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Archivio per la categoria ‘Amore’

Ad Afrodite (meditazione e preghiere)

donnred

  Rituale: ad Afrodite

 Approfondendo il legame con la dea dell’amore, potete approfondire anche la vostra relazione, sanarla e persino trasformarla. Questo rituale particolare è dedicato nello specifico ad Afrodite, anche se può essere adattato a qualsiasi altra divinità dell’amore verso la quale provate affinità.

Dovete innanzitutto preparare il Vino dell’amore e il pane dell’amore come atto di offerta e impegno solenne. Se non riuscite a prepararli in tempo per il rituale, trovate un altro vino e un altro pane adatti da consacrare. Come per la maggior parte delle operazioni dedicate ad Afrodite, agite di venerdì.

. Purificate lo spazio e voi stessi

. Ungentevi con una pozione o un olio d’amore che ritenete appropriato per il vostro intento

tracciate il cerchio

. invocate i guardiani dei quattro punti cardinali

. recitate questa inovocazione ad Afrodite:

Io t’invoco, o dea Afrodite,

dispensatrice d’amore in tutte le sue forme,

perché tu rimanga vicino a me.

Benedicimi con la tua presenza.

Io t’invoco , Afrodite Urania,

dea dell’amore celestiale, dea dell’amore ideale,

dell’amore perfetto, splendido ed eterno.

Io t’invoco, Afrodite genitrice,

dea dell’amore coniugale, dea dell’unione,

dell’amore equilibrato e impegnato.

Io t’invoco, Afrodite Ninfa

dea del primo amore, protettrice dei giovani,

dell’amore giovanile, puro e innocente.

Io t’invoco, Afrodite Porne,

dea dell’amore erotico, patrona della sessualità,

dell’amore passionale, bestiale e carnale.

In tutti i tuoi aspetti, oscuri e luminosi,

io t’invoco, Afrodite.

Consacrare il pane e il vino, poi pronunciate le seguenti parole:

 Nel tuo santo nome, benedico questo pane,

benedico questo vino.

Questo cibo dell’amore, prodigato dagli dei,

trasformato dalle mie mani umane,

io lo offro a te.

Perchè voglio conoscere le tue consuetudini.

Lo offro a te. Perchè desidero migliorare la mia capacità

di dare e ricevere amore.

Lo offro a te. Perchè desidero comprendere

il mistero dell’Amore Perfetto e incarnarlo

nella mia vita.

Prendete un pezzetto di pane, immergetelo nel vino e mangiatelo. Prendete una porzione di pane più grande e offritelo ad Afrodite. Prendete il calice con il vino e offritelo ad Aferodite. Se siete all’aperto, mettete il pane a ovest, la direzione dell’acqua, e versatevi sopra il vino come offerta alla dea. Poi pronunciate queste parole:

 Che tutte le mie relazioni, con esseri umani, animali,

piante e spiriti, possano essere toccate dal tuo amore e

dalla tua benedizione.

Che io possa vedere l’amore in ogni elemento della natura

e dell’universo, che crea vincola e distrugge,

da questo momento e fino alla fine dei tempi.

Così sia.

 

Meditate. Sfruttate questo momento per osservare il vostro lavoro. Chiedete di essere guidati. Ascoltate i vostri sentimenti e i vostri sensi. Annotate le vostre impressioni sul diario. Potete anche ripetere l’esercizio del viaggio nel Tempio dell’Amore.

Recitate l’invocazione di chiusura:

Ti ringraziamo, grande Afrodite, in tutti i tuoi aspetti,

in tutte le tue sfaccettature.

Grazie per averci svelato i misteri dell’amore.

Che tra di noi possa sempre regnare la pace.

Salute e arrivederci.

Congedate i guardiani dei quattro punti cardinali.

Chiudete il cerchio.

(Cuore di strega, Cristopher Penczack)

 baciodeldeserto

 

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Le sette notti del Tantra (Tantra di coppia 3)

TANTRAdivine

Questa  sotto è una  raccolta  (di articoli vari) che parla del Tantra in generale  e di vari esercizi da fare per migliorare l’amore, la sessualità e la complicità nella coppia.

Si parla sempre più di Tantra di coppia, di esercizi, di fare l’amore conspapevole. Per alcune persone è sempre una novità, per altri fonte di guadagno,  e comunque qualcosa che va sicuramente letto e magari praticato in coppia perchè sicuramente la consapevolezza in coppia è fondamentale peer un rapporto duraturo. Ultimamente mi son imbattuto anche in chi fa corsi con le tecniche segrete del e le famose Sette Notti del Tantra. A me questa cosa fa sorridere molto, mi ricordo che quando ai miei tempi insegnavo Yoga queste cose segrete non lo erano. Ho perfino un libro del 1999 della Demetra ,Tantra l’energia dell’Amore di Andrea Zanino che spiega queste segretissime notti. E qua sotto vi dò un estratto di queste notti magiche e di come si svolgono.

Vi auguro buona Lettura

White Fearn

 

La Prima delle 7 Notti
Entrate nelle stanze delle sette notti tantriche.
Seduti alla tavola imbandita, bevete un bicchiere di vino, senza toccare il cibo e, dopo averlo finito, baciatevi delicatamente sulle labbra (una sola volta).
L’uomo si alza in piedi, di fronte alla donna e dice: “sono pronto”.
Anche la donna si alza in piedi, si mette di fronte all’uomo e inizia a spogliarlo, un indumento dopo l’altro, con lentezza, mentre lui rimane fermo con le braccia abbandonate lungo i fianchi.
A ogni indumento tolto, la donna guarda la parte nuda dell’uomo, senza toccarlo, e recita il mantra della consapevolezza ommm, ahdi, ommm. Quando l’uomo è completamente nudo, anche la donna dice: “sono pronta” e l’uomo la spoglia lentamente nello stesso modo.
L’uomo inizia ora il rituale della consapevolezza così come è abituato a fare da solo, concentrandosi però sull’immagine della donna.
Le tocca le labbra, i capezzoli e il pube ripetendo ogni volta il mantra della consapevolezza ommm, ahdi, ommm.

A occhi chiusi si concentra sull’immagine della donna, mentre lei, con gli occhi aperti, prende le sue mani e le guida, portandole nuovamente alle labbra, al seno e al pube.
La lentezza dei gesti è fonte di piacere e intimità. A ogni contatto viene pronunciato il mantra della consapevolezza ommm, ahdi, ommm.
La donna, dopo essere stata toccata in questo modo, tocca le labbra dell’uomo con il pollice e l’indice, poi il suo capezzolo e poi il pube, prendendo il pene tra le quattro dita e stringendo la base con delicatezza. A occhi chiusi visualizza il corpo di lui e aspetta di essere guidata a toccarlo una seconda volta.
Abbracciatevi per un attimo e separatevi. Seduti al tavolo, tenete l’uno le mani dell’altro stando in silenzio.
Dopo poco vi separate: ognuno va in una stanza diversa e ripete i rituali del controllo . Fermatevi in tempo! Alla soglia dell’orgasmo smettete, il culmine del piacrere verrà dopo, sublimato.
Rimanendo ognuno in una stanza diversa, fate anche il rituale della canalizzazione.**
Riunitevi poi al tavolo, seduti sui cuscini incrociate le mani ripetendo il mantra della consapevolezza, ommm, ahdi, ommm. Sarete entrambi molto eccitati, ma evitate di toccarvi.
Vale qui un rigoroso rispetto della regola dei 60 minuti , che non va assolutamente violata. Per distrarvi mangiate e bevete, parlando tranquillamente di ciò che volete.
Dopo avere trascorso un’ora intera, andate nella stanza da letto e fate tutto quello che più vi piace. Dedicatevi al sesso nel modo che preferite e godete dell’estasi sessuale senza limiti. Dopo aver entrambi raggiunto l’orgasmo, potrete andare a dormire, carichi dell’energia sessuale smossa, che lavorerà per voi mentre riposate preparandovi alla seconda notte.

**La canalizzazione
Va compiuta di seguito alla fase di masturbazione e controllo.
Nel caso tu abbia una qualunque cosa che vorresti risolvere, ma non sai come, concentrati su un aspetto del problema e isolalo da tutto il resto.
Mentre focalizzi il tuo problema, ripeti il mantra della canalizzazione ahh, nahh, yahh, tawnnn, e pensa a convogliare l’insieme delle cariche positive accumulate nel pre orgasmo, verso quella determinata situazione.

Recita il mantra ahh, nahh, yahh, tawnnn, dì qualcosa del tipo: sarò in grado di eliminare quel difetto, oppure sarò in grado di superare quell’ostacolo, ecc, e recita nuovamente il mantra ahh, nahh, yahh, tawnnn.
Questa operazione va compiuta per sei volte di seguito. La frase in mezzo ai due mantra deve essere breve e concisa. I mantra non devono contenere riflessioni, ma solo il nocciolo del problema. Già questo ti sarà d’aiuto. Mentre sarai impegnato a fare altro, le energie accumulate procedono dirette sul tuo problema, lavorando per il tuo benessere e la tua armonia.

ed ecco qua.. La Seconda delle 7 Notti:
Seduti al tavolo come la sera precedente, bevete un bicchiere di vino, pensando all’obiettivo della canalizzazione.
E’ la donna a iniziare: si alza in piedi e dice: “sono pronta”. L’uomo, in piedi di fronte a lei, inizia a spogliarla, ripetendo a ogni indumento tolto il mantra della consapevolezza ommm, ahdi, ommm.
Quando l’uomo a sua volta dice:”sono pronto”, la donna inizia a spogliarlo. Non sottovalutate l’importanza dei mantra e degli yantra , che hanno il delicato compito di allineare la vostra mente con lo spirito e con il corpo.
Una volta nudi entrambi, abbracciatevi e baciatevi a lungo rimanendo in piedi, in modo che l’unico contatto sia quello tra i vostri corpi nudi e le vostre labbra.
La seconda notte prevede ora un bagno, fatto il quale procederete ai rituali separati, come la sera precedente.
Vi ritroverete seduti al tavolino con le mani incrociate.
Per riuscire a controllare l’eccitazione dell’orgasmo sfiorato, ripetete il mantra del controllo pahhh, dahhh, o-mahmmm, e distraetevi mangiando e bevendo.
E’ di importanza fondamentale rispettare la regola dei 60 minuti.
Dopo lo scoccare del sessantesimo minuto, spostate i cuscini dal tavolo e sedetevi una di fronte all’altro. La donna apra le gambe sollevando le ginocchia e l’uomo incroci le gambe alle sue, appoggiando i piedi sulle natiche di lei.
Le mani vanno appoggiate sulle ginocchia del partner. Questa posizione è detta “contemplativa” e serve a fondare la conoscenza reciproca. Il contatto è molto diretto, anche se i genitali non vengono toccati.
Guardatevi negli occhi, poi spostate lo sguardo sul seno, sull’ombelico e sul pube. A occhi chiusi focalizzate l’attenzione sulle parti dell’altro, la donna immagini che l’uomo la penetri con il pene eretto, pronto all’orgasmo che la innonda, e l’uomo a sua volta immagini la vagina che, calda e aperta, lo accoglie nel piacere.

