare l’anima gemella, puoi aiutarmi?
Forse… Ma prima di aiutarti a trovare l’anima gemella dovrò creare un’anima in te, che è molto più difficile! L’anima è solo un seme.
Voi non avete vere anime dentro di voi, ma soltanto delle possibilità. E pur senza avere un’anima tutti sono alla ricerca dell’anima gemella. Solo un’anima può attirare un’altra anima. Se hai un’anima, un’altra anima è destinata a essere attratta verso di te, e troverai l’anima gemella.
Ma è bene che tu sia venuto qui… Qualcosa è possibile, sempre. La cosa di cui hai bisogno, piuttosto che di cercare una compagna, è di diventare un’anima, diventare più consapevole.
L’amore è amore solo quando è consapevole. Ma quante sono le persone consapevoli? L’amore è amore solo quando è meditativo.
E un amore meditativo attirerà un’energia d’amore meditativo.
Ognuno ha ciò che si merita, ricorda, mai niente di più niente di meno.
Ognuno ottiene esattamente ciò che si merita. L’esistenza è incredibilmente giusta ed equilibrata. Quindi se non riesci a trovare una compagna, cercarla forsennatamente non servirà. Piuttosto cerca dentro di te. C’è qualcosa che manca in te.
Ti mancano le qualità d’amore, per amare. Magari non sei tenero, non sei sensibile, non sei consapevole.
E non sai come dare senza ottenere qualcosa in cambio. Il tuo amore è una richiesta, una pretesa, pone delle condizioni.
È una specie di sfruttamento. Vuoi usare l’altra persona…
Ogni essere ha una finalità in se stesso. Non usare mai una donna, non usare mai un uomo, non usare mai nessuno.
Nessuno è uno strumento per soddisfare i tuoi desideri. Porta rispetto.
L’amore è una condivisione, non usare l’altro, non è cercare di ottenere qualcosa dall’altro.
Al contrario, è dare con tutto il cuore, senza alcuna ragione, solo per la gioia di dare.
E un giorno inaspettatamente troverai qualcuno con cui la tua energia sarà in armonia, in accordo.
Ed è una bellissima esperienza trovare almeno una persona con cui si è in accordo.
Hai bisogno di entrare in sintonia con l’anima, con l’essere interiore, con l’interiorità dell’uomo o della donna.
Almeno con una persona è possibile e ne segue una grande gioia. E poi quando impari l’arte può accadere con più persone. Ecco in cosa consiste l’amicizia.

[Osho]

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif
Amore e meditazione in coppia

Ebbene, il fenomeno più strano è che gli uomini e le donne vivono assieme da migliaia di anni, eppure sono ancora degli estranei; continuano a mettere al mondo figli , eppure rimangono estranei.
L’approccio femminile e quello maschile sono talmente contrapposti che se, non si esercita uno sforzo consapevole , se la relazione non diventa una meditazione, non si può sperare in una vita pacifica.
E’ una delle cose cui tengo di più: fare in modo che amore sessuale e meditazione siano talmente interconnessi che ogni relazione d’amore diventi automaticamente una crescita comune nella meditazione, e ogni meditazione ti renda talmente consapevole che non avrai bisogno di “cadere” in amore, ma anzi, t’innalzerai.
Puoi trovare un partner in maniera consapevole, deliberata. Il tuo amore diverrà più profondo e altrettanto avverrà con la meditazione, e viceversa: la meditazione fiorirà e con lei fiorirà l’amore. Ma sarà su un livello totalmente diverso.
Purtroppo la maggior parte delle coppie non è affatto assieme in meditazione: non si siedono mai insieme in silenzio per un’ora, solo per sentire la consapevolezza dell’altro.
Litigano o fanno l’amore, ma in entrambi i casi sono in relazione con il corpo, con la parte fisica, la biologia, gli ormoni. Non sono in contatto con l’essenza più intima dell’altro: le loro anime rimangono separate.
Nei templi e nelle chiese e nei municipi si sposano solo i vostri corpi; tra le vostre anime rimangono chilometri di distanza. Mentre fai l’amore con il tuo partner, neppure in quei momenti sei presente, nè lo è l’altro. Forse l’uomo pensa a Cleopatra, o a qualche attrice del cinema. E forse è per questo che ogni donna tiene gli occhi chiusi: per non vedere il volto del marito, per non essere disturbata.
Sta pensando ad Alessandro Magno, a Ivan il Terribile e se guardasse il marito, si guasterebbe tutto: assomiglia solo a un topo.
Persino in quei momenti bellissimi che dovrebbero essere sacri, meditativi, di silenzio profondo … persino allora non sei solo con la tua amata. C’è una folla. La tua mente pensa a qualcun’altro, la mente del tuo partner pensa a qualcun’altro e vi muovete come dei robot, in maniera meccanica: una forza biologica vi domina e voi la chiamate amore.
Sembra che sia per tutti così. Quando fai l’amore la tua donna è davvero lì? Il tuo uomo è davvero presente? Oppure state ripetendo un rituale, qualcosa che bisogna fare, un dovere da compiere?
Se vuoi una relazione armoniosa con il tuo partner, dovrai imparare a essere più meditativo. L’amore da solo non basta.
L’amore da solo è cieco: la meditazione vi dona gli occhi, la meditazione porta comprensione.
E quando il tuo amore è amore e al tempo stesso meditazione, diventate compagni di viaggio e la vostra non è più una relazione ordinaria, diventa un connubio amichevole sulla via della scoperta dei misteri della vita.
(Osho)

Bibliografia :
Amore e odio – Osho
L’Amore nel tantra – Osho
Con te e senza di te – Osho
Innamorarsi dell’amore – Osho
Amore e liberta’ – Osho

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif
Innamorarsi dell’Amore – Osho
La polarità fondamentale della vita, dell’Amore e della Meditazione
La crescita personale richiede un movimento continuo da una polarità all’altra. A volte stare da soli è perfetto: si ha bisogno del proprio spazio, di dimenticare tutti e stare con se stessi. L’altro è assente e quindi non hai nessuno che ti confina: l’altro crea un confine, da solo sei infinito.
Vivendo insieme agli altri, andando in giro per il mondo, nella società, a poco a poco si avverte un senso di confino, di limitazione, come se si avessero attorno delle mura: diventa una sottile forma di prigionia e si sente il bisogno di muoversi.
A volte è necessario stare completamente da soli, in modo che ogni confine scompaia, come se l’altro non esistesse affatto, e l’intero universo, il cielo infinito esistessero solo per te: in quel momento di solitudine per la prima volta si comprende cos’è l’infinito.
Ma se ci rimani troppo a lungo, con l’andare del tempo l’infinito ti annoia, diventa insipido. Ci sono purezza e silenzio, ma non c’è alcuna estasi: l’estasi arriva sempre attraverso l’altro. E allora all’interno cresce una fame d’amore, si desidera rifuggire la propria solitudine, questo vasto spazio infinito; si vuole un posticino confortevole con della gente intorno, in modo da dimenticarsi di se stessi.
Questa è la polarità fondamentale della vita, dell’amore e della meditazione. Le persone che cercano di vivere solo attraverso l’amore e le relazioni a poco a poco diventano molto limitate: perdono infinità e purezza, diventano superficiali.
Vivere sempre in relazione significa vivere dentro i confini in cui puoi incontrare l’altro; pertanto ti fermi sempre sulla soglia, non riesci mai a entrare nel tuo palazzo, perché è davanti alla porta che ci si incontra con i passanti. Le persone che vivono solo nell’amore, dunque, a poco a poco diventano superficiali. La loro vita perde di profondità. E le persone che vivono solo di meditazione diventano molto profonde, ma la loro vita manca di colore, è priva di danza estatica, non ha la qualità orgasmica dell’essere.
Un’umanità reale, l’umanità del futuro vivrà le due polarità assieme, e ogni mio sforzo consiste nel cercare di condividere tale comprensione. Sarebbe bene potersi spostare liberamente dall’una all’altra, senza che una delle due diventi una limitazione: non dovresti temere la folla del mercato, né dovresti temere il monastero.
Tale libertà, tale flessibilità di movimento, è ciò che io chiamo sannyas. Più ampio è il movimento, più ricca sarà la tua vita.
La vita dovrebbe essere al tempo stesso complessa e semplice. E’ necessario cercare di continuo questa armonia, altrimenti la vita diventa monotona, con una sola nota che si continua a ripetere, senza però poterne far nascere un’orchestra.
da “Innamorarsi dell’amore” – Osho