Aprite a questo punto gli occhi guardando i genitali del partner. Alzatevi e andate nella stanza da letto. Procuratevi tutto il piacere possibile, facendo l’amore come più vi piace. Lasciatevi andare al piacere dei sensi fino al raggiungimento dell’orgasmo. Addormentatevi nella consapevolezza dell’energie positive che vi attraverseranno fino alla notte successiva.

vi sta iniziando a piacere, eh?

La Terza delle 7 Notti:
Sempre seduti al tavolo imbandito, bevete un bicchiere di vino e pensate, se volete parlate, dell’obbiettivo della canalizzazione.

L’uomo si alza e dice lo solita formula:”sono pronto.”
Inizia a spogliarsi lentamente sotto lo sguardo della donna, fino a rimanere completamente nudo. Inizierà il rituale del risveglio, mentre la donna, ferma e in silenzio lo guarda, fino a quando non ha finito.
La donna allora si alza, recita il suo “sono pronta” e fa la stessa cosa sotto lo sguardo dell’uomo. Quando anche lei ha finito, abbracciatevi e baciatevi rimanendo in piedi, così che l’unico contatto sia quello tra i due corpi.
Giunge poi il momento del bagno, dopo il quale l’uomo, sdraiato, svolgerà il rituale del risveglio del desiderio alla presenza della donna, seduta ai piedi del letto.
La donna guarda attentamente i gesti che l’uomo ha fatto tante volte da solo, disteso nudo sul letto. Terminato l’uomo, farà la stessa cosa la donna, sotto lo sguardo di lui.
Si fa poi il rituale del controllo , ma ognuno per conto suo. Non dovete assolutamente procurarvi un orgasmo, ma solo andarci molto vicino e ritrarvi in tempo, altrimenti tutto l’esercizio diventa vano.
Dopo aver fatto separatamente anche la canalizzazione, rincontratevi al tavolino per mangiare, bere e chiaccherare, osservando la regola dei 60 muniti.
Assumete poi la posizione contemplativa già sperimentata la notte precedente.
Con gli sguardi fissi sui genitali l’uno dell’altro la donna si abbassi fino a prendere il pene e i testicoli dell’uomo tra le mani, assecondando il movimento di indice e pollice che lo percorrono. L’uomo si concentra sulla visualizzazione yantrica maschile e procede allo stimolo muscolare. L’uomo contrae i muscoli per tre volte e la donna per tre volte dice:”lo sento”.
In maniera analoga l’uomo si abbasserà verso la donna, infilando un dito nella vagina, senza però stimolare altre parti. La donna si concentra sulla visualizzazione yantra femminile, e mentre stringe i muscoli interni per tre volte, l’uomo dice “la sento”.
A questo punto siete liberi di andare nella stanza da letto, dove vi scambierete ogni forma di piacere, nella maniera che più vi piace…fino alla notte successiva.

La Quarta delle 7 Notti:
Come nelle notti precedenti vi incontrerete al tavolo, bevendo assieme un bicchiere di vino e parlando apertamente degli obiettivi della canalizzazione.Quando l’uomo dice “sono pronto”, si alza e inizia lentamente a spogliarsi mentre la donna lo guarda. Anche la donna, dopo aver detto “sono pronta”, si spoglia.

Entrambi nudi, abbracciatevi e baciatevi e andate nella stanza da bagno.

Tornate al tavolino e, seduti sui cuscini, assumente la posizione della contemplazione : la donna prende tra le mani il pene mentre l’uomo comanda per tre volte la contrazione, poi l’uomo mette un dito nella vagina, mentre lei per tre volte stringe i muscoli.

A questo farete una cosa che probabilmente non avete mai fatto.
La quarta notte del tantra prevede che uomo e donna svolgano sotto gli occhi del compagno/a l’intero rituale del controllo, ovvero una masturbazione in piena regola, che si ferma alla soglia dell’orgasmo.

Mentre l’uomo si masturba la donna sedie ai piedi del letto in silenzio, senza toccare mai nè lui, nè se stessa. L’uomo farà poi la stessa cosa. Questa pratica consente una confidenza nuova, che si raggiunge solo attraverso un superamento graduale delle barriere tra uomo e donna. Osserva attentamente ogni piccolo movimento dell’altro, così da poter imparare il miglior modo per toccarlo/a.

Sedetevi dunque al tavolo e, osservando la regola dei 60 minuti, mangiate e bevete, chiaccherando. Quando avrete finito, potrete prendervi per mano e andare nella stanza da letto, dove farete l’amore nella maniera che preferite, senza inibizioni e nel pieno della nuova confidenza raggiunta.

In vista della quinta notte riposatevi bene, mentre le energie sprigionate nell’amplesso lavoreranno al miglioramento della vostra vita durante il sonno.

e ora..

La Quinta delle 7 Notti:
Seduti al tavolo bevete un bicchiere di vino e parlate dell’obiettivo che volete raggiungere. La donna inizia dicendo “sono pronta” e spogliandosi lentamente. A sua volta l’uomo dice “sono pronto” e si spoglia.
Completamente nudi, abbraciatevi e baciatevi, e andate in bagno.
Spostate i cuscini dal tavolo e sedetevici nella posizione della contemplazione. Proprio come la sera precedente, l’uomo sentirà lo stimolo muscolare della donna e viceversa. Andate poi insieme nella stanza da letto, dove la donna si stenderà con le gambe aperte e le painte dei piedi che combaciano.
Sarà l’uomo questa volta, seduto accanto alla donna, a iniziare a toccarla: prima le labbra, poi i seni e poi il pube.
Così come faceva con sè, l’uomo tocca la donna solo come indicato, come è abituato a fare durante il rituale del controllo.
I gesti devono essere lenti e decisi. Sfiora con le dita le sue labbra, con i palmi aperti prendi in mano il suo seno stringendone lievemente la sommittà e stimola dolcemente il suo capezzolo.
Fai scendere le mani sul suo ventre, e appoggiale alle sue, incrociate sotto l’ombelico. Fermati un poco e poi scendi al pube. Con i pollici apri le labbra e tocca il clitoride facedo un legggero movimento rotatorio.

Lui dice: “lo sento”, e lei risponde “lo sento” solo quando l’uomo la tocca nel modo migliore. Per far questo lei può condurre le dita di lui nel punto esatto del piacere.
L’uomo deve capire bene quali sono i punti su cui esercitare la giusta pressione, cogliendo le reazioni della compagna.
Attenzione: l’uomo sta compiendo sul corpo della donna il rituale del controllo. Questo significa che entrambi non dovete assolutamente lasciarvi andare. Il controllo è il fondamento del tantra e senza di esso il tutto perde di senso ed efficacia. Nel caso la difficoltà sia troppo elevata, interrompete.
La donna poi, seduta al bordo del letto, toccherà l’uomo, facendo attenzione a non farlo venire. Dovrà fare particolare attenzione perchè lui sarà molto eccitato. Dopo avere toccato le labbra e i capezzoli di lui, gli mette le mani sul ventre e scende poi verso il pube. Prendendo il pene tra le mani compie i gesti che ha visto fare da lui la sera prima. Un attimo prima di venire, l’uomo afferra il braccio della donna, affinchè lei interrompa il contatto immediatamente. Il momento richiede silenzio, rispetto e intimità.
Andate al tavolo e distraetevi mangiando e bevendo. Passata un’ora, andate nella stanza del letto e scambiatevi piacere senza limiti, non preoccupandovi più del controllo.
L’orgasmo che avrete sarà il più forte che avete mai provato.

La Sesta delle 7 Notti:
Vi ritrovate seduti al tavolo, bevendo un bicchiere di vino. Il bagno , la posizione contemplativa, l’esercizio delle contrazioni e l’abbraccio.

La donna si stende sul letto e dice “sono pronta”. L’uomo, seduto affianco, si dedica al piacere di lei. Con la punta dell’indice le tocca le labbra, appoggia i palmi delle mani sul viso di lei e con la lingua segue il contorno delle sue labbra. La bacia appassionatamente, mentre lei rimane passiva, concentrata sulle sensazioni che prova.

Scende ai seni prendendo tra le dita un capezzolo alla volta. Lo stringe un poco tra le dita e massaggia il seno intero. Poi prende il capezzolo tra le labbra e lo succhia leggermente, prima uno e poi l’altro. Scende verso il pube, mentre la donna rimane sempre con le mani intrecciate sull’addome.

L’uomo apre le labbra della donna con i pollici e tocca il clitoride con la punta dell’indice. Appoggia poi le mani sulla vagina per qualche secondo e ricomincia.

Apri ancora le labbra e scendi verso il perineo con la punta delle dita, esercitando una lieve pressione, scendi ancora fino a toccare il retto e premi leggeremente. Appoggia le tue mani sulla sua vagina e rimani immobile per qualche secondo.

Il sesso orale dell’uomo sulla donna
Apri le labbra con le dita e chinati verso il sesso di lei, prendine una in bocca e succhiala delicatamente. Poi fai lo stesso con l’altra. Infila la lingua nella vagina e muovila dall’alto al basso. Continua a leccare salendo verso il clitoride e succhialo dolcemente.

Ogni reazione della donna è indicazione preziosa per l’uomo, che sceglie di volta in volta come procedere, tra un’intensità e l’altra. Nel momento in cui la donna sta per venire, avvisa il compagno afferrandolo, perchè subito si fermi. Non si deve assolutamente raggiungere l’orgasmo, sarà dopo. Qui la donna visualizza e canalizza.

Viene poi la volta del piacere dell’uomo.
Se l’uomo è molto eccitato, è bene aspettare un momento prima di iniziare. In ogni caso la donna aspetterà la frase: “sono pronto”.

Segui con la punta del dito indice il profilo delle labbra del tuo compagno. Poggia i palmi delle mani sul suo viso e con la lingua sfioragli le labbra. Bacialo appassionatamente, mentre lui rimane passivo. Mette le mani sul suo seno, prendi tra le dita un capezzolo e stimolalo con delicatezza. Porta la bocca al capezzolo e succhialo, prima uno e poi l’altro.
Con le mani scendi sulle mani di lui, incrociate sull’addome. Scendi ancora prendendo la base del pene tra due dita. Il pene va toccato percorrendolo tutto, dal glande fin sotto lo scroto e al perineo, poi su ancora fino alla cima. Quando raggiungi la sommità, stringi con due dita il glande, in modo che diminuisca leggeremente di dimensione (fuoriesce dell’aria). Arriva poi a toccare il perineo e il retto, esercitando niente più che una lieve pressione.
Abbandona per un attimo le mani ai bordi dei genitali, poi riprendi la base del pene nella sua parte più profonda. Tienilo alla base con sole due dita, mentre il resto della tua mano accoglie i suoi testicoli.

Il sesso orale della donna sull’uomo
Il pene è eretto e il glande preme sulla pancia. Senza spostare le mani, premi con la bocca sulla base del pene, e sali al glande, coprendo i denti con le labbra. Giunta alla sommità sposta il pene in modo che sia perpendicolare al suo corpo. In questa posizione scopri il glande e succhialo, muovendo la lingua in senso circolare.
Con la mano destra tieni la base, mentre con l’altra i testicoli, facendo una lieve pressione su perineo e retto. Succhia il glande muovendo la testa su e giù in modo da coprire la maggior parte di pene possibile. I movimenti dovranno calibrarsi in base alle reazioni del partner. Quando ti segnala di smettere, staccati immediatamente.
L’uomo a questo punto deve concentrarsi e controllare i propri impulsi in maniera efficace, usando le tecniche di visualizzazione e canalizzazione.

Nell’ora successiva, mangiate, parlate, distraetevi e tornate poi al letto, dove a questo punto il piacere che proverete non è immaginabile, se non lo si sperimenta…

ed infine…

La Settima e Ultima Notte del Sesso Tantrico
Bevendo un bicchiere di vino seduti al tavolo, parlate dell’obbiettivo personale da raggiungere tramite la canalizzazione . Spogliatevi reciprocamente e andate in bagno. Tornati al tavolo assumete la posizione contemplativa, contrazioni muscolari comprese.

Andate assieme nella stanza da letto. La donna si stende con le gambe divaricate, assumendo al posizione solita e l’uomo le tocca labbra, seno e pube.
In questa circostanza serve molta attenzione da parte di entrambi.

A ogni gesto dell’uomo, la donna deve dire apertamente tutto quello che prova e sente, senza tralasciare niente. Deve cercare di essere molto precisa e chiara, iindicando quali sono i gesti e i punti che le dano più piacere.

Dopo alcuni minuti l’uomo si stende al posto della donna. Mentre lei gli tocca il viso lui esprime le sue sensazioni, dopo che lei lo bacia, lui le dice cosa ha sentito. Lei gli massaggia i seni e gli tocca i capezzoli, e lui descrive tutto, mano a mano che lei prosegue.

Quando avrai tra le mani un’erezione, mettiti sopra di lui e, allargando le labbra, fallo scorrere dentro di te, molto lentamente. Le formule del sono pronto devono precedere questa operazione, e mantra e yantra accompagnano tutta la sessione.

Mentre lui ti penetra, stringi i muscoli e fai la visualizzazione yantrica, l’uomo a sua volta fa lo stesso. Entrambi dite: “lo sento”. Fatto questo stendetevi uno affianco all’altra per qualche minuto e iniziate poi a toccarvi, facendo l’amore come preferite.

candelevasca

Il Tantra e la coppia (2)

TANTRAdivine

Questa sotto è una breve raccolta che parla del Tantra in generale  e di vari esercizi da fare per migliorare l’amore, la sessualità e la complicità nella coppia.

Quando sentiamo parlare di Sesso Tantrico, subito ci vengono alla mente prestazioni sessuali meravigliose, lunghissime e super goderecce, ma, cos’è davvero il Sesso Tantrico? Da dove viene? Come si pratica? E, sono veri tutti i miti legati a questo modo di praticare il rapporto sessuale? Innanzitutto è una pratica che deriva da una disciplina che prevede un preciso modo di vivere, non semplicemente una pratica sessuale, per riuscire a farlo davvero ci vuole del tempo, comunque nulla vieta di provarci!

Il Tantra è un insegnamento spirituale esoterico nato nelle religioni indiane a partire dal VI secolo, ne esistono diverse varianti: induiste, buddhiste, giainiste e bönpo. Secondo il Tantra, il sesso avrebbe tre finalità ben distinte: procreazione, piacere e liberazione. L’orgasmo, il suo raggiungimento ed il piacere dell’atto sessuale sarebbero fondamentali anche per la procreazione.

Una delle regole base per mettere in pratica il sesso seguendo il Tantra è niente fretta. I preliminari di questo tipo di relazione sessuale a quanto pare sarebbero interminabili.

All’atto sessuale vero e proprio ci si prepara prima con contatti visivi, poi con sensuali massaggi e bagni rilassanti. Anche gli esercizi di respirazione e le contrazioni muscolari sono molto importanti, solo alla fine si arriva al rapporto completo e alla penetrazione.

Regole generali per praticare Sesso Trantrico:

– profonda rilassatezza
– sgombero del pensiero dalla volontà di godere e di far godere
– calma e lentezza
– apertura mentale verso se stessi e i propri sensi
– nessuno stimolo esterno che possa attirare l’attenzione
– lunghi respiri profondi

Cosa non è necessario:

– avercelo duro (l’atto dura molto e non sarà necessario avere il pene pronto da subito, anche perchè dopo un’ora di preliminari magari potrebbe anche venire una paralisi al vostro uomo…)
– sbattersi e affannarsi (come sopra, rilassiamoci!)
– mettersi in attesa dell’orgasmo (non è l’obiettivo di questo tipo di pratica)

http://donna.tuttogratis.it/amore/sesso-tantrico-come-fare-lamore-con-il-massimo-del-piacere/P60237/

È il Tantra, una disciplina  che insegna attraverso erotismo ed emozioni ad allargare i propri orizzonti

di Monica Piccini

Per espandere la propria consapevolezza e avvicinarsi il più possibile all’illumina­zione (termine che in Occidente si può tradurre con “unione con Dio”) anche la sessua­lità può servire nell’intento. È quel che promette l’antica disciplina del Tantra che insegna a cono­scere meglio se stessi e gli altri attraverso emo­zioni ed erotismo. Spesso erroneamente intese come interminabili sessioni tra le lenzuola, «le pratiche tantriche non sono sesso con un po’ di meditazione, ma il contrario: meditazione con un po’ di sesso», sintetizza con accento teutonico Elmar Zadra, l’ex consulente aziendale che, in­sieme a sua moglie Michela, da 16 anni organizza seminari sull’argomento nella sede dell’istituto Maithuna (www.maithuna.it) fondato dalla coppia ad Anghiari vicino Arezzo e ritrovo di molti ap­passionati tantristi. È con lui che approfondiamo l’argomento.

Quali sono gli ingredienti principali per espan­dere la propria consapevolezza (che è poi il significato del termine Tantra)?

«La via maestra è la meditazione, che significa osservare con la propria coscienza tutto quel che succede dentro di sé: pensieri, sensazioni corpo­ree, principalmente la respirazione, ed emozioni. Si comincia dal mettersi seduti e dall’osservare la propria respirazione che, prolungata nel tempo, piano piano cambia e diventa più fluida. E inizia a coinvolgere parti sempre più numerose del corpo. Chi respira con il torace, per esempio, comincia a sentire la respirazione anche nell’addome e vi­ceversa. All’inizio potrebbe non esser così facile concentrarsi sulla respirazione lasciando andare pensieri e preoccupazioni. L’importante è fare il primo passo ed essere costanti. Quanto alle sensazioni corporee, all’inizio si sentono dettagli macroscopici come la schiena che tira o le nati­che sul cuscino, poi gradualmente si può arrivare a percepire quella che i tantrici definiscono uno sciame di api, una sottile vibrazione in tutto il corpo. Questo avviene però solo quando il corpo ha abbandonato, quasi completamente, la maggior parte delle tensioni».

A che punto del percorso s’introduce l’elemen­to sesso?

«La meditazione seduti su un cuscino è una bella cosa, però poi il passo successivo è quello di por­tare l’intensità della meditazione in tutte le attività della vita. E una delle attività dell’essere umano è il sesso, ma lo stesso discorso vale anche per il camminare, il parlare al telefono».