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif

Matrimonio & dintorni
“… e poi si sposarono, e vissero a lungo felici e contenti.”
Finiscono così molte fiabe… e iniziano non poche tragedie. Certo, il matrimonio, visto come la realizzazione di un sogno romantico, non funziona. Ma può essere qualcosa di diverso? Osho a colloquio con una coppia, sono insieme da quattro mesi e lui ha appena detto di sentirsi sconvolto perché Osho ha affermato di non vederlo molto interessato alla sua ragazza…)
“Ma è così, proprio così! E la ragione potrebbe essere questa: se rimani abbastanza a lungo con una donna non c’è più una relazione poetica. Le cose si assestano: diventate marito e moglie.
Succede così, e qui da me succede dopo tre, quattro giorni… dopo sette giorni arriva il divorzio, e questo per le persone molto convenzionali,… altrimenti anche in un solo giorno, l’amore arriva e se ne va.
Questo può essere il motivo per il quale non riesci a fluire con la sua energia. È molto difficile fluire con l’energia con cui sei già stato, con la donna con cui sei stato, molto difficile. È molto difficile trovare davvero interessanti, avvincenti il proprio marito, o la propria moglie… molto difficile. Qualunque altra donna lo può essere molto facilmente, qualunque altro uomo: il nuovo genera eccitazione. Forse è solo perché siete abituati alle energie reciproche…
La ragazza allora dice che la relazione è stata davvero bella: ‘Sento che ci sono luoghi in cui le nostre energie non si incontrano. Non ci siamo innamorati perdutamente l’uno dell’altra, ma quello che sta crescendo tra noi è davvero bello, quindi…’
Mm, continuate! A volte le energie possono non essere in sintonia, eppure potete amarvi. Non potete essere perdutamente innamorati, è vero.…Quando ci si innamora perdutamente di qualcuno, tutto finisce presto.
Diventa troppo romantico, e le storie romantiche non durano. Quando ti innamori di qualcuno, ma non perdutamente, non follemente, il romanticismo non c’è – è una cosa più terrena, più concreta, più pratica. Può durare a lungo, può diventare una cosa molto, molto stabile.
È per questo che in Oriente abbiamo eliminato l’idea dell’amore. Per molti secoli, in Oriente, l’amore non è stato necessario, anzi, è stato evitato. Le persone dovevano sposarsi e poi amarsi – non prima amarsi e poi sposarsi. Se prima arriva l’amore, il matrimonio non può durare a lungo, è questo il guaio con l’amore. Si spinge molto in alto e tu non puoi rimanere a lungo a quell’altitudine – prima o poi ripiomberai a terra.
… è questo il dramma dell’America: un matrimonio d’amore non può avere successo. Un matrimonio d’amore è bello – manda davvero in estasi le persone – ma non può funzionare, capisci?
Non può diventare un’istituzione, non può creare una famiglia, la famiglia sarà sempre sull’orlo di una crisi.
Questo è il dilemma umano: il matrimonio funziona, il matrimonio è pratico… matematico, calcolato – funziona. Va bene per la famiglia  per i figli, per la società, per lo stato va bene – ma i due partner non arriveranno mai a toccare le stelle… rimarranno a terra – è quello che si definisce un matrimonio felice. Un matrimonio felice non è una storia d’amore veramente bella. Un matrimonio felice vuol dire che le cose vanno bene, discretamente bene… ma questo discretamente bene non è sufficiente. È qualcosa di tiepido, confortevole, piacevole, ma non ti fa mai uscire di senno! Può essere quello il motivo, per voi. Potete rimanere insieme e dar vita a un buon matrimonio, felice…
Non vi sto dicendo di lasciar perdere, no! Una volta riconosciuto che le vostre energie non si incontrano, potete fare qualcosa per aiutarle a incontrarsi. Non è un problema: non è una situazione irrimediabile.
Se non lo sapeste, allora non ci si potrebbe fare nulla. È un bene: accidentalmente siete arrivati a capire che le vostre energie non si incontrano. Ora potete fare molto per aiutarle ad incontrarsi. Ma dovrete farlo con consapevolezza, non si incontreranno da sole. Tu dovrai andargli incontro un pochino e lui dovrà venirti incontro un pochino, e dovrete incontrarvi. Dovrete fare un piccolo sforzo – ma va bene! Non ho niente in contrario: non sto dicendo di lasciarvi. Provateci per un mese, ma in questo mese metteteci più consapevolezza.
Ballate insieme, per esempio, cantate insieme, fate molte cose insieme. Massaggialo e lui può massaggiare te, mm? Lasciate che le vostre energie si incontrino e si mescolino, non solo sessualmente, anche in altri modi! Il massaggio va benissimo, la danza è ottima, andate a nuotare insieme, tenetevi per mano nell’acqua, prendete il sole insieme. Fate in modo che le vostre energie si incontrino in molti altri modi. Il sesso va bene, ma create qualcosa di
multidimensionale. E visto che sapete che le vostre energie non si incontrano, potete fare qualcosa consapevolmente per creare una situazione in cui comincino a muoversi. Poiché sapete che non vi incontrate, potete evitare molte situazioni di conflitto, litigio, contrasto… perché non vi faranno bene. Quando le energie non si incontrano, litigare è un disastro. Quando le energie si incontrano davvero, litigare è ok, ce lo si può permettere, la storia lo può permettere. Ma se voi cominciate a litigare non c’è molto che possa tenervi insieme, nulla da mettere in gioco: vi direte addio. Sapendo questo, potete creare una situazione…evitate quindi ogni negatività. Non dico mai di evitare la negatività alle persone innamorate – dico loro di entrarci: arrabbiarsi, litigare, lanciarsi cuscini e fare qualunque cosa. Ma quando le energie non si incontrano, allora dovete essere molto attenti: il negativo non può essere consentito. Fate più cose positive, così da avvicinarvi di più a un’unica vibrazione.
E il solo sesso non sarà sufficiente. Dovrete incontrarvi in altri modi, non sessuali, e allora accadrà anche con il sesso, altrimenti il sesso da solo non funzionerà. Ma una cosa va bene: può essere una relazione stabile… e penso che tu abbia bisogno di qualcosa di stabile. Vero? Hai avuto tante storie, ora hai anche bisogno di qualcosa di stabile.

tratto da: Osho, The Further Shore # 20

Osho, pensieri e frasi brevi

In amore non essere un mendicante,
sii un imperatore.
Dà e resta semplicemente
a vedere cosa accade…

La vita è un dono meraviglioso
cerca di viverla intensamente
senza sciuparne neppure un attimo.
Solo allora capirai il gusto
di ogni tua azione
bella o brutta che sia!

Nella serietà non puoi mai essere libero; nella serietà sarai perseguitato dall’ansia; nella serietà hai sempre paura che qualcosa possa andare storto.
Con me niente può andare storto perché non c’è niente che sia dritto.
Se c’è qualcosa di dritto, allora qualcosa può andare storto; se non c’è niente di dritto, niente può andare sorto.
Questo è il significato del concetto orientale di “leela”, gioco”.