Forse mi sfugge qualcosa. Nei vostri seminari non c’è un momento in cui i partecipanti ven­gono invitati all’esplorazione dei genitali, come ho letto in un articolo?

«Sì, c’è. Diciamo che il Tantra a differenza di altri percorsi spirituali è l’unica disciplina che ha esteso la consapevolezza anche al sesso, e tutti si sono concentrati su quest’unico aspetto».

Capisco. Ma per chi è interessato, come si svolgono i vostri corsi?

«Meditiamo e facciamo una serie di esercizi dedi­cati a conoscere il corpo su un piano interiore (soprattutto nei primi incontri), sensibilizzandosi sulle sensazioni individuali, per poi passare a per­cepire la relazione di coppia».

E se uno partecipa da solo?

«Anche chi non è in coppia fa sesso, dicono».

Se una persona vuol risolvere un problema con il partner lo deve portare o può ottenere gli stessi risultati lavorando su se stesso?

«Se si è in due è meglio frequentare entrambi perché è la coppia che fa il processo».

Oltre all’esplorazione dei genitali quali altri esercizi si fanno nel Tantra?

«Il Tantra non è una serie di attività da fare. Il concetto di sensibilizzazione su cui si basa molti non lo capiscono».

Io penso di comprenderlo: ci potrebbe spie­gare meglio?

«Ci sono una serie di esercizi che si fanno da soli, per meglio distinguere cosa appartiene a me e cosa al mio partner. Si comincia, per esempio, con lo sciogliere i blocchi emozionali nel bacino o nel petto. Si prosegue con gli esercizi di respira­zione per poi arrivare a lavorare sulla relazio­ne di coppia su quattro diversi piani: corporeo, emotivo, mentale e spirituale. In questa fase, per esempio, chiediamo a un partecipante: “che co­sa provi di fronte alla donna che hai davanti?”. Successivamente chiediamo: “che cosa senti nel corpo quando provi questa sensazione?”.Già tale distinzione tra pensieri, emozioni e sensazioni corporee produce una certa chiarezza dentro di lui. Perché spesso quando diciamo “ti voglio bene”, si tratta di parole pensate nella mente, senza che ci sia alcuna reazione corporea. Molte persone che si amano vivono nel mondo dei pen­sieri e poco nel fisico. L’amore ha la sua sede nel cuore e finché uno non sente nel cuore bisogna continuare a fare esercizi».

Che si traducono in…

«Muoversi a ritmo di musica, massaggiarsi e, nelle pratiche erotiche, toccarsi in modo più lento del normale (nel corso in cui esploriamo il punto G per esempio il rituale dura 4 ore): tutto questo aiuta a conoscersi. Si passa poi a osservare le cosidette dinamiche di coppia. Con il tempo, in una relazione, si mettono in atto comporta­menti prevedibili, forme di automatismo. Uscire da questo meccanismo permette di capire cosa realmente si desidera, a prescindere da quello che l’altro pensa o fa».

Dal suo osservatorio privilegiato qual è la sco­perta più inconsueta che ha tratto sul piacere e l’amore?

«L’aver capito che i nostri limiti sono condiziona­ti e non assoluti. Sono abitudini che si possono varcare. Questo vale per il piacere, per il dolore e anche per l’amore. Alcune persone che non hanno difficoltà nel sesso hanno invece pro­blemi ad amare. Come il piacere, anche l’amore, per chi fa fatica a lasciarsi andare, può essere fastidioso su un piano fisico. Guardare qualcuno negli occhi che ti dice “ti amo” comporta una re­strizione nel petto, così come la stimolazione del punto G inizialmente risulta fastidiosa per i due terzi delle donne. Andare oltre ciò che si conosce di sé non è per nulla facile. Aprirsi all’energia dell’amore e del sesso, lasciarsi impregnare fino ad arrivare ai limiti, per scoprire ciò che ci aspetta al di là della coscienza ordinaria. Questo è il Tantra».

Coppia tantrica

Elmar Zadra, esperto in finanza e organizzazione aziendale nato 53 anni fa a Bolzano, e Michaela Gossnitzer, architetto di 44 anni, si conoscono a Vienna circa 25 anni fa. In viaggio tra ashram indiani e monasteri tibetani rimangono affascinati dal Tantra, l’unione uomo-donna nella via spirituale. Sposati e con una figlia di 24 anni, da 20 vivono in Italia dove organizzano corsi introduttivi e avanzati in cui insegnano il Tantra. La coppia è anche autrice di libri come “Il punto G: Guida tantrica al mistero della sessualità femminile” (Sperling&Kupfer), “Tantra per due: Una guida per la felicità della coppia” (Mondadori) e “Tantra e Meditazione” (Rizzoli).

http://www.yogajournal.it/joomla/donna/sessualita/item/1384-a-scuola-di-sessualit%C3%A0.html?tmpl=component&print=1

La sessualità  del Tantra

La parola Tantra in India può assumere un vasto spettro di significati: indica la trama di un tessuto, la spola, una dottrina mistica o magica, un’opera scientifica ma anche lo svolgimento di una cerimonia, la continuità, la successione e la discendenza.

Tentare di definire il termine Tantra è tanto arduo quanto necessario al fine di evitare fraintendimenti; esso deriva dalla radice tan – «espansione» – e tra – «liberazione»: con la parola Tantra si indica dunque un insieme di dottrine e di pratiche millenarie volte all’espansione dell’ordinario stato di coscienza.
Questo ampliamento della consapevolezza include tutti gli aspetti della vita ed il Tantra è l’unica disciplina in cui viene compiuta la difficile sintesi tra gioiosa accettazione e liberazione.
In tempi recenti il Tantra ha conosciuto una grande notorietà in occidente, principalmente a causa dell’enfasi posta sull’utilizzo di alcune pratiche sessuali. Queste pratiche in realtà costituiscono solo una parte della dottrina tantrica, che combina corpo e mente, la purificazione del corpo e dei canali energetici, esercizi di concentrazione e meditazione.
Le pratiche sessuali TantraQuando l’individuo perviene ad un più elevato stadio di consapevolezza, tramite il controllo dell’energia vitale diviene possibile utilizzare anche il sesso per favorire la crescita spirituale. Normalmente l’atto sessuale è un’esperienza limitata: nello spazio (in quanto incentrata sugli organi sessuali) e nel tempo (di breve durata, limitata ad un effimero istante di piacere fisico). Grazie al Tantra si riesce ad espandere la propria percezione della sessualità, trasformandola in un’esperienza a cui partecipa ogni cellula del suo corpo, ogni fibra dell’essere, e in cui il tempo nella sua accezione comune cessa di esistere.

Chi adotta questo atteggiamento sessuale giunge a un simile risultato incanalando l’energia risvegliata dalle pratiche – kundalinî – attraverso le nâdî, ovvero canali energetici del corpo, portando l’energia stessa dal mûlâdhâra chakra, dove normalmente risiede, fino a sahasrara chakra, toccando durante l’ascesa tutti i centri energetici principali del corpo.

Mûlâdhâra è il primo chakra nel corpo umano ed è situato nella regione del perineo, tra l’ano e l’organo genitale. Con Mûlâdhâra, secondo il Tantra, nasce la coscienza propriamente umana, anche se è qui del tutto passiva ed appare al suo grado meno elevato. Questo “centro energetico” regola i meccanismi istintivi della sopravvivenza e dell’autodifesa, oltre a quelli della nutrizione, responsabili del mantenimento della vita.

Il nome deriva etimologicamente da mula, cioè «radice» e adhara, cioè «supporto, fondamento, base». In Mûlâdhâra, giace addormentata quella che gli scritti tantrici definiscono come energia primordiale, cioè il potenziale che ci permette di compiere il viaggio alla riconquista dell’unità. Questo potenziale è conosciuto con il nome kundalinî o Kundalinî-Shakti.

Kundal significa «spirale», kunda indica un luogo molto profondo, o una cavità: questo potere primordiale è infatti rappresentato come un serpente che dorme, arrotolato nelle sue spire, ostruendo con la sua testa l’accesso a Sushumnâ nâdî, ovvero il canale energetico principale.

Ogni chakra presiede ad un organo di senso e ad uno di azione. L’organo di senso relativo a mûlâdhâra è il naso e il senso associato è l’olfatto. Gli organi d’azione sono l’ano e le gambe.

I testi del Tantra
Il “Tantraloka” – Luce dei Tantra – è opera di Abhinavagupta, grande sistematore del pensiero tantrico sivaita del Kashmir. Vengono trattati temi quali l’iniziazione, la gestualità, il rito e il suo svolgimento, la recitazione dei mantra adeguati e l’utilizzo del mandala come centro del rito stesso; l’utilizzo del simbolo sacro del dio, cioè il lingam, e la sua associazione e unione con la yoni, simbolo del principio vitale femminile, la Shakti. Attraverso vari livelli di iniziazione, si comprende di vivere in una realtà più complessa di quanto si credesse. Ogni aspetto di questa realtà, dal più umile al più sgradevole, attraverso ogni forma di bene e male, si dimostra come un volto della divinità, la cui unicità viene riassunta nell’unione assoluta rappresentata attraverso l’unione sessuale fra il dio (Siva) e la dea (Shakti).Ed è anche attraverso la sperimentazione di pratiche sessuali che si prende coscienza dei due poli vitali, maschile e femminile.
I preliminari e le posizioni del Tantra
Nella preparazione al culmine del piacere ottenuto attraverso pratiche Tantra ha un ruolo predominante il massaggio. Esso deve scorrere dalla parte interna del corpo (l’interno delle gambe, delle braccia, il busto, il viso), quindi salire e poi ridiscendere sulle parti esterne (la nuca, il dorso, i glutei, l’esterno delle gambe e delle braccia). Un massaggio che segue questo percorso (partendo dai piedi per risalire lungo le gambe e il busto, girare dietro la nuca e ridiscendere) elimina ogni tensione. Nel senso inverso, partendo dalla nuca, scendendo fino ai piedi per raggiungere la parte anteriore del corpo, si aiuta invece a raccogliere e a concentrare l’energia. Il massaggio può essere costituito anche da carezze e sfioramenti eseguiti dal partner lungo tutto il corpo con tocco leggero, ricorrendo magari anche a un olio. Alla manipolazione muscolare non deve per forza seguire l’atto sessuale: è semplicemente un momento in cui ci si dona piacere. Chi pratica il massaggio muove le mani in senso orario, come se volesse allentare i muscoli del partner allargandoli, così come si allenta l’intreccio di una corda. Chi riceve il massaggio può percepire i propri muscoli che si espandono, come se aumentasse lo spazio occupato. Anche in questo esercizio comunque non c’è nessun risultato da ottenere, ma solo espansione della percezione, rilassamento, equilibrio.
La scoperta del piacere nel Tantra passa anche attraverso le posizioni da tenere durante l’esperienza sessuale. La più praticata è quella che vede i due partner seduti uno di fronte all’altro; l’uomo nella posizione del loto (Padmasana), la donna seduta sul suo grembo

http://www.sceglitu.it/dossier/la-sessualita–del-tantra/C-47

Fabio Volo

Io credo che chiunque non riesca a stare bene da solo non possa conoscere il vero amore; dubito sempre di chi dice: “non posso vivere senza di te”.

Amo le labbra: le amo perche sono costrette a non toccarsi se vogliono dire “Ti odio” e obbligate a unirsi se vogliono dire “Ti amo”.

Forse è vero che penso troppo. Ma non è che penso troppo. Mi fisso, è diverso.

Mi sono seduto sul bordo della vita e con i piedi a penzoloni ho guardato l’infinito respirando il suo profumo.

Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l’alto.

La prima cosa che due persone si offrono stando insieme dovrebbe essere un sentimento d’amore verso se stessi. Se non ti ami tu, perché dovrei amarti io? E poi amando se stessi si dà molta importanza alla persona con cui si decide di vivere un’intimità. Vuol dire avere una grande considerazione di quella persona. Chi non si ama può darsi a chiunque. L’amore per sé è il ponte necessario per arrivare all’altro.

Ho imparato che il contrario dell’amore non è l’odio. L’odio è l’assenza d’amore, così come il buio è assenza di luce. L’opposto dell’amore è la paura. Per la prima volta nella vita non avevo paura o, meglio, avevo imparato a fare in modo che la paura non mi dominasse.

Cambiare posto al cuore con il cervello. Impara a pensare con il cuore e ad amare con la testa. Pensare con il cuore ti costringe ad agire con amore. E ogni cosa da amare facendolo con la testa, ti costringe ad amare nel modo giusto. Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un’educazione al sentimento che non satà mai distruttivo.

C’è qualcosa di più bello al mondo che una donna non lo contenga già in uno sguardo?

Che freddo. Sono raffreddato. Del resto lo sapevo.
Si è fermata da me per la notte, e ho voluto dormire nudo, perché mettere
la maglietta mi sembrava poco macho. Pensare che lo so che se non mi metto la magliettina poi prendo freddo. Ma a volte mi piace fare il figo,
mi piace fingere di essere quello che non sono. Faccio il duro a torso nudo
e la mattina mi dico: “Babba bia che freddo”. Ma mi sa che questa
è stata l’ultima volta.
Qualcosa è cambiato.
Mi sa che l’amo. Mi sa che per la prima volta sono innamorato.
Intendo dire innamorato veramente.

Come pretendi di trovare la donna della tua vita se non hai una vita da offrirle?

Lo so: sono sdolcinato, stucchevole e patetico, ma non posso farci niente. Credo sia la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni.

Tu sei tutto ciò che prima non sono mai riuscito a dire, mai riuscito a vedere, fare, capire. Finalmente sei qui… ho aspettato tanto.

Ci sono giorni che mi sveglio e vorrei cambiare ogni cosa, scoppio di sicurezza e mi sento come Tony Manero quando esce di casa e dice “Vado a farmi il mondo”. Poi magari il giorno dopo sono l’uomo più insicuro dell’universo, mi faccio mille domande e tutto diventa come un’enorme cartina geografica da ripiegare – una cosa che non sono mai stato capace di fare. Quando ne apro una rimane aperta sul sedile dietro della macchina per mesi. Tiene compagnia alle bottigliette d’acqua vuote che rotolandoci sopra mentre viaggio diventano passeggeri metaforici della mia vita e del mondo.

I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi.

Il per sempre è un’illusione… troppo comodo… noi siamo per l’adesso.

Molti vivono circondati dalle proprie balle, dalle bugie che continuiamo a raccontarci. Diventano come bolle di sapone che ci volteggiano intorno. Quando ci si fermano davanti agli occhi, falsano qualcosa, distorcono l’espressione. Ma noi viviamo facendo finta di niente, nella speranza che se ne vadano via da sole.
Ci sono giorni però, che le bolle diventano di marmo e non si può più fingere.

Nella pagina delle cose certe che voglio nella mia vita ci sono scritte poche righe, fra l’altro qualcuna anche a matita, mentre in quella delle cose che non voglio c’è più roba, c’è più sicurezza, più determinazione.

Ho pensato che, quando si incontra una persona, quell’incontro crea cose nuove. Dà vita a pensieri, riflessioni, sentimenti, azioni, che appartengono solo alle due persone che si sono incontrate. L’amore che circola tra loro deve essere sempre vissuto tutto, in ogni momento. Fino in fondo. Perché l’amore quando circola, quando viene vissuto è leggero e fa sentire leggeri.

Lo so: sono sdolcinato, stucchevole e patetico, ma non posso farci niente. Credo sia la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni. — Fabio Volo dal libro “Un posto nel mondo” di Fabio Volo

Tu sei tutto ciò che prima non sono mai riuscito a dire, mai riuscito a vedere, fare, capire. Finalmente sei qui… ho aspettato tanto. — Fabio Volo dal libro “È una vita che ti aspetto” di Fabio Volo

La prima cosa che due persone si offrono stando insieme dovrebbe essere un sentimento d’amore verso se stessi. Se non ti ami tu, perché dovrei amarti io? E poi amando se stessi si dà molta importanza alla persona con cui si decide di vivere un’intimità. Vuol dire avere una grande considerazione di quella persona. Chi non si ama può darsi a chiunque. L’amore per sé è il ponte necessario per arrivare all’altro.
— Fabio Volo (scheda)
dal libro “Un posto nel mondo” di Fabio Volo


Io credo che chiunque non riesca a stare bene da solo non possa conoscere il vero amore; dubito sempre di chi dice: “non posso vivere senza di te”.
— Fabio Volo
dal libro “Esco a fare due passi” di Fabio Volo

Vorrei che anche nella vita e non solo in strada ci fossero i segnali, per sapere quando proseguire, quando girare o dare la precedenza…

Ho imparato che il contrario dell’amore non è l’odio. L’odio è l’assenza d’amore, così come il buio è assenza di luce. L’opposto dell’amore è la paura. Per la prima volta nella vita non avevo paura o, meglio, avevo imparato a fare in modo che la paura non mi dominasse. — Fabio Volo
dal libro “Un posto nel mondo” di Fabio Volo

Di innamorarsi sono capaci tutti, e a tutti può accadere. Amare una persona è un’altra cosa. Quello l’ho dovuto imparare…
— Fabio Volo dal libro “Un posto nel mondo” di Fabio Volo
Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l’alto.
— Fabio Volo dal libro “Un posto nel mondo” di Fabio Volo

Non importa quanto aspetti, ma chi aspetti. Fabio Volo

Ho pensato che, quando si incontra una persona, quell’incontro crea cose nuove. Dà vita a pensieri, riflessioni, sentimenti, azioni, che appartengono solo alle due persone che si sono incontrate. L’amore che circola tra loro deve essere sempre vissuto tutto, in ogni momento. Fino in fondo. Perché l’amore quando circola, quando viene vissuto è leggero e fa sentire leggeri.
— Fabio Volo dal libro “È una vita che ti aspetto” di Fabio Volo
Secondo me può anche succedere che una persona ti ami e tu non te ne accorga. Ma quando una che ti ha amato e smette di farlo è impossibile non accorgersene.
— Fabio Volo dal libro “Il giorno in più” di Fabio Volo

 

Ho capito in quell’istante di essere veramente innamorato, ma nel senso della parola inglese: in love…Forse non eravamo nemmeno due persone innamorate l’una dell’altra ma innamorate di ciò che ci univa…Come due musicisti jazz: ciò che li unisce non è l’amore dell’uno per l’altro, ma l’amore che entrambi hanno per la musica…
 Ciò che creano.
 Fabio Volo
dal libro “Il giorno in più” di Fabio Volo
Amare una persona significa anche gioire della sua felicità altrove…
— Fabio Volo dal libro “Un posto nel mondo

Cambiare posto al cuore con il cervello. Impara a pensare con il cuore e ad amare con la testa. Pensare con il cuore ti costringe ad agire con amore. E ogni cosa da amare facendolo con la testa,… ti costringe ad amare nel modo giusto. Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un’educazione al sentimento che non satà mai distruttivo.
Fabio Volo

Con te sarò nuovo. Ti dico queste parole nel periodo migliore della mia vita, nel periodo in cui sto bene, in cui ho capito tante cose. Nel periodo in cui mi sono finalmente ricongiunto con la mia gioia. In questo periodo la mia vita è piena, ho tante cose intorno a me che mi piacciono, che mi affascinano. Sto molto bene da solo, e la mia vita senza di te è meravigliosa. Lo so che detto così suona male, ma non fraintendermi, intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sia infelice: sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità, e così tu saresti la mia salvezza. Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che valore avresti se tu fossi l’alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti. Io sto bene da solo ma quando ti ho incontrato è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del tuo nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi. E visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile ogni giorno. Mi costringerai ad essere attento. Degno dell’amore che provo per te. Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione… non sono solo innamorato di te, io ti amo. Per questo sono sicuro. Nell’amare ci può essere anche una fase di innamoramento, ma non sempre nell’innamoramento c’è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima… “
— Fabio Volo dal libro “È una vita che ti aspetto” di Fabio Volo