Puoi fare un errore solo se hai un piano, a quel punto sai dove hai sbagliato.
Io non faccio piani, non faccio progetti.
Vado avanti a fare ciò che accade nel momento.
E ciò che accade va assolutamente bene, perché non c’è modo di giudicare, non c’è criterio, né pietra di paragone.
Questa è la sua bellezza. E questa è libertà.

È un’anima espansa quella che può fare musica.
E le anime vengono espanse, stirate, dalla trazione esercitata dagli opposti: punti, gusti, desideri, lealtà opposte.
Dove non esistono polarità, dove le energie fluiscono senza problemi in una sola direzione, si faranno molte cose, ma non musica, si farà molto rumore, ma non musica.
La musica è creata dall’incontro del suono e del silenzio, la musica è creata dagli opposti.

Se l’esistenza è una sola, e se l’esistenza si prende cura degli alberi, degli animali, delle montagne, degli oceani; dal più minuscolo filo d’erba fino alla stella più grande e allora si prenderà cura anche di te.
Perché essere possessivi?
La possessività dimostra solo una cosa, che non ti fidi dell’esistenza. Vuoi organizzare per te una forma distinta di sicurezza, di garanzia; non ti fidi dell’esistenza.
La non possessività è di base fiducia nell’esistenza.
Non c’è bisogno di possedere perché il tutto ti appartiene già.

Sei stato un po’ troppo serio di recente, seriamente… è tempo di lasciar perdere!
Fatti una bella risata e metti da parte i tuoi bei piani. Davvero non ne hai bisogno.
Ciò che dovrà accadere accadrà e tu hai una scelta: andarci insieme o andarci contro.

Tutti vogliono la libertà; almeno a parole, ma nessuno è veramente libero.
E nessuno vuole veramente essere libero, perché la libertà comporta responsibilità; non arriva da sola.

Piangere e lamentarsi è un modo naturale, una valvola di sfogo per fare sì che le emozioni accumulate, la tristezza, siamo espulse dal sistema: è una profonda pulizia. Ogni uomo e ogni donna dovrebbero imparare a piangere perfettamente.
E a goderselo! È una cosa così rinfrescante, ti alleggerisce!
E dopo aver pianto, non solo i tuoi occhi diventano freschi, ma tutto il tuo essere diventa puro, semplice, innocente.
Ritorni alla verginità che una volta ti apparteneva e che hai perso… ritorni immacolato.
Dopo un bel pianto ti senti come dopo aver fatto un bel bagno, è come se l’anima avesse fatto una doccia.

Con le regole fisse c’è sicurezza, comodità convenienza.
Lascia andare quel comfort, lascia andare quella convenienza, quella sicurezza.
Comincia a vivere una vita pericolosa. E una vita è vita solo quando vivi pericolosamente, quando è una grande avventura, un’esplorazione di ciò che rimane sempre sconosciuto.

Sii sempre consapevole della mente, perché cerca in ogni modo di trovare conforto in spazi inconsci; attraverso le droghe, attraverso mezzi autoipnotici e altro.
Cominci a essere consapevole di tutto ciò che normalmente avviene in modo inconscio, per esempio la rabbia, la gelosia, l’orgoglio; e la tua consapevolezza diventerà più profonda.
Agisci consapevolmente, anche negli atti quotidiani, sii consapevole. Ad esempio camminando, mangiando, parlando e la tua consapevolezza si espanderà.

Ti sorprenderà sapere che tutto ciò che vedi è stato inventato da persone giocose, non dalle persone serie.
Le persone serie sono troppo orientate verso il passato, continuano a ripetere il passato, perché sanno che funziona.
Non sono mai inventive.

Non confondere mai l’intelletto con l’intelligenza: sono poli opposti.
L’intelletto appartiene alla testa; ti viene insegnato da altri, ti viene imposto.
Devi coltivarlo. È una cosa presa a prestito, una cosa estranea; non è innato.
Invece l’intelligenza è innata. È il tuo stesso essere, la tua stessa natura.

Rimanere fedele alle verità che il cuore e l’anima ti stanno dicendo potrebbe non convenirti, in questo mondo così formale e cerimonioso.
Ma se hai il coraggio di ascoltarli troverai qualcosa di intimamente molto prezioso.
Verità e convenienza non sono mai andate molto d’accordo.
Abbi fiducia nel tuo coraggio.

Se ti radichi bene nel corpo, il tempo della celebrazione e della festa, non è lontano.
Appena senti che la serietà, e la sua amica rigidità, vengono a trovarti, parti al galoppo come un cavallo pazzo.
Essere fluidi significa essere vivi. La rigidità appartiene alla morte. Abbi cura di stare dalla parte giusta…

Guarda certe persone: sono infelici perché hanno fatto compromessi su ogni punto, e non possono perdonarsi di aver fatto quei compromessi.
Sanno che avrebbero potuto osare di più, e invece hanno dimostrato di essere dei vigliacchi.
Hanno perso valore ai loro stessi occhi, hanno perso il rispetto di se stessi.
Ecco cosa fa il compromesso.

Milioni di persone soffrono: vogliono essere amate ma non sanno come amare.
E l’amore non può esistere come monologo; è un dialogo, un dialogo pieno di armonia.

Una persona è molto ricca quando è vera eppure ha disciplina, autentica e disciplinata.
Quando queste due polarità si incontrano, diventi più totale.
Allora sta a te.
Qualsiasi cosa la situazione richieda, tu rispondi nel modo richiesto.
Ci sono situazioni che richiedono disciplina, ci sono situazioni in cui la disciplina deve essere messa da parte e si diventa spontanei.
Non hai un modo fisso.
Non hai un carattere.
Sei fluido, scorri e sei più vivo.
La vita circola in te e non ti porti dietro dei pezzi di cadavere.

Districarti nell’intenso groviglio di emozioni nate dall’aver smarrito te stesso nella folla, non dovrebbe essere troppo difficile.
Fa male dimenticarsi di sé e vivere seguendo un copione scritto da altri. Ricordati di te!… e di quel senso di verità che trovi solo nel tuo cuore.

Abbandona l’idea che attaccamento e amore siano una cosa sola.
Sono nemici.
È l’attaccamento che distrugge tutto l’amore.
Se nutri e alimenti l’attaccamento, l’amore verrà distrutto; se nutri e alimenti l’amore, l’attaccamento scomparirà da solo.
Non sono una cosa sola; sono due entità separate, reciprocamente antagonistiche.

Nasci già col desiderio intenso di crescere, di andare da qualche altra parte.
Il seme deve fare un lungo viaggio prima di diventare un fiore. È un pellegrinaggio.
Questo desiderio è molto bello, ci viene dato dalla natura.
Ma la società, finora, è stata molto abile: ha trasformato, deviato, stornato i tuoi istinti naturali per riversarli in qualcosa che va a suo vantaggio.

In una società migliore, formata da persone più comprensive, nessuno vorrà cambiarti.
Tutti ti aiuteranno ad essere te stesso perché essere te stesso è la cosa più preziosa al mondo.

La maggioranza è formata da sciocchi, da veri sciocchi. Guardati dalla maggioranza.
Se tante persone seguono qualcosa, è una prova sufficiente che è una cosa sbagliata.
La verità accade agli individui, non alle masse.

La persona intelligente non si attacca al passato morto, non trasporta cadaveri.
Per quanto belli siano stati, per quanto preziosi, non si porta dietro i cadaveri. Ha finito col passato; è andato e andato per sempre.
Ma la persona stupida è tradizionale. È pronta a seguire i preti, pronta a seguire qualsiasi stupido politico, pronta a eseguire qualsiasi ordine – è pronta a cadere ai piedi di chiunque abbia autorità.
Senza intelligenza non può esserci felicità.
L’uomo può essere felice solo se è intelligente, molto intelligente.