“E cosa c’è di bello nella coppia scusa?”
“La complicità, il senso di appartenenza. A me, per esempio, piace conoscere una persona a memoria”
“Come ti piace conoscere una persona a memoria? E la routine? La monotonia?Che cos’hanno di bello?”
“No, non parlo di routine o monotonia, ma di sapere a memoria una persona. Non so come spiegartelo, è come quando studi le poesie a scuola, in quel senso intendo amemoria”
“Questa non l’hocapita”
“Ma si dai, come una poesia. Sai come si dice in inglese studiare a memoria? By heart, col cuore. Anche in francese si dice par coeur… ecco, in questo senso intendo.
Conoscere una persona a memoria, significa, come quando ripeti una poesia, prendere anche un po’ di quel ritmo che le appartiene. Una poesia, come una persona, ha dei tempi suoi. Per cui conoscere una persona a memoria significa sincronizzare i battiti del proprio cuore con i suoi, farsi penetrare dal suo ritmo. Ecco, questo mi piace. Mi piace stare con una persona intimamente perché vuol dire correre il rischio di diventare leggermente diversi da se stessi. Alterarsi un po’. Perché non è essere se stessi che mi affascina in un rapporto a due, ma avere il coraggio di essere anche altro da sé. Che poi è quel te stesso che non conoscerai mai. A me piace amare una persona e conoscerla a memoria come una poesia, perché come una poesia non la si può comprendere mai fino in fondo. Infatti ho capito che amando non conoscerai altro che te stesso. Il massimo che puoi capire dell’altro è il massimo che puoi capire di te stesso. Per questo entrare intimamente in relazione con una persona è importante, perché diventa un viaggio conoscitivo esistenziale”.
— Fabio Volo dal libro “Il giorno in più” di Fabio Volo

”così è come tu mi fai sentire…come se tenessi il mondo tra le mani in un modo che non avrei mai… Ma è possibile che ogni volta che parlo di un sogno o di un’ambizione ci deve essere sempre qualcuno che ti guarda e sembra che dica: “diventa grande”. E per gli altri diventare grandi vuol dire non credere più di essere una ballerina, un poeta, un musicista, un sognatore, un fiore. Non li sopporto.
Una mattina sono uscito di casa, il cielo era azzurro e limpido, ho continuato a guardarlo mentre camminavo, stavo bene, respiravo a pieni polmoni, al terzo passo ho pestato una merda. Cosa devo fare? Rinunciare al cielo per paura delle merde? No, io no Porcaputtana!

… Ma è possibile che ogni volta che parlo di un sogno o di un’ambizione ci deve essere sempre qualcuno che ti guarda e sembra che dica: “diventa grande”. E per gli altri diventare grandi vuol dire non credere più di essere una ballerina, un poeta, un musicista, un sognatore, un fiore. Non li sopporto.
Una mattina sono uscito di casa, il cielo era azzurro e limpido, ho continuato a guardarlo mentre camminavo, stavo bene, respiravo a pieni polmoni, al terzo passo ho pestato una merda. Cosa devo fare? Rinunciare al cielo per paura delle merde? No, io no Porcaputtana!

Ero talmente felice che per esserlo di più avrei dovuto essere due persone.
Il problema non è quanto aspetti. Ma chi aspetti.

La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma è voler tutto ciò che si fa.

La tv ci ha diviso, il cellulare ha cambiato i rapporti, i lettori mp3 aumentano l’incomunicabilità.

Le donne sono belle da respirare.

Ma qualcosa mi manca. Ti ricordi? È sempre stato così, lo sento da come respiro la vita.
Sento che mi manca come se mi fosse già appartenuta e qualcuno me l’avesse portata via.
Ma non so esattamente cos’è. C’è chi cerca l’altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza. Sono uno spicchio di me stesso.

Ma qualcosa mi manca. Ti ricordi? È sempre stato così, lo sento da come respiro la vita.
Sento che mi manca come se mi fosse già appartenuta e qualcuno me l’avesse portata via.
Ma non so esattamente cos’è. C’è chi cerca l’altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza. Sono uno spicchio di me stesso.

Molti vivono circondati dalle proprie balle, dalle bugie che continuiamo a raccontarci. Diventano come bolle di sapone che ci volteggiano intorno. Quando ci si fermano davanti agli occhi, falsano qualcosa, distorcono l’espressione. Ma noi viviamo facendo finta di niente, nella speranza che se ne vadano via da sole.
Ci sono giorni però, che le bolle diventano di marmo e non si può più fingere.Fabio Volo

Praticamente sto avendo una bambina con la mia ex. C’è chi dice che non bisogna tornare con gli ex perché la minestra riscaldata non è buona… a me il cibo riscaldato piace da matti. La pasta al forno, la polenta, il minestrone, la pizza… sara questione di gusti.

Si, ci penso spesso, ma forse più che a lei veramente penso a un’idea, a quella che rappresenta. O semplicemente le persone che non si conoscono bene diventano nella nostra più interessanti, ciò che noi vogliamo che siano. Come le persone che si incontrano al semaforo: dopo averti sorriso, scatta il verde e partono. Si ha la sensazione che siano quelle che stavamo cercando da anni.

Spesso dicevo che la vita era uno schifo.
Anche quella frase mi stava fregando, perché avrei dovuto dire: “La mia vita è uno schifo”.
Allora, magari avrei iniziato a chiedermi se potevo fare qualcosa per cambiarla.
Se era tutta colpa del destino, del caso, della sfortuna, o se invece anch’io ne ero colpevole. Perché dire che la vita fa schifo è come dire che non c’è niente che si possa fare.
Che bisogna accettarlo come un dato di fatto imprescindibile.
Fortuna che poi ho cambiato idea.
Fortuna che ho capito che la mia vita ha un valore e quel valore glielo do io con le mie scelte e con il coraggio delle mie decisioni.
Ho imparato a pormi una domanda ogni sera prima di addormentarmi: cosa hai fatto oggi per realizzare il tuo sogno, la tua libertà?
Alla seconda sera in cui mi sono risposto: “Niente”, ho capito quanto in fondo una parte del problema fossi io.
Quindi, o smettevo di lamentarmi o iniziavo a darmi da fare.

Spesso dicevo che la vita era uno schifo.
Anche quella frase mi stava fregando, perché avrei dovuto dire: “La mia vita è uno schifo”.
Allora, magari avrei iniziato a chiedermi se potevo fare qualcosa per cambiarla.
Se era tutta colpa del destino, del caso, della sfortuna, o se invece anch’io ne ero colpevole. Perché dire che la vita fa schifo è come dire che non c’è niente che si possa fare.
Che bisogna accettarlo come un dato di fatto imprescindibile.
Fortuna che poi ho cambiato idea.
Fortuna che ho capito che la mia vita ha un valore e quel valore glielo do io con le mie scelte e con il coraggio delle mie decisioni.
Ho imparato a pormi una domanda ogni sera prima di addormentarmi: cosa hai fatto oggi per realizzare il tuo sogno, la tua libertà?
Alla seconda sera in cui mi sono risposto: “Niente”, ho capito quanto in fondo una parte del problema fossi io.
Quindi, o smettevo di lamentarmi o iniziavo a darmi da fare.

Vorrei non doverci pensare, a volte vorrei sentire semplicemente quella sensazione che provo quando dormo nel sacco a pelo, guardando le stelle. Ma sinceramente mi piace anche molto starmene in casa, mi piacciono molto anche le lenzuola, profumate e pulite, la luce soffusa, il frigorifero, il forno, i tappeti, le candele e gli incensi, i miei libri, le fotografie, i piatti, le scodelle, i bicchieri, le tazzine, il latte, il caffè fatto con la moka, la doccia, la vasca da bagno, i cuscini, il computer, il suono del mio stereo, il videoregistratore, il suono del mio compleanno, il pavimento e il soffitto.
L’equilibrio, le carezze, il silenzio.

Fabio Volo

Amore in musica e parole

La descrizione di un attimo – Tiromancino

La descrizione di un attimo
le convinzioni che cambiano
e crolla la fortezza del mio debole per te
anche se non sei più sola perché sola non sai stare
e credi che dividersi la vita sia normale
ma la mia memoria scivola
mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri
la sensazione che in un attimo
qualunque cosa pensassimo poteva succedere
E poi cos’è successo
aspettami oppure dimenticami
ci rivediamo adesso
dopo quasi cinque anni
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un’emozione fortissima
e come sempre sei bellissima
Mi hanno detto dei tuoi viaggi
mi hanno detto che stai male
che sei diventata pazza
ma io so che sei normale
mi chiedi di partire adesso
perchè i numeri e il futuro non ti fanno preoccupare
vorrei poterti credere
sarebbe molto più facile
rincontrarci nei pensieri
distesi come se fossimo
sospesi ancora nell’attimo in cui poteva succedere
E poi cos’è successo
aspettami oppure dimenticami
ci rivediamo presto
fra almeno altri cinque anni
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un’emozione fortissima
e come sempre sei bellissima perchè
come sempre sei la descrizione di un attimo
—–

SOLO X TE “ART 31”