Voi potreste essere l’ultima generazione a cui è ancora possibile ribellarsi.
Se non vi ribellate, potrebbero non esserci più opportunità: l’umanità potrebbe essere ridotta allo stato di robot. Quindi ribellatevi, mentre c’è ancora tempo!

Le circostanze esterne non sono così difficili da cambiare, ma la letargia interiore è vecchia di secoli. L’incoscienza è così primitiva, le sue radici così profonde, che c’è bisogno di una determinazione totale da parte tua, una tremenda determinazione, un impegno, un profondo coinvolgimento. Devi rischiare il tutto per tutto. Altrimenti non ti sarà possibile trasformare te stesso, rimarrai sempre lo stesso.

Finora, l’intera umanità ha vissuto in maniera schizofrenica.
Ogni essere umano è stato lacerato, frammentato. Le religioni, le filosofie, le ideologie non sono stati processi di guarigione, di armonizzazione: sono state la causa alla radice di conflitti interiori e di guerre esistenziali: voi tutti non avete fatto altro che ferirvi.
La mano destra ha ferito la sinistra, la mano sinistra ha ferito la destra ed entrambe le mani ne sono uscite lacerate.

Anche se hai immaginato di essere indipendente, di recente puoi avere scoperto di esserlo meno di quanto pensavi.
Questo brusco risveglio è l’inizio del tuo viaggio fuori dal gregge e dentro la piena dignità della tua essenza individuale.
Ricorda te stesso.

A ogni pezzo delle antiche credenze che cade giù come una vecchia e arrugginita armatura, diventi sempre più leggero e più capace di celebrare la tua vita liberamente; proprio in questo momento, stai puntando a un incontro diretto con la verità. Meno bagaglio hai e più facile è che accada.

A ogni pezzo delle antiche credenze che cade giù come una vecchia e arrugginita armatura, diventi sempre più leggero e più capace di celebrare la tua vita liberamente; proprio in questo momento, stai puntando a un incontro diretto con la verità. Meno bagaglio hai e più facile è che accada.

La morte non è la fine, bensì il crescendo della vita stessa, il suo culmine… Se hai vissuto nel modo giusto, se hai vissuto totalmente, attimo dopo attimo, se hai spremuto tutto il nettare della vita, la tua morte sarà l’orgasmo supremo.

L’uomo che vive del tutto privo di scopi, l’uomo che vive come se la sua vita fosse una passeggiata mattutina, senza una meta, quell’uomo è spirituale, la sua vita è sacra.

Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.
Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos’altro in nome dell’amore.

Le persone originali danno sempre fastidio alla società. Non sono così facili da manipolare, rimangono se stesse. Cercheranno di vivere la propria vita non secondo uno schema, ma secondo la loro visione.
Se una persona ama la musica resterà magari un mendicante, ma continuerà a vivere la sua vita da musicista. Anche se gli fosse offerta la possibilità di diventare primo ministro, vivrà come un mendicante e insisterà a suonare la sua musica. Quella è intelligenza, perché solo quando vivi la tua vita secondo la tua luce, secondo la tua visione, secondo la tua voce interiore otterrai la beatitudine, l’appagamento.

La consapevolezza è la tua stessa natura: puoi dimenticarla, ma non puoi perderla. Non può essere rubata. È il tuo stesso centro.

Non c’è bisogno di correre. Non importa cosa succede intorno a te, mantieni un passo pacato che ti permetta di rimanere in sintonia con la brezza gentile della meditazione.
E appena te ne dimentichi, ritorna in quello spazio, semplicemente e senza sentirti in colpa. Sii la quiete nella tempesta.

In realtà il contrario dell’odio non è l’amore, il contrario dell’amore non è l’odio; è così chiaro, chi potrebbe sbagliarsi? In realtà l’opposto dell’amore è il falso-amore: un amore che finge di essere tale, e non lo è.

L’uomo libero è come una nuvola bianca.
Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono.
Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.

Puoi amare solo quando sei felice dentro di te.
L’amore non può venir aggiunto dall’esterno. Non è un indumento che puoi indossare.

Io concepisco un mondo senza povertà, senza classi, senza nazioni, senza religioni, senza alcun tipo di discriminazione.
Io concepisco un mondo unito, un’umanità unita, un’umanità che condivide ogni cosa materiale e spirituale, una profonda fratellanza spirituale.

Vivi momento per momento, muori al passato, non proiettare alcun futuro… godi il silenzio, la gioia, la bellezza di questo momento.

La povertà viene considerata da alcuni un’qualcosa di spirituale. Una vera sciocchezza. La povertà non è spirituale, è brutta. È una ferita che bisogna curare.

La saggezza sboccia nel tempio più segreto del tuo essere. Non è mai presa in prestito, non ha nulla a che vedere con il sapere, con l’informazione; non ha nulla a che fare con i testi sacri, le dottrine, i sistemi filosofici.
È la tua esperienza personale, individuale ed autentica.

Solo colui che ha abbandonato ogni credo si trova sul sentiero della verità. Altrimenti chi ha pregiudizi, ed un certo credo stabilito non può rivendicare alcuna verità. I credo sono una creazione della mente dell’uomo. La verità non conosce scissioni, pertanto colui che è libero da pregiudizi, ed è imparziale, diviene il detentore del vero, essendone padrone.

Quando diventi uno specchio senza pensieri, tutte le distinzioni scompaiono dal mondo.
Allora la rosa, l’uccello, la terra, il cielo, il mare, la sabbia e il sole sono tutti un’unica cosa, un’unica energia.

L’amore è una comprensione profonda del fatto che l’altro ti completa, ti rende un cerchio perfetto… conosce solo il dare e il ricevere diviene conseguenza.

Non dovete creare un tempio o una chiesa per Dio, è assurdo perché Dio è ovunque!
Per chi state creando un tempio, una chiesa o una moschea?
Se volete pregare potete farlo ovunque.
Dovunque vi inchiniate, vi inchinate a Dio, perché non esiste nient’altro.

Il credo è d’impedimento alla conoscenza; non aiuta ed è causa del credo che l’uomo è diviso.
Non è stato d’aiuto alla crescita spirituale; è stato una delle barriere più grandi.
Il credo vi suddivide in cristiani, hindu, mussulmani ecc.
Il credo divide la terra e generà guerre…

La meditazione è l’unico tempio in cui, quando entri sei davvero all’interno di un tempio.

Il problema autentico è risvegliare nell’individuo quel tanto di consapevolezza capace di generare in lui il desiderio di divenire libero, intelligente, autorealizzato e pienamente consapevole.

L’amore dovrebbe essere simile al respiro. Dovrebbe semplicemente essere una qualità dentro di te: ovunque ti trovi, con chiunque tu sia, e anche se sei solo, l’amore continua a fluire dal tuo essere.

Dio naviga in qualsiasi mare del mondo, è presente e non ha bisogno di essere trovato. Esistono semplicemente luoghi e momenti in cui non siamo capaci di essere consapevoli della Sua presenza. Troviamo Dio guardando all’interno di noi e intorno a noi, è anche in una goccia d’acqua che unendosi al mare diventa parte della sua vastità.

L’illuminazione è “la grande morte”, perché, con essa, non avrete più un corpo, non avrete più una mente, non avrete più il cuore, non avrete più nulla di ciò che possedete ora: non ne avrete più bisogno, perché sarete l’intero universo.

L’occidente non ha la più pallida idea della bellezza del nulla.
TeStesso.com

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif

Osho, pensieri sull’Amore

PERCHE’ L’AMORE E’ COSI’ DOLOROSO ?

“L’amore è doloroso perché apre la strada all’estasi. L’amore è doloroso perché trasforma: l’amore è cambiamento. Qualsiasi trasformazione è dolorosa perché occorre lasciare il vecchio per il nuovo. Il vecchio è familiare, sicuro; il nuovo è assolutamente sconosciuto. Ti muoverai in un oceano mai esplorato. Non puoi usare la mente con il nuovo come facevi con il vecchio; la mente è molto abile, ma può funzionare con il vecchio, non con il nuovo: ora è assolutamente inutile.

Per questa ragione nasce la paura; quando lasci il vecchio mondo – confortevole, sicuro – nasce il dolore. È lo stesso dolore che prova il bambino quando esce dal ventre della madre. È lo stesso dolore che prova il pulcino quando esce dall’uovo. È lo stesso dolore che prova l’uccellino quando prova a volare per la prima volta.
La paura dell’ignoto, l’insicurezza dell’ignoto, la sua imprevedibilità, ti spaventano moltissimo.
Dato che la trasformazione sarà dall’essere verso uno stato di non-essere, l’agonia è profondissima. Ma non si può avere l’estasi senza passare per l’agonia. Per purificare l’oro, esso deve passare attraverso il fuoco.
L’amore è fuoco.
È proprio a causa del dolore che l’amore procura, che milioni di persone vivono una vita senza amore. Anche loro soffrono, ma la loro è una sofferenza inutile. Soffrire per amore non è soffrire invano. Soffrire per amore è creativo: ti porta a livelli più alti di consapevolezza. Soffrire senza amore è un totale spreco, non ti porta da nessuna parte: continui a muoverti lungo il medesimo circolo vizioso.
L’uomo senza amore è narcisista, è chiuso. Conosce solo se stesso. Ma quanto può conoscere se stesso se non ha conosciuto l’altro? Solo l’altro può essere per lui uno specchio. Non conoscerai mai te stesso se non conosci l’altro. L’amore è fondamentale anche per la conoscenza di sé. La persona che non ha conosciuto l’altro in un rapporto profondo di amore, di intensa passione, di totale estasi, non potrà nemmeno sapere chi è, perché non avrà uno specchio in cui osservare la sua immagine.
La relazione è uno specchio e, più l’amore è puro, migliore e più nitido sarà lo specchio. Ma l’amore più alto richiede che tu sia aperto. Richiede che tu sia vulnerabile. Devi lasciar andare la tua armatura, ed è doloroso. Non devi stare sempre in guardia, devi abbandonare la mente e i suoi calcoli. Devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti – è per questo che hai paura di essere vulnerabile. L’altro può rifiutarti – è per questo che hai paura dell’amore.
Il riflesso del tuo essere che scopri nell’altro potrebbe essere brutto – questa è la tua ansietà. Evita lo specchio. Ma non è che evitando lo specchio diventerai bello. Evitando la situazione, non puoi crescere. È necessario accettare la sfida.

Occorre entrare nell’Amore. È il primo passo verso Dio, e non può essere aggirato. Quelli che cercano di evitare lo spazio dell’Amore, non raggiungeranno mai Dio. È una necessità assoluta, perché diventi consapevole della tua totalità solo quando vieni stimolato dalla presenza dell’altro, quando la tua presenza viene rafforzata dalla presenza dell’altro, quando vieni aiutato a uscire dal tuo mondo chiuso, narcisista, e portato fuori sotto la volta infinita del cielo.
L’amore è un cielo, vastissimo. Essere in amore vuol dire mettere le ali. Ma naturalmente, il cielo infinito fa paura.
Inoltre lasciare andare l’ego è molto doloroso perché ci hanno insegnato a coltivarlo. Pensiamo che l’ego sia il nostro unico tesoro. L’abbiamo protetto, decorato, l’abbiamo lucidato in continuazione e, quando l’amore bussa alla porta, tutto ciò che ci occorre per innamorarci è mettere da parte l’ego: è doloroso, certo. È il lavoro di tutta la tua vita, è tutto ciò che hai creato, questo ego orrendo, questa idea che sei separato dall’esistenza.
È un’idea brutta perché non è vera. È un’idea illusoria, ma la società esiste, è anzi basata proprio su questa idea che ogni persona è una persona, non una presenza.
La verità è che al mondo non esistono persone ma solo presenze. Non ci sei, non esisti come ego, separato dal tutto. Sei parte del tutto. Il tutto ti penetra, il tutto respira in te, pulsa in te, il tutto è la tua stessa vita.
L’amore ti dà la prima esperienza di armonia con qualcosa che non è il tuo ego. L’amore ti insegna per la prima volta che puoi entrare in armonia con qualcuno che non è mai stato parte del tuo ego. Se puoi essere in sintonia con una donna, con un amico, con un uomo, se puoi essere in sintonia con il tuo bambino o con tua madre, perché non puoi esserlo con tutti gli esseri umani? E se essere in armonia con una sola persona ti dà tanta gioia, quale sarà il risultato se sarai in armonia con tutti gli esseri umani? Ma se puoi entrare in sintonia con tutti gli esseri umani, perché non anche con gli animali e le piante? Un passo porta al successivo.

L’amore è una scala: inizia con una persona, e finisce col tutto. L’amore è l’inizio, dio è la fine. Aver paura dell’amore, aver paura dei dolori della crescita che l’amore procura, vuol dire rimanere chiusi in una cella oscura.
L’uomo moderno vive in una cella oscura: è narcisista. Il narcisismo è l’ossessione più grande della mente moderna.
E poi arrivano i problemi, problemi senza senso. Ci sono problemi che sono creativi perché ti portano a un livello più alto di consapevolezza. Ci sono problemi che non ti portano da nessuna parte, ti tengono solo legato, ti tengono nel caos del passato.

L’amore crea problemi; puoi evitarli, evitando l’amore. Ma quelli sono i problemi essenziali! Bisogna affrontarli, viverli e passarci attraverso per andare oltre. L’unico modo per andare oltre, è di passarci attraverso. L’amore è l’unica cosa che valga la pena di fare. Tutto il resto è secondario – va benissimo se è di sostegno all’amore. Tutto il resto è solo un mezzo, ma l’amore è il fine. Quindi, per quanto sia doloroso, entra nell’amore.
Se non entri nell’amore – come hanno deciso molte persone – rimani intrappolato all’interno di te stesso. Allora la tua vita non è un pellegrinaggio, non è un fiume che va verso l’oceano; la tua vita è una pozza stagnante, sporca, e molto presto resteranno solo lo sporco e il fango. Per rimanere limpido, devi continuare a fluire. Il fiume rimane pulito perché scorre. Scorrere è il modo di rimanere sempre vergini.
Chi ama rimane vergine. Tutti gli amanti sono vergini. Le persone che non amano non possono rimanere vergini: si addormentano, diventano stagnanti, e prima o poi – più prima che poi – iniziano a puzzare perché non hanno nessun posto dove andare. La loro è una vita morta.
L’uomo moderno si trova in questa situazione, e per questo motivo nevrosi di ogni genere, follie di ogni genere, sono rampanti. Il disagio psicologico ha preso proporzioni epidemiche. Non è che alcuni individui siano psicologicamente malati: la realtà è che la terra nel suo complesso è diventata un manicomio. Tutta l’umanità soffre di una specie di nevrosi.
Questa nevrosi nasce dal tuo ristagnare, dal tuo narcisismo. Tutti sono stretti nell’illusione di avere un sé separato, e poi impazziscono. Questa follia è senza senso, è improduttiva, non creativa. Oppure si suicidano. Questi suicidi sono anch’essi improduttivi e non creativi.
Forse non ti uccidi prendendo del veleno o saltando dall’alto di una rupe o sparandoti, ma puoi suicidarti in modo molto lento, e questo è proprio ciò che accade. Pochissime persone si suicidano tutte di un colpo. Gli altri hanno scelto un suicidio lento, graduale: muoiono a poco a poco. Ma la tendenza al suicidio è diventata quasi universale.
Non è vita questa, ma la causa, la causa fondamentale, è che abbiamo dimenticato il linguaggio dell’amore. Non siamo più così coraggiosi da buttarci nell’avventura chiamata amore.
La gente è interessata al sesso, perché il sesso non è pericoloso.