Un fiume di parole che non sanno dove andare, ruffiane come un gatto che si
fa accarezzare, mi nuotano nella testa e poi mi scendono nella gola e
vogliono essere sentite da una persona sola, una persona sola che le
sappia capire, che sappia catturare tutto quello che hanno da dire, qualcuno
che le prenda per poterle conservare, qualcuno a cui poterle dedicare. Di
certo non importa quanto tempo é durato, ma é sembrato abbastanza, non
hai mai pensato a quante cose abbiamo fatto e a quanto si é parlato, e a
quante notti in bianco che abbiamo passato, notti di discorsi, notti di
stronzate, di sesso e di rimorsi, di litigate, al sapore di birra, nutella e
biscotti, di sudore, di letti bagnati e disfatti. Mi piacevi, sai, quando ridevi, mi
piaceva anche il modo in cui fottevi e godevi, ma adesso é tutto lontano,
finito diciamo, ho avuto un paio di storie da quando non ci sentiamo, sono
ritornato alle mie vecchie convinzioni, e le donne le uso solo come
svuotacoglioni, girando, parecchio arrapante, con un DJ per amico e un
microfono per amante. Ma ricordo quella volta quando il meglio abbiamo
dato, alla fino ero distrutto e ti ho cercato, é stato automatico, non lo capisco
ancora, non avevo più pensato a te prima di allora, ed é stata quella notte
che ho pensato a questo testo, non capivo il motivo, ma sentivo che farlo era
giusto perchè ti sono grato di ciò che hai insegnato e di ciò che hai
imparato, l’ho creato, e forse non é un granché, ma é fottutamente vero ed é
solo per te….solo per te. …solo per te. Solo per te, credimi é un fatto strano,
dedichiamo, limitiamo questo brano stai attenta, non fraintendere il mio
intento: non sto piangendo, sto solo riflettendo. Uso questo ritmo lento come
accompagnamento al mio commento, a differenza di quei senza palle che in
un componimento piangono perchè han perso la donna, o ciò che chiamano
amore. Che cos’é questo amore se non uno scambio di interessi, che pone
le fondamenta su una serie di compromessi, già, e tu lo sai bene che questa
non é una di quelle cantilene tanto care alla nostra tradizione di italiana
sfigata canzone, fatta di smielate spremute di cuore, che quelli come noi
fanno solo vomitare. Quelli che hanno preso troppi calci in culo, quel tipo di
calci che ti rende il cuore duro, e ti insegna a prendere senza dare, a
offendere e ad usare, e poi a picchiare, ed ecco la differenza che ho notato:
con te ho preso, ma ho anche dato, e così solo per te sto parlando adesso,
solo per te rimo questo pezzo. …solo per te …solo per te. Le cose importanti
sono difficili da dire, le parole le rendono stupide e piccole, e poi non sono
bravo a descrivere cio che sento, specialmente su questo argomento, mi
conosco e so che mi sarei dimenticato di quello che c’é stato il segno ho
lasciato una cosa che di fare non mi sarei mai sognato e di cui tempo fa mi
sarei vergognato, ma non capita tutti i giorni d’incontrare una tipa che ti
ascolta prima di parlare, che ama quello che ami, che odia quello che odi,
che non passa la vita davanti allo specchio, che non te la fai in un momento,
che non gli frega del tuo aspetto ma che ti guarda dentro e che ha una faccia
da gatta quando ti guarda, ma se s’incazza sa essere crudele e bastarda,
che in tutto quello che fa é stilosa e originale, che se stai con lei ti fa sentire
un po’ speciale, che quando si da lo fa con calore, che non scopa mai ma fa
solo l’amore, così ecco il mio segno, il mio ricordo ritmato, sputato, su
questo giro di basso, e qui lo lascio per ogni volta che lo vorrai sentire ed é
solo per te e per chi lo sa capire
ART.31 “SOLO X TE”
—-
a te jovanotti

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo …ad ogni mio respiro
Quando ti guardo …dopo un giorno pieno di parole
…Senza che tu mi dica niente …tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato …all’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro …pronto a difendermi
Con gli occhi bassi …stavo in fila …con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto …e mi hai portato con te
A te io canto una canzone …perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti …di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo …e la magia
Che con un solo salto …ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine a te che sei …semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei …sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo …senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore
A te che io …ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti …stringendoti un po’
E poi ti ho visto con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita e trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni e l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio e anche nella paura
A te che sei la miglior cosa che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni e resti sempre la stessa
A te che sei semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei …sostanza dei sogni miei
A te che sei …essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei …sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai ..e sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica che io posso avere
L’unico amore che vorrei se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei…
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei…sostanza dei sogni miei.
JOVANOTTI…

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Stadio – Ballando al buio

Pensi all’amore pensando a me…ti batte il cuore dimmi perche’
Le paure che hai i sogni incerti…non confonderti mai saran tuoi sempre
Senti l’amore stringiti a me…ti batte il cuore dimmi perche’…
Questo tempo per noi e poco e prezioso…passera’ prima o poi e non tornera’
Se ti stringo un po’ di piu’..ballando al buio in silenzio
il tempo, il tempo sorridera’..ballando al buio in silenzio
Ti bacio piano piccola mia…bacio il respiro che porta via
Le paure che hai i sogni incerti..non li scordero’ mai saran per sempre
Se ti stringi un po’ di piu’…ballando al buio in silenzio
il tempo, il tempo sorridera’
ballando al buio…in silenzio… in silenzio.

—-

Franco Battiato – E ti vengo a cercare con testo

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l’oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall’incubo delle passioni
cercare l’Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un’immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.
FRANCO BATTIATO

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video occhi da orientale

…se potesse questa musica annullare l’universo
forse ti potrei guardare e non sentirmi cosi perso
nei tuoi occhi…
disperso…
nei tuoi occhi…

——

Al di là dei sogni (La Cura-Battiato) –

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
..come vi ero arrivato, chissà…
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
io sì, che avrò cura di te

Franco Battiato

Solo due parole (BiAGIO ANTONACCI)

..pensavi fosse amore…. e invece era così …erano soltanto due parole ….
Se amore c’è …dal cielo ne pioverà … ne pioverà per te …se amore è..
sarà come perdersi… e non tornare più….
e se tu guardi su!!! sono le cose più belle a far brillare le stelle

La dipendenza affettiva, ROBIN NORWOOD

la dipendenza affettiva,mal d’amore,donne che amano troppo.
AMARE TROPPO è CALPESTARE , ANNULLARE SE STESSE PER DEDICARSI COMPLETAMENTE A CAMBIARE UN UOMO SBAGLIATO X NOI CHE CI OSSESSIONA,NATURALMENTE SENZA RIUSCIRCI.
AMARE IN MODO SANO è IMPARARE AD ACCETTARE E AMARE PRIMA DI TUTTO SE STESSE ,X POTER POI COSTRUIRE UN RAPPORTO GRATIFICANTE E SERENO CON UN “UOMO”GIUSTO X NOI.
Quando essere innamorate significa soffrire, stiamo amando troppo. Quando nella maggior parte delle nostre conversazioni con le amiche intime parliamo di lui, dei suoi problemi, di quello che pensa, dei suoi sentimenti, stiamo amando troppo.
Quando giustifichiamo i suoi malumori, il suo cattivo carattere, la sua indifferenza, o li consideriamo conseguenze di un’infanzia infelice e cerchiamo di diventare la sua terapista, stiamo amando troppo.
Quando non ci piacciono il suo carattere, il suo modo di pensare e il suo comportamento, ma ci adattiamo pensando che se noi saremo abbastanza attraenti e affettuosi lui vorrà cambiar per amor nostro, stiamo amando troppo.
Quando la relazione con lui mette a repentaglio il nostro benessere emotivo, e forse anche la nostra salute e la nostra sicurezza, stiamo decisamente amando troppo.
Amare troppo è calpestare, annullare se stesse per dedicarsi completamente a cambiare un uomo “sbagliato” per noi che ci ossessiona, naturalmente senza riuscirci.
Donne che amano troppo sono molto responsabili, impegante molto seriamente e con successo ma con poca stima di sé; hanno poco riguardo per la propria integrità personale e riversano tutte le loro energie in tentativi disperati di influenzare e controllare gli altri per farli diventare come loro desiderano.
Hanno un profondo timore dell’abbandono; pensano che è meglio stare con qualcuno che non soddisfi del tutto i loro bisogni ma che non le abbandoni, piuttosto che un’uomo più affettuoso e attraente che potrebbe anche lasciarle per un’altra donna.
Molte donne commettono l’errore di cercare un uomo con cui sviluppare una relazione senza aver sviluppato prima una relazione con se stesse; corrono da un uomo all’altro, alla ricerca di ciò che manca dentro di loro; la ricerca deve cominciare all’interno di sé. Nessuno può amarci abbastanza da renderci felici se non amiamo davvero noi stesse, perchè quando nel nostro vuoto andiamo cercando l’amore, possiamo trovare solo altro vuoto.
Dobbiamo guarire dal bisogno di dare più amore di quanto se ne riceva; guarire dal continuare a estrarre amore dal buco vuoto che c’è dentro di noi.
Finchè continuiamo a comportarci così, cercando di sfuggire a noi stesse e al nostro dolore, non possiamo guarire.Più ci dibattiamo e cerchiamo altre vie di scampo, più peggioriamo , mentre cerchiamo di risolvere la dipendenza con l’ossessione. Alla fine, scopriamo che le nostre soluzioni sono diventate i nostri problemi più gravi. Cercando disperatamente un sollievo e non trovandone alcuno, a volte arriviamo sull’orlo della follia.
Ciò che manifestiamo esternamente è un riflesso di ciò che c’è nel più profondo di noi: ciò che pensiamo del nostro valore, del nostro diritto alla felicità, ciò che crediamo di meritare dalla vita.
Quando cambiano queste convinzioni, cambia anche la nostra vita.