È il fenomeno di un momento, non occorre coinvolgersi.

L’amore è coinvolgimento, è impegno. Non è un fenomeno del momento. Quando ha messo le radici, può durare per sempre. Può diventare un impegno che dura tutta la vita. L’amore ha bisogno di intimità; solo quando c’è intimità, l’altro diventa uno specchio. Quando ti incontri con una donna o un uomo a livello sessuale, in realtà non vi incontrate affatto, avete evitato l’anima dell’altra persona. Tu ne hai usato il corpo e sei fuggito, e anche l’altro ha usato il tuo corpo ed è fuggito. Non siete diventati abbastanza intimi da poter rivelare all’altro il vostro volto originario.
L’amore è il più grande koan Zen.
È doloroso, ma non evitarlo. Se lo eviti, perdi la più grande opportunità di crescere. Entra in esso, con tutta la sua sofferenza, perché grazie alla sofferenza arriva una grande estasi. Sì, c’è agonia, ma da questa agonia nasce l’estasi. Sì, dovrai morire come ego, ma rinascerai come dio, come buddha. L’amore ti darà il primo assaggio del Tao, del Sufismo, dello Zen. Ti darà la prima prova che dio esiste, che la vita non è priva di significato.
Quelli che dicono che la vita non ha significato sono quelli che non hanno conosciuto l’amore. In effetti stanno dicendo che nella loro vita è mancato l’amore.
Lascia che ci sia il dolore, lascia che ci sia la sofferenza. Passa attraverso la notte oscura, e arriverai a una bellissima alba. Solo nel grembo della notte oscura, il sole può evolversi. Solo attraverso la notte oscura arriva il mattino.
Il mio approccio qui è unicamente quello dell’amore. Ti insegno l’amore, solo l’amore e nient’altro. Puoi dimenticarti di dio: è solo una parola vuota. Puoi dimenticarti delle preghiere: sono solo riti che ti sono stati imposti da altri. L’amore è la preghiera naturale, non imposta da nessuno. Appare con te alla nascita. L’amore è il vero dio, non il dio dei teologi, ma il dio di Buddha, Gesù, Maometto, il dio dei Sufi. L’amore è una tariqa, un metodo per ucciderti come individuo separato e per aiutarti a diventare l’infinito. Scompari come goccia di rugiada e diventi l’oceano, ma per questo devi passare attraverso la porta dell’amore.
Certo, quando scompari come goccia di rugiada – e hai vissuto a lungo come goccia di rugiada – è doloroso, perché pensi: “Io sono questo, e ora questo sta scomparendo. Sto morendo”. Non stai morendo, è l’illusione che muore. Ti sei identificato con l’illusione, è vero, ma l’illusione è sempre un’illusione. Solo quando svanisce, puoi vedere chi sei. Questa rivelazione ti porta alle vette più alte della gioia, dell’estasi, della celebrazione.

Osho
Fonte: The Secret –  http://www.osho.com

Con te e senza di te Osho

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif

Osho: il Possesso Uccide l’Amore
Non essere possessivo, perché quando sei possessivo, stai solo mostrando di essere un mendicante.
Quando cerchi di possedere, mostri solo che non possiedi nulla; altrimenti non dovresti fare uno sforzo. Se sei già il padrone, perché sforzarti?
Per esempio, se ami una persona e cerchi di possederla, non la ami. Non sei neanche certo che la persona ami te. Ecco perché crei tutte quelle misure di sicurezza, la circondi di trucchi e furbizie di ogni genere, proprio perché così non potrà lasciarti. Ma così uccidi l’amore. L’amore è libertà, l’amore dà libertà, l’amore vive nella libertà. L’amore è, nel suo nucleo più essenziale, libertà.
Se ami veramente, non occorre possedere; possiedi già con tanta profondità, a che servirebbe? Non pretendi nulla, qualsiasi pretesa apparirebbe superficiale. Quando possiedi veramente, diventi non possessivo. Ma è qualcosa che devi imparare, tienilo presente. Non cercare di possedere nulla. Al massimo usa e sii grato che ti è stato permesso di usare, ma non possedere.
Il possesso è una forma di avarizia, e un avaro non può fiorire. Un avaro è sempre in uno stato di costipazione spirituale, è malato. Devi aprirti, condividere. Condividi ciò che hai e crescerà; condividi di più e crescerà. Continua a dare, e riceverai ancora. La sorgente è eterna, non essere avaro. Di qualsiasi cosa si tratti – amore, saggezza… qualsiasi cosa, condividi. Non possessività vuol dire condividere.
Dovunque tu sia, devi solo comprendere la possessività e lasciarla andare. Non c’è nulla di sbagliato nella moglie – solo non dire mia moglie. Lascia cadere il ‘mio’. Non c’è nulla di sbagliato nei bambini – sono bellissimi, figli del divino. Ti è stata data l’opportunità di servirli e di amarli: usala, ma senza dire “miei.” Sono arrivati attraverso di te ma non appartengono a te. Appartengono al futuro, appartengono al tutto. Tu sei stato un passaggio, un veicolo, ma non sei il proprietario.
Resta dove sei, resta dove sei stato posto dall’esistenza e vivi in modo non possessivo, e di colpo inizierai a fiorire. Le energie fluiranno, non sarai bloccato, diventerai un flusso. E fluire è bellissimo; vivere bloccati e congelati vuol dire essere brutti e morti.
Arriva alla purezza del centro. Quella è la meta.

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif

Osho: Il Respiro Dell’Amore
Il vero amore è sempre nuovo. Non diventa mai vecchio perché non è cumulativo, non è possessivo.
Non sa nulla del passato; è sempre fresco, fresco come una goccia di rugiada. Vive momento per momento, atomo per atomo. Non ha continuità, non conosce tradizioni. Muore ogni momento, e ogni momento rinasce. È come il respiro: inspiri ed espiri; e poi di nuovo inspiri ed espiri. Non accumuli il respiro dentro di te.
Se lo facessi moriresti, perché diventerebbe stantio, morto. Perderebbe vitalità, perderebbe la qualità della vita. L’amore è la stessa cosa: è un respiro che si rinnova in ogni momento. Quando il tuo amore si blocca e smette di respirare, la vita perde ogni significato.
Questo è proprio ciò che accade con le persone: la mente prende un tale predominio da influenzare persino il cuore e farlo diventare possessivo! Il cuore non conosce la possessività ma viene contaminato dalla mente, ne viene avvelenato.
Quindi ricorda: ama l’esistenza! Lascia che l’amore sia come il respiro: inspira, espira, ma fa’ che sia l’amore che entra e esce. A poco a poco devi creare con ogni respiro la magia dell’amore. Fanne una meditazione: quando espiri, senti che stai riversando il tuo amore nell’esistenza; quando inspiri, l’esistenza riversa il suo amore dentro di te.
Vedrai come molto presto la qualità del tuo respiro cambierà, come diventerà completamente diversa da tutto ciò che hai provato finora.
Per questo in India chiamiamo il respiro “prana”, vita: non è solo respiro, non è solo ossigeno. Qualcos’altro è presente: la vita stessa.

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif

Osho: l’Amore e il Dolore
L’amore è doloroso perché apre la strada all’estasi. L’amore è doloroso perché trasforma: l’amore è cambiamento. Qualsiasi trasformazione è dolorosa perché occorre lasciare il vecchio per il nuovo. Il vecchio è familiare, sicuro; il nuovo è assolutamente sconosciuto. Nel nuovo ti muoveri in un oceano mai esplorato.
Per questa ragione nasce la paura; quando lasci il vecchio mondo – confortevole, sicuro – nasce il dolore. È lo stesso dolore che prova il bambino quando esce dal ventre della madre. La paura dell’ignoto, l’insicurezza dell’ignoto, la sua imprevedibilità, ti spaventano moltissimo.
Ma non si può avere l’estasi senza passare per l’agonia. Per purificare l’oro, esso deve passare attraverso il fuoco.
L’amore è fuoco.
È proprio a causa del dolore che l’amore procura, che milioni di persone vivono una vita senza amore. Anche loro soffrono, ma la loro è una sofferenza inutile. Soffrire per amore non è soffrire invano. Soffrire per amore è creativo: ti porta ai livelli più alti di consapevolezza. Soffrire senza amore è un totale spreco, non ti porta da nessuna parte.
L’amore più alto richiede che tu sia aperto. Richiede che tu sia vulnerabile. Devi lasciar andare la tua armatura, ed è doloroso. Non devi stare sempre in guardia, devi abbandonare la mente e i suoi calcoli. Devi rischiare, devi vivere pericolosamente. L’altro può ferirti – è per questo che hai paura di essere vulnerabile. L’altro può rifiutarti – è per questo che hai paura dell’amore.
Evitando la situazione, non puoi crescere. È necessario accettare la sfida. Occorre entrare nell’amore. È il primo passo verso dio, e non può essere aggirato. Quelli che cercano di evitare lo spazio dell’amore, non raggiungeranno mai dio.
È una necessità assoluta, perché diventi consapevole della tua totalità solo quando vieni stimolato dalla presenza dell’altro, quando la tua presenza viene rafforzata dalla presenza dell’altro, quando vieni aiutato a uscire dal tuo mondo chiuso, narcisista, e portato fuori sotto la volta infinita del cielo.
L’amore è un cielo, vastissimo. Essere in amore vuol dire mettere le ali. Ma naturalmente, il cielo infinito fa paura.
Inoltre lasciare andare l’ego è molto doloroso perché ci hanno insegnato a coltivarlo. Pensiamo che l’ego sia il nostro unico tesoro. L’abbiamo protetto, decorato, l’abbiamo lucidato in continuazione e, quando l’amore bussa alla porta, tutto ciò che ci occorre per innamorarci è mettere da parte l’ego: è doloroso, certo. È il lavoro di tutta la tua vita, è tutto ciò che hai creato, questo ego orrendo, questa idea che sei separato dall’esistenza.
La verità è che tu sei parte del tutto. Il tutto ti penetra, il tutto respira in te, pulsa in te, il tutto è la tua stessa vita. L’amore ti dà la prima esperienza di armonia con qualcosa che non è il tuo ego. L’amore ti insegna per la prima volta che puoi entrare in armonia con qualcuno che non è mai stato parte del tuo ego.
Se puoi essere in sintonia con una donna, con un amico, con un uomo, se puoi essere in sintonia con il tuo bambino o con tua madre, perché non puoi esserlo con tutti gli esseri umani? E se essere in armonia con una sola persona ti dà tanta gioia, quale sarà il risultato se sarai in armonia con tutti gli esseri umani? Ma se puoi entrare in sintonia con tutti gli esseri umani, perché non anche con gli animali e le piante? Un passo porta al successivo. L’amore è una scala: inizia con una persona, e finisce col tutto.
L’amore è l’inizio, dio è la fine. Aver paura dell’amore, aver paura dei dolori della crescita che l’amore procura, vuol dire rimanere chiusi in una cella oscura. L’uomo moderno vive in una cella oscura: è narcisista. Il narcisismo è l’ossessione più grande della mente moderna. L’amore crea problemi; puoi evitarli, evitando l’amore. Ma quelli sono i problemi essenziali! Bisogna affrontarli, viverli e passarci attraverso per andare oltre. L’unico modo per andare oltre è di passarci attraverso.
L’amore è l’unica cosa che valga la pena di fare. Tutto il resto è solo un mezzo, ma l’amore è il fine. Quindi, per quanto sia doloroso, entra nell’amore. Se non entri nell’amore – come hanno deciso molte persone – rimani intrappolato all’interno di te stesso. Allora la tua vita non è un pellegrinaggio, non è un fiume che va verso l’oceano; la tua vita è una pozza stagnante, sporca, e molto presto resteranno solo lo sporco e il fango.
Per rimanere limpido, devi continuare a fluire. Il fiume rimane pulito perché scorre.
Le persone che non amano si addormentano, diventano stagnanti, e prima o poi – più prima che poi – iniziano a puzzare perché non hanno nessun posto dove andare. La loro è una vita morta. L’uomo moderno si trova in questa situazione, e per questo motivo nevrosi di ogni genere, follie di ogni genere, sono dilaganti. Il disagio psicologico ha preso proporzioni epidemiche.
Questa nevrosi nasce dal tuo ristagnare, dal tuo narcisismo. Forse non ti uccidi prendendo del veleno o saltando dall’alto di una rupe o sparandoti, ma puoi suicidarti in modo molto lento, e questo è proprio ciò che accade. Pochissime persone si suicidano tutte di un colpo. Gli altri hanno scelto un suicidio lento, graduale: muoiono a poco a poco. Ma la tendenza al suicidio è diventata quasi universale. Non è vita questa, ma la causa, la causa fondamentale, è che abbiamo dimenticato il linguaggio dell’amore. Non siamo più così coraggiosi da buttarci nell’avventura chiamata amore.
La gente è interessata al sesso, perché il sesso non è pericoloso. È il fenomeno di un momento, non occorre coinvolgersi. L’amore è coinvolgimento, è impegno. Non è un fenomeno del momento. Quando ha messo le radici, può durare per sempre. Può diventare un impegno che dura tutta la vita.
L’amore è doloroso, ma non evitarlo. Se lo eviti, perdi la più grande opportunità di crescere. Entra in esso, con tutta la sua sofferenza, perché grazie alla sofferenza arriva una grande estasi. Sì, c’è agonia, ma da questa agonia nasce l’estasi. Sì, dovrai morire come ego, ma rinascerai come dio, come buddha.
L’amore ti darà il primo assaggio del Tao, del Sufismo, dello Zen. Ti darà la prima prova che dio esiste, che la vita non è priva di significato.
Quelli che dicono che la vita non ha significato sono quelli che non hanno conosciuto l’amore. In effetti stanno dicendo che nella loro vita è mancato l’amore. Lascia che ci sia il dolore, lascia che ci sia la sofferenza. Passa attraverso la notte oscura, e arriverai a una bellissima alba. Solo nel grembo della notte oscura, il sole può evolversi. Solo attraverso la notte oscura arriva il mattino.