CARATTERISTICHE DELLE DONNE CHE AMANO TROPPO:
-Amare un uomo che non ricambia l’amore
-fragile autostima
-venire da una famiglia disturbata
-essere troppo disponibili
-essere attratte da uomini freddi
-sacrificarsi x lui
-aspettare,sperare,sforzarsi di piacergli
-assumersi quasi totalmente responsabilità e colpe
-controllare il proprio uomo e la propria relazione
-avere poca stima di se stesse
-essere distaccate dalla realtà
-essere portate alla depressione
-trovare “noiosi” i “bravi ragazzi”

LA VIA DELLA GUARIGIONE
-Andare a cercare aiuto
-Considerate la vostra guarigione una priorità che ha il diritto di precedenza su qualsiasi altra
-Trovate un gruppo di sostegno fatto da vostre pari che vi capiscano
-Sviluppate il vostro lato spirituale con esercizi quotidiani
-Smettete di dirigere e controllare gli altri
-Imparate a non lasciarvi invischiare nei giochi di interazione
-Affrontate coraggiosamente i vostri problemi e le vostre manchevolezze personali
-Coltivate qualsiasi bisogno che debba essere soddisfatto in voi stesse
-Diventate “egoiste”
-Spartite con altre donne quello che avete sperimentato e imparato
-Trovate affermazioni positive da ripetervi più volte nel corso del giornata: hanno il potere di eliminare i pensieri e i sentimenti distruttivi, anche quando la negatività dura da anni.

CARATTERISTICHE DI UNA DONNA GUARITA DALLA MALATTIA DI AMARE TROPPO
-Accetta pienamente se stessa, anche se desidera cambiare qualche aspetto della sua personalità.
Questo amore e rispetto di sé stessa è fondamentale e lei lo alimenta con affetto, e si propone di espanderlo
-Accetta gli altri come sono, senza cercare di cambiarli per soddisfare i suoi bisogni
-E’ consapevole dei suoi sentimenti e del suo atteggiamento verso ogni aspetto della vita, compresa la sessualità
-Ama tutto di se stessa: la sua personalità, il suo aspetto, le sue convinzioni e i suoi valori, il suo corpo, i suoi interessi e i suoi talenti. Valorizza sé stessa invece di cercare di trovare il senso del proprio valore in una relazione
-La sua autostima è abbastanza profonda da consentirle di apprezzare il piacere di stare insieme ad altre persone e preferisce uomini che siano a posto così come sono. Non le necessita che qualcuno abbia bisogno di lei per avere l’impressione di valere qualcosa
-Si permette di essere aperta e fiduciosa con chi lo merita; non ha paura di lasciarsi conoscere a un livello personale profondo, ma non si espone al rischio di essere sfruttata da chi non ha riguardo per il suo benessere
-Si domanda. “Questa relazione va bene per me? Mi consente di sviluppare tutte le mie possibilità e diventare quello che sono capace di essere?”
-Quando una relazione è distruttiva, è capace di lasciarla perdere senza sprofondare nella depressione ha una cerchia di amiche che la sostengono e fanno del loro meglio per vederla uscire da una crisi.
-Apprezza più di ogni altra cosa la propria serenità; tutte le lotte, le tragedie e il caos del passato hanno perso il loro fascino; ha un atteggiamento protettivo verso sé stessa, la sua salute e il suo benessere.
-Sa che una relazione, per poter funzionare, deve essere tra due patner che condividono valori, interessi e fini, e che siano entrambi capaci di intimità.
-Sa anche di essere degna del meglio che la vita può offrirle.
ROBIN NORWOOD

Fabio Volo (musica e parole) l’amore e dintorni

TI VOGLIO BENE XKE’ (FABIO VOLO)

Ti voglio bene …non solo x quello che hai fatto di te stesso ,ma x ciò che stai facendo di me …
Ti voglio bene …xkè tu hai fatto più di quanto abbia fatto qualsiasi fede x rendermi migliore
e più di quello che abbia fatto qualsiasi destino x rendermi felice….
L’hai fatto senza un tocco,senza una parola,senza un cenno….
L’hai fatto essendo te stesso…
forse dopo tutto,questo vuol dire essere un amico….


IL TEMPO CHE VORREI (FABIO VOLO)

Non si può decidere di amare, viviamo senza poter sapere quando la donna o l’uomo che ci sconvolgerà entrerà nella nostra vita.
Potrebbe arrivare, come purtroppo è successo a me, quando ormai non si è più nemmeno capaci ad amare. Ci sono periodi in cui ci piacerebbe essere sconvolti da qualcuno, ma non è detto che la semplice forza del nostro desiderio ce la faccia incontrare.
E’ come quando si esce per fare shopping, spinti dal desiderio di comprare qualcosa, ma non si sa cosa! Potrebbe essere un libro, una sciarpa, un paio di occhiali o un profumo…ma a volte succede che “non ho preso niente,perchè non ho trovato nulla di interessante!”
Prima di incontrare lei avevo mille storie in ballo, mille avventure. Mi piaceva vivere così. Il fascino della novità è sempre stato per anni una droga cui non potevo rinunciare.
Poi è arrivata lei…e ho sentito che stava succedendo qualcosa di diverso. Tanti particolari mi hanno fatto capire che con lei non era come con le altre…uno di questi era che quando parlavo non mi andava di scegliere le parole, ma solo di dire tutto quello che pensavo e provavo. Con lei ho capito che mi sarei dovuto fermare, ma poi, invece di amarla fino in fondo, mi sono accorto che era arrivato il conto da pagare: Ho scoperto che non ero più in grado di amare.
Se qualcuno mi avesse chiesto se l’amavo, avrei risposto:”SI”. In fondo però, non sapevo se l’amavo veramente. Mentre cercavo di capire se ero ancora capace di farlo, ho iniziato a fingere l’amore.
La capacità di fingere l’avevo già sperimentata ed era ormai un abitudine per me, ci riuscivo bene, avendo finto tutta la vita! Pensavo che sarebbe stato facile anche con lei. Solitamente le persone che fingiamo di amare imparano ad accontentarsi, forse perchè anche se l’amore che si riceve non è vero, è però vera l’offerta, l’intenzione. Il volere, il desiderio di farlo.
Invece di ingannare lei ho ingannato me stesso. Perchè ad un certo punto ci ho creduto veramente.
L’odio non si può fingere, l’amore si. Anche se non per molto. Per assurdo, l’amore che fingevo era la cosa più vera della mia vita.
Nelle storie spesso succede che prima si sta bene e poi si sta male. In alcuni casi “si sta” si sta e basta, ne bene ne male. Noi no. A lei non bastava più l’intenzione, l’offerta, il desiderio di farlo. Il mio vero amore tardava ad arrivare…e lei stava mettendo la sua vita nelle mie mani.
Troppe responsabilità, troppa fragilità, troppa paura.
Accogliere la vita di una persona tra le proprie braccia significa molto, forse troppo per me. Significa prendersi tutto: I suoi sogni, le sue paure, i suoi desideri, il suo modo di pensare, i suoi valori, il suo modo di amare e di parlare. Persino gli orari del suo lavoro, il suono della sua sveglia, che la mattina suonava prima della mia.
Adesso che sono cambiato però, e ho capito molte cose, la rivorrei qui con me…per questo l’ho chiamata…perchè magari il treno non l’ho perso del tutto!
Come quando si scendono le scale per prendere la metropolitana sento il treno che arriva e corro pensando che sia quello che devo prendere. Invece mi sbaglio ed è quello dall’altra parte. Magari con lei non è ancora partito, è ancora li con le porte aperte.
Alla fine sono passati due anni, ma ancora la cerco e ci penso. Cosa mi manca di lei? Mi manca soprattutto il futuro! Nel senso che mi mancano tutte le cose che ancora non so e che vorrei scoprire con lei. Mi manca tutto ciò che avremmo potuto vivere insieme.

Il tempo che vorrei- Fabio volo


LE FRASI PIU’ BELLE DI FABIO VOLO

Cambiare posto al cuore con il cervello. Impara a pensare con il cuore e ad amare con la testa.

Pensare con il cuore ti costringe ad agire con amore. E ogni cosa da amare facendolo con la testa, ti costringe ad amare nel modo giusto. Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un’educazione al sentimento che non satà mai distruttivo.Fabio Volo

E’ UNA VITA CHE TI ASPETTO

Come potrei convincerti che saprò amarti se non sapessi amare me stesso?
Come potrei renderti felice se non potessi rendere felice me stesso?
Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione.
Con questo non ti sto dicendo “viviamo insieme”.
Ti sto dicendo “Viviamo”. Punto. Non sono innamorato di te…
Io ti amo. Per questo sono sicuro.
Nell’amare ci può anche essere una fase di innamoramento,
ma non sempre nell’innamoramento c’è vero amore. Io ti amo.
Come non ho mai amato nessuno prima. E sono anche innamorato di te.
La sera, quando tornavo a casa, avevo voglia di stare con una persona che mi avesse scelto.
Volevo essere SCEL-TO! Volevo una persona che voleva me.
Una persona per la quale io non potevo essere sostituito
da un giorno con l’altro. Una persona che mi facesse sentire speciale.
Diverso da tutti. Un individuo. Una persona. Un principe azzurro.

Avevo capito che rinunciare a se stessi,
non amarsi è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia.
Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l’unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri.

Le donne sono come fiori: se cerchi di aprirli con la forza,
i petali ti restano in mano e il fiore muore. Perchè solamente con il calore si schiudono.
E l’amore e la tenerezza insieme, sono il sole per un donna.
Avrei dovuto semplicemente amarla. Poi sarebbe stato tutto naturale.
Perchè una donna,quando si sente amata, si apre e dà tutto il suo mondo.

Innamorarsi è una droga, amare è una medicina.

Lei era entrata in quella parte del cuore dove ci sono le cose più buone, quella simile a una credenza dei dolci dove c’è la Nutella, i biscotti, le merendine, la marmellata; quell’angolo di cuore dove quando uno ci entra, succeda quel che succeda, da lì non uscirà mai. Non c’entra l’amore. Ci sono persone che da quando le conosci non smetti mai di volergli bene.

LA FELICITA'(FABIO VOLO)

Crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose.
Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
la felicità non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,. ..
non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…
la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose…
…e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
Fabio Volo, da “Il Volo del Mattino”

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