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif

Osho: La Paura Dell’Amore
Ci sono due modi di vivere. Uno: dominati dalla paura; l’altro: orientati verso l’amore.
Vivere dominato dalla paura non ti condurrà mai a un rapporto profondo. Resti impaurito e non tolleri l’altro, non permetti all’altro di arrivare fino al tuo centro. Gli dai il permesso fino a un certo punto – poi c’è un muro e tutto si ferma.
La persona orientata verso l’amore è la persona religiosa. Una persona orientata verso l’amore è una persona che non ha paura del futuro, che non ha paura dei risultati e delle conseguenze, che vive qui e ora.
Se sai vivere in questo momento, nel momento presente, in questa pienezza, solo allora sai amare. L’amore è un fiore raro. Fiorisce solo ogni tanto. Milioni e milioni di persone vivono nella falsa convinzione di essere innamorate. Credono di amare, ma è soltanto una loro idea.
L’amore è un fiore raro perché fiorisce soltanto quando non c’è paura, mai prima. Questo vuol dire che l’amore può accadere solo a una persona profondamente spirituale, religiosa. Il sesso è per tutti, la conoscenza superficiale è per tutti. L’amore no.
Solo quando non ti senti impaurito, allora non c’è nulla da nascondere, allora puoi aprirti, allora puoi eliminare tutti i confini. E allora puoi invitare l’altro a penetrare fino al tuo centro.
E ricorda: se permetti a qualcuno di penetrarti profondamente, anche l’altro ti permetterà di farlo, perché quando lasci che qualcuno ti penetri, crei fiducia. Quando non hai paura, l’altro diventa intrepido.
Nell’amore che vediamo oggi intorno a noi, la paura è troppo spesso presente. Il marito ha paura della moglie, la moglie ha paura del marito. Gl’innamorati hanno sempre paura. Non si aprono, non eliminano i confini. Ma questo non è amore. È soltanto un contratto fra due persone impaurite, che dipendono l’una dall’altra, che si combattono, si sfruttano, si controllano, si dominano e si posseggono – ma non è amore.
Se puoi lasciare accadere l’amore, non c’è bisogno di preghiere, non c’è bisogno di meditazione, non c’è bisogno di nessuna chiesa, nessun tempio. Attraverso l’amore ti sarà successo tutto: meditazione, preghiera, dio. Ti sarà successo tutto. Questo è ciò che intende Gesú quando dice: L’Amore è dio. Ma l’amore è difficile. Bisogna abbandonare la paura. E questa è la stranezza: hai tanta paura ma non hai niente da perdere.
Cos’hai da perdere? Niente. Questo corpo sarà preso dalla morte. Prima che sia preso dalla morte, fanne dono all’amore. Tutto ciò che hai ti verrà tolto. Prima che ti sia tolto, perché non condividerlo? Questo è l’unico modo di possederlo davvero. Se sei capace di donare e condividere, sei il maestro. Ti verrà tolto. Non c’è niente che puoi tenere in eterno. La morte distruggerà tutto.
Così, se hai capito ciò che ho detto, la lotta è tra l’amore e la morte. Se sai donare, non ci sarà la morte. Prima che qualcosa ti sia tolta, l’avrai già donata, ne avrai fatto dono. Non può esserci morte. Per chi ama non c’è morte.
Allora cos’è questa paura? Perché hai così tanta paura?
Anche se si venisse a sapere tutto di te e tu diventassi come un libro aperto, perché aver paura? In quale maniera questo può farti del male? Sono solo idee sbagliate, condizionamenti dati dalla società – che ti devi nascondere, che ti devi proteggere, che devi stare sempre in guardia, che tutti sono dei nemici, che tutti sono contro di te.
Non c’è niente di cui avere paura. Questo deve essere compreso prima che possa accadere una vera relazione sentimentale. Non c’è niente di cui aver paura.
Meditaci su. E poi permetti all’altro di entrare in te, invitalo a entrare. Non creare barriere da nessuna parte, diventa un passaggio sempre aperto, senza porte, senza lucchetti. Allora l’amore è possibile.
Quando due centri s’incontrano, nasce una cosa nuova. Questa cosa nuova è l’amore. Ed è proprio come l’acqua – la sete di tante e tante vite viene appagata. Improvvisamente ti senti soddisfatto.
Quello è il segno visibile dell’amore; ti senti contento, come se avessi raggiunto tutto ciò che desideri. Non c’è più nulla da conseguire ora; sei arrivato alla meta. Non c’è un’altra meta, il destino si è compiuto. Il seme è diventato fiore, è arrivato alla completa fioritura.
Una profonda contentezza è il segno visibile dell’amore. Ogni qualvolta una persona è innamorata, si sente profondamente appagata. L’amore non si può vedere, ma la contentezza, la soddisfazione profonda tutt’intorno… ogni suo respiro, ogni suo atto, il suo essere stesso è contentezza.
Puoi sorprenderti quando dico che l’amore ti rende privo di desideri, ma il desiderio viene dall’insoddisfazione. Desìderi perché non hai. Desìderi perché pensi che se avrai qualcosa, sarai contento. Il desiderio viene dalla scontentezza.
Ma quando c’è l’amore e i due centri si sono incontrati, uniti e dissolti, ed è nata una nuova qualità alchemica, ti senti appagato. È come se l’intera esistenza si fosse fermata – non c’è più movimento. Allora, il momento presente è l’unico momento.
Per questo ti dico: l’amore fa sparire i desideri. Sii coraggioso, liberati dalla paura, sii aperto. Lascia che il centro di un altro s’incontri con quello che è in te e attraverso questo rinascerai, si creerà una nuova qualità dell’essere.
Se c’è l’amore, sentirai veramente per la prima volta che l’esistenza è divina e tutto il creato è una benedizione. Ma c’è molto da distruggere prima che ciò sia possibile. Molto dev’essere distrutto prima che ciò sia possibile. Devi abbattere tutto ciò che crea delle barriere dentro te.
Fai dell’amore un sadhana, una disciplina interiore. Non permettere che sia soltanto una cosa frivola, non permettere che sia solo un’occupazione della mente. Non permettere che sia soltanto una soddisfazione del corpo. Fanne una ricerca interiore.
La chiave di base è questa: devi permettere all’altro di penetrarti sin nel recesso più profondo del tuo intimo, fino alle fondamenta del tuo essere. La distruzione dell’ego è la meta. Da qualunque porta si entri nel mondo interiore – dall’amore, dalla meditazione, dallo yoga, dalla preghiera – qualunque sentiero si scelga, la meta è la stessa: la distruzione dell’ego, buttare via l’ego. Attraverso l’amore può essere fatto molto facilmente, ed è cosí naturale! L’amore è la religione naturale.

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif

Osho: la Consapevolezza dell’Amore

Diventa consapevole di questo fatto: più sei consapevole e più amore sentirai.
Quando tieni per mano un amico, fallo con grande consapevolezza. Osserva se la tua mano sta irradiando calore oppure no. Infatti è possibile tenere per mano qualcuno senza che ci sia alcuna comunicazione o trasferimento di energia. Puoi tenere qualcuno per mano, e tuttavia la tua mano può essere fredda, gelata. Non c’è vibrazione o pulsazione; l’energia non sta fluendo verso l’amico. Ma allora è un gesto inutile, vuoto e impotente.
Quando stai tenendo l’amico per mano, osserva se nel profondo di te l’energia scorre oppure no, e aiuta il flusso dell’energia in quella direzione. Porta l’energia nella mano, dirigila lì. All’inizio sarà solo un’esercizio dell’immaginazione, ma l’energia tende a seguire l’immaginazione.
L’immaginazione crea le radici, e canalizza l’energia. Perciò, quando tieni la mano dell’amico, fallo con consapevolezza e immagina che l’energia si stia muovendo verso quel punto, in modo che la mano diventi calda e accogliente. Vedrai accadere una trasformazione straordinaria.
Quando guardi qualcuno, guardalo con gli occhi dell’amore, altrimenti gli occhi del corpo sono come pietre, freddi, e per nulla accoglienti.
Quando guardi le persone, riversa amore su di loro attraverso gli occhi. Quando cammini, cammina riversando amore tutt’intorno.
All’inizio sarà solo immaginazione, ma presto vedrai che è diventata realtà. Anche gli altri sentiranno che hai una personalità più calda… che quando si avvicinano a te nasce in loro un senso di grande benessere.
Questo dev’essere il tuo sforzo cosciente: diventa più consapevole dell’amore ed esprimi più amore. “

https://i1.wp.com/www.larabesque.altervista.org/separatori/rosa.gif

Brani sparsi su Osho e l’amore

Tag Cloud